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P/01/31

Bruxelles, 15 febbraio 2001

6291/01 (Presse 51)
P 31/01
(OR. EN)

Dichiarazione a nome dell'Unione europea sulla situazione nella Serbia meridionale

L'UE sostiene l'iniziativa delle autorità di Belgrado volta a trovare una soluzione pacifica e durevole all'attuale situazione nella Serbia meridionale, che rischia di destabilizzare la regione.

Essa accoglie favorevolmente il piano adottato l'8 febbraio dai governi della Repubblica federale di Jugoslavia e della Serbia e presentato dal deputato serbo Covic al Comitato politico e di sicurezza dell'UE in data odierna. Il piano, che mira a dare una risposta globale alla crisi, sarà una valida base per ulteriori discussioni. A lungo termine, lo sviluppo economico e sociale della regione, la piena integrazione della comunità albanese nella vita politica e nella società civile e il rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze, conformemente alle norme internazionali, costituiscono l'unica garanzia di stabilità nella regione, nell'ambito di una Repubblica federale di Jugoslavia democratica. Tale impostazione politica, economica e sociale corrisponde allo spirito del vertice di Zagabria e del patto di stabilità.

Il successo di questa iniziativa dipende principalmente dagli sforzi delle parti interessate, ma richiederà il sostegno della comunità internazionale.

L'UE sosterrà misure politiche, economiche e sociali a favore della popolazione locale, rispettando al tempo stesso la sovranità e l'integrità territoriale della Repubblica federale di Jugoslavia. La CE e gli Stati membri dell'UE hanno già impegnato ben oltre un milione di euro per progetti umanitari e in materia di sviluppo (in particolare a sostegno delle scuole) nella regione di Presevo. La Commissione ha oggi annunciato un aiuto supplementare di 900.000 euro a favore dei comuni interessati.

All'inizio della crisi l'UE, di concerto con la dirigenza jugoslava, ha inviato osservatori dell'EUMM incaricati di riferire sugli sviluppi della crisi e di contribuire ad operazioni di allarme tempestivo e miranti a rafforzare la fiducia nella regione, conformemente al loro mandato. È stato convenuto di aumentare il personale presente sul posto.

L'UE si attende che le autorità serbe e jugoslave attuino al più presto misure volte a favorire la piena integrazione della comunità albanese al fine di creare la necessaria fiducia.

L'UE si aspetta che la comunità albanese nella Serbia meridionale designi rappresentanti che possono avviare un dialogo costruttivo con le autorità serbe e jugoslave. Ciò implica un'immediata cessazione della violenza da parte dei gruppi estremisti albanesi armati, in particolare nella zona di sicurezza terrestre.

L'UE ribadisce la sua condanna di ogni atto di violenza. Essa invita i kosovari investiti di autorità politica a prendere le distanze nettamente e pubblicamente dalle azioni dei gruppi estremisti armati nella Serbia meridionale.

L'UE sottolinea l'importanza dell'azione continua della KFOR volta in particolare ad assicurare l'effettivo controllo del confine amministrativo tra Kosovo e Serbia.

L'UE è disposta a cooperare strettamente con le autorità della Repubblica federale di Jugoslavia e della Serbia al fine di valutare la possibilità di un'ulteriore sostegno volto a favorire una soluzione pacifica e durevole nella Serbia meridionale.

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