Anno europeo per lo sviluppo

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Cooperazione Italiana allo Sviluppo

Per garantire il rispetto della dignità umana e assicurare la crescita di tutti i popoli

Chi siamo

La Cooperazione allo sviluppo ha quali obiettivi fondamentali sradicare la povertà e  ridurre le diseguaglianze, migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e promuovere lo sviluppo sostenibile; tutelare e affermare i diritti umani, la dignità dell'individuo, l'uguaglianza di genere, le pari opportunità e i principi di democrazia e dello Stato di diritto; prevenire i conflitti e sostenere i processi di pacificazione, di riconciliazione. di stabilizzazione podt-conflitto e di consolidamento e rafforzamento delle istituzioni democratiche.

La Cooperazione italiana si è sviluppata a partire dagli anni Cinquanta con una serie di interventi di assistenza messi in atto in paesi legati all'Italia da precedenti vincoli coloniali. Successivamente l'Italia ha avviato un'attività di cooperazione più sistematica intesa a contribuire agli sforzi internazionali volti ad alleviare la povertà nel mondo e aiutare i Paesi in via di sviluppo a rafforzare le rispettive istituzioni. Più di recente le nuove emergenze hanno conferito alla cooperazione un ruolo sempre più fondamentale nelle scelte di politica estera italiana, in armonia con gli interventi per il mantenimento della pace e la gestione dei flussi migratori.

Le attività della Cooperazione italiana sono state sin qui regolate dalla Legge 49 del 1987, con la quale è stata istituita l'attuale Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (Dgcs) del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Nel corso del 2015 troverà attuazione la nuova architettura della cooperazione definita dalla legge n. 125 adottata nell'agosto 2014, che prevede, fra l'altro, la creazione di una Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo. La nuova legge definisce la cooperazione allo sviluppo "parte integrante e qualificante" della politica estera dell'Italia e riconosce il ruolo del sistema della cooperazione italiana allo sviluppo, che comprende una pluralità di soggetti: amministrazioni dello Stato, università ed enti pubblici; regioni, province autonome e enti locali; organizzazioni della società civile e altri soggetti senza dinalità di lucro (ONG, ONLUS, organizzazioni di commercio equo e solidale, della finanza etica e del microcredito; organizzazioni delle comunità di immigrati; imprese cooperative e sociali; organizzazioni sindacali; fondazioni, organizzazioni di volontariato etc); soggetti con finalità di lucro che agiscano in conformità ai principi della cooperazione ed aderiscano agli standard comunemente adottati sulla responsabilità sociale e alle clausole ambientali e rispettino le norme sui diritti umani per gli investimenti internazionali.

Nel definire iniziative e Paesi in cui intervenire, la Cooperazione italiana tiene conto di linee guida e impegni concordati nel più ampio contesto internazionale. In termini di priorità le iniziative sono focalizzate principalmente sul continente africano (Africa sub-sahariana), sui Paesi nei quali sono stati assunti importanti impegni internazionali (ad es. Afghanistan, Libano) nonché in aree nelle quali la presenza del nostro Paese ha radici profonde (America Latina, Medio Oriente e Mediterraneo). In termini di aree tematiche e settori le priorità sono: ambiente e beni comuni, con particolare attenzione allo sviluppo rurale, all’agricoltura biologica o convenzionale, alla ricerca di fonti alternative e rinnovabili; le politiche di genere e in particolare l’empowerment delle donne, accanto ai tradizionali interventi sulla salute e sull’educazione.

La Dgcs realizza iniziative di cooperazione in collaborazione con Ministeri, Enti pubblici centrali e locali, Università, Ong, imprese, Unione Europea, Organizzazioni internazionali e Paesi in via di sviluppo. 

 

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