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Volontariato in Norvegia grazie a 'Gioventù in Azione'

Zaino in spalla, curiosità e voglia di avventura: questo il bagaglio con cui a settembre del 2012 sono partita per l’Europa settentrionale, da sola e senza un’idea precisa circa la data del mio ritorno. Destinazione Norvegia, dove lavoro come volontaria dallo scorso dicembre. Ma procediamo con ordine: nella città di Bergen, una persona del posto mi ha consigliato di visitare un’isola della costa occidentale. «Là», mi ha detto, «scoprirai la vera Norvegia». E così ho trascorso l’intero mese di novembre a Gåsvær, un’isola con soli cinque abitanti. Casualmente, in quello stesso periodo, sull’isola principale dell’arcipelago stavano cercando un volontario e, naturalmente, non mi sono lasciata sfuggire quell’occasione.

Assieme a Eduardo, che viene dalla Spagna, lavoro per la “Frivilligsentral”. La cosa che mi piace di più del nostro progetto è che è vario: la mia presenza può essere richiesta in biblioteca come alla mensa scolastica; a volte faccio l’assistente alla lezione di educazione artistica; ho aiutato a mettere in piedi un negozio dell’usato con caffetteria annessa, a organizzare eventi culturali e, non da ultimo, ho lavorato anche su altre isole. D’estate il programma prevede dei campi per bambini, alcuni dei quali organizzati dalla Croce Rossa. Inoltre, faccio regolarmente visita a una signora sola e di salute malferma, alla quale mi sono affezionata molto. Ama raccontare dei vecchi tempi e mi ha insegnato a fare tanti dolci. A proposito di insegnamento, qui imparo cose nuove praticamente tutti i giorni. Già il fatto che le 800 anime che vivono in questo sperduto comune appartengono a 22 nazionalità diverse ha arricchito moltissimo la mia cultura generale e mi ha dato la possibilità di partecipare spesso a degli interessantissimi scambi interculturali. Inoltre, la mia competenza sociale è migliorata perché ho dovuto integrarmi in un nuovo ambiente e ora la mia personalità è più delineata di quanto non lo fosse prima. In più, sto imparando una nuova lingua, ho assaggiato tanti piatti tipici tradizionali e, tra una cosa e l’altra, devo anche sforzarmi di resistere alla solitudine e alla nostalgia di casa.

Non dimenticherò mai la settimana in cui, a bordo di un peschereccio, ho partecipato alla famosa pesca del merluzzo sulle acque che circondano le isole Lofoten; come non dimenticherò i riflessi di luce verde dell’aurora boreale che una sera abbiamo inaspettatamente potuto ammirare dal nostro balcone.

La mia Norvegia in sintesi? Una natura dai colori indescrivibili, il buio di mezzogiorno d’inverno e il sole di mezzanotte d’estate, incontri indimenticabili con la cordialità dei norvegesi, pagaiare in kayak attorno a un’isola di paradiso e uno zaino molto più pesante di quando sono partita, stavolta pieno zeppo di esperienze di vita.

 

 

Pubblicato: mar, 27/05/2014 - 08:52


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