Ultima verifica: 08/04/2020

Parità di trattamento e libera circolazione

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Lavoratori di altri paesi dell'UE: parità di trattamento e nessun obbligo di permesso di lavoro

I datori di lavoro hanno il diritto di assumere personale di qualsiasi paese dell'UE. Ai lavoratori degli altri paesi va riconosciuto lo stesso trattamento di quello riservato ai cittadini del proprio paese. Nella fase di assunzione non si possono imporre criteri discriminatori, ad esempio sulla base della nazionalità. Occorre inoltre garantire ai cittadini di altri paesi europei le stesse condizioni di lavoro (retribuzione, ferie retribuite, ecc.) offerte ai cittadini del proprio paese. I cittadini di un paese dell'UE non hanno bisogno di un permesso di lavoro per svolgere un'attività professionale in un altro paese dell'UE.

I cittadini della Croazia potrebbero ancora aver bisogno di un permesso di lavoro in Austria, mentre per alcuni cittadini dell'UE vi è ancora l'obbligo del permesso per farsi assumere in Croazia. Per saperne di più sui permessi di lavoro nell'UE.

È possibile chiedere ai candidati di altri paesi dell'UE di dimostrare le conoscenze linguistiche necessarie per un impiego, ma il livello richiesto deve essere in linea con le mansioni da svolgere.

La legge vieta inoltre le discriminazione fondate su:

Per le assunzioni da altri paesi dell'UE può risultare utile EURES - il portale europeo della mobilità professionale.

Se l'azienda ha sede in una regione di confine, EURES può anche offrire indicazioni utili su come gestire dal punto di vista amministrativo i pendolari che provengono dal paese vicino.

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