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Dieci buoni propositi per aiutare la Terra

Decalogo WWF: semplici regole quotidiane con cui possiamo fare la differenza!

Nella convinzione che l’impegno individuale di ogni singolo cittadino sia la chiave per fare la differenza, ecco di seguito i molto condivisibili 10 buoni propositi stilati dal WWF.

1) Acquistare prodotti locali: in modo da sostenere l’economia locale e le filiere italiane, si riduce, inoltre, le emissioni di CO2 limitando i trasporti.

2) Mangiare prodotti di stagione: la frutta e la verdura hanno una propria stagionalità. In natura le specie animali si nutrono in maniera diversa a seconda delle stagioni e questo è importante per la conservazione degli ecosistemi. I prodotti di stagione, soprattutto se locali, impiegano poco tempo per arrivare sulle nostre tavole mantenendo così maggiore contenuto di vitamine e nutrienti rispetto a quelle che, fuori stagione, devono permanere nei frigoriferi prima di giungere sui banchi del supermercato.

3) Diminuire il consumo di carne: l’attuale modello industriale di allevamento animale è la causa di gravissimi problemi ambientali: cambiamenti climatici, inquinamento, consumo di acqua, perdita di biodiversità, deforestazione e consumo di risorse fossili.

4) Scegliere i pesci giusti: Come? Ad esempio preferendo il pesce pescato, rispetto a quello di acquacoltura e scegliere specie non in pericolo di estinzione.

5) Ridurre gli sprechi del cibo.

6) Privilegiare i prodotti biologici: l’agricoltura biologica riduce il più possibile l’impatto ambientale delle attività produttive, basandosi sul rispetto dei processi ecologici, delle risorse (in primis suolo e acqua) e della biodiversità ed eliminando l’uso di sostanze chimiche di sintesi.

7) Acquistare prodotti con poco imballaggio: le confezioni rappresentano un costo a carico dell’ambiente in quanto richiedono risorse (energia, acqua, materie prime) per essere prodotti e hanno impatti sulle emissioni di gas serra, sulla biodiversità e salute umana. Inoltre gli imballaggi incidono notevolmente sul prezzo del prodotto finito. La soluzione sta nella scelta di prodotti sfusi e alla spina.

8) Evitare cibi eccessivamente lavorati: Questa tipologia di alimenti (che include anche sughi, surgelati, caffè in cialde, piatti pronti refrigerati, barrette di cereali, frutta già tagliata in vaschetta e prodotti light) ha impatti molto elevati, prioritariamente dovuti alle richieste di energia nelle fasi di produzione e conservazione.

9) Bere l’acqua di rubinetto: Nella maggior parte delle città italiane la qualità dell’acqua di rubinetto è sicura, salubre, batteriologicamente pura e accettabile al gusto.

10) Evitare sprechi ai fornelli: si può decidere di cuocere, in forno, più teglie insieme, cercando di evitare di aprire in continuazione il forno. Spegnere qualche minuto prima dell’avvenuta cottura, ultimandola con il calore residuo. L’uso del coperchio è capace di ridurre i tempi di cottura e l’energia utilizzata. Attenzione alla scelta del recipiente in cui cucinare: i recipienti in rame e alluminio possono essere dannosi per la salute perché durante la cottura rilasciano sostanze pericolose. Così come le pentole in coccio e terracotta rivestite spesso da smalti e colori tossici, come il piombo, usati per dare maggiore brillantezza ai colori. Attenzione anche alle pentole antiaderenti: al momento dell’acquisto bisogna controllare sull’etichetta che non contengano PFOA, acido perfluoroottanoico, la cui tossicità è ormai dimostrata. L’acciaio inox è un materiale particolarmente inerte, atossico e adatto praticamente ad ogni tipo di cottura. Un altro materiale sicuro è il vetro Pirex ottimo per cucinare in forno.

Foilsithe: Aoi, 21/11/2014 - 13:14


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