Anno europeo per lo sviluppo

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Aiutare chi ha perso tutto in Ucraina

Dopo settimane passate sotto i bombardamenti, Maryna Annenkova e sua figlia Sofia di quattro anni hanno lasciato la città dell’Ucraina orientale Krasny Luch, lacerata dalla guerra. Situata nella provincia di Luhansk, Krasny Luch è stata occupata da milizie armate. Maryna e sua figlia sono fuggite a Kiev per iniziare una nuova vita.

Maryna è una degli oltre 1,2 milioni di sfollati interni rilevati in Ucraina alla fine di aprile del 2015, secondo le stime delle Nazioni Unite.

All'arrivo Maryna non aveva idea di come avrebbero fatto a superare l'autunno senza un lavoro e un posto in cui vivere. Per fortuna c'era l'ufficio di Vostok SOS ad aiutarle.

Vostok SOS (SOS Est) è un centro di sostegno per i rifugiati che aiuta gli sfollati interni e coloro che vivono ancora in zone di guerra. L’iniziativa è stata avviata con l’aiuto dell’Unione europea nell'aprile 2014.

L'ufficio di Vostok SOS è diventato una seconda casa per molti di coloro che sono stati costretti ad abbandonare le loro case. Le sue quattro stanze sono piene fino al soffitto di scatoloni di indumenti e alimenti, e le pareti sono coperte da mappe ed elenchi di cose da fare.

L’iniziativa era stata inizialmente avviata da Postup, un’organizzazione per i diritti umani con sede a Luhansk,

"La maggior parte dei membri del nostro gruppo sa in prima persona cosa significa essere un rifugiato", spiega Dvoretska, fuggita dalla Crimea dopo l'annessione della penisola da parte della Russia.

Il gruppo, costituito da circa 35 volontari provenienti principalmente dall’Ucraina orientale, è attivo ventiquattr'ore su ventiquattro per aiutare i profughi delle zone occupate  del Donbas e della Crimea. Da quando è stata lanciata l’iniziativa sei mesi fa, il gruppo ha aiutato quasi 11 000 persone a trovare un alloggio temporaneo. Inoltre, fornisce assistenza legale e amministrativa, in particolare per quanto riguarda il trasferimento della residenza, indispensabile per ottenere sussidi pubblici.

Maryna è grata dell'aiuto ricevuto. "Ci hanno aiutato a trovare indumenti pesanti per me e mia figlia Sofia, e successivamente per mio marito", racconta. "Poi", ricorda ancora, "ci hanno dato anche un pacco per le prime necessità con tutto quello di cui avevamo urgentemente bisogno".

Oleksandra e il suo gruppo cercano anche di tenersi informati sulla situazione degli ostaggi che, come lei stessa dice, è uno degli aspetti più difficili della loro attività. Ricevono centinaia di telefonate al giorno.  "La gente ti chiama anche alle tre del mattino se è nei guai o scopre che dei parenti sono stati catturati", dice.

Ricorda di aver ricevuto anche 500 telefonate al giorno in estate, quando l’operazione antiterrorismo era nella fase più intensa. Ora Vostok SOS dispone di informazioni su circa 800 ostaggi e tiene i contatti con le loro famiglie. Hanno anche persone sul campo per negoziare il rilascio degli ostaggi, ove possibile.

"La maggior parte di questi ostaggi ammette di essere stata torturata", afferma Dvoretska , e aggiunge che tutti questi casi richiedono ulteriori indagini. Il suo collega Kostyantyn Reutskiy, un attivista per i diritti umani di Luhansk, ricorda che  uno dei loro attivisti è morto settimane dopo essere stato catturato dai miliziani della cosiddetta Repubblica popolare di Luhansk.

I membri del gruppo confessano di essere diventati un centro di assistenza non solo giuridica e umanitaria, ma anche psicologica. Oltre a fornire aiuti, il centro riporta quanto avviene nell'est del paese attraverso il suo sito web che funge da "informatore". La piattaforma intende raccogliere informazioni, fotografie e video sulla situazione nelle province di Donetsk e Luhansk in mano ai ribelli, e mantiene aggiornati i lettori sullo svolgimento dell’operazione antiterrorismo.

"È importante raccontare alla gente cosa accade, perché perfino molti di coloro che vivono a Luhansk non hanno idea di cosa stia accadendo nella loro città", afferma Kostyantyn.

I coordinatori ammettono che vi sono persone che non sono stati in grado di aiutare e ciò li spinge a lavorare più intensamente per cercare di dare sostegno a tutti quelli che ne hanno bisogno.

"È nostra responsabilità aiutare chi ha perso tutto, la città natale, le proprie cose, alcuni anche le loro famiglie",  aggiunge Kostyantyn.

 

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"È nostra responsabilità aiutare chi ha perso tutto, la città natale, le proprie cose, alcuni anche le loro famiglie",.

- Kostyantyn Reutskiy
Ucraina

Il centro di sostegno per i rifugiati è finanziato nel quadro dell'attività dell’UE a sostegno delle persone colpite dalla crisi in Ucraina.

  • Sono oltre 1,2 milioni gli sfollati interni registrati in Ucraina alla fine di aprile del 2015.
  • I finanziamenti dell’UE all’Ucraina attraverso lo strumento europeo di vicinato ammontavano a 365 milioni di euro nel 2014.
  • Con il sostegno dell’UE Vostok SOS in 6 mesi ha fornito a 11 000 sfollati dall’Ucraina orientale e dalla Crimea un alloggio temporaneo.
  • I volontari di Vostok SOS forniscono anche aiuti umanitari e medicinali alle persone che vivono in zone di conflitto.
  • Vostok SOS ha attivato un'apposita linea telefonica per offrire ininterrottamente agli abitanti dell'est assistenza legale e psicologica.

Fonte:Delegazione UE in Ucraina