Risorse umane
Aggiornamento 05/2011
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Mercato del lavoro di dimensioni europee
La libera circolazione dei lavoratori, uno dei principi fondamentali dell’UE, consente a tutti i cittadini europei di lavorare in un altro paese dell’UE senza aver bisogno di un permesso di lavoro.
Questo agevola la ricerca di personale con il giusto profilo, in particolare se non vi sono abbastanza candidati nel proprio paese. Assumere dipendenti di un altro paese può inoltre accrescere la creatività di un’impresa.
I datori di lavoro sono tenuti ad applicare ai lavoratori di altri paesi dell’UEle stesse norme (ad esempio in materia di accesso all'occupazione, condizioni di lavoro, incluse le retribuzioni e le ferie pagate, e condizioni di licenziamento) applicate ai lavoratori del proprio paese. Non è consentito imporre condizioni supplementari.
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Libera circolazione dei lavoratori
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Articolo 45 del trattato sul funzionamento dell'UE






















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I lavoratori dei nuovi paesi dell'UE possono essere soggetti a restrizioni temporanee, ma per non più di 7 anni successivamente alla loro adesione all’UE, vale a dire fino al 31 dicembre 2013 per i cittadini bulgari e rumeni.
Lavoratori distaccati all’estero
I datori di lavoro che prestano servizi all’estero possono temporaneamente distaccare in un altro paese UE alcuni dipendenti.
Le norme dell’UE proteggono i diritti e le condizioni di lavoro di questi lavoratori ed evitano il "dumping sociale". Le condizioni di occupazione per i lavoratori distaccati devono pertanto riflettere quelle dei lavoratori locali nel paese ospitante.
Rimuovere gli ostacoli superflui alla libera circolazione dei servizi non significa tuttavia trascurare la tutela dei lavoratori distaccati.
Riconoscimento delle qualifiche professionali
Quando si assume personale facendo ricorso al mercato del lavoro dell’intera UE, possono essere richieste qualifiche professionali, esperienze o diplomi specifici o la conoscenza di una determinata lingua. L’UE ha definito un insieme di norme, che consentono in particolare il riconoscimento automatico in alcuni settori (medici, infermieri, dentisti, ostetriche, veterinari, farmacisti, architetti) o il riconoscimento reciproco.
Le autorità devono inoltre riconoscere l’esperienza professionale acquisita in altri paesi dell'UE alle stesse condizioni di quella acquisita nel proprio paese.
Sicurezza sociale
Gli obblighi e i diritti relativi alla sicurezza sociale sono gli stessi per tutti i lavoratori, siano essi cittadini del paese in cui lavorano o di un altro paese dell’UE. I sistemi di sicurezza sociale sono infatti di competenza esclusivamente nazionale e variano a seconda dei paesi.
Tuttavia, grazie al coordinamento dei vari sistemi nazionali a livello UE, lavoratori, pensionati e altri assistiti possono conservare i loro diritti di sicurezza sociale, inclusi quelli pensionistici e sanitari, anche se si trasferiscono in un altro paese europeo.
Rispetto delle norme sociali minime
La gestione delle risorse umane implica anche il rispetto delle norme sociali minime, in particolare in materia di non discriminazione, parità uomo-donna, salute e sicurezza.
Risorse
EURES, il portale europeo della mobilità professionale, offre ai datori di lavoro informazioni e sostegno per assumere personale nell’intera UE. Oltre a fornire assistenza a chi cerca lavoro, EURES aiuta gli imprenditori a reperire manodopera in tutti i paesi dell'UE. Nelle regioni frontaliere, EURES fornisce informazioni sul pendolarismo transfrontaliero e aiuta lavoratori e datori di lavoro a risolvere i problemi che possono presentarsi.
Consulta la legislazione su questo tema:
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