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IP/11/352

Bruxelles, 23 marzo 2011

Aiuti di Stato: la Commissione deferisce l'Italia alla Corte di giustizia per il mancato recupero degli aiuti incompatibili concessi ad Alcoa

La Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia dell'Unione europea per il mancato rispetto di una decisione della Commissione del 19 novembre 2009 (cfr. IP/09/1750), che stabiliva che Alcoa Trasformazioni aveva beneficiato di aiuti di Stato illegali e ne ordinava la restituzione alle autorità italiane. Finora l’Italia non ha recuperato gli aiuti da Alcoa.

"Per compensare la distorsione della concorrenza causata da aiuti di Stato illegali, è fondamentale che l'aiuto venga recuperato dai beneficiari senza indugio", ha dichiarato Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione responsabile della politica di concorrenza.

Il 19 novembre 2009 la Commissione chiedeva all'Italia di recuperare parzialmente gli aiuti concessi ad Alcoa sotto forma di tariffe elettriche agevolate per le sue due fonderie di alluminio (in Sardegna e in Veneto), dal momento che queste tariffe conferivano ad Alcoa un vantaggio indebito sui suoi concorrenti. L'importo da recuperare ammonta a circa 295 milioni di euro.

L'Italia aveva l'obbligo di dare attuazione immediata ed effettiva alla decisione della Commissione, in particolare, recuperando integralmente gli aiuti concessi alla fonderia veneta a partire dal 2006, e recuperando gli aiuti erogati alla fonderia sarda tra il gennaio 2006 e il gennaio 2007.

Sebbene Alcoa abbia presentato ricorso contro la decisione della Commissione del 2009 e richiesto l'applicazione di provvedimenti provvisori (Causa T-177/10), l'Italia non è per questo esonerata dall'obbligo di recuperare gli aiuti concessi. Nel luglio 2010, il tribunale ha respinto la domanda di provvedimenti provvisori di Alcoa, la quale si è successivamente appellata contro tale decisione.

Contesto

Gli Stati membri sono tenuti a recuperare gli aiuti di Stato che la Commissione ritiene incompatibili con le norme dell'UE, entro il termine stabilito nella decisione della Commissione. Il rispetto del termine imposto è estremamente importante poiché eventuali ritardi nel recupero degli aiuti illegali mantengono la distorsione della concorrenza causata dagli aiuti stessi. Ecco perché l'articolo 14 del regolamento n. 659/99 e la comunicazione della Commissione sull'esecuzione delle decisioni che ingiungono di recuperare gli aiuti di Stato illegali e incompatibili (cfr. IP/07/1609) impongono agli Stati membri di recuperare senza indugio gli aiuti concessi al beneficiario/ai beneficiari.

Qualora uno Stato membro non esegua una decisione di recupero, la Commissione può adire la Corte di giustizia, in conformità con l'articolo 108, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), secondo cui la Commissione può deferire gli Stati membri direttamente alla Corte per violazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato.

Qualora uno Stato membro non si conformi alla prima sentenza della Corte di giustizia, la Commissione può chiedere alla Corte di imporre il pagamento di penalità, ai sensi dell'articolo 260 del TFUE.


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