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Le politiche dell'Unione


Politica economica e monetaria


Introduzione
La Banca centrale europea
Politica economica
Politica monetaria
Un regime specifico per la zona euro
La semplificazione dei testi
Altre disposizioni
Tabella riassuntiva

INTRODUZIONE

Il progetto di trattato costituzionale proposto dalla Convenzione apporta miglioramenti significativi alla politica economica e alla politica monetaria dell'Unione, e precisamente:

La politica economica e monetaria è stata al centro di lunghe discussioni nell'ambito della Convenzione e tra i membri del gruppo di lavoro costituito intorno a tale tema. Il consenso raggiunto dovrebbe permettere all'Unione di rafforzare il coordinamento delle politiche economiche. Gli Stati membri che hanno adottato l'euro disporranno di una maggiore autonomia decisionale sulle questioni che li riguardano senza che gli altri Stati membri partecipino al voto. A tale riguardo, la Convenzione propone una nuova sezione relativa agli Stati membri della zona euro nonché un protocollo sul Gruppo euro allegato alla Costituzione.
Infine, i membri della Convenzione suggeriscono di estendere l'ambito del voto a maggioranza qualificata alla quasi totalità delle disposizioni della politica economica e monetaria, fatta eccezione per qualche caso specifico.

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BANCA CENTRALE EUROPEA

In base alla proposta avanzata dalla Convenzione, la Banca centrale europea diventa un'istituzione dell'Unione. L'articolo I-29 ad essa dedicato riprende alcune disposizioni della parte III della Costituzione, riunendole in un unico articolo al fine di facilitarne l'accesso ai cittadini.

Considerato che il consiglio della BCE può adottare atti giuridici in alcuni settori, oltre a essere consultato su ogni progetto di atto dell'Unione nei settori di sua competenza, la scelta di attribuire lo status di istituzione alla BCE costituisce una tappa logica. Tuttavia, il fatto che la BCE diventi un'istituzione dell'Unione non modifica in alcun modo il mandato, lo status o gli obiettivi della Banca centrale europea o del Sistema europeo di banche centrali (SEBC).

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POLITICA ECONOMICA

La competenza dell'Unione in materia di promozione e coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri è definita all'articolo I-14, che menziona in particolare gli Indirizzi di massima per le politiche economiche, specificando anche che agli Stati membri, che hanno adottato l'euro, si applicano disposizioni specifiche.

La Convenzione introduce numerose novità relativamente agli Indirizzi di massima per le politiche economiche (articolo III-71):

Per quanto riguarda la procedura relativa ai disavanzi eccessivi, il progetto di trattato costituzionale propone le seguenti modifiche (articolo III-76):

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POLITICA MONETARIA

Il progetto di trattato costituzionale prevede una netta ripartizione delle competenze dell'Unione in materia di politica monetaria, che passa così sotto la competenza esclusiva dell'Unione per gli Stati membri che abbiano adottato l'euro (articolo I-12). Gli Stati membri che non hanno adottato l'euro mantengono la loro competenza nel settore monetario.

Le disposizioni che disciplinano i compiti e gli obiettivi del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) rimangono nel complesso invariate (articoli da III-77 a III- 83). La Convenzione propone di stabilire una nuova base giuridica per l'adozione delle misure necessarie per l'introduzione dell'euro e per il suo uso corrente, destinata a sostituire le disposizioni transitorie esistenti nei trattati attuali (articolo III-83).

È anche opportuno segnalare che la Convenzione suggerisce di trasferire le disposizioni relative alla conclusione di un accordo sul tasso di cambio, attualmente incluse nel capitolo sulla politica monetaria del trattato che istituisce la Comunità europea (trattato CE), nel titolo relativo all'azione esterna dell'Unione (articolo III-228), senza tuttavia modificarne la sostanza.

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UN REGIME SPECIFICO PER LA ZONA EURO

Negli articoli da III-88 a III-90, il progetto di Costituzione propone un regime specifico applicabile unicamente agli Stati membri della zona euro, i quali potranno d'ora innanzi adottare misure volte a rafforzare il coordinamento della loro disciplina di bilancio ed elaborare orientamenti più concreti per le loro politiche economiche, vigilando affinché siano compatibili con quelli adottati per l'insieme dell'Unione.

Ai sensi di tali articoli, il Consiglio dei ministri può deliberare con il solo voto degli Stati membri della zona euro, ossia senza la partecipazione al voto degli altri Stati membri, in merito alle seguenti disposizioni:

La facoltà riconosciuta agli Stati membri che hanno adottato l'euro di deliberare da soli sulle questioni che li riguardano rappresenta un importante progresso, divenuto ormai inevitabile. In effetti, al momento dell'adesione dei prossimi dieci Stati membri, i dodici paesi appartenenti alla zona euro si troveranno in minoranza al Consiglio dei ministri, finché i nuovi Stati membri non soddisferanno i criteri di convergenza per l'adozione della moneta europea. Tale disposizione ha dunque lo scopo di garantire che durante detto periodo le decisioni vengano prese solo dai paesi interessati.

I membri della Convenzione propongono di allegare alla Costituzione un protocollo relativo al Gruppo euro, che regolerà le modalità di riunione dei ministri degli Stati membri della zona euro. Gli incontri informali del Gruppo euro favoriscono il rafforzamento del dialogo sulle questioni legate alle responsabilità specifiche comuni a tali Stati. La Commissione e la BCE sono invitate a presenziare a tali riunioni. I ministri degli Stati membri che hanno adottato l'euro eleggono a maggioranza un presidente con mandato di due anni e mezzo.

Il protocollo conferma dunque la pratica attuale per quanto riguarda l'organizzazione delle riunioni e la sola vera novità è rappresentata dall'istituzione del presidente del Gruppo euro. Benché l'articolo III-89 del trattato rimandi direttamente a questo protocollo, il Gruppo euro non è ancora formalmente istituzionalizzato, di conseguenza le decisioni ufficiali continuano a essere prese dal Consiglio dei ministri.

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SEMPLIFICAZIONE DEI TESTI

In materia di disposizioni transitorie (articoli da 116 a 124 del trattato CE), la Convenzione propone un testo sostanzialmente modificato, suggerendo di sopprimere tutte le disposizioni divenute obsolete con l'adozione dell'euro. Il progetto di trattato costituzionale riunisce queste disposizioni negli articoli da III-91 a III-96. Tali articoli definiscono le disposizioni applicabili agli Stati membri soggetti a deroga, cioè che non hanno ancora adottato l'euro come moneta. Gli articoli d'ora innanzi stabiliranno:

Senza modificarne la sostanza, la Convenzione propone dunque una notevole semplificazione di tali disposizioni, al fine di aumentarne la leggibilità e la comprensione da parte dei cittadini.

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ALTRE DISPOSIZIONI

La Convenzione propone di estendere il ricorso al voto a maggioranza qualificata . Solo alcune disposizioni resteranno subordinate all'unanimità in sede di Consiglio dei ministri, e precisamente:

La Convenzione propone altresì di affidare un ruolo di maggiore rilievo al Parlamento europeo , estendendo l'applicazione della procedura legislativa ordinaria alle seguenti disposizioni:

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TABELLA RIASSUNTIVA

Articoli Argomenti Osservazioni
I-12 Competenze esclusive -
I-14 Coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione -
I-29 Banca centrale europea Modifiche importanti
III-69 Politica economica e monetaria - aspetti generali -
Da III-70 a III-76 Politica economica Modifiche importanti
Da III-77 a III-83 Politica monetaria -
Da III-84 a III-87 Disposizioni istituzionali Modifiche importanti
Da III-88 a III-90 Disposizioni specifiche per gli Stati membri appartenenti alla zona euro Nuove disposizioni
Da III-91 a III-96 Disposizioni transitorie -
Protocollo sul Gruppo euro - Nuove disposizioni

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Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione Europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione autentica del testo della Convenzione.


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