Ultima verifica: 14/01/2019

Vendere prodotti nell'UE

Decisione del Regno Unito di invocare l'articolo 50 del TUE: Più informazioni

A partire dal 30 marzo 2019 tutto il diritto dell’UE cesserà di applicarsi al Regno Unito a meno che un accordo di recesso ratificato non stabilisca un’altra data, o il Consiglio europeo e il Regno Unito decidano di comune accordo di prorogare il periodo di due anni di negoziati. Per maggiori informazioni sulle conseguenze giuridiche per le imprese:

Un'impresa che opera in Europa può beneficiare del mercato unico dell'UE e anche di alcuni accordi commerciali con altri paesi europei. Ciò significa che le sue merci possono circolare liberamente all'interno di questo territorio senza costi supplementari o restrizioni quantitative. Si tratta della cosiddetta libera circolazione delle merci.

Le formalità doganali devono essere completate quando si importano o esportanoen merci tra l'UE e paesi terzi (tra cui anche quelli che beneficiano della libera circolazione delle merci, in questo caso: lo Spazio economico europeo, la Svizzera, la Turchia, Andorra e San Marino).

Norme e regolamenti dell'UE in materia di prodotti

Prima di introdurre merci sul mercato dell'UE è necessario assicurarsi che i prodotti soddisfino i requisiti dell'UE per proteggere la salute umana, animale, l'ambiente e i diritti dei consumatori. I requisiti potrebbero essere le norme e le specifiche che sono armonizzate all'interno dell'UE o quelle gestite da ciascun paese dell'UE ma riconosciute dall'UE; ciò è noto come il riconoscimento reciproco. Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina riguardante le norme e i disciplinari sui prodotti.

Non discriminazione fra i clienti di tutta l'UE

Anche se un'impresa è libera di definire le proprie condizioni generali di vendita, comprese le limitazioni riguardanti la consegna, tutti i clienti con sede nell'UE devono avere lo stesso accesso alle merci di quelli locali.

Se un'impresa offre un prezzo speciale, una promozione o condizioni speciali di vendita, devono essere accessibili a tutti i clienti, indipendentemente dal paese dell'UE in cui hanno sede, dalla loro cittadinanza, da luogo di residenza o dalla sede dell'impresa.

Le norme si applicano a operazioni online e off-line a condizione che le vendite siano effettuate agli utilizzatori finali (singoli o imprese che non hanno intenzione di rivendere, trasformare, lavorare, affittare o subappaltare i loro acquisti).

Accesso alle interfacce online

I clienti devono essere in grado di accedere alla versione del sito dell'impresa che desiderano utilizzare: ad esempio, se scrivono l'URL spagnolo del sito quando si collegano dall'Italia, non dovrebbero essere reindirizzati automaticamente alla versione italiana. Devono dare il loro consenso prima di essere reindirizzati e avere il diritto di revocare il consenso in qualsiasi momento.

Vendita di prodotti senza consegna

Le imprese che offrono un servizio di raccolta devono garantire che i clienti con sede in paesi dell'UE in cui non offrono un servizio di consegna abbiano il diritto di ordinare prodotti dal sito aziendale e di organizzarne direttamente la consegna o il ritiro.

Informazioni sulla circolazione delle merci

Chi esporta e/o importa all'interno dell'UE merci per un valore superiore ad una determinata soglia è tenuto a fornire dati statistici sui propri flussi commerciali intra UE.

Le soglie al di sopra delle quali esiste l'obbligo di informazione sono fissate ogni anno da ciascuno Stato membro dell'UE (abitualmente nell'ultimo trimestre) e sono valide per l'intero anno di calendario successivo. Esistono soglie distinte (che possono differire tra loro) per le esportazioni (spedizioni) e le importazioni (arrivi).

Soglie di esenzione

INTRASTAT: Soglia di esenzione (per paese) 2019 - Arrivo - Euro 2019 - Arrivo - Valuta nazionale 2019 - Spedizione - Euro 2019 - Spedizione - Valuta nazionale
AT  750 000  750 000  750 000  750 000
BE 1 500 000 1 500 000 1 000 000 1 000 000
BG  235 194  460 000  143 163  280 000
CY  160 000  160 000  55 000  55 000
CZ  480 000 12 000 000  480 000 12 000 000
DE  800 000  800 000  500 000  500 000
DK  897 000 6 700 000  670 000 5 000 000
EE  230 000  230 000  130 000  130 000
GR  150 000  150 000  90 000  90 000
ES  400 000  400 000  400 000  400 000
FI  600 000  600 000  600 000  600 000
FR  460 000  460 000  460 000  460 000
HR  297 000 2 200 000  162 000 1 200 000
HU  515 152 170 000 000  303 030 100 000 000
IE  500 000  500 000  635 000  635 000
IT  800 000  800 000  400 000  400 000
LT  250 000 250 000  150 000  150 000
LU  200 000  200 000  150 000  150 000
LV  200 000  200 000  100 000  100 000
MT   700   700   700   700
NL 800 000 800 000 1 000 000 1 000 000
PL  939 500 4 000 000  469 000 2 000 000
PT  350 000  350 000  250 000  250 000
RO  193 690  900 000  193 690  900 000
SE 872 000 9 000 000  436 000 4 500 000
SI  140 000  140 000  220 000  220 000
SK  200 000  200 000  400 000  400 000
UK 1 690 650 1 500 000  281 775  250 000

Da quando decorre l'obbligo di informazione?

Lo Stato membro di appartenenza fissa una soglia valida per un determinato anno di calendario.

Esempio: il "vostro" paese dell'UE fissa la soglia per le importazioni per il 2016 a 100 000 euro. Se nel 2015 le vostre importazioni sono state superiori a 100 000 euro siete tenuti a fornire informazioni a partire dal gennaio 2016.

Esempio: il "vostro" paese dell'UE ha fissato la soglia per le importazioni per il 2015 a 100 000 euro. Da gennaio a giugno 2015 le vostre importazioni ammontavano cumulativamente a 90 000 euro. A luglio avete importato merci per altri 15 000 euro. Poiché avete superato la soglia nel luglio 2015, dovete fornire informazioni a partire da tale mese. La vostra prima dichiarazione Intrastat riguarderà pertanto le importazioni effettuate a luglio per 15 000 euro.

È possibile che dobbiate dare informazioni sulla circolazione della merce da o verso i paesi dell'UE in cui la vostra società non ha sede.

Esempio

Una società di abbigliamento con sede in Austria (AT) acquista beni dagli Stati Uniti ed effettua lo sdoganamento nei Paesi Bassi (NL) (è possibile farlo ottenendo un numero di partita iva olandese senza la necessità di registrare l'azienda nei Paesi Bassi).

Dopo lo sdoganamento l'azienda austriaca sposta la merce dai Paesi Bassi all'Austria con una spedizione considerata intra-UE nei Paesi Bassi. Se nel corso del suo esercizio l'azienda austriaca effettua spedizioni dai Paesi Bassi che superano la soglia di rendicontazione (1 200 000 euro), l'azienda deve dichiarare il flusso commerciale nei Paesi Bassi.

Tuttavia, a causa delle diverse soglie nei paesi dell'UE, la società austriaca potrebbe essere esente dall'obbligo di notifica dell'arrivo in Austria (in questo caso 750 000 EUR) dove l'impresa è registrata.

Chi ha l'obbligo di fornire informazioni?

Le imprese e i singoli individui con partita IVA che spediscono e/o ricevono beni, se le spedizioni e/o gli arrivi superano la rispettiva soglia annua.

Potete chiedere a una ditta specializzata di rappresentarvi e inviare le informazioni a vostro nome.

Quando vanno comunicate le informazioni?

Quali flussi vanno comunicati?

Gli spostamenti fisici di beni dallo Stato membro di spedizione allo Stato membro di arrivo (e viceversa).

Se siete in possesso di un'autorizzazione per la procedura doganale di perfezionamento attivofrdeen e le merci non perfezionate/perfezionate vengono spostate da uno Stato membro all'altro, occorre fornire informazioni al riguardo (da maggio 2014).

Nota: se offrite solo servizi transfrontalieri che non prevedono alcuno spostamento transfrontaliero di merci, non è necessario comunicarlo nel sistema Intrastat.

Quali dati vanno comunicati?

I dati Intrastat da fornire ogni mese comprendono:

(Se il valore si riferisce ad attività di lavorazione, occorre stabilire il valore dei beni lavorati e poi calcolare il valore dei beni non lavorati più il valore aggiunto durante la lavorazione, ad esempio per i materiali e i salari.)

Esempio: avete un contratto per il rivestimento di tubi di metallo che vengono spediti da un altro Stato membro. Il valore delle vostre importazioni su cui fornire informazioni sarà quello dei tubi non lavorati; per le vostre esportazioni dovrete indicare il valore dei tubi rivestiti (che consisterà nel valore dei tubi non lavorati più gli altri costi aggiuntivi: oneri di servizio e materiali).

Potrebbe anche esservi richiesto di fornire ulteriori informazioni quali i termini di consegna indicati nel vostro contratto (ad es. EXW, CIF, FOB) o la modalità di trasporto (ad es. trasporto marittimo, su strada o ferroviario).

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