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Le istituzioni dell'Unione


Il Consiglio dei ministri


Introduzione
Disposizioni generali
Le formazioni del Consiglio dei ministri
Presidenza delle diverse formazioni del Consiglio dei ministri
Altri cambiamenti proposti
Tabella riassuntiva

INTRODUZIONE

La Convenzione propone una netta separazione del Consiglio in due istituzioni distinte:

Tale chiarimento si rende necessario poiché è venuta a crearsi una certa confusione nei cittadini in conseguenza della pratica istituzionale. Infatti, il Consiglio dell'Unione europea (spesso chiamato "Consiglio dei ministri") normalmente riunisce i rappresentanti degli Stati membri a livello ministeriale, ma può anche riunirsi a livello dei capi di Stato o di governo per deliberare su questioni di particolare importanza, ad esempio in merito all'adozione dell'euro da parte di uno Stato membro. Quando il Consiglio dell'Unione europea si riunisce a livello di capi di Stato o di governo, può allora essere confuso con il Consiglio europeo .

Il progetto di trattato costituzionale mette fine a questo rischio di confusione, proponendo una chiara distinzione tra il Consiglio europeo e il Consiglio dei ministri.

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DISPOSIZIONI GENERALI

All'articolo I-21 il progetto di Costituzione definisce i principali compiti e la composizione del Consiglio dei ministri.

Il Consiglio dei ministri esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e di bilancio, e funzioni di definizione delle politiche e di coordinamento. La funzione esecutiva assegnatagli nei trattati attuali non è più menzionata in questo articolo, bensì inserita nell'articolo I-36 inerente agli atti esecutivi.

Il Consiglio dei ministri delibera a maggioranza qualificata , salvo nei casi in cui la Costituzione disponga diversamente. Attualmente, nei casi in cui i trattati non prevedono altrimenti, il Consiglio delibera a maggioranza dei suoi membri; ciò si verifica raramente poiché, nella maggior parte dei casi, i trattati fanno riferimento all'unanimità o alla maggioranza qualificata. La Convenzione propone dunque un rovesciamento di tale logica, con la maggioranza qualificata che diviene una regola generale, con conseguente soppressione del riferimento alla maggioranza qualificata da tutti gli articoli interessati.

Per ognuna delle sue formazioni, il Consiglio dei ministri è composto da un rappresentante a livello ministeriale nominato da ogni Stato membro. Tale rappresentante è il solo autorizzato a impegnare lo Stato membro e a esercitare il diritto di voto (fatta eccezione per la possibilità di delega del diritto di voto come previsto all'articolo III-246).

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LE FORMAZIONI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il progetto di trattato costituzionale propone di riorganizzare il lavoro delle diverse formazioni del Consiglio dei ministri. L'articolo I-23 istituisce due formazioni: il Consiglio legislativo e degli affari generali, e il Consiglio degli affari esteri.

Il Consiglio legislativo e degli affari generali assicura la coerenza dei lavori delle diverse formazioni del Consiglio dei ministri.
Quando delibera in qualità di Consiglio degli affari generali, il Consiglio dei ministri prepara le riunioni del Consiglio europeo e ne assicura il seguito in collegamento con la Commissione.
Nell'esercizio della funzione legislativa, il Consiglio legislativo delibera e si pronuncia, congiuntamente al Parlamento europeo , sulle leggi europee e sulle leggi quadro europee. In questa funzione, la rappresentanza di ciascuno Stato membro comprende uno o due altri delegati supplementari a livello ministeriale, dotati delle competenze adeguate per le materie indicate nell'ordine del giorno. Inoltre, l'articolo I-49 del progetto costituzionale, dedicato alla trasparenza dei lavori delle istituzioni, dispone che il Consiglio legislativo si riunisca in seduta pubblica allorché adotta una proposta legislativa.
Di conseguenza, il Consiglio legislativo, creato nell'ambito del Consiglio degli affari generali, rappresenta un'importante innovazione che pone in risalto i poteri legislativi del Consiglio dei ministri.

Il Consiglio degli affari esteri elabora le politiche esterne dell'Unione secondo le linee strategiche definite dal Consiglio europeo e assicura la coerenza dell'azione esterna dell'Unione. Tale formazione del Consiglio dei ministri è presieduta dal ministro degli Affari esteri dell'Unione.

Sempre all'articolo I-23, il progetto di trattato costituzionale prevede che una decisione europea adottata dal Consiglio europeo stabilisca le altre formazioni in cui può riunirsi il Consiglio dei ministri (ad esempio, quella dei ministri dell'economia e delle finanze).

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PRESIDENZA DELLE VARIE FORMAZIONI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il progetto di trattato costituzionale prevede che tutte le formazioni del Consiglio dei ministri siano presiedute dai rappresentanti degli Stati membri secondo un sistema di rotazione in condizioni di parità per periodi minimi di un anno, ad eccezione di quella degli affari esteri.

Il progetto costituzionale non fissa i dettagli del sistema di rotazione, ma propone che le regole vengano stabilite mediante una decisione europea adottata all'unanimità dal Consiglio europeo, tenendo conto degli equilibri politici e geografici e della diversità degli Stati membri. Tale proposta mantiene dunque la pratica delle presidenze a rotazione per la quasi totalità delle formazioni del Consiglio dei ministri.

Tuttavia, la presidenza non sarà più affidata a un solo paese, ma a più rappresentanti degli Stati membri, in modo tale che ogni paese abbia l'opportunità di presiedere una formazione del Consiglio per un certo periodo.

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ALTRI CAMBIAMENTI PROPOSTI

Gli articoli da III-245 a III-249 del progetto di trattato costituzionale contengono altre disposizioni relative al Consiglio dei ministri e al suo funzionamento interno (modalità di votazione, organizzazione interna, Segretariato generale del Consiglio dei ministri e altro). Tali articoli riuniscono principalmente le disposizioni degli articoli da 202 a 210 del trattato che istituisce la Comunità europea (trattato CE), adattandoli ai cambiamenti introdotti dalle proposte della Convenzione.

È importante notare che la ponderazione dei voti in sede di Consiglio, quale attualmente definita all'articolo 205 del trattato CE, è stata soppressa. La proposta della Convenzione prevede un sistema diverso per l'adozione degli atti a maggioranza qualificata , applicabile a decorrere dal 1° novembre 2009.
Durante il periodo di transizione tra l'entrata in vigore della Costituzione e il 1° novembre 2009, la Convenzione propone di fare riferimento al protocollo sulla ponderazione dei voti in sede di Consiglio dei ministri che riprende il sistema instaurato dal trattato di Nizza .

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TABELLA RIASSUNTIVA

Articoli Argomento Osservazioni
I-22 Il Consiglio dei ministri Modifiche importanti
I-23 Le formazioni del Consiglio dei ministri Modifiche importanti
I-49 Trasparenza dei lavori delle istituzioni Nuove disposizioni
III-245 à III-249 Disposizioni istituzionali - Il Consiglio dei ministri -
Protocollo Protocollo sulla rappresentanza dei cittadini nel Parlamento europeo e sulla ponderazione dei voti in seno al Consiglio europeo e al Consiglio dei ministri. Disposizioni transitorie


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Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione Europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione autentica del testo della Convenzione.


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