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EUROPA > Sintesi della legislazione > Le politiche dell'Unione

LA COSTRUZIONE EUROPEA ATTRAVERSO I TRATTATI >

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Le politiche dell'Unione


L'azione esterna


Introduzione
Politica commerciale comune
Politica di cooperazione allo sviluppo
Cooperazione con i paesi terzi
Aiuti umanitari
Misure restrittive
Accordi internazionali
L'Unione e l'ambiente circostante
Tabella riassuntiva

INTRODUZIONE
Nel loro progetto di Costituzione per l'Europa, i membri della Convenzione hanno proceduto a una sostanziale riscrittura delle disposizioni relative all'azione esterna dell'Unione europea (UE). Di conseguenza, importanti modifiche e nuove disposizioni sono venute a rafforzare il dispositivo attuale per far sì che l'azione dell'Unione nel mondo acquisisca maggiore efficacia e visibilità.

L'Unione si vede riconoscere la personalità giuridica internazionale (articolo I-6) e succederà alla Comunità europea e all'Unione europea, così come sono intese attualmente, in tutti i loro diritti e obblighi.

La scomparsa della struttura a pilastri nel settore della politica estera rappresenta uno dei principali apporti del progetto costituzionale. Le disposizioni relative all'azione esterna dell'Unione sono ora riunite in un unico titolo che tratta tutti gli aspetti dell'azione esterna dell'Unione:

Sul piano internazionale, due grandi innovazioni sono state introdotte dal progetto di Costituzione. Si tratta, in primo luogo, della creazione della carica di ministro degli Affari esteri . Tale figura sarà nel contempo mandatario del Consiglio europeo per la conduzione e l'esecuzione della PESC e uno dei vicepresidenti della Commissione europea . Nell'ambito di tale istituzione, sarà incaricato delle relazioni esterne e del coordinamento degli altri aspetti dell'azione esterna dell'Unione. Inoltre, la Costituzione prevede la creazione della carica di presidente del Consiglio europeo che avrà il compito, fra l'altro, di assicurare al suo livello la rappresentanza esterna dell'Unione per le materie attinenti alla PESC, senza pregiudicare le competenze del ministro degli Affari esteri.

L'articolo III-193 del progetto di Costituzione enuncia in dettaglio gli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione. Nel conseguimento di tali obiettivi, il Consiglio dei ministri e la Commissione, assistiti dal ministro degli Affari esteri, devono assicurare la coerenza tra i vari settori dell'azione esterna e tra questi e le politiche interne.

La presente scheda sintetica illustra i principali emendamenti apportati dal progetto di Costituzione al settore dell'azione esterna dell'Unione. Gli emendamenti che interessano la politica estera e di sicurezza comune e la politica di difesa sono trattati in altre due schede separate.

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POLITICA COMMERCIALE COMUNE

L'articolo I-12 del progetto di Costituzione designa chiaramente la politica commerciale comune come competenza esclusiva dell'Unione. L'ambito di applicazione di tale politica è ora esteso anche agli investimenti esteri diretti (articolo III-217), mentre rimangono esclusi dalla politica commerciale comune gli accordi nel settore dei trasporti.

Per quanto riguarda il processo decisionale, si è provveduto a semplificare le disposizioni dell'attuale articolo 133 del trattato che istituisce la Comunità europea (trattato CE). Tuttavia, il voto a maggioranza qualificata non è stato esteso all'insieme della politica commerciale comune. In effetti, il progetto di Costituzione mantiene il principio del parallelismo tra regole interne e regole esterne stabilito a Nizza . In base a tale principio, per la negoziazione e la conclusione di un accordo nei settori degli scambi di servizi che comportano spostamenti di persone e degli aspetti commerciali della proprietà intellettuale, il Consiglio dei ministri delibera all'unanimità qualora tale accordo contenga disposizioni per le quali è richiesta l'unanimità per l'adozione di norme interne. Il progetto costituzionale prevede il voto all'unanimità anche per gli accordi nel settore del commercio dei servizi culturali e audiovisivi, qualora questi ultimi rischino di arrecare pregiudizio alla diversità culturale e linguistica dell'Unione.

In termini di controllo parlamentare, il progetto di Costituzione introduce un progresso significativo. In effetti, il Parlamento europeo , che nell'ambito del trattato CE non svolge alcun ruolo in materia di politica commerciale, d'ora innanzi parteciperà al processo decisionale. Così, la procedura legislativa (attuale procedura di codecisione) verrà applicata all'adozione di tutti gli atti autonomi di natura legislativa della politica commerciale. Tutti gli accordi commerciali verranno sottoposti anche all'approvazione del Parlamento, che dovrà essere tenuto al corrente dello stato di avanzamento dei negoziati degli accordi commerciali.

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POLITICA DI COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

Secondo l'articolo I-13 del progetto costituzionale, l'Unione dispone di una competenza concorrente con gli Stati membri nel settore della cooperazione allo sviluppo. L'esercizio di tale competenza da parte dell'Unione non impedisce quindi agli Stati membri di esercitare la loro. L'Unione condurrà dunque una politica di sviluppo autonoma, mentre tale politica attualmente è complementare a quella attuata dagli Stati membri (Articolo 177, paragrafo 1, del trattato CE). Il progetto di Costituzione specifica che la politica di cooperazione allo sviluppo dell'Unione e quella degli Stati membri si completano e rafforzano reciprocamente.

Va segnalato che il progetto di Costituzione afferma, ora più chiaramente, la riduzione e, a termine, l'eliminazione della povertà come obiettivo principale dell'Unione nel settore della cooperazione allo sviluppo. L'UE dovrà tenere conto di tale obiettivo nell'attuazione di politiche che possono avere incidenza sui paesi in via di sviluppo.

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COOPERAZIONE CON I PAESI TERZI

Il progetto di Costituzione riprende le disposizioni dell'articolo 181 A del trattato CE in materia di cooperazione economica, tecnica e finanziaria con i paesi terzi (diversi dai paesi in via di sviluppo), introducendo la procedura legislativa per l'adozione di decisioni. Inoltre, qualora si renda necessario un aiuto finanziario urgente, il Consiglio potrà deliberare a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, senza più l'obbligo di ricorrere all'articolo 308 del trattato CE che prevede l'unanimità, come avviene attualmente (articolo III-222).

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AIUTI UMANITARI

Nell'articolo III-223, il progetto di costituzione fornisce all'Unione una base giuridica adatta all'attuazione delle azioni di aiuto umanitario. Tali azioni vengono condotte conformemente ai principi del diritto internazionale umanitario, e in particolare il principio di imparzialità e di non discriminazione.

La procedura legislativa viene applicata per definire l'ambito di attuazione delle azioni di aiuto umanitario decise dall'Unione.

Il progetto costituzionale istituisce un Corpo volontario europeo di aiuto umanitario per inquadrare i contributi comuni dei giovani europei alle azioni umanitarie dell'Unione.

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MISURE RESTRITTIVE

Per quanto riguarda le misure restrittive (interruzione o riduzione delle relazioni economiche e finanziarie con uno o più paesi terzi), il progetto costituzionale mantiene un approccio in due fasi. L'adozione di sanzioni nei confronti di paesi terzi da parte del Consiglio dei ministri con delibera a maggioranza qualificata è subordinata a una decisione preliminare dell'Unione nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune, in linea di principio all'unanimità.

L'articolo III-224 del progetto di Costituzione disciplina le sanzioni economiche e finanziarie nei confronti degli Stati, ma anche di persone fisiche o giuridiche, gruppi o entità non statali. Le sanzioni contro tutte queste entità non statali richiedono attualmente il ricorso all'articolo 308 del trattato CE, e dunque al voto all'unanimità.

Si noti, infine, che le disposizioni riguardanti le misure restrittive non rientrano nel capitolo relativo alla PESC e sono dunque soggette alla giurisdizione della Corte di giustizia , la quale ha altresì la competenza di pronunciarsi sui ricorsi relativi al controllo della legalità delle misure restrittive adottate dal Consiglio dei ministri nei confronti di persone fisiche o giuridiche.

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ACCORDI INTERNAZIONALI

In relazione alla competenza dell'Unione di concludere accordi internazionali, l'articolo III-225 del progetto di Costituzione istituzionalizza la giurisprudenza della Corte di giustizia sulle competenze esterne implicite . Di conseguenza, l'Unione può concludere tali accordi qualora la Costituzione lo preveda o qualora la loro conclusione sia necessaria per realizzare uno degli obiettivi fissati dalla Costituzione, o ancora quando sia prevista in un atto giuridico obbligatorio dell'Unione o incida su un atto interno dell'Unione.

Lo stesso avviene per la giurisprudenza della Corte relativa alle competenze esclusive per esercizio. L'articolo 12 della Costituzione prevede in effetti, al paragrafo 2, che l'Unione abbia competenza esclusiva per la conclusione di accordi internazionali allorché tale conclusione sia prevista in un atto legislativo dell'Unione, o sia necessaria per consentirle di esercitare le sue competenze a livello interno, o incida su un atto interno dell'Unione.

In materia di negoziazione degli accordi internazionali, un'unica disposizione, l'articolo III-227 della Costituzione, disciplina tutti gli accordi conclusi dall'Unione, ad eccezione degli accordi nel settore monetario. La Costituzione delimita chiaramente la responsabilità della Commissione e quella del ministro degli Affari esteri per quanto riguarda l'avvio di negoziazioni. Essa infatti precisa che il ministro degli Affari esteri è responsabile della negoziazione di accordi che riguardano esclusivamente o principalmente la politica estera e di sicurezza comune. Per contro, l'articolo III-227 non designa in linea di principio alcun negoziatore, conferendo al Consiglio dei ministri, in funzione della materia dell'accordo da negoziare, il potere di designare il negoziatore o il capofila dell'équipe negoziale dell'Unione.

Peraltro, il progetto di Costituzione rafforza il ruolo del Parlamento europeo, estendendo il suo potere di approvazione a tutti gli accordi che interessano settori ai quali sia applicabile la procedura legislativa. In effetti, nell'ambito del trattato CE, il Parlamento dispone di un potere di parere conforme solo per gli accordi di associazione, gli accordi che creano un quadro istituzionale specifico, gli accordi con ripercussioni finanziarie considerevoli e gli accordi che richiedono l'emendamento di un atto adottato secondo la procedura di codecisione (articolo 300, paragrafo 3, del trattato CE).

Infine, per quanto concerne il processo decisionale, il voto del Consiglio dei ministri resta soggetto alla regola del parallelismo delle forme. Di conseguenza, il Consiglio delibera a maggioranza qualificata, salvo nel caso in cui l'accordo interessi un settore in cui l'adozione di un atto dell'Unione richiede l'unanimità. Del resto, l'unanimità è necessaria per la conclusione di accordi di associazione o per l'adesione dell'Unione alla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

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L'UNIONE E L'AMBIENTE CIRCOSTANTE

La prima parte della Costituzione include un titolo VIII denominato «L'Unione e l'ambiente circostante». L'unico articolo di questo titolo prevede che l'Unione sviluppi con gli Stati limitrofi relazioni privilegiate al fine di creare uno spazio di prosperità e buon vicinato fondato sui valori dell'Unione e caratterizzato da relazioni strette e pacifiche basate sulla cooperazione.

A tale scopo, l'Unione può concludere ed eseguire accordi specifici con i paesi interessati. Tali accordi possono comportare diritti e obblighi reciproci, nonché la possibilità di condurre azioni in comune. Di conseguenza, il progetto di Costituzione istituisce una nuova base giuridica per la conclusione di un nuovo tipo di accordi, ossia gli accordi di vicinato, che andranno ad aggiungersi agli altri tipi di accordi conclusi dall'Unione, e precisamente agli accordi di associazione.

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TABELLA RIASSUNTIVA

Articoli Argomento Osservazioni
I-3 Obiettivi dell'Unione nelle relazioni con il resto del mondo -
I-6 Personalità giuridica dell'Unione Nuove disposizioni
I-11 Competenza nel settore della PESC -
I-12 Competenza esclusiva nella politica commerciale comune -
I-12 Competenza esclusiva per esercizio -
I-13 Competenza concorrente nella politica di cooperazione allo sviluppo -
I-15 Politica estera e di sicurezza comune -
I- 21 Ruolo del presidente del Consiglio europeo Nuove disposizioni
I-23 Consiglio degli Affari esteri -
I-25 Ruolo della Commissione europea -
I-27 Nomina, ruolo e responsabilità del ministro degli Affari esteri. Nuove disposizioni
I-39 Disposizioni particolari relative all'attuazione della politica estera e di sicurezza comune -
I-40 Disposizioni particolari relative all'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune -
I-42 Clausola di solidarietà Nuove disposizioni
I-56 L'Unione e l'ambiente circostante Nuove disposizioni
III-193 Principi e obiettivi dell'azione esterna -
Da III-195 a III- 215 Politica estera e di sicurezza comune Modifiche importanti
III-216 e III-217 Politica commerciale comune Modifiche importanti
Da III-218 a III-220 Cooperazione allo sviluppo Modifiche importanti
III-221 e III-222 Cooperazione economica, finanziaria e tecnica con i paesi terzi Modifiche importanti
III-223 Aiuto umanitario Nuove disposizioni
III-224 Misure restrittive -
Da III-225 a 228 Accordi internazionali Modifiche importanti
III-229 e 230 Relazioni dell'Unione con le organizzazioni internazionali e i paesi terzi e delegazioni dell'Unione -

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Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione Europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione autentica del testo della Convenzione.


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