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Difficoltà finanziarie - Italia

Aggiornamento 03/2013

Disposizioni giuridiche

Periodicamente lo Stato eroga fondi a sostegno di imprese in difficoltà.

Possono beneficiare del finanziamento le imprese in difficoltà, vale a dire le imprese che non sono in grado, con le proprie risorse o con le risorse  che possono ottenere da terzi (proprietari/azionisti o creditori), di contenere perdite che, in assenza di un finanziamento pubblico, le condurrebbero quasi certamente alla bancarotta.

Il Ministero dello Sviluppo Economico aiuta le imprese in difficoltà, mettendo loro a disposizione diverse categorie di strumenti atti a fronteggiare la crisi. Tra questi si segnalano:

Nel caso di imprese appartenenti a un gruppo, gli aiuti possono essere stanziati solo nel caso in cui si dimostri che le difficoltà sono specifiche della singola società facente parte del gruppo.

Stabilizzare un'impresa

Finanziamenti

Al di fuori dei casi previsti dalla legge a sostegno dell'attività produttiva nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale, l'Italia non eroga finanziamenti specifici alle imprese in difficoltà, al contrario il legislatore si preoccupa di favorire la creazione di nuova occupazione.

Le banche private accordano prestiti alle aziende che versano in difficoltà finanziarie soltanto dopo un'attenta valutazione della situazione finanziaria e della capacità di rimborso.

Ristrutturazione del debito

L'imprenditore in stato di crisi può domandare l'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista sull'attuabilità dell'accordo stesso. Il  piano di ristrutturazione deve essere monitorato, nei suoi passaggi, sia dall'impresa sia da advisor e revisori specializzati.

Nel corso delle trattative e prima della formalizzazione dell’accordo, i creditori non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del debitore.

Tutelare i dipendenti

Per alcuni settori specifici, il personale delle imprese in difficoltà finanziarie riceve sussidi dallo Stato sotto forma di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIG) e straordinaria (CIGS). Dal 1 Gennaio 2013 il lavoratore è tutelato dalla nuova Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego) e dalla mini-Aspi, che sostituisce la vecchia indennità di disoccupazione.

La Cassa integrazione è ordinaria quando la sospensione o la riduzione dell’attività aziendale dipende da eventi temporanei e transitori non imputabili né al datore di lavoro né ai lavoratori.

La CIG è straordinaria quando l’azienda subisce processi di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione, crisi aziendale o sia assoggettata a procedure concorsuali.

L’integrazione salariale ordinaria spetta ai lavoratori, operai, impiegati e quadri delle imprese che svolgono, generalmente, attività industriali e artigiane.

La nuova legge 28 giugno 2012, n. 92, introduce nuove disposizioni sulla CIG, oltre che estendere l'applicazione della CIG starordinaria ad altre categorie di imprese come:

L’accesso a diverse fonti di finanziamento può contribuire a superare le difficoltà finanziarie.

Quando all’imprenditore non resta altro che presentare l’istanza di fallimento, conviene arginare le perdite, avviare le procedure al più presto e passare a un nuovo progetto.

Procedure amministrative

ASPI E MINI-ASPI

L'Aspi, ovvero l'Assicurazione sociale per l'impiego, sostituisce la vecchia indennità di disoccupazione e tutela, perciò, i lavoratori che sono stati licenziati.

La mini-Aspi riguarda, invece, tutti coloro che sono stati licenziati e che hanno acquisito almeno 13 settimane di contributi nei 12 mesi antecedenti l’abbandono del posto di lavoro.

L'Aspi spetta:

Dilazione di un pagamento

In caso di temporanea situazione di obiettiva difficoltà, la Società Equitalia Spa, incaricata della riscossione dei tributi può concedere la dilazione dei pagamenti dovuti all'erario fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni).

Licenziamenti

Esistono due tipi principali di licenziamento:

  • Licenziamenti individuali - a parte nel caso di dirigenti e lavoratori in prova, il licenziamento deve essere giustificato e oggettivo. Le aziende con meno di 15 dipendenti godono di alcune eccezioni alla regola generale in materia di tutela al licenziamento. Al contrario le imprese con più di 15 dipendenti sono soggette ad una specifica procedura, passibile di sanzioni.
  • Licenziamenti collettivi - sono intimati da esigenze obiettive dell'impresa e sono possibili solo per aziende con almeno 15 dipendenti e quando almeno 5 dipendenti sono licenziati in un ristretto arco temporale (di regola 120 giorni). Alcune questioni procedurali sono state riformate dalla legge 28 giugno 2012, n. 92.

Consulta la legislazione su questo tema:

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Enterprise Europe Network: sportelli

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Aiuto

Le Camere di Commercio possono mettere dei fondi a disposizione delle imprese in difficoltà. Queste iniziative sono spesso intraprese su base regionale e possono prendere la forma di microfinanziamenti o agevolazioni per l'accesso al credito bancario. Le Camere di Commercio forniscono anche informazioni ed assistenza su tutte le altre opportunità di finanziamento e facilitano l'intermediazione con il sistema bancario.

Altri fondi, in forma ad esempio di prestiti a condizioni agevolate, possono essere emessi a favore di piccole e medie imprese da altri enti e istituzioni pubbliche. Questi fondi sono spesso gestiti a livello regionale e dipendono quindi dalla regione dove ha sede l'impresa.