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Movimento contro i tirocini non retribuiti

Photographer: Sarah Benke
A seguito della pressione per vietare i tirocini non retribuiti nelle istituzioni dell’Unione europea, il Forum europeo della gioventù e l’intergruppo per la gioventù stanno lanciando una campagna per tirocini equi a sostegno del movimento globale che chiede dignità per i giovani tirocinanti.

Un anno fa, quando ha iniziato il tirocinio, Zuzana Vaněčková si aspettava una significativa esperienza di apprendimento che sarebbe risultata utile per la sua carriera. E invece, questa studentessa ceca nel settore dell’istruzione degli adulti è stata relegata a fare il caffè per i suoi datori di lavoro. L'impressione era quella di essere sfruttata come manodopera a buon mercato: un'esperienza "deprimente", per usare le sue parole. Ora, a 23 anni, Zuzana pronuncia un discorso appassionato al Parlamento europeo. Questo segna il lancio della campagna per tirocini equi, alla quale partecipa attivamente.

 

La campagna chiede diritti di base per i tirocinanti e tirocini retribuiti che offrano un'esperienza di apprendimento significativa. Nel documento programmatico, subito firmato da 9 eurodeputati, si chiede al Parlamento europeo di:

·       retribuire i tirocinanti

·       limitare la durata massima di un tirocinio a 12 mesi e

·       elaborare un accordo di apprendimento.

 

Terry Reintke, copresidente dell' intergruppo per la gioventù, descrive questa campagna #fairinternships come un'opportunità per inviare un messaggio chiaro e forte contro la normalizzazione dei tirocini non retribuiti. Come sottolinea, alcuni tirocinanti devono lavorare in condizioni inaccettabili, e solo pochi possono permettersi di accettare un tirocinio di lunga durata non retribuito. L’esistenza di tirocini di questo tipo accentua le disuguaglianze di accesso agli incarichi retribuiti.

 

In base ad un sondaggio svolto nei mesi di gennaio e febbraio 2017 tra i 233 tirocinanti del Parlamento europeo, coloro che lavoravano per i gruppi politici venivano retribuiti. Tuttavia, la retribuzione di coloro che lavoravano per gli eurodeputati variava come segue:

·       nessuna retribuzione: 8% dei tirocinanti

·       meno di 300 euro: 3%

·       tra 300 e 600 euro: 12%

·       tra 600 e 1 000 euro: 32%

·       oltre 1 000 euro: 44%.

 

Dato che il 17% dei tirocini non erano retribuiti nel 2013, vi sono stati alcuni miglioramenti.

 

Anche se la situazione al Parlamento europeo lascia ancora molto a desiderare, di solito le istituzioni offrono ai loro tirocinanti condizioni migliori rispetto a quelle di altre organizzazioni del mercato del lavoro. Per migliorare la situazione, il Forum della gioventù ha pubblicato una Guida per i datori di lavoro su tirocini di qualità, con il sostegno della Commissione europea e della Fondazione europea per la gioventù del Consiglio d'Europa.

 

Nel 2012, il Forum europeo della gioventù ha presentato una Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati in occasione della consultazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro organizzata dal Comitato economico e sociale europeo. I sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro dell'UE si sono impegnati a offrire un numero maggiore di tirocini e apprendistati di qualità. Per scoprire i tirocini disponibili, dai un'occhiata al sito Eurodesk.

 

"Le istituzioni danno l'esempio per il mercato del lavoro", dichiara Bryan Watkins di Global Intern Coalition, una coalizione che intende riunire i movimenti di tirocinanti di tutto il mondo e che di recente ha organizzato uno sciopero mondiale dei tirocinanti.

 

Recentemente una istituzione dell’UE, il Servizio europeo per l’azione esterna, è stata oggetto di un'indagine da parte del Mediatore europeo, che ha riscontrato che impiegava ben 800 tirocinanti non retribuiti a livello mondiale. Il 15 febbraio 2017, il Mediatore ha formulato una raccomandazione in cui dichiarava che l'istituzione "ha agito scorrettamente non offrendo una remunerazione per determinati tirocini".

 

Al di là delle istituzioni dell'UE, 4,5 milioni di studenti e laureati in tutta Europa svolgono un tirocinio ogni anno - e il 59% non viene pagato. E allora come sapere in che modo le imprese trattano i tirocinanti? È questa l'idea alla base di Interns Go Pro, una banca dati pubblica che valuta le imprese secondo questi criteri. Régis Pradal, uno dei cofondatori, spiega che il risultato finale sarà una classifica che permetterà alle aziende di ottenere un marchio europeo per tirocini di qualità. Le università, le ONG, i portali per il lavoro, i media, i giovani e i datori di lavoro sono invitati a partecipare a questa iniziativa per la trasparenza in materia di occupazione giovanile.