Legislazione sociale
Aggiornamento 06/2011
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Con la strategia di Lisbona, l’Unione europea si è impegnata a creare posti di lavoro non soltanto più numerosi, ma anche di migliore qualità: per questo, la legislazione dell'UE prevede che le imprese rispettino una serie di norme in campo sociale che contribuiscono allo sviluppo sostenibile.
Non discriminazione
Per garantire il diritto dei cittadini europei a lavorare in qualunque paese dell’UE, i datori di lavoro non possono operare discriminazioni nei confronti dei cittadini di altri Stati membri quando decidono in merito ad assunzioni, licenziamenti o per quanto riguarda qualunque altro aspetto delle condizioni di lavoro.
Il diritto dell’UE vieta ai datori di lavoro di operare discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. Inoltre devono prevedere adattamenti ragionevoli sul posto di lavoro per i dipendenti con disabilità.
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Divieto di discriminazione in base alla nazionalità (articolo 45 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea)






















[842 KB] -
Divieto di discriminazione in base al sesso, alla razza, ecc. (articolo 19 (Parte seconda) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea)






















[842 KB] - Iniziative dell'UE per combattere le discriminazioni
Parità uomo-donna
I datori di lavoro devono trattare allo stesso modo gli uomini e le donne, in particolare per quanto riguarda l’accesso all’occupazione, le condizioni di lavoro, il congedo parentale, le promozioni e la retribuzione.
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Parità uomo-donna (articolo 157 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea)






















[842 KB] - La politica dell'UE sulla parità uomo-donna
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Iniziative dell'UE per la parità uomo-donna
Salute e sicurezza sul lavoro
I datori di lavoro hanno la responsabilità di garantire ai lavoratori un ambiente sicuro e sano. L’UE ha stabilito una serie di requisiti minimi per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori: fra questi, vi sono principi generali per la prevenzione dei rischi professionali, l'eliminazione dei fattori di rischio e d’infortunio, l'informazione e la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
Rapporti di lavoro
L’UE sostiene attivamente il dialogo volontario tra i datori di lavoro, i lavoratori e le associazioni che li rappresentano. I datori di lavoro devono consultare i rappresentanti del personale su alcune questioni, ad esempio al momento di pianificare licenziamenti collettivi.
Le imprese maggiori che operano in più di un paese dell’UE devono istituire, su richiesta dei lavoratori, un comitato aziendale europeo, per informare e consultare il personale.
Per tutelare i diritti dei lavoratori e allo stesso tempo consentire alle imprese di rimanere competitive, l’UE promuove il concetto di flessicurezza, che concilia la flessibilità dei mercati del lavoro e un alto livello di sicurezza del lavoro.
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Flessicurezza
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Consultazione pubblica sulla modernizzazione del diritto del lavoro (libro verde)





















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Risultati della consultazione sulla modernizzazione del diritto del lavoro





















Le imprese hanno l’obbligo di rispettare le norme minime di legge, ma sono libere di andare oltre e assumersi maggiori responsabilità sociali.
Programmi
Il programma PROGRESS dell’UE promuove la creazione di posti di lavoro migliori e più numerosi e pari opportunità per tutti: è incentrato sulla lotta alle discriminazioni, la protezione e integrazione sociale, l'occupazione, le condizioni di lavoro e la parità uomo-donna. Tra il 2007 e il 2013 si investiranno 743,25 milioni di euro in nuovi studi, campagne di sensibilizzazione e manifestazioni.
Il programma PROGRESS interagisce col Fondo sociale europeo (FSE), il principale strumento finanziario dell’UE per l'attuazione delle politiche europee in materia di occupazione e affari sociali, dotato di un bilancio annuale di circa 10 miliardi di euro.
Consulta la legislazione su questo tema:
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