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Il colloquio di lavoro: alcuni consigli

Ecco di seguito alcuni suggerimenti per arrivare preparati ad un colloquio di lavoro!

Il colloquio di lavoro è il momento della valutazione in cui il selezionatore (o esaminatore) approfondisce la conoscenza del candidato, che può essere avvenuta in un primo momento con la lettura del curriculum vitae.

Gli obiettivi del selezionatore, che può essere o il proprietario dell’azienda o il responsabile delle risorse umane, saranno verificare l’esperienza lavorativa del candidato (sintetizzata nel CV), le competenze e le conoscenze.

 

Come affrontarlo

Per riuscire a fare una buona impressione non bisogna lasciar nulla al caso. È necessario prepararsi, raccogliendo informazioni sulla ditta o attività presso cui si andrà a svolgere il colloquio e stendere un eventuale discorso di autopresentazione.

A partire dalla consultazione del sito internet potrete ricavare una serie di informazioni utili: come la dimensione dell'azienda (se è una PMI, piccola media impresa, o una ditta con più sedi) e la tipologia (se è un'azienda di prodotti o servizi).

Ottenere più informazioni possibili è utile per riuscire a capire il contesto in cui si terrà il colloquio e, eventualmente, poter formulare qualche domanda all’esaminatore per dimostrare il vostro interesse.

 

Una volta raccolte le informazioni essenziali sulla ditta rileggete il vostro curriculum vitae. Anche se il curriculum l’avete scritto voi, infatti, non sempre si ricorda con precisione quali dati sono stati inseriti e quali omessi. Il rischio è che diate per scontato che l’esaminatore sia in possesso di alcune informazioni su di voi che invece non ha.

Rileggere il curriculum aiuta anche a crearvi una mappa mentale utile a stendere una breve autopresentazione: talvolta, infatti, l’esaminatore può chiedervi di parlare direttamente di voi e delle vostre esperienze. Saper già cosa dire vi aiuterà ad acquisire sicurezza e ad evitare balbettii e silenzi imbarazzanti.

Nel preparare la vostra presentazione ricordatevi di non essere eccessivamente prolissi: l’abilità di riassumere in modo chiaro e preciso la vostra formazione e le vostre competenze (se ne avete) verrà valutata positivamente.

Se avete delle passioni o attività che praticate nel tempo libero e che possono avere rilevanza a livello lavorativo, non tralasciatele. È possibile che mettano in rilievo un lato di voi interessante e non immediatamente intuibile dal curriculum. Ad esempio, chi allena una squadra e si propone come manager, dimostra di avere già delle propensioni naturali al ruolo per cui si candida, come lo spirito di squadra e il senso di leadership.

 

 

Tre pregi e tre difetti

Spesso il selezionatore cerca di inquadrare meglio il candidato ponendo domande particolari, ad esempio chiedendo di elencare le vostre qualità positive e i difetti.

Gli scopi di questa domanda possono essere molteplici. Per rispondere in modo adeguato, pensate a quali sono i caratteri che vi contraddistinguono dagli altri e che possono avere valenza a livello lavorativo. Qui emerge quanto sia utile una buona preparazione a casa: fate un esame approfondito e onesto di voi stessi ed evitate di descrivervi con termini troppo abusati (come capacità di problem solving, flessibilità) o banali (come simpatico, gentile).

 

 

Ultimo punto da non trascurare è l’abbigliamento

Il tempo in cui verrete valutati sarà sempre poco per conoscervi bene, ma quanto basta per avere una prima impressione su di voi. L’abbigliamento guiderà il giudizio dell’esaminatore e sarà rivelatore di alcuni caratteri come la precisione e l’ordine. Vestitevi in modo appropriato rispetto l’impiego per cui state svolgendo il colloquio. I criteri guida da adottare sono l’accuratezza e l’ordine. "Non c'è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta".

 

Al colloquio

Se a casa vi siete preparati correttamente, al colloquio si tratterà di gestire lo stress. L'ansia, in ogni caso, si affievolirà dopo aver sostenuto un certo numero di colloqui, che sono sempre e comunque una buona palestra per mettersi alla prova e capire in prima persona cosa è giusto fare e dire.

 

 

Alcuni consigli sempre validi sono:

Presentarsi al massimo 5 minuti prima dell’orario prestabilito. Questo vi consentirà di non arrivare “con il fiatone” e vi darà la possibilità di ambientarvi e prendere confidenza con l’ambiente circostante. Se vi presenterete troppo in anticipo metterete in cattiva disposizione il vostro esaminatore, così come se arriverete in ritardo. Ricordatevi che l’imprevisto è sempre calcolabile o quantomeno prevedibile. Per questo è buona norma partire con largo anticipo e avere sottomano il numero telefonico della ditta in modo da avvisare per tempo in caso foste in ritardo.

Avere ben chiare le vostre competenze e qualità per affrontare con sicurezza le domande impreviste che potrebbero rivolgervi.

Alla fine del colloquio non abbiate paura di chiedere entro quando avrete una risposta. Questo sarà un mezzo per avere un feedback sul colloquio e allo stesso tempo per confermare il vostro interesse per la posizione.

 

 

Alcuni comportamenti da non adottare:

Non mentire mai! Né per fare bella figura né per evitare di dire “non lo so”.

Non esagerate. Controllate la gestualità e il tono di voce.

Non fate riferimento alla questione della retribuzione al primo colloquio (a meno che non vi venga chiesto espressamente dall’esaminatore).

Non parlate mai male del luogo di lavoro precedente.

Pubblikat: Erb, 19/03/2014 - 15:54


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