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Iniziativa dei cittadini europei

Stop Vivisection

Presentazione ed esame

L'iniziativa Stop Vivisection è stata presentata alla Commissione il 3 marzo 2015, dopo aver raccolto 1 173 130 dichiarazioni di sostegno. Vedere il comunicato stampa.

L'11 maggio 2015 i promotori dell'iniziativa hanno incontrato il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen, responsabile per l'Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, e il direttore generale della DG Ambiente Karl Falkenberg. Vedere il comunicato stampa.

Sempre l'11 maggio 2015 si è tenuta un'audizione pubblica al Parlamento europeo.

Risposta della Commissione

Data della decisione: 3.6.2015

Documenti ufficiali connessi alla decisione:

Principali conclusioni della comunicazione:

La Commissione condivide pienamente nel merito l'iniziativa dei cittadini, ossia l'abolizione graduale della sperimentazione sugli animali in Europa, ma non condivide l'approccio proposto per raggiungere questo obiettivo.

Ritiene piuttosto che la direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (direttiva 2010/63/UE), da abrogare secondo l'iniziativa, sia lo strumento legislativo adeguato per conseguire gli obiettivi di fondo dell'iniziativa. La direttiva si pone infatti come obiettivo ultimo la completa sostituzione degli animali non appena la scienza lo consentirà e prevede un approccio graduale, giuridicamente vincolante, fondato sulla disponibilità di alternative che non prevedano l'uso di animali. Pertanto, la Commissione non ne propone l'abrogazione.

Inoltre, la comunicazione definisce quattro ulteriori azioni che la Commissione dovrà adottare per eliminare gradualmente la sperimentazione sugli animali. Tra queste figurano una conferenza scientifica per coinvolgere la comunità scientifica e gli operatori del settore in un dibattito su come sfruttare i progressi della ricerca per la definizione di approcci scientificamente validi che non prevedano l'uso di animali.

La Commissione s'impegna a monitorare attivamente il rispetto e l'applicazione della normativa e continuerà a sostenere lo sviluppo e la convalida di approcci alternativi all'uso degli animali nella ricerca e nella sperimentazione. Continuerà inoltre a dialogare con tutti i soggetti interessati, in particolare con la comunità scientifica, per riuscire ad eliminare gradualmente la sperimentazione animale attraverso la condivisione e divulgazione delle conoscenze e attività di istruzione e formazione sulle alternative all'uso degli animali e sul principio delle "3 R" (Replacement, Reduction and Refinement): sostituzione, riduzione e perfezionamento della sperimentazione animale.

Seguito dato dalla Commissione

Il 3 giugno 2015 la Commissione ha adottato una comunicazione in cui espone le azioni che intende intraprendere a seguito dell'iniziativa Stop Vivisection. Vedere il comunicato stampa.

La Commissione europea ha organizzato una conferenza scientifica, che si è tenuta il 6 e 7 dicembre 2016 a Bruxelles, per coinvolgere la comunità scientifica e gli operatori del settore in un dibattito su come sfruttare i progressi nella ricerca biomedica e in altri campi per la definizione di approcci scientificamente validi che non prevedano l'uso di animali (alternativi alla sperimentazione animale).

In occasione della conferenza, la Commissione ha riferito sui progressi compiuti nell'attuazione delle azioni intraprese a seguito dell'iniziativa Stop Vivisection. Vedere la relazione sulla conferenza (punto 5, pagg. 16-20).

Nel 2017 la Commissione ha pubblicato una relazione di riesame della direttiva 2010/63/UE. Inoltre, nel febbraio 2020 ha pubblicato una relazione sull'attuazione della stessa direttiva. Queste due relazioni hanno fornito una prima valutazione della misura in cui la direttiva sta conseguendo i suoi obiettivi e viene attuata dagli Stati membri.

Per ulteriori informazioni, consultare il sito web dedicato della Commissione.

Altre informazioni

Il 18 aprile 2017 il Mediatore europeo ha emesso una decisione in merito all'iniziativa Stop Vivisection, in cui conclude di non aver riscontrato elementi di cattiva amministrazione da parte della Commissione.

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