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Aggiornamento 12/2015

Aggiornamento 12/2015

Regole di concorrenza

L'UE applica a tutela della libera concorrenza norme severe che vietano certe pratiche (vedere sotto).

Tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni, sono chiamate a rispettare tali norme. L'ammenda per chi infrange le regole di concorrenza dell'UE può arrivare fino al 10% del fatturato annuale mondiale. In alcuni paesi dell'UE i singoli dirigenti delle imprese coinvolte rischiano pene severe, tra cui il carcere.

Le regole di concorrenza dell'UE si applicano direttamente in tutti i paesi membri e i tribunali nazionali devono farle rispettare. Sono applicabili non soltanto alle imprese, ma anche a qualsiasi organizzazione che esercita un'attività economica (ad esempio le associazioni di categoria ed altre organizzazioni industriali).

Divieto n. 1: contatti e accordi illegali

Questi accordi, detti anche cartelli, sono vietati perché limitano la concorrenza. Possono assumere diverse forme e non è necessario che siano ufficialmente approvati dalle imprese coinvolte. Le pratiche più comuni:

  • fissazione dei prezzi
  • ripartizione dei mercati
  • ripartizione della clientela
  • limitazione della produzione
  • accordi di distribuzione tra fornitori e rivenditori dove, ad esempio, il prezzo al consumatore viene imposto dal fornitore.

Possono essere considerati anticoncorrenziali tutti gli accordi e scambi di informazioni tra un'impresa e i suoi concorrenti che mirano a ridurre la sua incertezza strategica sul mercato (per quanto riguarda costi di produzione, fatturato, capacità, piani di commercializzazione, ecc.).

Anche il fatto di svelare unilateralmente questo tipo d informazioni strategiche per e-mail, telefono o in occasione di incontri può essere considerato una violazione delle regole.

Per evitare qualsiasi rischio è opportuno:

  • non fissare prezzi o altre condizioni commerciali
  • non limitare la produzione
  • non ripartire i mercati
  • non scambiare informazioni strategiche sulla propria impresa.

Alcuni accordi non sono vietati, se vanno a vantaggio dei consumatori e dell'economia nel suo insieme. Ne sono un esempio gli accordi su ricerca e sviluppo e trasferimento di tecnologie. Questi casi rientrano nei regolamenti di esenzione per categoria English .

Divieto n. 2: abuso di posizione dominante

Se l'azienda detiene un'importante quota di mercato, occupa una posizione dominante e deve stare particolarmente attenta a non:

  • applicare prezzi irragionevolmente elevati, a danno dei consumatori
  • applicare prezzi eccessivamente bassi per escludere i concorrenti dal mercato
  • operare delle discriminazioni tra i clienti
  • imporre certe condizioni commerciali ai partner.

Come segnalare pratiche anticoncorrenziali?

Ogni pratica commerciale in grado di limitare la concorrenza può essere segnalata. Se la situazione è specifica e limitata al paese o alla regione in cui si risiede, oppure non riguarda più di tre altri paesi dell'UE, è preferibile contattare l'autorità nazionale garante della concorrenza English .

In caso di dubbio, è possibile rivolgersi alla Commissione europea al seguente indirizzo: comp-market-information@ec.europa.eu o scrivere a:

Commissione europea, Direzione generale della Concorrenza
Protocollo Antitrust
B-1049 Bruxelles, Belgio

Chi ritiene di essere coinvolto in un cartello o altra pratica che limita la concorrenza, deve sapere che la prima società che fornisce le prove di un cartello può ottenere l'immunità totale dalle ammende (vedere il programma di trattamento favorevole English ).

I primi contatti con la Commissione europea vanno presi per fax al numero: +32 2 2994585 o per telefono ai numeri: +32 2 2984190 oppure +32 2 2984191.

Fusioni

Le imprese di una certa dimensione (con un fatturato complessivo a livello mondiale pari o superiore a 2,5 miliardi di euro) che operano nell'UE e che prevedono di attuare una fusione devono chiedere l'autorizzazione alla Commissione europea, a prescindere dal paese in cui hanno la propria sede principale. L'autorizzazione dipenderà dalla quota di mercato che la società potrebbe detenere nell'UE a seguito della fusione. Le concentrazioni tra piccole imprese non sono generalmente vietate.

Aiuti di Stato

In linea di massima la normativa europea vieta gli aiuti di Stato (che possono prendere varie forme, come sovvenzioni, abbuoni d'interesse, sgravi fiscali, garanzie sui prestiti), perché rischiano di dare a certe imprese un vantaggio sui concorrenti e quindi causare distorsioni della concorrenza.

Gli aiuti di Stato possono essere  consentiti nei casi seguenti::

  • sostegno alle piccole imprese
  • promozione dello spirito imprenditoriale
  • ricerca, sviluppo e innovazione
  • sviluppo regionale
  • capitale di rischio
  • creazione di posti di lavoro
  • protezione dell'ambiente.

La Commissione europea controlla questi tipi di aiuti. Chi è a conoscenza di un aiuto di Stato illegale può presentare una denuncia online.

Riferimenti

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