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MEMO/03/73

Bruxelles, 27 marzo 2003

Commercio e ampliamento - Analisi settoriale

Accordi di riconoscimento reciproco - ARR

    Quali vantaggi comporterà l'adozione dell'acquis da parte dei nuovi Stati membri?

    • L'agevolazione degli scambi e dell'accesso ai mercati dei paesi terzi di cui gli esportatori comunitari beneficiano grazie agli ARR sarà estesa anche ai nuovi Stati membri.

    • Per contro, gli esportatori dei paesi terzi con cui la Comunità ha concluso ARR beneficerebbero degli stessi vantaggi per quanto riguarda le loro esportazioni nei nuovi Stati membri.

    Cosa comporta l'applicazione della politica commerciale comune da parte dei paesi in via di adesione?

    • I nuovi Stati membri aderiranno automaticamente agli accordi internazionali di cui la Comunità è firmataria, tra cui gli ARR, e dovranno quindi predisporre un meccanismo adeguato per la designazione degli organi di valutazione della conformità.

    • In determinati ARR (ad esempio, quello con la Svizzera), si sono già presi provvedimenti in tal senso prima dell'adesione concludendo protocolli degli accordi europei sulla valutazione della conformità (PECA) tra la Comunità e diversi Stati membri richiedenti, basati sull'applicazione dell'acquis, che servono ad allineare i sistemi di valutazione della conformità dei paesi richiedenti con quello comunitario. Altri ARR impongono invece ai nuovi Stati membri di dimostrare di conoscere i requisiti normativi del paese terzo per poter designare gli organi di valutazione della conformità.

    Come saranno rispettati gli obblighi nei confronti dei paesi terzi?

    • Gli obblighi previsti dagli ARR si applicheranno ai nuovi Stati membri subito dopo l'adesione.

    • I meccanismi di salvaguardia degli ARR (visite di verifica, verifiche inter pares ecc.), che garantiscono la disponibilità delle competenze tecniche necessarie, si applicheranno automaticamente ai nuovi Stati membri al momento dell'adesione.

    Questioni specifiche relative ai paesi terzi

    • I cofirmatari degli ARR potrebbero mettere in discussione la capacità tecnica degli organi di valutazione della conformità dei nuovi Stati membri di certificare la conformità dei prodotti con i requisiti tecnici del paese importatore. I nuovi Stati membri dovranno dimostrare di conoscere i requisiti normativi del paese terzo per poter designare gli organi di valutazione della conformità. Il meccanismo dei PECA e l'assistenza tecnica comunitaria, che affrontano questo problema nell'ambito del mercato interno, interverranno comunque anche nel caso degli ARR conformi all'acquis comunitario.

Per ulteriori informazioni riguardo agli ARR, cliccare su:

http://trade-info.ec.europa.eu/tbt/index.cfm

Strumenti di difesa commerciale

    Gli strumenti

    L'UE ha competenza esclusiva per quanto riguarda la difesa commerciale, il che spiega la mancanza di una legislazione degli Stati membri in materia. Per garantire un commercio leale, l'UE dispone di tre strumenti principali di difesa commerciale: dazi antidumping, dazi compensativi e strumenti di salvaguardia.

    Di recente, inoltre, l'UE ha creato altri due strumenti: il regolamento relativo alla difesa contro le pratiche di prezzi pregiudizievoli nella vendita di navi (questo strumento rimarrà inutilizzato fintanto che non sarà entrato in vigore l'accordo OCSE sulle costruzioni navali) e il meccanismo transitorio di salvaguardia specifico per prodotto (data di entrata in vigore prevista: 22 febbraio 2003), che applica le disposizioni contenute nel protocollo di adesione della Cina all'OMC.

    Gli strumenti di difesa commerciale dell'UE e il diritto derivato basato su di essi sono conformi agli obblighi internazionali dell'UE, segnatamente quelli assunti in sede di OMC. In molti casi, la legislazione dell'UE va addirittura al di là degli obblighi OMC.

    Oltre ad utilizzare gli strumenti di difesa commerciale, la Commissione sostiene gli esportatori e gli Stati membri in difficoltà a causa degli strumenti di difesa commerciale dei paesi terzi.

    Quali saranno le ripercussioni dell'adesione in materia di difesa commerciale?

      Verranno modificati il quadro giuridico...

      Al momento dell'adesione, i nuovi Stati membri entreranno automaticamente a far parte del mercato unico dell'UE e saranno quindi soggetti alla politica commerciale comune dell'UE. Ciò significa che il quadro legislativo generale dell'UE sostituisce quello di ciascuno dei nuovi Stati membri e si applica automaticamente. Il quadro relativo agli strumenti di difesa commerciale è diviso in due parti:

      • regolamento di base per ciascuno degli strumenti esistenti, segnatamente i dazi antidumping, i dazi compensativi e gli strumenti di salvaguardia;

      • accordi commerciali con i paesi extra-UE contenenti clausole sugli strumenti di difesa commerciale.

      …le singole misure in vigore

      In pratica, ciò significa che:

      • le misure connesse agli strumenti di difesa commerciale non possono essere applicate all'interno dell'UE, poiché gli Stati membri costituiscono un mercato unico. Le misure dell'UE-15 nei confronti dei nuovi Stati membri non saranno più applicabili e viceversa. Ciò vale anche per le misure in vigore tra i nuovi Stati membri o applicate dai nuovi Stati membri nei confronti di paesi terzi diversi dall'UE.

      • Le misure connesse agli strumenti di difesa commerciale prese dai nuovi Stati membri contro i paesi terzi cessano di applicarsi e vengono sostituite da quelle in vigore nell'UE-15 che si applicheranno alle importazioni nei nuovi Stati membri, cioè nell'UE-25.

      Questa impostazione, che comporta da un lato l'estensione automatica e immediata delle misure di difesa commerciale ai nuovi Stati membri e dall'altro la scadenza delle misure di difesa commerciale imposte dai nuovi Stati membri, è quella adottata in occasione dell'ultimo ampliamento della Comunità.

      e le inchieste in corso

      • Cesseranno tutte le inchieste in corso nei nuovi Stati membri nell'ambito degli strumenti di difesa commerciale (nuovi casi, riesami, ecc.) riguardanti le importazioni dall'UE o dai paesi terzi, che non avranno più valore giuridico.

      • Proseguiranno invece le inchieste in corso nell'UE, tranne quelle riguardanti i nuovi Stati membri.

      Il ruolo dei terzi e i loro diritti rispetto all'ampliamento

    Gli operatori economici dell'UE-25 possono chiedere, sempre che sia giustificato, un riesame di tutte le misure estese ai paesi terzi.

    I paesi terzi e gli esportatori dei paesi terzi nell'UE possono chiedere il riesame delle misure dell'UE-15 estese ai nuovi Stati membri al momento dell'adesione purché dimostrino che le circostanze sono cambiate a seguito dell'ampliamento. Le richieste di questo tipo possono essere presentate dopo l'adesione, secondo un'impostazione già adottata per l'ultimo ampliamento. A tal fine, si prevede di pubblicare poco dopo l'ampliamento un avviso riguardante le modalità specifiche.

    Gli esportatori dei paesi terzi nell'UE possono chiedere rimborsi per tutte le operazioni non oggetto di dumping, e potranno farlo anche dopo l'ampliamento. Gli esportatori in questione possono inoltre chiedere la sospensione delle misure adducendo l'improbabile reiterazione del pregiudizio.

    Ripercussioni pratiche dell'ampliamento

    Sebbene il numero dei paesi in via di adesione sia superiore a quello dei due ampliamenti precedenti, l'impatto dell'ampliamento sulle misure di difesa commerciale dell'UE non va sopravalutato. L'estensione delle misure di difesa commerciale dell'UE ai nuovi Stati membri non altererà automaticamente i parametri di dumping e di pregiudizio alla base di tutti i dazi antidumping e compensativi. L'ampliamento, quindi, non renderà necessariamente queste misure inadeguate in una Comunità ampliata.

    A riprova di quanto si afferma, basti pensare che l'attività economica globale in tutti i paesi candidati è inferiore al 10% di quella dell'UE-15. Di conseguenza, i risultati delle determinazioni del dumping e del pregiudizio per l'UE-15 sarebbero rappresentativi anche di un contesto UE-25. Pur non applicandosi a tutti i casi (capita che le misure specifiche siano troppo elevate o troppo basse), questa conclusione generale contribuisce a collocare il problema nel giusto contesto.

    Ferma restando l'estensione delle misure di difesa commerciale dell'UE ai nuovi Stati membri, va ricordato che tutte le misure commerciali applicate dai nuovi Stati membri cesseranno di applicarsi.

Per ulteriori informazioni riguardo agli strumenti di politica commerciale della CE, cliccare su

http://ec.europa.eu/trade/policy/index_en.htm

o mettersi in contatto con l'ICP al seguente indirizzo:

Antidumping-icp@ec.europa.eu

o tel.: +32-2- 296 32 01

Acciaio

    Come saranno rispettati gli obblighi nei confronti dei paesi terzi?

    • Tutta la legislazione CE sul commercio dell'acciaio entrerà immediatamente in vigore nei nuovi Stati membri al momento dell'adesione.

    Quali vantaggi comporterà l'adozione dell'acquis da parte dei nuovi Stati membri?

    • L'estensione del mercato unico semplificherà gli scambi nell'UE ampliata. L'applicazione delle discipline comuni in materia di concorrenza, aiuti di Stato e ambiente eliminerà le distorsioni commerciali creando un contesto più sano nei nuovi Stati membri.

    • L'estensione della politica commerciale comune ai nuovi Stati membri agevolerà il commercio estero. I nuovi Stati membri ridurranno i loro dazi ai livelli dell'UE. L'attività degli operatori dei paesi terzi che trattano con i paesi dell'UE sarà disciplinata da un'unica serie di norme commerciali. I paesi terzi beneficeranno del trattamento NPF o di un regime commerciale preferenziale in una zona che rappresenta il 20% del commercio mondiale.

    Cosa comporta l'applicazione della politica commerciale comune da parte dei paesi in via di adesione?

    • Aspetti generali: i nuovi Stati membri aderiranno automaticamente agli accordi internazionali di cui la Comunità è firmataria, tra cui le misure di politica commerciale specifiche applicate all'acciaio e gli aspetti connessi all'acciaio degli accordi bilaterali di commercio e di cooperazione con i paesi terzi.

    • Tariffa esterna comune: i nuovi Stati membri applicheranno la tariffa esterna comune. I dazi UE sull'acciaio, che sono già bassi, diminuiranno di anno in anno per essere aboliti a decorrere dal 1° gennaio 2004 secondo gli impegni dell'Uruguay Round.

    • Sovvenzioni: una volta scaduto il trattato CECA, continueranno ad essere applicate norme specifiche della CE sugli aiuti di Stato nel settore dell'acciaio simili a quelle contenute nel trattato CECA.

    • Acquis settoriale: l'acquis della CE sul commercio dei prodotti siderurgici comprende attualmente gli accordi bilaterali sull'acciaio con Russia e Kazakistan, le misure autonome riguardanti le importazioni dall'Ucraina, il sistema di duplice controllo in vigore con alcuni paesi associati e una misura di salvaguardia applicabile a 7 prodotti di acciaio, che potrebbe essere abrogata entro il 1° maggio 2004 in funzione degli sviluppi internazionali.

    Questioni specifiche relative ai paesi terzi

    • Le restrizioni quantitative stabilite negli accordi siderurgici bilaterali con Russia e Kazakistan rimarranno in vigore fino al 31 dicembre 2004, salvo adesione di uno dei paesi all'OMC prima di questa data. Entrambi gli accordi prevedono un aumento delle restrizioni quantitative al momento dell'ampliamento per rispecchiare l'estensione del mercato unico.

Per ulteriori informazioni riguardo al commercio dell'acciaio nella CE, cliccare su

http://ec.europa.eu/trade/goods/acciaio/index_en.htm

Cantieristica

    Come saranno rispettati gli obblighi nei confronti dei paesi terzi?

    • Gli obblighi della politica commerciale comune si applicheranno a decorrere dall'adesione.

    Quali vantaggi comporterà l'adozione dell'acquis da parte dei nuovi Stati membri?

    • L'estensione del mercato unico armonizzerà l'applicazione delle discipline comuni in materia di concorrenza, aiuti di Stato e ambiente creando un contesto più sano nell'UE ampliata.

    • I nuovi Stati membri dovranno conformarsi all'esito dei negoziati OCSE, che dovrebbero concludersi per la fine del 2005. Detti Stati beneficeranno delle norme internazionali sulle normali condizioni di concorrenza per l'industria della costruzione e delle riparazioni navali.

    Cosa comporta l'applicazione della politica commerciale comune da parte dei paesi in via di adesione?

    • Aspetti generali: i nuovi Stati membri aderiranno automaticamente agli accordi internazionali di cui la Comunità è firmataria, tra cui le misure di politica commerciale specifiche applicate alla cantieristica e gli aspetti pertinenti degli accordi bilaterali di commercio e di cooperazione con i paesi terzi.

    • Tariffa esterna comune: i nuovi Stati membri applicheranno l'esenzione generale contenuta nella tariffa esterna comune.

    • Sovvenzioni: con l'ampliamento dell'UE, i paesi candidati dovranno applicare alla cantieristica le norme UE sugli aiuti di Stato.

    Questioni specifiche relative ai paesi terzi

    • Nell'ambito dei ricorsi dell'UE in sede di OMC, i nuovi membri beneficeranno delle eventuali misure successive alla decisione dell'organo di composizione delle controversie.

Per ulteriori informazioni riguardo alla politica della CE nel settore delle costruzioni navali, cliccare su

http://ec.europa.eu/trade/goods/ship/index_en.htm

Tessili e abbigliamento

I nuovi Stati membri dovranno applicare la politica commerciale della Comunità in materia di tessili e abbigliamento. L'acquis pertinente comprende prevalentemente programmi d'integrazione della CE nel quadro dell'accordo sui tessili e sull'abbigliamento, intese amministrative con determinati membri dell'OMC, accordi bilaterali con paesi non membri dell'OMC e misure autonome nei confronti dei paesi che non hanno concluso questo tipo di accordi.

    Che cosa ne consegue per quanto riguarda le relazioni dei paesi terzi con i futuri membri dell'UE?

      Vantaggi per i paesi terzi

      In linea di massima, i paesi terzi trarranno vantaggio dal fatto che, a decorrere dall'adesione, si applicherà ai nuovi Stati membri un unico regime, quello della CE, il che snellirà le procedure amministrative e migliorerà la trasparenza con effetti positivi per gli operatori dei paesi terzi. I paesi terzi beneficeranno inoltre dei dazi molti più bassi della CE, che i nuovi Stati membri applicheranno a decorrere dall'adesione.

      Impatto dell'adozione dell'acquis comunitario

      Poiché l'acquis dipende sempre più dalle disposizioni dell'accordo sui tessili e sull'abbigliamento, a cui tutti i paesi in fase di adesione hanno già sottoscritto, l'ingresso di questi paesi nell'UE non comporterà cambiamenti di rilievo per i paesi terzi.

      L'accordo sui tessili e sull'abbigliamento prevede l'eliminazione progressiva di tutte le restrizioni quantitative entro il 1° gennaio 2005. I nuovi membri revocheranno quindi le loro restrizioni e applicheranno quelle della CE per gli otto mesi che intercorrono fra il 1° maggio 2004 e il 31 dicembre 2004. Di conseguenza, le restrizioni quantitative della CE ampliata saranno aumentate a seguito dell'ampliamento.

      Ciò vale anche per le intese bilaterali con i paesi non membri dell'OMC nel cui ambito la CE mantiene restrizioni quantitative.

Per ulteriori informazioni riguardo alla politica dell'UE nel settore dei tessili, cliccare su

http://ec.europa.eu/trade/goods/textile/index_en.htm

Politica nel settore audiovisivo

La politica della CE nel settore audiovisivo si prefigge un duplice obiettivo: (1) creare e far funzionare un mercato interno comunitario per i servizi audiovisivi consentendo la libera circolazione delle trasmissioni televisive all'interno della CE; (2) rendere più competitiva l'industria audiovisiva europea e far sì che contribuisca in modo determinante alla diversità culturale del nostro continente.

La politica audiovisiva della CE, inoltre, è un elemento centrale del più vasto settore audiovisivo europeo, per il quale il Consiglio d'Europa ha creato strumenti normativi e di assistenza finanziaria.

    Strumenti principali della politica della CE nel settore audiovisivo:

    • Quadro normativo

    La direttiva sulla "televisione senza frontiere" (89/552/CEE, modificata dalla direttiva 97/36/CE) definisce il quadro legislativo di riferimento per la libera circolazione dei servizi televisivi nell'Unione onde promuovere lo sviluppo di un mercato europeo per le trasmissioni e le attività connesse, quali la pubblicità in televisione e la produzione di programmi nel settore audiovisivo.

    A tal fine, la direttiva prevede un coordinamento comunitario della legislazione nazionale nei seguenti settori: leggi applicabili alle trasmissioni televisive; promozione della produzione e della distribuzione di opere europee; accesso del pubblico alle manifestazioni (sportive) principali; pubblicità e sponsorizzazione televisiva; tutela dei minorenni e diritto di risposta.

    • Programmi e azioni di sostegno

      • Il programma MEDIA intende rafforzare la competitività dell'industria audiovisiva europea attraverso misure di sostegno riguardanti la formazione degli operatori del settore, lo sviluppo dei progetti di produzione, distribuzione e promozione delle opere cinematografiche e i programmi nel settore audiovisivo.   MEDIA fornisce un sostegno prima e dopo la produzione, cofinanziando (a) la formazione degli operatori del settore, (b) lo sviluppo dei progetti di produzione (fiction cinematografica e televisiva, documentari, cartoni animati e nuovi media) e (c) la distribuzione e la promozione delle opere audiovisive europee.   L'attuale programma MEDIA PLUS (2001-2005) possiede una dotazione di 400 milioni di euro così ripartiti: 50 milioni di euro per la formazione degli operatori del settore audiovisivo e 350 milioni di euro per lo sviluppo, la distribuzione e la promozione delle opere audiovisive.

      • Partecipazione dei paesi candidati al programma MEDIA PLUS  Possono partecipare al programma MEDIA i paesi candidati e i firmatari della convenzione del Consiglio d'Europa sulla televisione transfrontaliera purché la loro legislazione nazionale sia stata giudicata compatibile con l'acquis comunitario, in particolare la direttiva sulla "televisione senza frontiere".  Tra il 2002 e il 2003, la Commissione europea ha adottato diverse decisioni per consentire ai paesi candidati di partecipare al programma. Gli operatori del settore cinematografico e le industrie audiovisive di questi paesi potranno quindi avvalersi del programma MEDIA per produrre, distribuire e promuovere le loro opere e per ricevere una formazione adeguata.  Le decisioni suddette riguardano nove paesi candidati: Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Slovenia. Ciascuno dei nuovi paesi dovrà contribuire finanziariamente al programma, in parte attingendo al bilancio nazionale e in parte attraverso il programma PHARE.

      • Cined@ys  Cined@ys è stato varato nel 2002 con 40 emittenti televisive, 250 luoghi di proiezione in oltre 24 paesi diversi, tra cui 55 cinema della rete Europa Cinemas, 18 istituti, festival e manifestazioni cinematografici in oltre 200 città di tutta Europa. Sono stati organizzati programmi speciali in 24 paesi e in 200 città dell'Europa, con proiezioni di film europei. 40 delle principali reti televisive pubbliche e private hanno programmato quasi 200 film organizzando dibattiti sul patrimonio cinematografico europeo e sulla situazione attuale del settore. Infine, sono stati associati al programma Cined@ys circa quindici festival che si svolgevano in Europa nello stesso periodo.

    • L'ampliamento incide sugli obblighi internazionali nei confronti dei paesi terzi?

    Né la CE né i paesi in via di adesione hanno assunto impegni relativi ai servizi audiovisivi in sede di OMC/GATS.

    • Quali vantaggi trarranno dall'ampliamento i paesi terzi per quanto riguarda gli scambi di servizi?

    I fornitori dei paesi terzi beneficerebbero della maggior trasparenza e prevedibilità giuridica delle norme che disciplinano il settore audiovisivo, in particolare la direttiva che garantisce la libera circolazione delle trasmissioni televisive le cui norme rafforzeranno la prevedibilità giuridica, specie per quanto riguarda le emittenti soggette alla giurisdizione degli Stati membri.

Per ulteriori informazioni riguardo alla politica audiovisiva della CE, cliccare su

http://ec.europa.eu/avpolicy/index_en.htm

Per ulteriori informazioni riguardo all'ampliamento e al settore audiovisivo, cliccare su

http://ec.europa.eu/avpolicy/extern/enlar_en.htm

Agricoltura

    Quali vantaggi comporterà l'adozione dell'acquis da parte dei nuovi Stati membri?

    A questo stadio, non si può ancora valutare con esattezza l'impatto dell'ampliamento sul commercio agricolo dei paesi terzi, non a causa dell'ampliamento di per sé, ma perché contemporaneamente sono in corso altri due processi, la riforma della PAC e i negoziati OMC sull'agricoltura, che avranno notevoli ripercussioni sui settori agricoli dei paesi in via di adesione dopo il loro ingresso nell'UE.

    Qual è stato l'esito dei negoziati di adesione in materia di agricoltura?

    In primo luogo, gli Stati membri attuali e futuri hanno deciso che l'acquis agricolo si applicherà integralmente nei nuovi Stati membri a decorrere dalla data di adesione (1° maggio 2004), fatte salve alcune disposizioni transitorie riguardanti per lo più i pagamenti diretti, che saranno introdotti gradatamente nei nuovi Stati membri partendo dal 25% del livello dell'l'UE-15 per arrivare al 100% nel 2013. I futuri nuovi Stati membri possono integrare i pagamenti diretti dell'UE:

    • portandoli al 55% nel 2004, al 60% nel 2005 e al 65% nel 2006, e aumentandoli successivamente dal 2007 in poi affinché superino del 30% il livello applicabile nell'anno corrispondente; oppure

    • portandoli al livello totale del sostegno diretto a cui l'agricoltore avrebbe avuto diritto, prodotto per prodotto, per il 2003 nel nuovo Stato membro, maggiorato del 10%.

    L'integrazione deve essere finanziata prevalentemente dai fondi nazionali, anche se fino al 2006 si potrà utilizzare a tal fine parte dell'assegnazione UE per lo sviluppo rurale.

    In secondo luogo, si sono concordati i livelli da applicare nei nuovi Stati membri per le superfici di base, le rese di riferimento, il numero massimo di capi di bestiame e le quote di produzione.

    In terzo luogo, si è deciso di adottare nel periodo 2004-2006 nuove misure di sviluppo rurale specifiche per sostenere la modernizzazione e la ristrutturazione dei settori agricolo e alimentare nei nuovi Stati membri.

    Sono stati negoziati regimi transitori?

    Sono stati negoziati alcuni regimi transitori limitati nel tempo, corredati di un piano per la piena applicazione dell'acquis specifico a cui si riferiscono, che non falsano la concorrenza in misura rilevante.

    Qual era il nesso tra l'accordo OMC sull'agricoltura e i negoziati di adesione?

    Come membri dell'OMC, tutti i paesi in via di adesione hanno assunto impegni nell'ambito dell'accordo OMC sull'agricoltura per quanto riguarda i seguenti aspetti:

    • sostegno interno, suddiviso in tre grandi categorie: la "misura aggregata di sostegno" (MAS), calcolata in termini monetari, che deve essere ridotta; il cosiddetto sostegno "blue box", che non deve essere ridotto ma va collegato ai programmi volti a limitare la produzione; il sostegno "green box", che non provoca distorsioni commerciali e pertanto non è soggetto a riduzione.

    • Sovvenzioni all'esportazione: vengono stabiliti i quantitativi di base e la spesa di bilancio, che sono soggetti a riduzione.

    • Accesso al mercato: i membri dell'OMC sono tenuti a garantire un livello minimo di importazioni mantenendo le possibilità d'importazione precedenti e/o ampliando l'accesso (di norma attraverso i contingenti tariffari). Tutte le misure non tariffarie sono state inoltre convertite in dazi su base equivalente), mentre tutti i dazi sono stati consolidati con possibilità di riduzione.

    Come saranno inseriti nell'UE ampliata gli impegni agricoli assunti dai paesi candidati in sede di OMC?

    Stiamo studiando una procedura dettagliata in grado di conciliare il rispetto delle norme OMC con la specificità e la complessità dell'ampliamento e con gli attuali negoziati dell'agenda Sviluppo di Doha.

    Si potrebbe prendere spunto dalla procedura seguita per l'ampliamento precedente (Austria, Finlandia e Svezia), che è stata successiva alla conclusione dei negoziati commerciali dell'Uruguay Round.

    Per quanto riguarda gli impegni relativi al sostegno interno, alle sovvenzioni all'esportazione e ai contingenti tariffari, l'elenco della CE-25 consoliderà probabilmente l'elenco della CE-15 e gli elenchi dei singoli paesi in fase di adesione. In occasione dell'ampliamento precedente, per ottenere i nuovi impegni consolidati della Comunità ampliata relativamente alle sovvenzioni all'esportazione e ai contingenti tariffari si erano detratti gli scambi tra i vari paesi candidati e con l'UE.

    Per quanto riguarda i dazi, i paesi candidati adotteranno la tariffa doganale comune. Qualora a seguito di questo allineamento i livelli tariffari consolidati dovessero aumentare, la CE adempirà gli obblighi di cui all'articolo XXIV:6 del GATT nei confronti di tutti i paesi che detengono diritti di negoziato iniziali o che sono fornitori principali o sostanziali. In caso di aumento dei dazi consolidati, l'articolo prevede una compensazione, tenendo debitamente conto di quella già rappresentata dalla riduzione del dazio corrispondente degli altri componenti dell'unione (doganale).

    Gli accordi preferenziali bilaterali dell'UE prevedono procedure di consultazione tra le Parti.

    Quali ripercussioni avrà sui paesi terzi la fusione degli impegni dell'UE e dei nuovi membri in sede di OMC?

    In linea di massima, detta fusione dovrebbe risultare vantaggiosa, o perlomeno neutra, per i paesi terzi viste le disposizioni dell'articolo XXIV:6 del GATT [di cui sopra].

    I nuovi Stati membri applicheranno pratiche commerciali più restrittive dopo l'ampliamento?

    A norma dell'articolo XXIV:5(b) del GATT, a cui l'Unione ampliata dovrà conformarsi, "… i dazi e le altre norme commerciali istituiti con la creazione di un'unione … non devono essere complessivamente più elevati o più restrittivi rispetto all'incidenza generale dei dazi e delle norme…applicabili nei territori costituenti prima della creazione dell'unione…". L'UE rispetterà queste disposizioni come in occasione degli ampliamenti precedenti.

Per ulteriori informazioni riguardo alla politica agricola della CE nell'ambito dell'OMC, cliccare su

http://ec.europa.eu/trade/goods/agri/index_en.htm

Per ulteriori informazioni riguardo all'agricoltura e all'ampliamento, cliccare su

http://ec.europa.eu/agricoltura/external/enlarge/index_en.htm


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