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CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA

IT
C/08/105
8619/08 (Presse 105)
(OR. en)
COMUNICATO STAMPA
2864ª e 2865ª sessione del Consiglio
Affari generali e relazioni esterne
Lussemburgo, 29 aprile 2008
Presidente Dimitrij RUPEL
Ministro degli affari esteri della Slovenia

Principali risultati del Consiglio
Il Consiglio ha accolto con favore la firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) e dell'accordo interinale con la Serbia quale passo significativo sul cammino di questo paese verso l'UE. Ha espresso l'auspicio che attraverso la cornice globale offerta da tali accordi e dagli altri meccanismi del processo di stabilizzazione e associazione sia intensificata la cooperazione con la Serbia. Rammentando che la piena cooperazione con l'ICTY, che comprende il fatto di compiere ogni possibile sforzo per arrestare ed estradare le persone accusate di crimini di guerra, costituisce un elemento essenziale dei suddetti accordi, i ministri hanno convenuto di sottoporre l'ASA alla ratifica dei rispettivi parlamenti nazionali e la Comunità ha deciso di attuare l'accordo interinale non appena il Consiglio avrà stabilito che la Serbia coopera appieno con l'ICTY. Il Consiglio e la Commissione si accerteranno regolarmente che la Serbia continui a cooperare appieno con l'ICTY. L'UE ed i suoi Stati membri assisteranno la Serbia a questo proposito. La firma dell'ASA e dell'accordo interinale hanno avuto luogo a margine del Consiglio.
Il Consiglio si è rallegrato che con la recente adozione delle due leggi di polizia si sia conclusa la prima fase della riforma di polizia in Bosnia-Erzegovina . Ha rammentato che l'accordo su una riforma della polizia in sintonia con i tre principi dell'UE è uno dei presupposti per avanzare ulteriormente verso la conclusione dell'ASA. Il Consiglio ha riconosciuto i progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina in relazione alle quattro condizioni per la firma dell'ASA citate nelle conclusioni del Consiglio del 12 dicembre 2005. Pur dovendo la Bosnia-Erzegovina impegnarsi ancora per attuare le riforme, il Consiglio ha espresso la propria disponibilità a firmare l'ASA. I preparativi tecnici sono in corso.
***
Il Consiglio ha inoltre adottato, senza dibattito, il regolamento relativo alla riforma dell'organizzazione comune del mercato vitivinicolo dell'UE i cui obiettivi sono : migliorare la competitività dei produttori vitivinicoli dell'Unione europea, riconquistare mercati sia all'interno sia al di fuori dell'Unione europea, equilibrare la domanda e l'offerta, semplificare la regolamentazione, salvaguardare le migliori tradizioni della produzione vitivinicola europea, rafforzare il tessuto sociale nelle zone rurali e assicurare il rispetto dell'ambiente. Esso si applicherà a decorrere dal 1º agosto 2008, con qualche eccezione. Esso fa parte della riforma della politica agricola dell'UE iniziatasi nel 2003.

SOMMARIO1

Georgia 19

Pirateria marittima 19

Tibet 19

RELAZIONI ESTERNE

  • Uzbekistan - Misure restrittive - Conclusioni del Consiglio 21
  • Riesame degli orientamenti dell'UE in materia di tortura - Conclusioni del Consiglio 23
  • Afghanistan - Conclusioni del Consiglio 23
  • Relazioni con l'America latina e i Caraibi 25
  • Relazioni con il Consiglio di cooperazione del Golfo 26

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

  • Accordo ACP-UE di partenariato di Cotonou - Revisione intermedia 26

POLITICA COMMERCIALE

  • Antidumping - biancheria da letto, cumarina e calzature 27

AFFARI GENERALI

  • Lavori nelle varie formazioni del Consiglio 27
  • Comunicare l'Europa - Conclusioni del Consiglio 27

TRASPARENZA

  • Relazione annuale sull'accesso del pubblico ai documenti 28
  • Accesso del pubblico ai documenti 28

BILANCIO

  • Modifica del quadro finanziario pluriennale dell'UE 29

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

  • Calendario del SIS II 29
  • Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze - Partecipazione della Turchia 29

AGRICOLTURA

  • Riforma del settore vitivinicolo 30
  • Controllo dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) 32

RICERCA

  • Fondo di ricerca carbone e acciaio * 32

AMBIENTE

  • Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza - Direttive di negoziato 33

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig. Karel DE GUCHT Ministro degli affari esteri

Sig. Olivier CHASTEL Sottosegretario di Stato agli affari esteri

Per la Bulgaria:

Sig. Ivailo KALFIN Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri

Per la Repubblica ceca:

Sig. Karel SCHWARZENBERG Ministro degli affari esteri

Per la Danimarca:

Sig. Per Stig MøLLER Ministro degli affari esteri

Sig. Michael ZILMER-JOHNS Sottosegretario di Stato per la politica estera e di sicurezza, la politica dell'UE e il coordinamento con l'UE

Per la Germania:

Sig. Günter GLOSER Ministro aggiunto, Ministero federale degli affari esteri

Per l'Estonia:

Sig. Urmas PAET Ministro degli affari esteri

Per l'Irlanda:

Sig. John McGUINNESS Ministro aggiunto presso il Ministero delle imprese, del commercio e dell'occupazione incaricato del commercio

Per la Grecia:

Sig. Ioannis VALINAKIS Sottosegretario di Stato agli affari esteri

Per la Spagna:

Sig. Diego LÓPEZ GARRIDO Sottosegretario di Stato agli affari europei

Per la Francia:

Sig. Jean-Pierre JOUYET Sottosegretario di Stato incaricato degli affari europei

Per l'Italia:

Sig. Rocco CANGELOSI Rappresentante permanente

Per Cipro:

Sig. Markos KYPRIANOU Ministro degli affari esteri

Per la Lettonia:

Sig. Māris RIEKSTIŅŠ Ministro degli affari esteri

Per la Lituania:

Sig. Petras VAITIEKŪNAS Ministro degli affari esteri

Per il Lussemburgo:

Sig. Jean ASSELBORN Vice Primo Ministro, Ministro degli affari esteri e dell'immigrazione

Sig. Nicolas SCHMIT Ministro degli affari esteri e dell'immigrazione

Per l'Ungheria:

Sig.ra Kinga GÖNCZ Ministro degli affari esteri

Per Malta:

Sig. Tonio BORG Vice Primo Ministro e Ministro degli affari esteri

Per i Paesi Bassi:

Sig. Maxime VERHAGEN Ministro degli affari esteri

Sig. Frans TIMMERMANS Ministro incaricato degli affari europei

Per l'Austria:

Sig.ra Ursula PLASSNIK Ministro federale degli affari europei ed internazionali

Per la Polonia:

Sig. Radosław SIKORSKI Ministro degli affari esteri

Per il Portogallo:

Sig. Manuel LOBO ANTUNES Sottosegretario di Stato aggiunto, responsabile degli affari europei

Per la Romania:

Sig. Lazar COMANESCU Ministro degli affari esteri

Per la Slovenia:

Sig. Dimitrij RUPEL Ministro degli affari esteri

Sig. Matjaž ŠINKOVEC Sottosegretario di Stato al Gabinetto del Primo Ministro

Sig. Janez LENARČIČ Sottosegretario di Stato all'ufficio governativo per gli affari europei

Per la Slovacchia:

Sig.ra Diana STROFOVA Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri

Per la Finlandia:

Sig. Alexander STUBB Ministro degli affari esteri

Sig.ra Astrid THORS Ministro della migrazione e degli affari europei

Per la Svezia:

Sig. Carl BILDT Ministro degli affari esteri

Per il Regno Unito:

Sig. Jim MURPHY Ministro aggiunto per gli affari europei

Per la Commissione:

Sig. Olli REHN Membro

Sig. Louis MICHEL Membro

Sig.ra Benita FERRERO-WALDNER Membro

Segretariato Generale del Consiglio:

Sig. Javier SOLANA Segretario Generale/Alto Rappresentante per la PESC

PUNTI DISCUSSI

BALCANI OCCIDENTALI - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha discusso sulla situazione nei Balcani occidentali, con particolare attenzione alla Serbia e alla Bosnia-Erzegovina ed ha adottato le seguenti conclusioni:

"SERBIA

Il Consiglio si compiace della firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) nonché dell'accordo interinale con la Serbia in quanto passo importante nel processo di avvicinamento all'UE. Aspetta con interesse l'intensificarsi della cooperazione con la Serbia attraverso il quadro globale offerto dai suddetti accordi e dagli altri meccanismi del processo di stabilizzazione e di associazione.

Il Consiglio, ricordati gli articoli 2, 4 e 133 dell'ASA e gli articoli 1 e 54 dell'accordo interinale, ha dichiarato che la piena cooperazione con l'ICTY, inclusi tutti i possibili sforzi per arrestare e trasferire gli imputati, è parte integrante di detti accordi.

I Ministri hanno pertanto convenuto di sottoporre l'ASA ai rispettivi parlamenti per la ratifica e la Comunità ha deciso di applicare l'accordo interinale non appena il Consiglio avrà stabilito che la Serbia coopera pienamente con l'ICTY.

Il Consiglio e la Commissione intendono controllare regolarmente la continuità della piena cooperazione della Serbia con l'ICTY. L'UE e gli Stati membri assisteranno in tal senso la Serbia.

BOSNIA-ERZEGOVINA

Il Consiglio ha accolto con favore la conclusione della prima fase della riforma della polizia grazie alla recente adozione di due leggi di polizia. Il Consiglio ha rammentato che un accordo sulla riforma della polizia in linea con i tre principi dell'UE costituisce una delle condizioni necessarie per progredire ulteriormente verso la conclusione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA).

Il Consiglio ha riconosciuto i progressi compiuti dalla Bosnia-Erzegovina per quanto riguarda tutte e quattro le condizioni per la firma dell'accordo di stabilizzazione e di associazione, come illustrate nelle conclusioni del Consiglio del 12 dicembre 2005. Il Consiglio ha espresso la sua disponibilità a firmare l'accordo di stabilizzazione e di associazione anche se la Bosnia-Erzegovina dovrà compiere ulteriori sforzi in materia di riforme. Sono in corso preparativi tecnici.

Il Consiglio ha sottolineato l'importanza del futuro accordo di stabilizzazione e di associazione che costituisce il quadro essenziale per le relazioni tra l'UE e la Bosnia-Erzegovina e un elemento importante per garantire la stabilità e rafforzare il dialogo all'interno del paese. Ha pertanto incoraggiato tutte le forze politiche della Bosnia-Erzegovina ad unire gli sforzi per proseguire con ferma determinazione il suo programma di riforme, incluse le priorità stabilite nel partenariato europeo.

Rammentando le conclusioni del 10 marzo 2008, il Consiglio ha esortato la Commissione europea ad avviare quanto prima con la Bosnia-Erzegovina un dialogo in materia di visti.

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE SUI BALCANI OCCIDENTALI

Il Consiglio ha accolto con favore la comunicazione della Commissione "Rafforzare la prospettiva europea dei Balcani occidentali", come base delle discussioni avute in occasione della riunione informale dei ministri degli affari esteri (Gymnich) e del forum UE-Balcani occidentali a Brdo del 29 marzo 2008.

I progressi compiuti negli ultimi anni grazie al processo di stabilizzazione e di associazione devono essere sostenuti e resi irreversibili. È necessario che la prospettiva europea sia tangibile e più visibile per la popolazione dei Balcani occidentali.

A tal fine, il Consiglio ha accolto con favore l'avvio del dialogo sulla liberalizzazione dei visti e attende di discutere le tabelle di marcia relative a tutti i paesi della regione. Il Consiglio si è rallegrato dell'intenzione della Commissione di aumentare ulteriormente il numero delle borse di studio accordate agli studenti dei Balcani occidentali desiderosi di studiare nell'UE nonché dell'iniziativa di incrementare gli aiuti alla società civile e di intensificare il coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali e con i donatori bilaterali onde sostenere lo sviluppo socioeconomico nella regione. Ha espresso sostegno alla cooperazione rafforzata proposta in materia di prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi nella regione e ha esortato ad una maggiore partecipazione dei Balcani occidentali ai programmi e alle agenzie comunitari, nonché a trasformare l'Istituto regionale di pubblica amministrazione (ReSPA) in una scuola perfettamente funzionante sin dagli inizi del 2009.

Il Consiglio è determinato a sostenere la piena attuazione di tali misure. Ha inoltre invitato altre formazioni del Consiglio a portare avanti i lavori in settori quali i trasporti e l'energia, illustrati nella comunicazione della Commissione."

ZIMBABWE - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha discusso sulla situazione nello Zimbabwe ed ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio segue attentamente la situazione nello Zimbabwe dopo le elezioni del 29 marzo ed esprime notevole preoccupazione per il ritardo nell'annunciare i risultati delle elezioni presidenziali nonché per gli atti di intimidazione, le violazioni dei diritti umani e la violenza.

2. L'UE giudica inaccettabile e ingiustificabile che quattro settimane dopo che la popolazione dello Zimbabwe ha esercitato il proprio diritto democratico fondamentale non siano stati pubblicati i risultati delle elezioni presidenziali. L'UE chiede che i risultati di tali elezioni siano resi noti immediatamente e riflettano in modo veritiero la volontà libera e democratica della popolazione zimbabwana, poiché il ritardo suscita notevoli preoccupazioni quanto alla credibilità del processo.

3. L'UE condanna la violenza e le intimidazioni perpetrate dopo le elezioni contro i zimbabwani e chiede che cessino immediatamente. Ritiene che questi gravi incidenti costituiscano attacchi mirati e politicamente motivati contro sostenitori del cambiamento democratico. Sottolinea altresì che i recenti arresti hanno dimostrato che il governo zimbabwano non si impegna a consentire alla commissione elettorale dello Zimbabwe di operare quale istituzione indipendente.

4. L'UE osserva che il rispetto della libertà di riunione e dei media, nonché un'atmosfera scevra da intimidazioni e violenze, sono essenziali per lo svolgimento di elezioni libere ed eque, e chiede che il processo elettorale sia completato in un contesto che rispetti questi principi.

5. I paesi della regione, la Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe e l'Unione africana hanno un ruolo cruciale e una responsabilità nel portare avanti il loro impegno inteso a risolvere la crisi attuale nello Zimbabwe. L'UE condivide le preoccupazioni della SADC per questa situazione e conferma il proprio pieno sostegno agli sforzi di questa volti a risolvere l'attuale crisi. In tale contesto il Consiglio si rallegra per lo svolgimento del vertice straordinario a Lusaka.

6. Il Consiglio continua a essere preoccupato per i possibili effetti sulla stabilità della regione risultanti dagli eventi in corso e pertanto esorta la SADC a impegnarsi con rinnovata determinazione con le autorità zimbabwane per attuare il risultato del vertice di Lusaka compresa la decisione di rimanere attivamente impegnata sino al termine del processo elettorale.

7. L'UE accoglie con favore la dichiarazione del presidente della commissione dell'Unione africana Konaré che conferma la volontà dell'UA di collaborare con tutte le parti interessate, la SADC e la comunità internazionale per garantire la positiva conclusione del processo elettorale nello Zimbabwe.

8. L'UE rammenta che non fornisce né vende armi, materiali o attrezzature affini che potrebbero essere utilizzati per la repressione interna nello Zimbabwe. Incoraggia gli altri a dar prova in questo momento di analoga moderazione introducendo una moratoria di fatto su tutte le vendite di questo tipo e si compiace delle azioni già intraprese al riguardo.

9. L'UE continuerà a monitorare attentamente la situazione e a esaminare altre opzioni per accrescere la pressione nei confronti di coloro che dirigono ed esercitano violenze e intimidazioni appoggiate dallo Stato nel periodo post-elettorale.

10. Il Consiglio ricorda il suo costante impegno a favore della popolazione dello Zimbabwe e sottolinea che l'UE rimane il più importante donatore di questo paese. L'UE desidera inoltre confermare la sua volontà di continuare ad avvalersi di ogni opportunità per avviare il dialogo con un governo dello Zimbabwe democraticamente eletto e, non appena le condizioni lo consentiranno, cominciare ad adoperarsi ai fini del ripristino integrale della cooperazione."

PROCESSO DI PACE IN MEDIO ORIENTE

I Ministri hanno discusso sul processo di pace in Medio Oriente in preparazione dell'imminente riunione dei rappresentanti del Quartetto e della conferenza ministeriale del comitato ad hoc di collegamento che si terrà il 2 maggio a Londra.

IRAQ

Il Consiglio ha avuto uno scambio di opinioni sull'Iraq in vista della preparazione della conferenza di revisione del patto internazionale sull'Iraq, che si svolgerà a Stoccolma il 29 maggio.

PAKISTAN - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha discusso sulla situazione in Pakistan ed ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio si rallegra dei progressi recentemente compiuti nel processo democratico in Pakistan. Le elezioni del 18 febbraio 2008, che secondo l'opinione generale si sono svolte in un clima competitivo e hanno suscitato maggiore fiducia nell'opinione pubblica, hanno fornito sia al Pakistan sia all'UE nuove opportunità per migliorare a approfondire la relazione esistente. Il Consiglio accoglie favorevolmente la transizione verso nuovi governi ai livelli federale e provinciale e le prime iniziative adottate per ripristinare l'indipendenza giudiziaria.

2. L'UE sostiene pienamente il governo del Pakistan nella lotta contro il terrorismo, l'insurrezione e gli oppositori violenti a una società pacifica e democratica. Il Consiglio riconosce i sacrifici compiuti dalla popolazione e dalle forze di sicurezza pakistane nella lotta contro una minoranza radicale, decisa a ostacolare i progressi e opposta alla moderazione. Invita il governo pakistano ad affrontare le cause profonde della radicalizzazione mediante un approccio coerente che includa la democratizzazione, lo sviluppo socioeconomico, l'istruzione e il dialogo interculturale.

3. Il Consiglio sottolinea l'impegno dell'UE a continuare a sostenere la popolazione e il governo pakistani. Si rallegra del dialogo tra l'UE e il Pakistan e conferma il suo auspicio di rafforzare ulteriormente le relazioni UE-Pakistan, nel pieno rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Si riserverà una particolare attenzione allo sviluppo economico e al commercio, alla lotta contro il terrorismo, alla non proliferazione, ai diritti umani, alle migrazioni, all'istruzione, alle questioni interculturali e alla cooperazione regionale nonché ai temi di maggiore importanza internazionale.

4. Punto focale della cooperazione tra l'UE e il Pakistan è il rafforzamento dello sviluppo a lungo termine, anche nei settori dello sviluppo rurale e dell'istruzione. L'UE cercherà di individuare mezzi per ampliare il suo sostegno all'istruzione, compresa l'alfabetizzazione degli adulti e la formazione professionale. La Commissione europea, che ha sensibilmente aumentato la sua assistenza finanziaria al Pakistan nel periodo 2007-2010, proseguirà il dialogo regolare condotto nel quadro dell'accordo di cooperazione del 2004.

5. Seguendo le raccomandazioni della sua missione d'osservazione elettorale, l'UE contatterà le autorità pachistane per esaminare congiuntamente i mezzi per sostenere il rafforzamento delle istituzioni democratiche, il quadro elettorale con particolare riguardo per il potenziamento delle istituzioni, la riforma legislativa e la partecipazione degli elettori. I progressi in questo settore sono essenziali per la sicurezza e la stabilità a lungo termine del Pakistan. Il Consiglio ricorda l'importanza di una maggiore assistenza dell'UE a favore dello Stato di diritto e di un dialogo in materia.

6. La promozione dei diritti umani è una delle principali priorità dell'UE, con particolare attenzione per i diritti delle donne e dei bambini. Lo scambio semestrale sui diritti umani tra i capimissione dell'UE a Islamabad e il governo pakistano sottolinea tale impegno.

7. Il Consiglio conferma il suo sostegno a una cooperazione ampia e sostanziale tra il Pakistan e i suoi vicini. Al riguardo l'UE approva pienamente le iniziative volte a migliorare i legami transfrontalieri tra il Pakistan e l'Afghanistan, anche nel quadro del G8, mediante il processo di Ankara e la conferenza sulla cooperazione economica regionale relativa all'Afghanistan. Il Consiglio conferma altresì il suo sostegno al proseguimento del dialogo globale tra il Pakistan e l'India. L'UE riconosce inoltre l'importanza di sostenere le possibilità di rafforzare l'integrazione commerciale regionale tramite la SAARC/SAFTA. L'UE continuerà a vagliare i modi per migliorare gli scambi commerciali con il Pakistan e nella regione dell'Asia meridionale.

8. Il Consiglio sottolinea il suo impegno a collaborare con il Pakistan per quanto riguarda la non proliferazione e il disarmo delle armi di distruzione di massa nell'ambito di consessi internazionali. Il sostegno del Pakistan alla conferenza sul disarmo a Ginevra al fine di avviare negoziati per un trattato sul bando di produzione di materiale fissile sarebbe un segnale forte a tale riguardo. Il Consiglio sottolinea l'importanza della cooperazione del Pakistan con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica al fine di poter disporre di maggiori informazioni sulle questioni in sospeso connesse con il programma nucleare iraniano.

9. Il Consiglio riesaminerà periodicamente la politica dell'UE nei confronti del Pakistan."

BIRMANIA/MYANMAR - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha discusso sulla situazione in Birmania/Myanmar ed ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. L'Unione europea continua ad essere profondamente preoccupata per la situazione in Birmania/Myanmar e sollecita nuovamente le autorità a prendere rapidamente iniziative per la transizione verso un governo civile legittimo e per la riconciliazione nazionale.

2. Il Consiglio prende atto della relazione del consigliere speciale delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari sull'assenza di risultati immediati e tangibili della sua recente visita in Birmania/Myanmar. L'UE ribadisce il suo pieno appoggio alla missione di buoni uffici del Segretario generale dell'ONU e fa appello ai partner, in particolare ai vicini della Birmania/Myanmar, affinché facciano altrettanto.

3. Il Consiglio encomia il lavoro svolto dall'inviato speciale dell'UE Piero Fassino a sostegno degli sforzi dell'ONU e nel coordinamento con i partner asiatici. L'UE intensificherà le sue strette consultazioni con i membri dell'ASEAN e con altri vicini della Birmania/Myanmar, compresi quelli rappresentati nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

4. Il Consiglio resta convinto che solo un processo che implichi la piena partecipazione di tutti i soggetti interessati nel paese, compresi Daw Aung San Suu Kyi e i gruppi etnici, porterà alla riconciliazione nazionale e alla stabilità. Ritiene pertanto che il progetto di costituzione, referendum ed elezioni come è attualmente formulato non sia atto a risolvere i molti problemi cui si trova confrontata la Birmania/Myanmar.

5. Il Consiglio rivolge un appello alle autorità affinché consentano un dibattito libero e aperto fra tutti i soggetti politici sulla costituzione prima del referendum del 10 maggio e abroghino le leggi che vietano di criticare la convenzione nazionale e il referendum. L'UE fa appello alle autorità affinché garantiscano che il referendum si svolgerà in modo libero e corretto e sollecitino un monitoraggio internazionale. Il Consiglio esorta le autorità ad assicurare la trasparenza del processo politico e a dare chiarezza al popolo birmano sul processo politico futuro e sulle elezioni del 2010.

6. Il Consiglio esprime la preoccupazione che il progetto di costituzione preveda restrizioni all'eleggibilità ad alte cariche politiche, consenta ai militari di sospendere la costituzione a loro piacimento e non tenga conto della diversità etnica del paese.

7. Il Consiglio rinnova il suo appello per il rilascio immediato di tutti i prigionieri politici, compresa Daw Aung San Suu Kyi, e deplora l'intensificarsi delle intimidazioni e delle violenze nel periodo precedente il referendum. Il Consiglio ribadisce il suo appello affinché le autorità cooperino pienamente con il relatore speciale dell'ONU sulla situazione dei diritti dell'uomo in Myanmar e diano seguito alle sue raccomandazioni.

8. Il Consiglio prende atto dell'adozione in data odierna della posizione comune che proroga per altri dodici mesi le misure restrittive mirate nei confronti dei responsabili delle violazioni dei diritti umani e della situazione di stallo in Birmania/Myanmar. Rammentando le conclusioni del Consiglio del 15 ottobre 2007, il Consiglio riafferma la propria disponibilità a rivedere o modificare tali misure o a introdurre ulteriori misure restrittive alla luce degli sviluppi in loco.

9. Il Consiglio ricorda che nel quadro delle misure restrittive adottate nei confronti della Birmania/Myanmar sono vietati la vendita, la fornitura, i trasferimenti o le esportazioni di armi e di materiale connesso di tutti i tipi. Il Consiglio intende incoraggiare le comunità internazionale ad adottare misure analoghe.

10. L'UE ribadisce il suo impegno forte e costante per il benessere della popolazione della Birmania/Myanmar. L'UE e i suoi Stati membri forniscono al paese concreta assistenza. L'UE continua ad essere disponibile a rispondere positivamente a progressi autentici verso la democrazia impegnandosi nello sviluppo della Birmania/Myanmar e trovando nuovi settori di cooperazione."

* * *

Il Consiglio ha adottato una posizione comune che proroga le misure restrittive nei confronti della Birmania/Myanmar fino al 30 aprile 2009 e aggiorna gli elenchi delle persone e delle imprese soggette a tali misure (8391/08).

I nuovi elenchi tengono conto dei cambiamenti verificatisi nell'ambito del governo, delle forze di sicurezza, del Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo e dell'amministrazione in Birmania/Myanmar e nella situazione personale degli interessati. Essi includono altre persone collegate al regime in Birmania/Myanmar, responsabili di dare esecuzione agli atti di repressione e comprendono altre imprese possedute o controllate dal regime o da persone ad esso associate.

Le misure restrittive, adottate per la prima volta nel 1996, sono state sostituite da nuove misure nell'ambito della posizione comune 2006/318/PESC, adottata dal Consiglio nell'aprile 2006. Esse consistono nel divieto del rilascio del visto e nel congelamento dei beni nei confronti dei membri del regime militare e di altre persone, altri gruppi e imprese, che impediscono la transizione verso la democrazia della Birmania/Myanmar. Esse comprendono inoltre il divieto di mettere a disposizione delle imprese statali birmane prestiti o crediti e di acquisire o aumentare la partecipazione in esse.

In seguito alla repressione delle manifestazioni pacifiche dell'autunno 2007 e alla continuazione delle violazioni dei diritti umani da parte delle autorità birmane, il Consiglio ha adottato nel novembre 2007 misure complementari che prendono di mira le fonti di introiti del regime, quali le attività di disboscamento, del legno e minerarie.

RELAZIONI CON LA RUSSIA

Il Consiglio ha discusso sulle direttive di negoziato per un nuovo accordo inteso a predisporre un quadro globale per le relazioni UE-Russia.

VARIE

Georgia

Il Consiglio ha avuto uno scambio di opinioni sui recenti sviluppi nelle zone di conflitto della Georgia, in seguito alla decisione della Russia annunciata il 16 aprile di instaurare relazioni ufficiali con le istituzioni delle autorità di fatto dell'Ossezia meridionale e dell'Abkhazia senza il consenso del governo georgiano, nonché sui contatti in corso e futuri volti a prevenire l'aumento delle tensioni.

Pirateria marittima

In seguito ai recenti atti di pirateria perpetrati nelle acque internazionali in prossimità delle coste della Somalia ai danni di navi francesi e spagnole, il Consiglio ha avuto uno scambio di opinioni sull'iniziativa della Spagna riguardante i modi per contribuire, segnatamente nell'ambito delle Nazioni Unite, a una risposta internazionale per prevenire e combattere contro tali atti.

Tibet

I Ministri hanno passato in rassegna i contatti in corso sulla situazione nella regione cinese autonoma del Tibet, compresi quelli in occasione della visita della Commissione in Cina, quale seguito delle discussioni svoltesi nella riunione informale di Brdo (Slovenia) il 29 marzo.

EVENTI A MARGINE DEL CONSIGLIO

A margine della sessione del Consiglio hanno avuto luogo i seguenti eventi:

28 aprile 2008:

  • Consiglio di associazione con l'Egitto
  • Troika UE - ECOWAS (cfr. comunicato finale nel doc. 8936/08).
  • Troika UE - OSCE
  • Consiglio di associazione e stabilizzazione UE-Croazia (cfr. comunicato stampa nel doc. 4353/08).

29 aprile 2008:

  • Firma dell'accordo di associazione e stabilizzazione e dell'accordo interinale con la Serbia
  • Troika UE - Russia

ALTRI PUNTI APPROVATI

RELAZIONI ESTERNE

Uzbekistan - Misure restrittive - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato una posizione comune concernente misure restrittive nei confronti dell'Uzbekistan (8416/08), che proroga di altri sei mesi la sospensione delle restrizioni dei visti fino al 13 novembre 2008, in seguito a un riesame della situazione e per incoraggiare le autorità uzbeche a prendere misure per migliorare la situazione dei diritti umani.

Le misure restrittive sono state introdotte con la posizione comune 2005/792/PESC, adottata dal Consiglio nel novembre 2005 in risposta al ricorso alla forza eccessivo, sproporzionato e indiscriminato da parte delle forze di sicurezza uzbeche durante le manifestazioni a Andijan. Talune misure restrittive sono state prorogate un anno dopo con la posizione comune 2006/787/PESC. Nel maggio 2007 il Consiglio ha prorogato di sei mesi le restrizioni all'ingresso di determinate persone (posizione comune 2007/338/PESC). Nel novembre 2007 il Consiglio ha adottato la posizione comune 2007/734/PESC che proroga alcune misure restrittive imposte con la posizione comune 2005/792/PESC.

* * *

Il Consiglio ha inoltre adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio, ricordando le sue precedenti conclusioni e in particolare la posizione comune 2007/734/PESC del 13 novembre 2007, accoglie con favore i progressi compiuti in Uzbekistan negli ultimi mesi per promuovere e tutelare i diritti umani e lo stato di diritto, segnatamente l'abolizione della pena di morte, l'introduzione dell'habeas corpus e la ratifica della convenzione OIL sulle forme peggiori di lavoro minorile. Il Consiglio auspica che tali misure siano effettivamente attuate ed è pronto ad aiutare l'Uzbekistan al riguardo. Il Consiglio ribadisce inoltre la volontà di rafforzare la cooperazione con l'Uzbekistan in tutti i settori prioritari contemplati dalla strategia dell'UE sull'Asia centrale.

2. Il Consiglio si rallegra per la liberazione da parte delle autorità uzbeke di quattro difensori dei diritti umani, e precisamente Saidjahon Zainabitdinov, Ikhtior Khamraev, Ulugbek Kattabaev e Bobomurod Mavlanov, nonché della cancellazione del periodo di sospensione condizionale a carico di altri due difensori dei diritti umani, Gulbahor Turaeva e Umida Niazova, che erano state scarcerate l'anno scorso.

3. Il Consiglio si compiace inoltre dell'accordo raggiunto dal governo uzbeko con il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) sulla ripresa delle visite del CICR nelle prigioni in Uzbekistan. Il Consiglio seguirà attentamente l'effettiva attuazione di tale accordo.

4. Il Consiglio attende con interesse la prosecuzione del dialogo globale e orientato ai risultati con le autorità uzbeke e in tale ambito accoglie con favore l'accordo uzbeko per tenere il secondo ciclo del dialogo UE-Uzbekistan sui diritti umani in maggio/giugno di quest'anno. Attende inoltre con interesse lo svolgimento di un seminario dell'UE sulla libertà dei media in Uzbekistan e incoraggia le autorità uzbeke ad adottare ulteriori misure volte a garantire la libertà di espressione e a consentire un'ulteriore liberalizzazione dei mass media in Uzbekistan.

5. Nondimeno, il Consiglio rimane seriamente preoccupato per la situazione dei diritti umani e dello stato di diritto in vari settori in Uzbekistan e esorta le autorità a dare piena attuazione ai loro obblighi internazionali al riguardo. In particolare, il Consiglio invita le autorità uzbeke ad adottare le seguenti misure, come già richiesto in precedenza dall'UE: garantire la liberazione anticipata dei difensori dei diritti dell'uomo e porre fine alle vessazioni nei loro confronti, portare a compimento senza ritardi l'accreditamento del nuovo direttore per l'Uzbekistan dello Human Rights Watch e consentire a tale organizzazione di operare senza difficoltà, cooperare pienamente ed effettivamente con i Relatori speciali delle Nazioni Unite sulla tortura e sulla libertà dei media, revocare le restrizioni alla registrazione e alle attività delle ONG in Uzbekistan.

6. Per incoraggiare le autorità uzbeke ad adottare misure concrete al fine di migliorare la situazione dei diritti dell'uomo e tenuto conto degli impegni da esse assunti, il Consiglio ha deciso che le restrizioni in materia di visti per le persone elencate nell'allegato della posizione comune 2007/734/PESC non saranno applicate per un ulteriore periodo di sei mesi. Dopo tre mesi il Consiglio valuterà i progressi compiuti dalle autorità uzebeke nell'adempimento delle condizioni previste dalla posizione comune 2007/734/PESC e ulteriormente specificate al punto 5 delle presenti conclusioni, tenendo conto altresì di qualsiasi altra azione che dimostri la disponibilità delle autorità uzbeke ad aderire ai principi del rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto e delle libertà fondamentali. Il Consiglio esaminerà i risultati di tale valutazione e presenterà le sue raccomandazioni al governo uzbeko in merito alle eventuali ulteriori iniziative da intraprendere al fine di migliorare il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto in Uzbekistan. Il Consiglio sorveglierà e valuterà attentamente e costantemente, alla luce delle condizioni menzionate sopra, la situazione dei diritti umani in Uzbekistan, e potrà revocare, modificare o reintrodurre le restrizioni in materia di visti, a seconda delle circostanze."

Riesame degli orientamenti dell'UE in materia di tortura - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le seguenti conclusioni:

"1. Il Consiglio accoglie con favore il riesame degli orientamenti in materia di tortura e trattamenti crudeli, disumani e degradanti e adotta la versione aggiornata degli orientamenti quale figura nel doc. 8590/08.

2. Il Consiglio conferma che la promozione e la protezione del diritto di non essere sottoposto a tortura figura tra le priorità della politica dell'UE in materia di diritti dell'uomo. Adoperarsi ai fini della prevenzione e dell’eliminazione di ogni forma di tortura e maltrattamento all'interno dell'UE e nel mondo è una posizione politica mantenuta con vigore da tutti gli Stati membri dell'UE.

3. Il Consiglio ribadisce la ferma posizione dell'UE, che prevede il pieno rispetto degli obblighi in materia di tortura e di altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, nell'ambito della lotta contro il terrorismo, in particolare il divieto assoluto della tortura e dei trattamenti crudeli, disumani e degradanti.

4. Il Consiglio sottolinea l'importanza di rafforzare ulteriormente l'attuazione degli orientamenti in materia di tortura tramite il follow-up degli insegnamenti tratti durante il riesame, in particolare mediante il rafforzamento della cooperazione con i meccanismi delle Nazioni Unite e gli attori regionali.

5. Il Consiglio evidenzia inoltre l'importanza delle nuove misure di attuazione e sottolinea che l'efficace attuazione degli orientamenti dipende tra l'altro da misure di sensibilizzazione attiva, ma anche dalla cooperazione tra enti governativi e società civile.

6. Il Consiglio rammenta l'importanza di integrare l'azione diplomatica con il sostegno finanziario a favore dei programmi di prevenzione della tortura e di riabilitazione e si compiace degli sforzi volti a migliorare l'impatto di tali programmi. Il Consiglio riconosce l'importante lavoro svolto al riguardo dalla Commissione europea ed invita gli Stati membri a sostenere i centri di riabilitazione per le vittime della tortura."

Afghanistan - Conclusioni del Consiglio

"L'Unione europea accoglie calorosamente il rappresentante del governo afghano nella troika UE/Afghanistan e desidera confermare il suo sostegno al governo dell'Afghanistan e alla sua strategia nazionale di controllo delle sostanze stupefacenti (National Drug Control Strategy – NDCS). Ricorda la responsabilità primaria del governo dell'Afghanistan nell'affrontare il problema degli stupefacenti. L'UE rimane impegnata a fornire la sua assistenza nella lotta al traffico di stupefacenti e allo sviamento dei precursori, che minaccia sia la stabilità e la prosperità dell'Afghanistan sia la sicurezza di tutta la regione.

Accogliamo con grande favore la riunione del Consiglio comune di sorveglianza e di coordinamento (JCMB) svoltasi di recente a Tokyo e l'impegno del governo afghano di accelerare e migliorare l'attuazione dell'NDCS mediante le seguenti misure:

i) fornitura di una protezione militare per l'eradicazione in zone prestabilite;

ii) ristrutturazione e riforma del Fondo fiduciario antidroga;

iii) programmazione a livello provinciale per l'attuazione della politica di lotta contro la droga in base ai programmi di sviluppo provinciali;

iv) ampliamento e attuazione effettiva di programmi volti a promuovere lo sviluppo legale, compreso un sostegno economico per le colture da reddito legali e le industrie rurali;

v) rafforzamento del sistema giudiziario e di altre istituzioni giuridiche e degli sforzi di interdizione;

vi) ulteriore potenziamento della cooperazione transfrontaliera, regionale e internazionale ai fini delle attività di lotta contro la droga, e

vii) integrazione della lotta contro la droga in tutte le politiche governative.

Riteniamo che l'attuazione di queste misure sia di vitale importanza. Gli sforzi intesi a migliorare lo stato di diritto con forze di polizia e un sistema giudiziario efficienti sono essenziali. Per far fronte al problema degli stupefacenti a lungo termine è altresì di capitale importanza assicurare alla giustizia le persone coinvolte nel narcotraffico, migliorare la sicurezza e il controllo dei governi provinciali e lottare contro la corruzione.

La leadership afghana volta al conseguimento di obiettivi è cruciale e l'UE è pronta a fornire assistenza proseguendo la sua strategia globale volta a combattere l'economia dell'oppio combinando maggiori opportunità economiche, sviluppo sociale e una migliore sicurezza e governance. L'assistenza dell'UE per il periodo 2007-2013 si incentra su queste problematiche.

Per quanto riguarda la sicurezza, l'UE sostiene pienamente i lavori della missione di polizia della PESD, l'EUPOL, ed esorta gli Stati membri e i partner internazionali a proseguire lo spiegamento di elementi di polizia di qualità. L'UE sottolinea inoltre l'importanza capitale del programma di misure in base allo strumento per la stabilità al fine di sostenere l'Afghanistan nella promozione dello Stato di diritto mediante un supporto alla riforma del settore giudiziario.

L'UE riconosce che non esistono soluzioni rapide. L'esperienza del Pakistan e della Thailandia dimostra che la lotta contro la coltivazione del papavero richiede tempo e che l'applicazione di un approccio globale e coordinato è essenziale. In linea con la strategia nazionale afghana di controllo delle sostanze stupefacenti, è una priorità associare la lotta contro il traffico di stupefacenti al potenziamento dei mezzi di sussistenza rurali, alla riduzione della domanda e al rafforzamento delle istituzioni statali, segnatamente il sistema penale e l'applicazione della legge. Accogliamo altresì con favore l'inclusione dell'aspetto della lotta alla corruzione quale elemento integrativo della lotta contro la droga in Afghanistan, come proposto nella relazione al JCMB sull'attuazione dell'NDCS.

Nell'ambito di questo sforzo a lungo termine, l'UNODC dovrà prendere in considerazione un ampliamento e un rafforzamento della sua gamma di relazioni. Ciò potrebbe aiutare il governo dell'Afghanistan e la comunità internazionale a conseguire risultati positivi in tutti i pilastri dell'NDCS.

L'UE riconosce e sostiene l'opposizione del governo dell'Afghanistan a legalizzare la coltivazione dell'oppio."

Relazioni con l'America latina e i Caraibi

Il Consiglio ha approvato i progetti di ordini del giorno e di dichiarazioni comuni e comunicati congiunti, per servir di base per ulteriori negoziati, in vista di una serie di vertici da tenere a Lima il 16 e 17 maggio, quali:

- vertice dell'UE e dell'America latina e dei Caraibi (ALC);

- vertici tra la troika dell'UE e i partner ALC di Cile, Messico, Comunità andina, America centrale, Mercosur e Cariforum.

Relazioni con il Consiglio di cooperazione del Golfo

Il Consiglio ha approvato l'ordine del giorno provvisorio del 18° Consiglio congiunto UE/CCG e della riunione ministeriale nonché un comunicato congiunto che espone la posizione dell'UE alla riunione, che si svolgerà a Bruxelles il 26 maggio.

Il Consiglio di cooperazione per gli Stati arabi del Golfo (CCG) è un'organizzazione regionale che riunisce i sei paesi del Golfo (Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati arabi uniti).

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Accordo ACP-UE di partenariato di Cotonou - Revisione intermedia

Il Consiglio ha adottato la decisione relativa alla conclusione dell'accordo che adotta una serie di modifiche dell'accordo di partenariato firmato nel giugno 2000 a Cotonou tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea, dall'altro (6368/1/08).

Le modifiche abbracciano una serie di disposizioni, comprese quelle riguardanti la lotta al terrorismo e alla proliferazione delle armi di distruzione di massa, le disposizioni finanziarie e il dialogo politico sui diritti umani, i principi della democrazia e lo stato di diritto.

L'accordo di Cotonou regola le relazioni tra i paesi ACP e l'UE. Il suo obiettivo principale è la lotta alla povertà grazie al miglioramento della dimensione politica, a nuovi partenariati economici e commerciali e a una maggiore cooperazione finanziaria. Concluso per la durata di 20 anni, l'accordo prevede il riesame delle sue disposizioni ogni cinque anni.

L'accordo concluso dal Consiglio costituisce il risultato del riesame effettuato al termine del primo quinquennio.

POLITICA COMMERCIALE

Antidumping - biancheria da letto, cumarina e calzature

Il Consiglio ha adottato i regolamenti:

  • regolamento che modifica il regolamento 397/2004 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biancheria da letto di cotone originarie del Pakistan (8030/08);
  • regolamento che, in seguito ad un riesame in previsione della scadenza delle misure effettuato a norma del regolamento 384/96, istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cumarina originaria della Repubblica popolare cinese esteso a India, Tailandia, Indonesia e Malaysia (8180/08);
  • regolamento che estende le misure antidumping definitive istituite dal regolamento 1472/2006 sulle importazioni di talune calzature con tomaie in cuoio originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni dello stesso prodotto spedito da Macao, a prescindere che sia dichiarato o no originario da Macao (8199/08).

AFFARI GENERALI

Lavori nelle varie formazioni del Consiglio

Il Consiglio ha preso nota di una relazione della Presidenza sui lavori nelle varie formazioni del Consiglio (8700/08).

Comunicare l'Europa - Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato conclusioni che accolgono favorevolmente la comunicazione della Commissione del 3 ottobre 2007 intitolata "Insieme per comunicare l'Europa" (COM(2007) 568 defin.) e prendono atto del documento di lavoro della Commissione contenente una "Proposta relativa ad un accordo interistituzionale" (COM(2007) 569 defin.).

Il testo delle conclusioni si trova nel doc. 8528/08.

TRASPARENZA

Relazione annuale sull'accesso del pubblico ai documenti

Il Consiglio ha adottato la relazione annuale sull'attuazione del regolamento 1049/2001 relativo all'accesso del pubblico ai documenti (8475/08).

Dalla relazione, che abbraccia il 2007, emerge che:

  • Oltre il 67% dei documenti del Consiglio prodotti nel 2007 - cioè 108.343 dei 161.121 nuovi documenti catalogati nel registro del Consiglio - sono stati messi direttamente a disposizione del pubblico a partire dal momento in cui sono stati diffusi.
  • Alla data del 31 dicembre 2007 il registro del Consiglio menzionava 1.010.217 documenti (senza distinzione di versioni linguistiche), di cui 724.338 (il 71,7% di quelli catalogati) erano pubblici, vale a dire disponibili in formato scaricabile dalla rete.
  • Nel 2007 ben 465.612 utenti diversi si sono collegati al registro pubblico del Consiglio (a fronte dei 380.349 nel 2006), il che rappresenta un aumento del 22,4%. Il numero totale delle visite è aumentato del 21% (2.078.602 visite nel 2007 a fronte di 1.722.354 nel 2006), corrispondente a più di 5.700 visite al giorno.
  • Al Consiglio sono pervenute 1.964 richieste di accesso del pubblico riguardanti in totale 7.809 documenti e il Consiglio ha divulgato (senza distinzione tra totalmente o parzialmente) 6.123 dei documenti richiesti (78,9%).

La relazione pone in evidenza i fatti salienti emersi durante il quinto anno di attuazione del regolamento e passa in rassegna le denunce presentate al Mediatore europeo nonché le sentenze pronunciate dagli organi giurisdizionali comunitari nelle cause riguardanti l'accesso ai documenti del Consiglio.

La relazione presenta inoltre gli adeguamenti di carattere regolamentare, amministrativo e pratico apportati dal Consiglio per conformarsi al regolamento. Essa afferma in conclusione che, per quanto riguarda il Consiglio, gli obiettivi fissati dai trattati e dal regolamento 1049/2001 sono stati conseguiti nel 2007.

Accesso del pubblico ai documenti

Il Consiglio ha adottato la risposta alla domanda di conferma 02/c/01/08 del sig. Ottavio MARZOCCHI, con il voto contrario delle delegazioni danese, slovena, finlandese e svedese (doc. 6449/08).

BILANCIO

Modifica del quadro finanziario pluriennale dell'UE

Il Consiglio ha adottato una decisione che adegua il quadro finanziario pluriennale dell'UE mediante una modifica dell'accordo tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (7682/1/08).

L'adeguamento si è reso necessario poiché 2.034 milioni di EUR in prezzi correnti non hanno potuto essere impegnati nel 2007 né riportati nel 2008 in conseguenza della ritardata adozione di una serie di programmi operativi della sottorubrica 1 b (fondi strutturali e fondi di coesione) e della rubrica 2 (sviluppo rurale e fondo europeo per la pesca) del bilancio generale dell'UE. Il Parlamento e il Consiglio hanno convenuto di trasferire il suddetto importo agli esercizi finanziari successivi. Tale decisione non comporta nessun aumento del massimale complessivo per i pagamenti.

GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

Calendario del SIS II

Il Consiglio ha confermato le conclusioni della Presidenza presentate in una relazione sulle questioni in sospeso collegate al calendario dettagliato del Sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II).

La Presidenza è stata invitata dal Consiglio a riferire in merito nelle conclusioni adottate in febbraio (cfr. comunicato stampa 6796/08, pag. 8).

Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze - Partecipazione della Turchia

Il Consiglio ha adottato la decisione relativa alla conclusione di un accordo con la Turchia sulla partecipazione della Turchia alle attività dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (13649/1/06).

La Turchia, in qualità di paese candidato all'adesione all'UE, può partecipare ai programmi e alle agenzie comunitari nell'ambito del processo di adesione.

L'osservatorio europeo, che ha sede a Lisbona, è stato istituito nel 1993 per fornire alla Comunità e agli Stati membri concrete informazioni obiettive, affidabili e comparabili a livello comunitario sul fenomeno delle droghe e delle tossicodipendenze nonché sulle loro conseguenze.

L'accordo con la Turchia è stato firmato nell'ottobre 2007.

Per maggiori informazioni cfr.: http://www.emcdda.europa.eu

AGRICOLTURA

Riforma del settore vitivinicolo

Il Consiglio ha adottato il regolamento che riforma l'organizzazione comune del mercato vitivinicolo dell'UE (7292/08, 8317/08 ADD 1).

La riforma si prefigge i seguenti obiettivi:

  • aumentare la competitività dei produttori vinicoli dell'UE
  • riconquistare mercati sia nell'Unione europea che al di fuori
  • equilibrare la domanda e l'offerta
  • semplificare le norme
  • mantenere le migliori tradizioni della produzione vinicola europea
  • rafforzare il tessuto sociale delle zone rurali, e
  • garantire il rispetto dell'ambiente.

Gli elementi principali della riforma comprendono:

  • un regime di premi di estirpazione. La partecipazione si fa su base volontaria e a determinate condizioni. Oltre ai fondi comunitari disponibili per tali premi, gli Stati membri possono concedere aiuti nazionali complementari fino a concorrenza del 75% del premio già assegnato;
  • l'ammissibilità al regime di pagamento unico per coloro che hanno espiantato delle vigne, che da luogo al pagamento dell'importo medio regionale dell'aiuto diretto disaccoppiato fino a concorrenza di 350 EUR/ha;
  • l'abolizione dei diritti d'impianto nel 2015 con talune deroghe fino al 2018;
  • l'attribuzione di dotazioni nazionali che ciascuno Stato membro può destinare al finanziamento di varie misure quali la promozione dei vini europei nei paesi terzi, la ristrutturazione e conversione dei vigneti, l'ammodernamento, la raccolta prima della maturazione, i fondi comuni, l'assicurazione del raccolto, e le misure transitorie per la distillazione e l'aiuto ai mosti;
  • una relazione di valutazione sugli effetti della riforma da presentare alla Commissione nel 2012;
  • l'eventuale indicazione della varietà di vite e dell'annata per tutti i vini a determinate condizioni;
  • una procedura per la protezione delle denominazioni di origine o indicazioni geografiche;
  • criteri per l'arricchimento con l'aggiunta di zucchero(zuccheraggio).

La riforma si applicherà dal 1° agosto 2008, con le seguenti eccezioni: 30 giugno 2008 per il regime di estirpazione e i programmi di sostegno; il 1° agosto 2009 per i regimi concernenti le pratiche enologiche, la protezione delle denominazioni di origine, le indicazioni geografiche e le menzioni tradizionali, l'etichettatura e la presentazione, lo schedario viticolo, le dichiarazioni obbligatorie, i documenti di accompagnamento e i registri dei prodotti; 1° gennaio 2008 per le deroghe al divieto di vinificazione delle uve di talune zone a norma dell'articolo 2, paragrafo 3, del regolamento 1493/1999; 1° gennaio 2009 per una serie di modifiche del regolamento 1782/2003.

Il nuovo regolamento sostituisce il regolamento 1493/1999 recante organizzazione comune del mercato vitivinicolo (OCM). Le sue disposizioni si allineano per quanto possibile sul regolamento unico OCM[1] nel quale verranno incorporate in un secondo tempo.

Fa parte della riforma della politica agricola comune dell'UE avviata nel 2003 nei settori dei seminativi e del bestiame e portata avanti nel 2004 in quelli dell'olio d'oliva, del tabacco e del cotone, nel 2006 nel settore dello zucchero e nel 2007 in quello degli ortofrutticoli. Esso tiene conto inoltre delle politiche comunitarie riguardanti sviluppo sostenibile, maggiore competitività, semplificazione e legiferare meglio.

Controllo dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE)

Il Consiglio ha deciso di non opporsi all'adozione da parte della Commissione di un regolamento che inserisce nel regolamento 999/2001 nuovi criteri di revisione dei programmi di controllo annuali dell'encefalopatia spongiforme bovina (BSE).

L'allegato III del regolamento 999/2001 contiene norme relative al controllo degli animali ai fini di individuare encefalopatie spongiformi trasmissibili. Esso subirà modifiche per introdurvi requisiti riguardanti quegli Stati membri che ritengono che la loro situazione in materia di BSE sia migliorata e meritano una revisione dei loro programmi di controllo annuali al riguardo. Il nuovo regolamento in particolare fisserà criteri epidemiologici volti a dimostrare i miglioramenti attraverso una valutazione quantitativa della situazione della BSE.

RICERCA

Fondo di ricerca carbone e acciaio *

Il Consiglio ha adottato la decisione che stabilisce un programma di ricerca nell'ambito del fondo di ricerca carbone e acciaio dell'UE, nonché orientamenti tecnici pluriennali per il programma (5882/08, 8354/2/08 ADD1). (GU L 29 del 5.2.2003, pag. 28).

Il programma si prefigge di accrescere la competitività e di contribuire allo sviluppo sostenibile dei settori del carbone e dell'acciaio, integrando il settimo programma quadro di ricerca della Comunità europea in tali settori (GU L 412 del 30.12.2006, pag. 1).

Riguardo al carbone, il programma è inteso a sostenere gli obiettivi energetici comunitari e l'utilizzazione competitiva e rispettosa dell'ambiente del carbone. Esso promuove la ricerca relativa a moderne tecniche e conoscenze necessarie per conseguire ulteriori progressi tecnologici, la sicurezza nelle miniere, migliori condizioni di lavoro nelle miniere e una maggiore protezione dell'ambiente.

Riguardo al settore dell'acciaio, il programma punta sullo sviluppo di nuove tecnologie o al miglioramento di quelle esistenti per garantire una produzione economica, pulita e sicura di acciaio e prodotti derivati, caratterizzati da prestazioni sempre migliori, idonei all'impiego previsto e in grado di assicurare la soddisfazione dei consumatori, una maggiore durata, facilità di recupero e riciclaggio.

Il massimale per il contributo finanziario complessivo del fondo di ricerca carbone e acciaio a favore di progetti pilota e dimostrativi è portato al 50% dei costi ammissibili.

Gli orientamenti tecnici pluriennali per la gestione del programma sono modificati per garantire la complementarietà con il settimo programma quadro di ricerca e per tener conto dell'incorporazione dei nuovi Stati membri dell'UE.

AMBIENTE

Protocollo di Cartagena sulla biosicurezza - Direttive di negoziato

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Commissione a partecipare, per quanto concerne le materie di competenza comunitaria, ai negoziati su norme e procedure internazionali in materia di responsabilità civile e risarcimento dei danni derivanti dai movimenti trasfrontalieri di organismi viventi modificati.

I negoziati, nell'ambito del protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, si svolgeranno nel corso di una riunione da tenersi da Bonn dal 12 al 16 maggio.


[1] Regolamento n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007 recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM), GU n. L 299 del 16.11.2007, pag. 1.


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