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I risultati della Convenzione europea


Disposizioni generali e finali


Introduzione
Abrogazione dei trattati e continuità giuridica
Trattato Euratom
Adozione, ratifica ed entrata in vigore
Revisione della Costituzione
I simboli dell'Unione
Tabella riassuntiva

INTRODUZIONE

Nella parte IV del progetto costituzionale, la Convenzione propone di stabilire le disposizioni generali e finali del trattato che istituisce la Costituzione.
Il primo articolo elenca i simboli dell'Unione europea, mentre i successivi trattano dell'abrogazione dei trattati precedenti, della continuità giuridica, del campo di applicazione territoriale e di altre disposizioni. L'articolo IV-7 fissa la procedura di revisione della Costituzione. La Convenzione ha proposto di modificarla sostanzialmente: in futuro, una Convenzione dovrebbe approntare le revisioni della Costituzione.

La ratifica e l'entrata in vigore del trattato che istituisce la Costituzione sono state oggetto di un ampio dibattito tra i membri della Convenzione, soprattutto in merito alla questione di stabilire se la Costituzione potesse o meno entrare in vigore senza la ratifica preliminare di uno o più Stati membri.

La Convenzione non è giunta a una soluzione del problema, ma propone di allegare alla Costituzione una dichiarazione in cui si specifichi che il Consiglio europeo dovrà prendere in esame la questione in caso di mancata ratifica da parte di uno o più Stati membri, quindi trarne le conclusioni.

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ABROGAZIONE DEI TRATTATI E CONTINUITÀ GIURIDICA

Con l'entrata in vigore del trattato che istituisce la Costituzione saranno abrogati il trattato che istituisce la Comunità europea (trattato CE) e il trattato sull'Unione europea (trattato UE), nonché tutti gli atti e i trattati che li hanno completati o modificati, tra cui l'Atto unico europeo, il trattato di Amsterdam e il trattato di Nizza (articolo IV-2).

A parte i protocolli che la Convenzione suggerisce di allegare alla Costituzione e che costituiscono parte integrante del testo costituzionale (articolo IV-6), essa non si pronuncia sulla sorte degli altri protocolli che sono attualmente allegati ai trattati esistenti e che hanno il medesimo valore giuridico di quelli menzionati sopra. Spetterà alla Conferenza intergovernativa (CIG) risolvere la questione ed è probabile che essa decida di allegare alla Costituzione anche questi protocolli.

Secondo il progetto di trattato costituzionale, la nuova Unione istituita dalla Costituzione succede alla Comunità europea (CE) e all'Unione europea (UE) in tutti i diritti e obblighi, comprese tutte le attività e passività della Comunità e dell'Unione e i rispettivi archivi.

La Convenzione propone di mantenere una stretta continuità giuridica tra l'Unione europea istituita dalla Costituzione e le due strutture esistenti, ossia la CE e l'UE (articolo IV-3). Tutte le disposizioni degli atti delle istituzioni dell'Unione, adottati in virtù dei trattati precedenti, restano in vigore. La giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee è mantenuta in quanto fonte d'interpretazione del diritto dell'Unione.
Infine, la Convenzione propone che il trattato che istituisce la Costituzione sia concluso per una durata illimitata (articolo IV-9).

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TRATTATO EURATOM

Di tutti i trattati precedenti resterà in vigore solo il trattato Euratom che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica. Questa Comunità non si fonderà con l'Unione, mantenendo dunque una personalità giuridica distinta. La Convenzione ha stabilito le necessarie modifiche da apportare al trattato Euratom nel «Protocollo che modifica il trattato Euratom», che verrà allegato alla Costituzione. Tale approccio è motivato da una certa prudenza da parte della Convenzione, la quale riteneva che il suo mandato non la autorizzasse a integrare il trattato Euratom nei suoi lavori. Le modifiche apportate al trattato Euratom dal progetto costituzionale non sono dunque che adattamenti alle nuove regole definite dalla Costituzione, in particolare nei settori istituzionale e finanziario.

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ADOZIONE, RATIFICA ED ENTRATA IN VIGORE

Il trattato che istituisce la Costituzione dovrà essere ratificato dagli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali. Gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il governo della Repubblica italiana. La Convenzione non ha proposto una data precisa per l'entrata in vigore della Costituzione, essendo difficile valutare il tempo necessario per lo svolgimento della CIG e per il processo di ratifica. Una data di entrata in vigore verrà successivamente inserita nell'articolo IV-8. In mancanza di una ratifica da parte di tutti gli Stati membri in tale data, la Costituzione entrerà in vigore «il primo giorno del mese successivo all'avvenuto deposito dello strumento di ratifica da parte dello Stato firmatario che procederà per ultimo a tale formalità».
In seguito ai problemi posti alla ratifica del trattato di Maastricht nel 1992 dalla Danimarca e del trattato di Nizza nel 2001 dall'Irlanda, la Convenzione ha discusso la possibilità di un'entrata in vigore della Costituzione nel caso in cui alcuni Stati membri non abbiano ratificato il trattato costituzionale. Numerosi membri della Convenzione hanno proposto l'entrata in vigore della Costituzione per gli Stati membri che l'abbiano ratificata, purché venga raggiunta una soglia minima di Stati, ad esempio i tre quarti, come proposto dalla Commissione. Per gli altri Stati che eventualmente non avessero ratificato la Costituzione, potrebbe essere negoziato uno statuto particolare, che garantisca i loro diritti acquisiti.

Non essendo riuscita a raggiungere un compromesso a tale riguardo, la Convenzione ha ripreso, mantenendolo inalterato, l'attuale articolo 52 del trattato sull'Unione europea (trattato UE). Il testo proposto dalla Convenzione esige dunque, all'articolo IV-8, la ratifica della Costituzione da parte di tutti gli Stati membri. Tuttavia, i membri della Convenzione hanno suggerito di allegare una «dichiarazione da iscrivere nell'atto finale di firma del trattato che istituisce la Costituzione», che propone una soluzione politica in caso di mancata ratifica da parte di uno Stato membro: «Qualora, al termine di un periodo di due anni a decorrere dalla firma del trattato che istituisce la Costituzione, i quattro quinti degli Stati membri abbiano ratificato detto trattato e uno o più Stati membri abbiano incontrato difficoltà nelle procedure di ratifica, la questione è deferita al Consiglio europeo ».

La Convenzione non si pronuncia in merito agli eventuali risultati delle delibere del Consiglio europeo. È probabile che tale questione venga ulteriormente esaminata nel corso della CIG.

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REVISIONE DELLA COSTITUZIONE

Nell'articolo IV-7 la Convenzione ha proposto una nuova procedura per la revisione del trattato costituzionale. In primo luogo, il Parlamento europeo avrà il diritto, per la prima volta, di sottoporre al Consiglio dei ministri progetti finalizzati alla revisione della Costituzione. I membri della Convenzione hanno proposto di perpetuare il modello della Convenzione europea affinché le future revisioni della Costituzione siano ugualmente predisposte mediante tale istanza.

Composta dai rappresentanti dei parlamenti nazionali, dai capi di Stato o di governo, dal Parlamento europeo e dalla Commissione , la Convenzione avrà il compito di esaminare i progetti di revisione e di adottare per consenso una raccomandazione alla Conferenza intergovernativa, che sarà convocata dal presidente del Consiglio dei ministri allo scopo di stabilire di comune accordo le modifiche da apportare al trattato che istituisce la Costituzione.

Il Consiglio europeo può decidere a maggioranza semplice, previa approvazione del Parlamento europeo, di non convocare la Convenzione qualora le modifiche siano di minore entità. In questo caso, il Consiglio europeo definisce il mandato per la Conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, che elaborerà le necessarie modifiche.

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I SIMBOLI DELL'UNIONE

Al termine dei loro dibattiti, i membri della Convenzione hanno espresso il desiderio di dotare di simboli l'Unione europea, inserendoli nel progetto di Costituzione. La Convenzione li ha riportati nella parte IV, articolo primo, ma ritiene che tali disposizioni troverebbero una migliore collocazione nella parte I della Costituzione. La questione dovrà essere esaminata dalla CIG.
L'articolo IV-1 enumera dunque i simboli dell'Unione:

Senza creare nuovi simboli, la proposta della Convenzione riprende quelli utilizzati dall'UE e conosciuti dai cittadini, assegnando loro un rango costituzionale.

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TABELLA RIASSUNTIVA

Articoli Argomento Osservazioni
IV-1 I simboli dell'Unione Nuove disposizioni
IV-2 Abrogazione dei trattati precedenti Nuove disposizioni
IV-3 Continuità giuridica Nuove disposizioni
IV-4 Campo di applicazione territoriale -
IV-6 Protocolli -
IV-7 Procedura di revisione Modifiche importanti
IV-8 Adozione, ratifica ed entrata in vigore -
IV-9 Durata -
Protocollo che modifica il trattato Euratom -
Dichiarazione da iscrivere nell'atto finale di firma del trattato che istituisce la Costituzione
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Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione Europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione autentica del testo della Convenzione.


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