Concorrenza leale
Aggiornamento 07/2011
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La concorrenza è un fattore fondamentale per la crescita economica e un obiettivo centrale della politica dell'Unione europea. È per questo motivo che l’UE ha stabilito regole a garanzia di una concorrenza libera e leale sui suoi mercati. La Commissione europea (CE) ha il compito di vigilare perché la concorrenza non sia falsata e ha ricevuto i poteri necessari per correggere e reprimere i comportamenti anticoncorrenziali.
Antitrust
Le norme antitrust vietano alle imprese di concludere accordi per limitare la concorrenza e di abusare di una posizione dominante.
Accordi
Sono vietati gli accordi tra imprese che restringono la concorrenza (articolo 101 del trattato). Ad esempio, limitano la concorrenza gli accordi conclusi tra concorrenti per concordare i prezzi o per dividersi i mercati.
Alcuni accordi possono avere effetti positivi - ad esempio, perché promuovono il progresso tecnico o rendono più efficiente la distribuzione - e possono perciò essere autorizzati. Esistono anche delle cosiddette esenzioni per categoria che autorizzano in blocco un determinato tipo di accordi, ad esempio quelli per la ricerca e sviluppo e il trasferimento di tecnologia. Per essere compatibili con le regole di concorrenza dell'UE, tali accordi devono essere conformi a determinati requisiti.
Abuso di posizione dominante
Le imprese che detengono una posizione dominante sul mercato non devono abusarne (articolo 102 del trattato). Ad esempio, non devono praticare prezzi predatori (artificialmente bassi) per eliminare i concorrenti.
La Commissione esamina con la massima attenzione le denunce provenienti a questo proposito dalle piccole imprese.
Nella sua attività di applicazione delle regole di concorrenza la Commissione può compiere indagini e imporre ammende, richiedere informazioni e compiere perquisizioni a sorpresa nelle sedi delle aziende. Le imprese che violano le regole possono essere condannate a pagare un’ammenda oppure invitate a cambiare comportamento.
Fusioni
Le grandi imprese che intendono procedere a una fusione devono chiedere l'autorizzazione della Commissione europea indipendentemente dal paese in cui hanno sede: l'unico criterio è il volume delle attività svolte all'interno dell'UE. Le concentrazioni tra piccole imprese non rientrano solitamente tra quelle soggette al controllo dell'UE, ma possono applicarsi norme nazionali.
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Legislazione sul controllo delle concentrazioni
- Fusione tra imprese - Unione europea Fusione tra imprese - Unione europea
Aiuti di Stato
I governi usano talvolta il denaro pubblico per promuovere determinate attività economiche o proteggere le imprese nazionali. Le sovvenzioni pubbliche possono mettere alcune imprese in posizione di vantaggio rispetto ai concorrenti, falsando la concorrenza. Per questo motivo il trattato vieta, in linea di principio, gli aiuti di Stato.
Fanno eccezione gli aiuti giustificati dall’interesse comune ; il trattato precisa le circostanze nelle quali i finanziamenti pubblici possono essere autorizzati. La Commissione europea ha il compito di vigilare sui finanziamenti pubblici e di soppesarne gli effetti positivi e negativi per la concorrenza.
Le imprese possono segnalare gli aiuti che, a loro parere, sono stati concessi illegittimamente ai concorrenti, compilando un modulo di denuncia online.
Esenzioni
Nel corso degli anni, sono stati adottati diversi regolamenti di esenzione per categoria, che precisano in quali circostanze gli aiuti sono da considerare giustificati e che permettono ai governi nazionali di concedere alcuni tipi di aiuti senza notificarli ogni volta in anticipo alla Commissione.
Le norme in vigore sono state recentemente armonizzate e consolidate in un regolamento generale di esenzione per categoria che tratta degli aiuti destinati, fra l’altro, a: PMI, sviluppo regionale, ricerca, innovazione, formazione, occupazione, capitale di rischio, tutela dell'ambiente e promozione dell’imprenditorialità.
Aiuti di Stato alle piccole e medie imprese
Il regolamento generale di esenzione per categoria facilita la concessione di aiuti alle PMI, semplificando le norme e alzando il massimale al di sotto del quale si considera che i finanziamenti pubblici non falsano la concorrenza. Sostiene inoltre lo Small Business Act europeo, consentendo ai governi di aiutare le PMI in diversi stadi del loro sviluppo.
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Manuale sulle norme dell'UE in materia di aiuti di Stato alle PMI
[221 KB]
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Uno "Small Business Act" per l’Europa
Riforma degli aiuti di Stato
Dal 2005 l'UE incoraggia i governi nazionali a concedere aiuti meno consistenti, ma più mirati, in modo da promuovere la crescita e l’occupazione e da correggere le imperfezioni del mercato che vanno a danno delle PMI.
Consulta la legislazione su questo tema:
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