Navigation path

Left navigation

Additional tools

Other available languages: EN FR DE DA ES NL SV PT FI EL

C/02/333

Bruxelles, 5 novembre 2002 13490/02 (Presse 333)

2460ª sessione del Consiglio - ECONOMIA E FINANZA - Bruxelles, 5 novembre 2002

Presidente: Sig. Thor PEDERSEN, Ministro delle finanze del Regno di Danimarca

SOMMARIO (1)

PARTECIPANTI 5

PUNTI DISCUSSI

SERVIZI FINANZIARI

    - Direttiva relativa ai prospetti 7

    - Piano d'azione sul capitale di rischio - Relazione comparativa 9

    - Governo societario 10

APPLICAZIONE DELLA PROCEDURA SUI DISAVANZI ECCESSIVI PER IL PORTOGALLO 10

PROBLEMI FISCALI

    - Fiscalità del risparmio 11

    - Imposizione dei prodotti energetici 11

PREPARAZIONE DEL DIALOGO A LIVELLO MINISTERIALE CON I PAESI CANDIDATI 12

RAZIONALIZZARE I CICLI ANNUALI DI COORDINAMENTO DELLA POLITICA ECONOMICA E DELL'OCCUPAZIONE 12

GOVERNANCE DELLA BEI IN PREVISIONE DELL'ALLARGAMENTO - Conclusioni 13

BANCA CENTRALE EUROPEA (BCE) Conclusioni 15

VARIE

    - Situazione economica e finanziaria in Libano 16

EVENTI A MARGINE DEL CONSIGLIO

    - Troika con il Parlamento europeo 16

    - Dialogo a livello ministeriale con i paesi candidati - Conclusioni comuni dei Ministri dell'economia e delle finanze dell'UE e dei paesi candidati 17

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

ECOFIN

  • Direttiva relativa alle attività e alla supervisione di enti pensionistici aziendali o professionali * I

  • Assistenza macrofinanziaria alla Repubblica federale di Jugoslavia e alla Bosnia-Erzegovina I

  • Conclusioni del Consiglio ECOFIN e degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio II

  • Follow-up del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile - Contributo del Consiglio III

  • Monete da collezione Conclusioni del Consiglio V

  • Imposte sulla cifra di affari Autorizzazione all'Austria, alla Germania e alla Francia ad applicare misure di deroga relative alle imposte sulla cifra d'affari VI

  • IVA - Relazione sullo stato dei lavori VI

RELAZIONI ESTERNE

  • Lotta contro le armi leggere e di piccolo calibro Seconda relazione annuale VI

  • Conferenza ministeriale UE/SADC a Maputo (7 e 8 novembre 2002) VII

  • SEE Partecipazione al sesto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca VII

  • Israele - Negoziazione di un accordo di cooperazione scientifica e tecnica VIII

  • Associazione con Cipro/Malta VIII

QUESTIONI COMMERCIALI

  • Modifiche degli atti di base antidumping e antisovvenzione VIII

  • Brasile - Accordo sui prodotti tessili VIII

TRASPORTI

  • Accesso al mercato dei servizi portuali IX

  • Cabotaggio marittimo - Conclusioni del Consiglio IX

RICERCA

  • Sesto programma quadro di ricerca - Regole di partecipazione (programma CE) IX

  • Sesto programma quadro di ricerca - Regole di partecipazione (programma Euratom) X

TRASPARENZA

  • Accesso del pubblico ai documenti X

DECISIONI ADOTTATE MEDIANTE PROCEDURA DI CONCILIAZIONE

AFFARI SOCIALI

  • Esposizione dei lavoratori al rumore XI

TRASPORTI

  • Aviazione civile - Accordo relativo a misure di sicurezza rafforzate XII

DECISIONE ADOTTATA MEDIANTE PROCEDURA SCRITTA

ECOFIN

  • Fondo di solidarietà dell'Unione europea - Accordo interistituzionale XIII

PARTECIPANTI

I Governi degli Stati membri e la Commissione europea erano così rappresentati:

Per il Belgio:

Sig. Didier REYNDERSMinistro delle finanze
Per la Danimarca:
Sig. Thor PEDERSENMinistro delle finanze
Sig. Henrik FUGMANNSottosegretario di Stato presso il Ministero delle finanze
Per la Germania:
Sig. Hans EICHELMinistro federale delle finanze
Per la Grecia:
Sig. Nicos CHRISTODOULAKISMinistro dell'economia nazionale e delle finanze
Per la Spagna:
Sig. Luis de GUINDOSSottosegretario di Stato per l'economia
Sig. Juan COSTA CLIMENTSottosegretario di Stato per il commercio e il turismo
Per la Francia:
Sig. Francis MERMinistro dell'economia, delle finanze e dell'industria
Per l'Irlanda:
Sig. Charlie McCREEVYMinistro delle finanze
Per l'Italia:
Sig. Giulio TREMONTIMinistro dell'economia e delle finanze
Per il Lussemburgo:
Sig. Jean-Claude JUNCKERPrimo Ministro, Ministro delle finanze
Sig. Henri GRETHENMinistro dell'economia
Per i Paesi Bassi:
Sig. Hans HOOGERVORSTMinistro delle finanze
Per l'Austria:
Sig. Karl-Heinz GRASSERMinistro federale delle finanze
Per il Portogallo:
Sig.ra Manuela FERREIRA LEITEMinistro di Stato e delle finanze
Per la Finlandia:
Sig. Sauli NIINISTÖMinistro delle finanze
Per la Svezia:
Sig. Bosse RINGHOLMMinistro delle finanze
Per il Regno Unito:
Sig. Gordon BROWNCancelliere dello Scacchiere
* * *
Per la Commissione:
Sig. Frits BOLKESTEINMembro
Sig. Pedro SOLBESMembro
* * *
Altri partecipanti:
Sig. Philippe MAYSTADTPresidente della Banca europea per gli investimenti
Sig. Jan Willem OOSTERWIJKPresidente del Comitato di politica economica
Sig. Johnny ÅKERHOLMPresidente del Comitato economico e finanziario
Sig. Otmar ISSINGMembro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea
Sig. Jaap WINTERPresidente del Gruppo ad alto livello di esperti di diritto societario
* * *

Partecipanti dei paesi candidati nel contesto del dialogo a livello ministeriale:

Per la Bulgaria:
Sig. Milen VELTCHEVMinistro delle finanze
Per Cipro:
Sig. Takis KLERIDESMinistro delle finanze
Per la Repubblica ceca:
Sig. Bohuslav SOBOTKAMinistro delle finanze
Sig. Zdenek HRUBYViceministro delle finanze
Per l'Estonia:
Sig. Madis ÜÜRIKEConsigliere, presso il Ministero delle finanze
Per l'Ungheria:
Sig. Csaba LASZLOMinistro delle finanze
Per la Lettonia:
Sig.ra Valentina ANDREJEVASottosegretario di Stato presso il Ministero delle finanze
Per la Lituania:
Sig.ra Dalia GRYBAUSKAITEMinistro delle finanze
Per Malta:
Sig. John DALLIMinistro delle finanze
Per la Polonia:
Sig. Grzegorz W. KOLODKOMinistro delle finanze
Per la Romania:
Sig. Enache JIRUSottosegretario di Stato presso il Ministero delle finanze pubbliche
Per la Repubblica slovacca:
Sig. Vladimir TVAROSKASottosegretario di Stato presso il Ministero delle finanze
Per la Slovenia:
Sig. Anton ROPMinistro delle finanze
Per la Turchia:
Sig. Sûmer ORALMinistro delle finanze

PUNTI DISCUSSI

SERVIZI FINANZIARI

  • Direttiva relativa ai prospetti

Il Consiglio ha conseguito a maggioranza qualificata un accordo politico su una posizione comune circa il progetto di direttiva relativa al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di valori mobiliari.

Per quanto riguarda la questione della definizione dello Stato membro d'origine per gli emittenti di valori mobiliari dell'UE, il Consiglio ha convenuto che, per le obbligazioni il cui valore nominale unitario è al di sotto di 5 000 euro e per i titoli di capitale, lo Stato membro di origine è quello in cui l'emittente ha la sua sede sociale; per le obbligazioni il cui valore nominale è più alto e per un numero di altri strumenti di natura diversa dai titoli di capitale l'emittente può scegliere come Stato membro d'origine quello in cui esso ha la sua sede oppure lo Stato membro in cui i valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione o offerti al pubblico.

Quanto alla possibilità che un'autorità competente deleghi o affidi ad altri alcuni compiti specifici, il Consiglio ha deciso che gli Stati membri possono autorizzare a tale delega, ma secondo modalità precise, specificando le funzioni da svolgere e le condizioni da rispettare nel loro adempimento. Qualsiasi delega di compiti inerenti agli obblighi ha termine cinque anni dopo l'entrata in vigore della direttiva, ad eccezione della delega per la pubblicazione di prospetti su internet.

Conformemente alla direttiva, le offerte al pubblico di valori mobiliari o l'ammissione di valori mobiliari alla negoziazione in un mercato regolamentato fa scattare l'obbligo di pubblicare un prospetto per garantire che il pubblico sia correttamente informato. Scopo principale della direttiva è istituire un vero passaporto europeo per gli emittenti attribuendo validità in tutta la Comunità al prospetto approvato dallo Stato membro d'origine dell'emittente.

La direttiva stabilirà le norme per l'elaborazione del prospetto, le disposizioni per l'approvazione e pubblicazione del prospetto, le offerte e ammissione alla negoziazione multinazionali, gli emittenti aventi sede in un paese terzo, nonché le autorità competenti e i loro poteri.

Il Consiglio ha invitato il Comitato dei Rappresentanti Permanenti a concludere l'esame del preambolo della direttiva e ha convenuto di adottare la posizione comune in una delle prossime sessioni, a seguito della messa a punto del testo da parte dei giuristi linguisti.

  • Piano d'azione sul capitale di rischio - Relazione comparativa

Il Consiglio, a seguito di una presentazione da parte dei Commissari BOLKESTEIN e SOLBES, ha preso atto della quarta relazione della Commissione riguardante l'attuazione del Piano d'azione sul capitale di rischio.

Va ricordato che il piano esamina l'andamento del mercato, il quadro normativo, le questioni fiscali, l'imprenditorialità e i finanziamenti pubblici, settori che, a parte il quadro normativo, rientrano principalmente tra le responsabilità degli Stati membri. Gli elementi relativi al quadro normativo sono in larga misura contemplati nel Piano d'azione sui servizi finanziari che costituirà oggetto di un'altra relazione sullo stato di avanzamento dei lavori che la Commissione presenterà al Consiglio ECOFIN del 3 dicembre 2002.

Dalla relazione risulta che i capitali di rischio investiti nell'UE nel 2001 sono diminuiti del 35% rispetto ai livelli del 2000, ma restano ancora al di sopra di quelli degli anni precedenti. Nonostante una diminuzione ancora più netta lo scorso anno in America, gli USA hanno investito in capitali di rischio ancora tre volte di più rispetto all'UE. La relazione riconosce gli importanti progressi compiuti lo scorso anno nella modernizzazione del quadro normativo per i capitali di rischio, in particolare l'immissione in circolazione delle monete e banconote in euro coronata da successo e gli importanti passi in avanti nel perfezionare l'attuazione del Piano d'azione sui servizi finanziari dell'UE. Tuttavia vi si afferma che occorrono maggiori sforzi per giungere ad un brevetto paneuropeo e per eliminare inutili barriere fiscali. La relazione riconosce che condizioni sfavorevoli di mercato e una mancanza di integrazione tra i mercati nazionali costituiscono ancora un ostacolo per gli investitori in capitali di rischio sia negli attuali che nei futuri Stati membri dell'UE. Nella relazione si esorta anche a migliorare il funzionamento e la normativa dei mercati azionari specializzati nelle imprese a forte crescita, per incoraggiarne la ripresa e consentire loro di svolgere il ruolo di sbocco per gli investimenti in capitali di rischio e di "vetrina" per le imprese promettenti e innovative, che è loro assegnato.

  • Governo societario

Il Consiglio ha ascoltato una presentazione orale del sig. Jaap WINTER, Presidente del Gruppo ad alto livello degli esperti sul diritto delle società, della relazione finale sul governo societario adottata da tale Gruppo il 4 novembre 2002.

Il Consiglio ha incaricato il Comitato economico e finanziario (CEF) di proseguire il suo esame in vista della presentazione di una relazione al Consiglio in una delle prossime sessioni.

APPLICAZIONE DELLA PROCEDURA SUI DISAVANZI ECCESSIVI PER IL PORTOGALLO

Il Consiglio ha adottato la decisione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Portogallo e una raccomandazione al Portogallo intesa a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo.

Il Portogallo ha deciso di rendere pubblica la raccomandazione. Di conseguenza il Consiglio ha convenuto di rendere disponibile il testo sul sito web del Consiglio (http://consilium.europa.eu).

PROBLEMI FISCALI

  • Fiscalità del risparmio

Il Consiglio ha esaminato l'attuale stato delle negoziazioni con i paesi terzi, segnatamente con la Svizzera, sulla fiscalità del risparmio e la situazione delle discussioni in materia con i territori dipendenti o associati degli Stati membri interessati.

  • Imposizione dei prodotti energetici

Il Consiglio ha svolto una discussione sulle principali questioni in sospeso circa il progetto di direttiva che ristruttura il quadro comunitario per l'imposizione dei prodotti energetici.

Si tratta delle questioni seguenti:

  • la possibilità di fissare livelli nazionali al di sotto dei nuovi livelli minimi di imposizione;

  • il regime per l'uso dell'olio diesel;

  • la durata dei periodi transitori per l'elettricità e altri prodotti energetici diversi dall'olio diesel;

  • il nesso tra le esenzioni e riduzioni fiscali previste nella direttiva e le norme per gli aiuti di Stato.

Il Consiglio ha deciso di incaricare i pertinenti organi al suo interno di continuare i lavori su tali questioni in sospeso in vista di conseguire un accordo sulla direttiva nella prossima sessione del Consiglio.

PREPARAZIONE DEL DIALOGO A LIVELLO MINISTERIALE CON I PAESI CANDIDATI

Il Consiglio ha preparato il dialogo che si è tenuto a livello ministeriale nel pomeriggio con i paesi candidati (cfr. pag. 17: eventi a margine del Consiglio).

RAZIONALIZZARE I CICLI ANNUALI DI COORDINAMENTO DELLA POLITICA ECONOMICA E DELL'OCCUPAZIONE

Il Consiglio ha adottato una relazione provvisoria sulla razionalizzazione dei processi di coordinamento della politica e ha invitato il Comitato di politica economica (CPE) e il Comitato economico e finanziario (CEF) a proseguire i lavori, in collaborazione con altri gruppi competenti, in vista dell'adozione della relazione finale nella sessione di dicembre.

Va ricordato che il Consiglio europeo di Barcellona ha chiesto al Consiglio e alla Commissione di razionalizzare i processi di coordinamento delle politiche. In particolare il Consiglio europeo ha affermato che l'attenzione deve essere focalizzata sull'attuazione anziché sull'elaborazione annuale di orientamenti. Per poter imprimere lo slancio politico essenziale alle azioni indispensabili per conseguire gli obiettivi a lungo termine dell'Unione, il Consiglio europeo ha deciso che si sincronizzino per quanto possibile i calendari per l'adozione degli indirizzi di massima per le politiche economiche e del pacchetto annuale per l'occupazione.

GOVERNANCE DELLA BEI IN PREVISIONE DELL'ALLARGAMENTO - Conclusioni

Il Consiglio si è accordato sui seguenti elementi per la modifica dello statuto della BEI nel contesto dell'allargamento:

  • Le decisioni del consiglio di amministrazione sono prese ad almeno un terzo dei membri aventi voto deliberativo. Questa maggioranza deve rappresentare almeno il 50% del capitale sottoscritto.

  • La quota di capitale della Spagna è selettivamente portata al livello del 60% dei diritti di voto dei grandi paesi, il che implica un aumento della sua quota nel contesto dell'UE a 15 al 10,24% 1(2) e 1,03 miliardi di euro come contributo in contanti alla banca. L'aumento non deve costituire un precedente per gli altri Stati membri, o nel contesto di altri allargamenti, e non incide su altri eventuali accordi relativi alla governance.

  • Al fine di mantenere nel consiglio d'amministrazione una vasta competenza professionale, tre esperti senza diritto di voto sono cooptati, per cui il numero degli amministratori passa da 26 a 29. Inoltre tre esperti senza diritto di voto vanno cooptati come sostituti, per cui il numero degli stessi passa a 19. Nello stesso tempo, affinché il più ampio consiglio di amministrazione resti in grado di funzionare, vanno adeguati i metodi di lavoro per quanto concerne il diritto di parola dei sostituti.

  • Il comitato direttivo è portato da otto a nove membri (compreso il prossimo allargamento).

Inoltre il Consiglio ha convenuto che il consiglio dei governatori, immediatamente dopo l'entrata in vigore dei trattati di adesione, riveda la composizione dei nove collegi elettorali del comitato direttivo. Il consiglio dei governatori deve predisporre la revisione in tempo utile. A meno che e fintantoché lo stesso non decida altrimenti all'unanimità il membro supplementare è assegnato al collegio elettorale dei dieci nuovi Stati membri.

Il Consiglio ha altresì deciso di iscrivere a verbale la seguente dichiarazione:

"Il Consiglio prende atto che la composizione dei nove collegi elettorali del comitato direttivo della BEI deve essere riveduta allo scopo di conseguire un migliore equilibrio tra i nove collegi in questione.

Con riferimento ai raggruppamenti per paese di cui all'articolo 11, paragrafo 2 dello statuto della BEI (i sostituti del consiglio di amministrazione), in vista di una più equilibrata composizione dei collegi elettorali, il Consiglio rammenta la clausola di abilitazione, prevista dal trattato di Nizza, per la modifica dello statuto della BEI.".

BANCA CENTRALE EUROPEA (BCE) Conclusioni

Il Consiglio ha adottato le conclusioni seguenti:

"Il Consiglio conviene che il capitale sottoscritto della BCE e il massimale delle riserve in valuta estera trasferite alla BCE saranno aumentati nel quadro dell'allargamento. Pertanto al protocollo (n. 18) (ex n. 3) del trattato sullo statuto del sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea è aggiunto un nuovo articolo 49.3:

"Al momento in cui uno o più paesi diventano Stati membri e le rispettive banche centrali diventano parte del SEBC, il capitale sottoscritto della BCE e il limite dell'importo delle attività di riserva in valuta estera che possono essere trasferite alla BCE sono aumentati automaticamente. L'aumento è determinato moltiplicando i rispettivi importi esistenti in tale momento per il rapporto, nell'ambito dello schema esteso di sottoscrizione di capitale, tra la ponderazione assegnata alle banche centrali nazionali interessate che accedono e la ponderazione assegnata alle banche centrali nazionali già membri del SEBC. La ponderazione assegnata a ciascuna banca centrale nazionale nello schema di sottoscrizione del capitale è calcolata per analogia con quanto previsto dall'articolo 29.1 e conformemente alle disposizioni dell'articolo 29.2. I periodi di riferimento da utilizzare per i dati statistici sono identici a quelli applicati per l'ultimo adeguamento quinquennale delle ponderazioni di cui all'articolo 29.3."".

VARIE

  • Situazione economica e finanziaria in Libano

Su richiesta della delegazione francese il Consiglio ha preso atto che il 23 novembre 2002 si terrà a Parigi una riunione del Libano e dei suoi principali partner, al fine di esaminare la possibilità di un sostegno finanziario a tale paese, in considerazione della sua difficile situazione economica.

EVENTI A MARGINE DEL CONSIGLIO

  • Troika con il Parlamento europeo

La Troika dei Ministri delle finanze (Sig. Thor PEDERSEN, Ministro delle finanze della Danimarca e Presidente del Consiglio, Sig. Nicos CHRISTODOULAKIS, Ministro dell'economia nazionale e delle finanze della Grecia e il sig. Giulio TREMONTI, Ministro dell'economia e delle finanze dell'Italia), i Commissari BOLKESTEIN e SOLBES e il Presidente della commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, sig.ra RANDZIO-PLATH, hanno avuto uno scambio di opinioni circa la relazione su regolamentazione, vigilanza e stabilità finanziarie.

L'occasione ha anche consentito di presentare i lavori in corso sulla preparazione della prossima riunione di primavera del Consiglio europeo, in particolare per quanto riguarda lo snellimento delle procedure.

  • Dialogo a livello ministeriale con i paesi candidati - Conclusioni comuni dei Ministri dell'economia e delle finanze dell'UE e dei paesi candidati

Il 5 novembre 2002 i Ministri dell'economia e delle finanze dell'UE e dei paesi candidati, insieme con rappresentanti della Commissione e della BCE, si sono incontrati per la quarta riunione di dialogo sulle politiche economiche. Essi hanno accolto assai favorevolmente le decisioni storiche sull'allargamento adottate dal Consiglio europeo di Bruxelles, come pure la prospettiva di concludere i negoziati sull'allargamento nel Consiglio europeo di dicembre di quest'anno. Essi attendono con impazienza l'effettiva adesione dei paesi ammissibili nel 2004.

I programmi economici di preadesione per il 2002

Nel complesso i programmi per il 2002 illustrano un quadro macroeconomico e fiscale a medio termine attendibile, mirante a una crescita economica forte e sostenibile. I paesi candidati hanno compiuto ulteriori progressi nel 2001 per quanto riguarda la stabilizzazione macroeconomica e le riforme strutturali.

Il divario in termini di PIL medio pro capite tra la maggior parte dei paesi in fase di adesione e gli attuali Stati membri, benché si stia riducendo, rimane significativo. Sebbene negli ultimi anni la crescita media sia stata notevolmente maggiore rispetto all'UE, molti paesi in fase di adesione hanno compiuti progressi solo modesti in termini di convergenza reale. Nel 2001 il PIL pro capite calcolato in standard di potere d'acquisto ha raggiunto, in media per i dieci paesi in fase di adesione, il 39,3% della media UE, contro il 38,5% nel 2000. I PEP del 2002 prevedono un tasso di crescita a medio termine dell'ordine del 4-6%. Vari paesi continuano a registrare una crescita inferiore al loro potenziale.

In alcuni paesi candidati le autorità hanno compiuto notevoli progressi nel consolidare le finanze pubbliche e prevedono di proseguire l'attuazione di politiche fiscali prudenti a medio termine. Tuttavia in molti paesi l'attuale livello dei deficit fiscali è ancora assai elevato: ciò evidenzia la necessità di fissare obiettivi ambiziosi ai fini del consolidamento fiscale e della sostenibilità della politica fiscale a medio termine. Sforzi sostanziali al riguardo sono necessari in particolare nella Repubblica ceca, in Ungheria, a Malta e in Polonia. Un consolidamento fiscale costante creerà le condizioni per realizzare una crescita economica.

La stabilità dei prezzi e dei tassi di cambio rafforzati è diventata una caratteristica positiva dei paesi in fase di adesione, ma in alcuni di essi sono necessari ulteriori progressi. Nella fase di preadesione le strategie in materia di tassi di cambio devono rimanere coerenti con altre politiche macroeconomiche e con la convergenza. L'orientamento sempre maggiore dei tassi di cambio verso l'euro come principale valuta di riferimento è in linea con una maggiore integrazione economica, ma i ritmi dipendono da circostanze specifiche dei singoli paesi. La relazione dei Ministri Ecofin dell'8 novembre 2000 al Consiglio europeo di Nizza sugli aspetti dell'allargamento relativi al cambio sarà la base di discussione sulla via che condurrà all'adozione dell'euro.

In molti paesi candidati la prospettiva dell'adesione è servita da catalizzatore per riforme strutturali ed istituzionali di ampia portata. I progressi sono stati tuttavia irregolari e si registrano ritardi in una serie di settori prioritari come ad esempio sui mercati del lavoro, dei prodotti e finanziari, nonché nel settore agricolo. In particolare, in molti paesi il tasso relativamente elevato di disoccupazione ed i livelli ridotti di partecipazione evidenziano l'urgenza di ulteriori adeguamenti strutturali.

Data la liberalizzazione dei flussi di capitali, un quadro macroeconomico savio è un presupposto fondamentale per realizzare la stabilità finanziaria stabilito nel quadro del processo di recupero di fronte a flussi di capitali elevati e potenzialmente volatili. L'instabilità macroeconomica ed eccessive fluttuazioni dei flussi di capitali possono causare gravi tensioni nel settore finanziario. Al contrario un settore finanziario sano è un presupposto essenziale alla stabilità macroeconomica, come dimostrato da esperienze passate che avevano avuto gravi implicazioni fiscali. Occorre approfondire ed ampliare il settore finanziario in molti paesi candidati.

Conclusioni

I Ministri degli Stati membri dell'UE e i paesi candidati hanno concluso che:

  • dal secondo programma economico di preadesione (PEP) in generale si evince che sono stati compiuti ulteriori progressi in fatto di creazione di capacità nell'ottica di una partecipazione alla sorveglianza multilaterale e al coordinamento delle politiche economiche attuati dall'UE. Globalmente essi riflettono, in materia di politiche economiche, le principali sfide cui saranno confrontati questi paesi sul loro cammino verso l'adesione e che vanno affrontate insieme;

  • è importante conseguire un livello di crescita reale elevato e sostenibile per garantire una rapida convergenza economica con l'UE. Per eliminare a lungo termine il divario tra i redditi reali saranno necessari ulteriori progressi sostanziali per quanto riguarda l'ambizioso programma di riforma strutturale, corroborati da una vigorosa attuazione. Dovrebbero essere compiuti sforzi energici per creare un ambiente più favorevole agli investimenti e all'imprenditorialità e per semplificare e migliorare il quadro regolamentare;

  • una costante vigilanza contro i rischi esterni potenziali è della massima importanza, data la grande apertura, la dipendenza dalle importazioni e la sensibilità, in termini di esportazioni, alla crescita dell'UE e internazionale che caratterizzano i paesi in fase di adesione. Vanno ulteriormente rafforzate le istituzioni preposte alla regolamentazione finanziaria, alla vigilanza e alla gestione del rischio, come sottolineato nella relazione aggiornata della Commissione sulla stabilità macroeconomica e finanziaria;

  • una politica fiscale sana e credibile è cruciale non soltanto per far fronte alle difficili scelte di politica economica ma anche per rafforzare la fiducia nella stabilità del quadro di politica macroeconomica. La posizione di debolezza in materia fiscale di svariati paesi in fase di adesione giustifica ampiamente la necessità di compiere passi decisivi verso un consolidamento fiscale sostenibile, che si allinei sulle procedure di sorveglianza fiscale dell'UE, anche per creare spazi per gli investimenti privati. Una gestione efficace della spesa pubblica e un'efficace riscossione delle imposte dovrebbero costituire elementi centrali di qualsiasi programma di consolidamento. Si deve inoltre tener conto delle sfide a lungo termine dovute all'invecchiamento della popolazione.

I Ministri sottolineano il loro impegno a continuare a verificare, con il sostegno del Comitato economico e finanziario (CEF), del Comitato di politica economica (CPE) e della Commissione, i progressi compiuti nei paesi in fase di adesione in materia di politiche economiche, di bilancio e strutturali, anche per quei paesi che non rientreranno nel primo gruppo di adesioni all'UE, nel quadro dei processi di coordinamento delle politiche economiche e fiscali in corso. Ciò dovrebbe essere di ausilio ai paesi in fase di adesione per definire strategie di progressiva integrazione economica. Nei PEP del 2003 è estremamente prioritario seguire fino in fondo le raccomandazioni in modo da contribuire alla crescita e all'occupazione in una UE allargata.

Il CEF, il CPE e la Commissione sono invitati ad avanzare proposte, alla riunione ad alto livello che si terrà nella primavera del 2003, tenendo conto dei risultati degli attuali sforzi di razionalizzazione dei processi, relative alle modalità per integrare quanto più celermente possibile i paesi in fase di adesione nelle procedure comunitarie di coordinamento delle politiche economiche e di sorveglianza fiscale. La Commissione è parimenti invitata a presentare, affinché la riunione possa approvarlo, un piano d'azione sui requisiti statistici più urgenti ed una relazione sulle informazioni sul disavanzo e sul debito comunicate.

I Ministri dei paesi candidati convengono di presentare nel 2003 aggiornamenti dei rispettivi percorsi di avvicinamento del PEP basati su stime realistiche relative alle prospettive economiche e alle specifiche misure di riforma che le sottendono. I Ministri si riuniranno nuovamente nel secondo semestre del 2003 per continuare il loro dialogo. Il dialogo a livello di Comitato economico e finanziario e dei loro omologhi continuerà nel maggio 2003.

PUNTI APPROVATI SENZA DISCUSSIONE

ECOFIN

Direttiva relativa alle attività e alla supervisione di enti pensionistici aziendali o professionali *

Il Consiglio ha adottato, con l'astensione del Belgio, la posizione comune in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle attività e alla supervisione di enti pensionistici aziendali o professionali. (11212/02)

Il Consiglio ha altresì convenuto di iscrivere nel suo verbale le dichiarazioni del Belgio, dei Paesi Bassi e della Commissione. (12868/02)

La direttiva disciplina l'accesso alle attività svolte da enti pensionistici aziendali o professionali, nonché l'esercizio di tali attività. Il testo, su cui il Consiglio ha raggiunto un accordo politico nella sessione del 20 giugno 2002, sarà trasmesso al Parlamento europeo per la seconda lettura nell'ambito della procedura di codecisione.

Assistenza macrofinanziaria alla Repubblica federale di Jugoslavia e alla Bosnia-Erzegovina

Il Consiglio ha adottato due decisioni intese a concedere un'ulteriore assistenza macrofinanziaria alla Repubblica federale di Jugoslavia (13294/02) e alla Bosnia-Erzegovina (13295/02).

Per quanto concerne la Repubblica federale di Jugoslavia, la Comunità mette a disposizione della RFJ un'ulteriore assistenza macrofinanziaria in forma di un prestito a lungo termine e di un contributo diretto a fondo perduto, nell'intento di assicurare la sostenibilità della bilancia dei pagamenti e di potenziare le riserve valutarie del paese. La componente "prestito" dell'assistenza ammonta ad un importo massimo in conto capitale di 55 milioni di euro, con una durata massima di 15 anni. A tale scopo, la Commissione è autorizzata a prendere in prestito, per conto della Comunità europea, le risorse necessarie da mettere a disposizione della RFJ in forma di prestito. La componente "contributo a fondo perduto" dell'assistenza ammonta all'importo massimo di 75 milioni di euro.

Per quanto concerne la Bosnia-Erzegovina, la decisione mira ad alleviare le difficoltà finanziarie del paese nei confronti dell'estero, sostenendo la bilancia dei pagamenti e garantendo le riserve.

La componente di prestito di tale assistenza ammonta all'importo massimo, in capitale, di 20 milioni di euro, con un periodo massimo di maturità di 15 anni. A tale scopo, la Commissione è autorizzata a prendere in prestito, per conto della Comunità europea, le risorse necessarie da mettere a disposizione della Bosnia-Erzegovina in forma di prestito. La componente di sovvenzione di tale assistenza ammonta all'importo massimo di 40 milioni di euro.

Conclusioni del Consiglio ECOFIN e degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio

1. Il Consiglio ribadisce il suo sostegno agli sforzi internazionali diretti a contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, inclusi i lavori intrapresi dalla Task Force "Azione finanziaria" (FATF).

2. Il Consiglio rammenta le conclusioni delle sessioni congiunte del Consiglio ECOFIN/GAI del 17 ottobre 2000 e del 16 ottobre 2001, nelle quali il Consiglio aveva avallato la raccomandazione della FATF ai cui sensi gli istituti finanziari degli Stati membri devono rivolgere particolare attenzione a rapporti d'affari e transazioni con persone fisiche, imprese e istituti finanziari appartenenti ai paesi e territori che non cooperano all'attuazione delle raccomandazioni della FATF in materia di riciclaggio di denaro. L'elenco dei paesi e dei territori non cooperativi (PTNC) è stato aggiornato l'11 ottobre 2002 nel modo seguente: Isole Cook, Egitto, Grenada, Guatemala, Indonesia, Myanmar, Nauru, Nigeria, Filippine, Saint Vincent e Grenadine, Ucraina.

3. Il Consiglio rammenta che, nella sessione congiunta del Consiglio ECOFIN/GAI del 17 ottobre 2000, gli Stati membri si sono impegnati ad applicare immediatamente, di concerto e simultaneamente, le contromisure decise dalla FATF contro specifici PTNC.

4. Nella riunione plenaria, del 9-11 ottobre 2002, la FATF ha adottato la grave decisione di raccomandare ai suoi membri di imporre contromisure nei confronti della Nigeria e dell'Ucraina. Le contromisure si applicheranno pertanto alla Nigeria a decorrere dal 15 dicembre 2002 a meno che la Nigeria attui una legislazione che amplii in modo significativo il campo di applicazione della legge del 1995 contro il riciclaggio di denaro e risponda alle richieste specificate dalla FATF. Contromisure si applicheranno altresì all'Ucraina dal 15 dicembre 2002 a meno che questo paese attui una legislazione globale che risponda alle norme internazionali e alle richieste specificate dalla FATF.

5. Gli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, hanno pertanto deciso di applicare, di concerto e simultaneamente, contromisure nei confronti della Nigeria e dell'Ucraina alle condizioni suindicate.

Follow-up del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile - Contributo del Consiglio 

Il Consiglio ha adottato le conclusioni seguenti sul follow-up del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile (WSSD):

"Elementi, finalità ed obiettivi del piano di attuazione del WSSD per quanto concerne le questioni economiche e finanziarie e follow-up da parte del Consiglio "ECOFIN"

I seguenti settori del piano di attuazione sono di particolare importanza per il Consiglio ECOFIN:

  • Sviluppo sostenibile in un mondo in via di globalizzazione (Capitolo V)

  • Strumenti di attuazione, compreso il finanziamento e la remissione del debito (Capitolo IX)

  • Quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile (Capitolo X).

Oltre a ciò il Consiglio ECOFIN è interessato a seguire il tema seguente:

  • Modifica dei modelli non sostenibili di consumo e produzione (Capitolo III).

Il Consiglio ECOFIN è disposto a contribuire al follow-up del WSSD concentrandosi sui seguenti temi:

In materia di sviluppo sostenibile in un mondo in via di globalizzazione (cfr. punto 45), i membri del Consiglio ECOFIN possono contribuire a promuovere processi decisionali aperti e trasparenti e le strutture istituzionali delle IFI. Essi possono inoltre contribuire attraverso le IFI a favorire la capacità dei paesi in via di sviluppo di trarre pieno vantaggio dalla globalizzazione, ad esempio mediante riforme strutturali volte ad attirare gli investimenti esteri diretti e mediante la soppressione delle limitazioni interne alle esportazioni. Infine, conformemente alle opinioni comuni del Consiglio ECOFIN del 4 giugno 2002, i ministri del Consiglio ECOFIN possono contribuire a lottare contro l'utilizzo abusivo del sistema finanziario internazionale, compreso il finanziamento del terrorismo ed il riciclaggio dei capitali, a rafforzare il ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali nell'architettura mondiale al fine di ridurre i rischi presentati dalla globalizzazione finanziaria e a promuovere lo sviluppo sostenibile.

In materia di scambi (cfr. punti 45, 75, 85, 86 e 88), l'Agenda di Doha dell'OMC è confermata. Il Consiglio ECOFIN constata con soddisfazione che il piano di attuazione è conforme alla sua posizione del 4 giugno 2002 sulla materia. Nelle opinioni comuni del Consiglio ECOFIN si considera un sistema finanziario multilaterale equo e aperto come un presupposto per lo sviluppo sostenibile e la riduzione della povertà, si ribadisce il sostegno all'"Agenda per lo sviluppo di Doha" e l'UE ribadisce il suo impegno ad attenersi alle regole multilaterali, ai principi e alle pratiche del libero scambio, nonché la sua disponibilità a svolgere un ruolo predominante nel nuovo ciclo di negoziati.

Per quanto riguarda gli aspetti finanziari (cfr. punti 79 e 82), in seguito alle conclusioni dei Consigli europei di Göteborg e Barcellona, gli Stati membri che non hanno ancora raggiunto l'obiettivo dello 0,7% si sono impegnati individualmente - come primo passo significativo - ad aumentare il volume del loro APS nei prossimi quattro anni nell'ambito dei rispettivi processi di dotazione di bilancio, mentre gli altri Stati membri rinnoveranno i loro sforzi per mantenere l'obiettivo dello 0,7% o per superarlo, in modo che entro il 2006 si raggiunga collettivamente una media per l'Unione europea pari allo 0,39%. In vista di questo obiettivo, tutti gli Stati membri dell'Unione europea si adopereranno per raggiungere entro il 2006, nell'ambito dei rispettivi processi di dotazione di bilancio, almeno lo 0,33% dell'APS/PNL. Secondo le opinioni comuni del Consiglio ECOFIN del 4 giugno 2002, un incremento del volume globale dell'assistenza allo sviluppo dovrebbe essere accompagnato da una maggiore efficacia dell'APS, tra l'altro attuando la raccomandazione del DAC di slegare gli aiuti per i paesi meno sviluppati. In tal modo, conformemente alla posizione del Consiglio ECOFIN del 4 giugno 2002 sulla materia, il piano di attuazione in cui tali obiettivi sono confermati è in linea con il consenso di Monterrey. Nella sessione del 7 maggio il Consiglio ECOFIN ha convenuto di contribuire al follow-up dell'osservanza da parte degli Stati membri degli impegni assunti a Monterrey su base annuale. I membri del Consiglio ECOFIN possono inoltre contribuire attraverso le IFI ad esplorare le possibilità di reperire nuove fonti innovative pubbliche e private per il finanziamento dello sviluppo.

Quanto alla remissione del debito (cfr. punto 83), i membri del Consiglio ECOFIN possono contribuire attraverso le IFI a promuovere la remissione e la cancellazione del debito, anche mediante l'iniziativa HIPC, conformemente al consenso di Monterrey, nonché alle opinioni comuni del Consiglio ECOFIN del 4 giugno 2002.

Riguardo al quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile (cfr. punti 121, 122, 133, 136 e 140), i membri del Consiglio ECOFIN possono contribuire attraverso le IFI e nell'ambito dei rispettivi mandati a rafforzare l'integrazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei programmi di lavoro e negli orientamenti operativi delle IFI, conformemente alle opinioni comuni del Consiglio ECOFIN del 4 giugno 2002, nelle quali si incoraggiano le istituzioni di sviluppo bilaterali e multilaterali a meglio integrare gli aspetti sociali e ambientali nelle rispettive politiche e pratiche. I membri del Consiglio ECOFIN possono inoltre contribuire attraverso le IFI a rafforzare la collaborazione e la cooperazione in materia di sviluppo sostenibile tra il sistema delle Nazioni Unite e le IFI.".

Monete da collezione Conclusioni del Consiglio

Il Consiglio ha adottato le conclusioni seguenti sulle monete da collezione, che aggiornano le conclusioni del 31 gennaio 2000:

"Al fine di garantire che le monete da collezione in euro siano facilmente distinguibili dalle monete metalliche in euro destinate alla circolazione:

  • il valore facciale delle monete da collezione deve essere diverso da quello delle monete metalliche destinate alla circolazione (ossia le monete da collezione in euro non possono avere un valore facciale uguale agli 8 valori unitari: 1, 2, 5, 10, 20, 50 euro cent e 1 e 2 euro);

  • le monete da collezione non devono riportare effigi simili a quella raffigurata sulla faccia comune delle monete metalliche in euro destinate alla circolazione. Inoltre, per quanto possibile, le effigi raffigurate dovrebbero essere almeno leggermente diverse da quelle raffigurate sulla faccia nazionale delle monete metalliche destinate alla circolazione;

  • le monete da collezione devono essere significativamente diverse dalle monete metalliche destinate alla circolazione, per due delle tre seguenti caratteristiche: colore, diametro e peso. La differenza è considerata significativa se i valori, incluse le tolleranze, non rientrano nei limiti di tolleranza fissati per le monete metalliche in euro destinate alla circolazione;

  • le monete da collezione non devono avere una godronatura, o "Fiore spagnolo";

  • l'identità dello Stato membro emittente deve essere chiaramente e facilmente riconoscibile.

Inoltre:

  • le monete da collezione in euro possono essere vendute al loro valore facciale o a un valore superiore;

  • l'approvazione per il volume del conio delle monete da collezione deve essere richiesta su base collettiva piuttosto che per ogni singolo conio;

  • per quanto riguarda le denominazioni delle monete da collezione che potrebbero coincidere con i valori unitari bassi delle banconote in euro, non sembra sussistere un rischio significativo di sostituzione. Gli Stati membri, tuttavia, devono essere pronti a prendere in considerazione qualsiasi richiesta venga loro rivolta al riguardo dalla BCE;

  • dal momento che le monete da collezione in euro avranno corso legale nello Stato membro emittente, le autorità competenti (BCN, zecche o altri enti) dovrebbero istituire disposizioni temporanee che consentano ai possessori di monete da collezione in euro coniate in altri Stati membri dell'area dell'euro di ricevere il valore facciale di dette monete, fatti salvi i costi relativi alla transazione in questione.".

Imposte sulla cifra di affari Autorizzazione all'Austria, alla Germania e alla Francia ad applicare misure di deroga relative alle imposte sulla cifra d'affari

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza l'Austria ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari (11750/02). La decisione mira a consentire all'Austria di designare, in qualità di debitore dell'imposta, il destinatario della prestazione di servizi, per le seguenti operazioni: prestazioni di servizi nel settore edile, comprendenti anche la messa a disposizione di manodopera, resi da subappaltatori, per conto di un appaltatore principale, per conto di un'impresa che esegue essa stessa lavori edili o per conto di un altro subappaltatore.

Il Consiglio ha inoltre adottato una decisione che autorizza la Germania e la Francia ad applicare una misura di deroga all'articolo 3 della direttiva suindicata (13006/02). La deroga mira a fissare il limite territoriale tra la Germania e la Francia a metà di ciascun ponte di frontiera, al fine di semplificare la riscossione dell'imposta relativa alla costruzione o alla manutenzione di tali ponti.

IVA - Relazione sullo stato dei lavori

Il Consiglio ha preso atto della relazione sullo stato dei lavori in ordine al diritto a deduzione dell'imposta sul valore aggiunto (compreso il diritto a deduzione transfrontaliero) e della relazione della Commissione sulla revisione dell'articolo 9 della sesta direttiva IVA (13347/1/02 REV 1 e 13634/02).

Il Consiglio ha inoltre chiesto al Comitato dei Rappresentanti permanenti di riferire, in una prossima sessione del Consiglio, in merito alla proposta di modifica della sesta direttiva IVA per quanto concerne il regime del diritto a deduzione e ha invitato la Commissione a proseguire i lavori relativi alla revisione dell'articolo 9 di tale direttiva.

RELAZIONI ESTERNE

Lotta contro le armi leggere e di piccolo calibro Seconda relazione annuale

Il Consiglio ha preso atto della seconda relazione annuale concernente l'attuazione dell'azione comune dell'Unione europea del 12 luglio 2002 sul contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere (2002/589/PESC) e che abroga l'azione comune 1999/34/PESC nonché il programma dell'Unione europea sul traffico illecito di armi convenzionali del giugno 1997. Sia l'azione comune che il programma dell'UE prevedono la revisione annuale delle iniziative assunte.

La relazione è in linea di massima circoscritta all'anno 2001. Essa si articola in tre parti. La parte I tratta delle iniziative nazionali per affrontare i problemi connessi con le armi di piccolo calibro negli Stati membri, quali la cooperazione tra agenzie, la legislazione di recente promulgazione e il sostegno alla ricerca in materia. La parte II si occupa delle misure internazionali quali l'assistenza a progetti realizzati da organizzazioni internazionali o regionali o non governative, l'assistenza agli Stati interessati e la convocazione di conferenze internazionali. È inoltre compresa nella parte II la cooperazione dell'UE con altri Stati. Nella parte III vengono discusse le priorità per un approccio più sistematico all'assistenza fornita dall'UE nel settore delle armi leggere e di piccolo calibro, nonché le lezioni tratte dall'esperienza già maturata dall'UE e dagli Stati membri in questo settore. La relazione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

Conferenza ministeriale UE/SADC a Maputo (7 e 8 novembre 2002)

Il Consiglio ha espresso il suo accordo sullo svolgimento della quinta conferenza ministeriale SADC/UE a Maputo, Mozambico, il 7 e 8 novembre 2002, in seguito all'invito rivolto dalla SADC. Esso ha incaricato la delegazione dell'UE di mettere a punto, a Maputo, un comunicato che tenga conto del dibattito della Conferenza. L'UE e la SADC hanno convenuto di mettere all'ordine del giorno i due seguenti punti: democrazia, pace e sicurezza e cooperazione per l'eliminazione della povertà.

Il Consiglio ha inoltre preso atto della relazione sulla valutazione dell'iniziativa di Berlino che sarà presentata alla conferenza ministeriale. La relazione fa seguito all'ultima Conferenza ministeriale SADC-UE svoltasi a Gaborone, Botswana ( 29 e 30 novembre 2000), in cui è stato convenuto di valutare tale iniziativa, sei anni dopo la firma di una "Dichiarazione" il 6 settembre 1994 a Berlino, da parte dell'UE e della SADC, al fine migliorare il dialogo e l'insieme del partenariato tra SADC e UE.

L'obiettivo globale dell'iniziativa di Berlino è di contribuire alla pace, alla democrazia e allo sviluppo sostenibile nell'Africa australe. Scopo della dichiarazione è di proseguire lo sviluppo delle relazioni tra le due regioni e di instaurare un dialogo di portata generale. Le due parti hanno convenuto di cooperare in numerosi settori (che comprendono: dialogo politico, commercio, cooperazione allo sviluppo, sanità, energia, trasporti, turismo e cultura).

La valutazione destinata alla Conferenza ministeriale di Maputo riferisce in merito a numerose attività specifiche che hanno avuto luogo dal 1994, in particolare seminari; alcune attività che hanno consentito l'attuazione di programmi specifici (ad esempio il programma di promozione degli investimenti UE-SADC, le iniziative sull'HIV/AIDS nonché il processo di pace nella RDC) mentre in altri settori le attività sono state limitate. La relazione propone pertanto alcuni suggerimenti concreti che consento altresì di prendere in considerazione nuovi sviluppi, in particolare la ristrutturazione della SADC. Essa raccomanda che il lungo elenco dei settori di cooperazione sia riveduto per rispecchiare maggiormente le priorità e le limitate risorse disponibili. Propone inoltre di dare maggiore priorità all'eliminazione della povertà e alla lotta all'HIV/AIDS. Un altro modo per migliorare il rapporto costi/efficacia e rafforzare il dialogo consiste nel crescente impiego dei capi missione dell'UE e di quelli della SADC.

EE Partecipazione al sesto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca

Il Consiglio ha approvato, per la Comunità, il progetto di decisione del Comitato misto SEE che modifica il Protocollo 31 dell'accordo SEE, sulla cooperazione in settori specifici al di fuori delle quattro libertà (12701/02). La decisione intende estendere la cooperazione nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico. Prevede un quadro di cooperazione e definisce le modalità per la partecipazione a pieno titolo degli Stati EFTA-SEE ai programmi e alle azioni della Comunità in tale settore, in particolare riguardo al sesto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2002-2006) (decisione n. 1513/2002/CE del 27 giugno 2002, GU L 232 del 29.8.2002, pag. 1).

Israele - Negoziazione di un accordo di cooperazione scientifica e tecnica

Il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la Commissione a negoziare un nuovo accordo di cooperazione scientifica e tecnica tra la Comunità europea e lo Stato di Israele.

Associazione con Cipro/Malta

Il Consiglio ha adottato un mandato da conferire alla Commissione per il negoziato di ulteriori concessioni commerciali reciproche con Cipro e Malta in materia di prodotti agricoli trasformati.

QUESTIONI COMMERCIALI

Modifiche degli atti di base antidumping e antisovvenzione

Il Consiglio ha adottato i seguenti regolamenti:

  • regolamento recante ulteriore modifica del regolamento(CE) n. 384/1996 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (11508/02). Il nuovo regolamento fornisce un chiarimento del regolamento di base (n. 384/96) alla luce dell'esperienza finora acquisita nella prassi antidumping corrente. Inoltre, in considerazione dei notevoli progressi compiuti dalla Federazione russa nel creare le condizioni di un'economia di mercato, come è stato riconosciuto dalle conclusioni del vertice Russia-Unione europea del 29 maggio 2002, si propone di concedere alla Federazione russa il pieno status di economia di mercato;

  • regolamento che modifica il regolamento (CE) n. 2026/1997 relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (1511/02). Il nuovo regolamento contempla la soppressione o la modifica di determinate norme del regolamento antisovvenzione (n. 2026/1997) di base, in quanto l'applicazione di talune disposizioni dell'accordo OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative, riguardanti le sovvenzioni che non danno diritto ad azione legale, è scaduta il 31 dicembre 1999.

Brasile - Accordo sui prodotti tessili

Il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla firma, a nome della Comunità Europea, e all'applicazione provvisoria di un accordo in forma di memorandum d'intesa tra la Comunità europea e la Repubblica federativa del Brasile sul regime di accesso al mercato per i tessili e i capi di abbigliamento (11949/02). Tale decisione prevede un migliore accesso ai rispettivi mercati per i tessili e i capi d'abbigliamento.

A seguito dell'adozione del mandato di negoziato da parte del Consiglio il 9 novembre 2000, l'accordo è stato negoziato a nome della Comunità europea dalla Commissione e siglato l'8 agosto 2002. E' ora pronto per la firma. In attesa del completamento delle procedure consuete per la conclusione formale, esso sarà applicato dal momento della firma su base provvisoria.

TRASPORTI

Accesso al mercato dei servizi portuali

Il Consiglio ha adottato una posizione comune a maggioranza qualificata, con il voto contrario della delegazione svedese, su una proposta di direttiva volta a garantire la libertà di fornire servizi portuali al fine di migliorare la qualità e ridurre i costi di tali servizi. Il testo, su cui il Consiglio ha raggiunto un accordo politico nella sessione del 17 giugno, sarà trasmesso al Parlamento europeo per la seconda lettura nel quadro della procedura di codecisione. (11146/02)

La proposta mira a istituire un equilibrio tra l'attuazione dei principi generali del trattato e la complessa realtà del settore portuale, consentendo di limitare il numero dei prestatori di servizi portuali tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ciascun porto e fissando norme che garantiscono procedure chiare e trasparenti di selezione dei prestatori di servizi nei porti aperti al traffico commerciale.

Cabotaggio marittimo - Conclusioni del Consiglio

"Il Consiglio

  • prende atto della quarta relazione sull'attuazione del regolamento (CEE) n. 3577/92 concernente l'applicazione del principio della libera circolazione dei servizi al cabotaggio marittimo (1999-2000);

  • si compiace delle conclusioni della relazione sull'impatto positivo della liberalizzazione dei servizi di cabotaggio;

  • prende atto del parere della Commissione (punto 4.2 della relazione) secondo cui è opportuno attendere la piena liberalizzazione del mercato del cabotaggio greco prima di analizzare l'impatto di un mercato del cabotaggio nell'Unione completamente liberalizzato e che pertanto la quinta relazione sull'attuazione del regolamento (CEE) n. 3577/92 concernente l'applicazione del principio della libera circolazione dei servizi al cabotaggio marittimo, che dovrebbe essere presentata conformemente all'articolo 10 del regolamento n. 3577/92, deve riguardare gli anni 2001-2004 ed essere trasmessa entro il 2005."

RICERCA

Sesto programma quadro di ricerca - Regole di partecipazione (programma CE)

Il Consiglio ha adottato il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle regole di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università, nonché alle regole di diffusione dei risultati della ricerca, per l'attuazione del sesto programma quadro della Comunità europea 2002-2006, approvando tutti gli emendamenti votati dal Parlamento europeo in prima lettura. La decisione è stata presa a maggioranza qualificata, con l'astensione della delegazione portoghese. (3647/02)

L'adozione del presente regolamento e delle regole di partecipazione al programma di ricerca dell'Euratom contribuirà all'attuazione tempestiva dei due nuovi programmi quadro, come richiesto dal Consiglio europeo, in modo da favorire la creazione di uno Spazio europeo della Ricerca e rafforzare l'innovazione nell'Unione europea. I programmi specifici di ricerca sono stati adottati dal Consiglio il 30 settembre.

Il bilancio globale previsto in base ai programmi quadro CE ed Euratom ammonta a 17 500 milioni di euro, di cui 16 270 milioni sono assegnati al programma CE.

Sesto programma quadro di ricerca - Regole di partecipazione (programma Euratom)

Il Consiglio ha adottato il regolamento relativo alle regole di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università all'attuazione del sesto programma quadro della Comunità europea dell'energia atomica (Euratom) (2002-2006). (11549/02)

L'adozione del presente regolamento e delle regole di partecipazione al programma di ricerca della Comunità europea contribuirà all'attuazione tempestiva dei due nuovi programmi quadro, come richiesto dal Consiglio europeo, in modo da favorire la creazione di uno Spazio europeo della ricerca e rafforzare l'innovazione nell'Unione europea. I programmi specifici di ricerca sono stati adottati dal Consiglio il 30 settembre.

Il bilancio globale previsto in base ai programmi quadro CE ed Euratom ammonta a 17 500 milioni di euro, di cui 1 230 milioni sono assegnati al programma Euratom.

TRASPARENZA

Accesso del pubblico ai documenti

Il Consiglio ha adottato

  • una risposta alla domanda di conferma presentata dalla sig.ra Claudia VIPSANIA (con voto contrario delle delegazioni danese, finlandese, greca, olandese e svedese)

    (12850/02)

  • una risposta alla domanda di conferma presentata dalla sig.ra Evelien BROUWER (con voto contrario delle delegazioni finlandese, olandese e svedese)

    (13032/02).

DECISIONI ADOTTATE MEDIANTE PROCEDURA DI CONCILIAZIONE

(23 ottobre - 30 ottobre)

AFFARI SOCIALI

Esposizione dei lavoratori al rumore

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto il 23 ottobre 2002 un accordo mediante scambio di lettere su una proposta di direttiva che stabilisce requisiti minimi per la protezione dei lavoratori dai rischi per la sicurezza e la salute derivanti dall'esposizione al rumore. L'accordo dev'essere confermato dal Parlamento (maggioranza dei voti espressi) e dal Consiglio (maggioranza qualificata) ai fini dell'adozione formale della direttiva.

La direttiva è destinata a sostituire la direttiva 86/188/CEE in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dell'esposizione al rumore durante il lavoro, abbassando i livelli massimi di esposizione da 90 a 87 decibel.

Il compromesso raggiunto riguarda in particolare i settori della musica e dell'intrattenimento. Ambedue i settori saranno coperti dalle disposizioni della direttiva ma, per facilitarne l'attuazione, un codice di condotta specifico dovrà essere elaborato dagli Stati membri in consultazione con le parti sociali o con i rappresentanti a livello nazionale dei datori di lavoro e dei lavoratori del ramo.

Si ricorda che nel 1992 la Commissione ha presentato la sua proposta originaria contenente requisiti in materia di esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da quattro diversi agenti fisici: rumore, vibrazioni meccaniche, radiazioni ottiche e campi e onde elettromagnetiche. Data la complessità tecnica dell'esame di tutti gli agenti fisici in un unico strumento, è stato convenuto nel 1999 di suddividere la direttiva e di trattare ogni agente fisico separatamente.

TRASPORTI

Aviazione civile - Accordo relativo a misure di sicurezza rafforzate

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto il 30 ottobre 2002 un accordo mediante scambio di lettere su un progetto di regolamento che stabilisce norme di sicurezza comuni in materia di aviazione civile in Europa. Affinché il regolamento sia adottato l'accordo deve ora essere confermato dal Parlamento (maggioranza dei voti espressi) e dal Consiglio (maggioranza qualificata), conformemente alla procedura di codecisione.

Il regolamento si inserisce nel quadro del piano di lotta contro il terrorismo stabilito dal Consiglio europeo nella sessione straordinaria svoltasi in seguito agli attentati terroristici perpetrati negli Stati Uniti l'11 settembre 2001.

Il compromesso raggiunto nel corso della conciliazione tra il Consiglio e il Parlamento europeo riguarda in particolare i due punti seguenti:

  • misure di controllo per le zone di sicurezza degli aeroporti. Tutto il personale, compreso il personale di cabina, dovrà sottoporsi a un controllo prima di entrare in una zona ad accesso limitato. Allorché ciò risulti impraticabile, dovrà sottoporsi a controlli effettuati casualmente, cui sarà soggetto del resto qualsiasi articolo imbarcato a bordo di un aeromobile. Un anno dopo l'entrata in vigore del regolamento tutto il personale e tutti gli articoli saranno sottoposti a controllo prima di essere ammessi nelle zone più critiche nell'ambito degli aeroporti. La Commissione adotterà entro il 1º luglio 2004 misure di attuazione che saranno pienamente applicabili al più tardi cinque anni dopo tale data;

  • finanziamento delle misure di sicurezza. In una dichiarazione, Parlamento, Consiglio e Commissione rilevano la diversità delle situazioni negli Stati membri e la necessità di evitare eventuali distorsioni di concorrenza che potrebbero derivarne. Al riguardo tengono conto del fatto che la Commissione considererà positivamente il finanziamento pubblico delle misure di sicurezza aggiuntive. La Commissione effettuerà uno studio dedicato in particolare alla ripartizione del finanziamento tra le autorità pubbliche e gli operatori, fatta salva la ripartizione delle competenze tra gli Stati membri e l'Unione europea, e sottoporrà al Parlamento e al Consiglio eventuali proposte.

Ai sensi del regolamento ogni Stato membro dovrà adottare un programma nazionale di sicurezza in materia di aviazione civile e designare un'autorità unica che ne coordini e ne controlli l'esecuzione.

DECISIONE ADOTTATA MEDIANTE PROCEDURA SCRITTA

ECOFIN

Fondo di solidarietà dell'Unione europea - Accordo interistituzionale

Il Consiglio ha approvato il 31 ottobre 2002, mediante procedura scritta, il testo dell'accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sul finanziamento del Fondo di solidarietà dell'Unione europea. (13191/02)

Obiettivo del Fondo è permettere di fornire rapidamente assistenza finanziaria qualora una grave catastrofe si verifichi sul territorio di uno Stato membro o di un paese candidato con cui sono in corso negoziati di adesione all'Unione europea.

Le tre Istituzioni hanno convenuto che il massimale annuo di spesa a disposizione del Fondo è di 1 miliardo di euro. Il 1° ottobre di ogni anno dovrebbe essere ancora disponibile almeno un quarto dell'importo annuo al fine di coprire i fabbisogni che si presentassero entro la fine dell'anno in questione.

____________________

(1) ?Per le dichiarazioni, conclusioni o risoluzioni formalmente adottate dal Consiglio, il titolo del punto pertinente riporta un'apposita indicazione e il testo è ripreso tra virgolette.?I documenti di cui viene indicato il riferimento sono accessibili nel sito Internet del Consiglio HYPERLINK "http://register.consilium.europa.eu/scripts/utfregisterDir/WebDriver.exe?MIval=advanced&MIlang=EN&fc=REGAISEN&srm=5&ssf=&mt=128&md=100"http://consilium.europa.eu.?Gli atti adottati che comportano dichiarazioni a verbale del Consiglio accessibili al pubblico sono contraddistinti da un asterisco; dette dichiarazioni sono disponibili nel summenzionato sito Internet del Consiglio o possono essere ottenute presso il servizio stampa.

(2)1 Per l'UE a 25: 9,77%. La BEI osserva che la quota percentuale esatta e l'importo assoluto in contanti sono per ora indicativi.


Side Bar