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EUROPA > Sintesi della legislazione > I principi fondatori dell'Unione

LA COSTRUZIONE EUROPEA ATTRAVERSO I TRATTATI >

I principi fondatori dell'Unione


Appartenenza all'Unione


Introduzione
Criteri di ammissibilità e procedura di adesione
Sospensione dei diritti di appartenenza all'Unione
Ritiro volontario
Tabella riassuntiva

INTRODUZIONE

Il trattato costituzionale apporta piccole modifiche alle disposizioni relative all'appartenenza all'Unione e alla procedura di adesione. La Costituzione introduce alcuni nuovi criteri per quanto riguarda i valori dell'Unione che tutti i paesi candidati devono rispettare. La procedura di adesione resta immutata rispetto ai trattati in vigore.

Le disposizioni riguardanti la possibilità di privare uno Stato membro di alcuni diritti qualora esso violi i valori fondamentali dell'Unione vengono mantenute inalterate, fatta eccezione per le maggioranze richieste in sede di Consiglio, che sono state aumentate.

Per contro, la Convenzione introduce una clausola di ritiro volontario che per la prima volta attribuisce la facoltà a uno Stato membro di uscire dall'Unione. L'introduzione di tale clausola rappresenta un'innovazione fondamentale.

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CRITERI DI AMMISSIBILITÀ E PROCEDURA DI ADESIONE

Nell'articolo I-1, il trattato costituzionale stabilisce che «l'Unione è aperta a tutti gli Stati europei che rispettano i suoi valori e si impegnano a promuoverli congiuntamente».

I criteri di ammissibilità, così come la procedura di adesione, sono definiti nell'articolo I-58 del trattato costituzionale. La Costituzione non apporta alcuna modifica rilevante alle disposizioni previste dagli attuali trattati. L'articolo I-58 dichiara che «l'Unione è aperta a tutti gli Stati europei che rispettano i valori dell'Unione di cui all'articolo I-2». Rispetto alla versione preesistente, il suddetto articolo include tuttavia alcuni criteri supplementari, che comprendono anche la dignità umana e l'uguaglianza, nonché i diritti delle persone appartenenti a una minoranza. Inoltre, tale articolo precisa come le società degli Stati membri debbano essere caratterizzate «dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini ».

La Costituzione mantiene la procedura di adesione. Qualunque richiesta di adesione verrà sempre sottoposta all'unanimità del Consiglio e all'approvazione del Parlamento europeo , che si pronuncia a maggioranza dei membri che lo compongono. Le condizioni e le modalità dell'ammissione formano oggetto di un accordo tra gli Stati membri e lo Stato candidato, accordo che dev'essere ratificato da tutti gli Stati contraenti.

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SOSPENSIONE DEI DIRITTI DI APPARTENENZA ALL'UNIONE

I trattati attuali prevedono la possibilità di sospendere i diritti di appartenenza all'Unione , qualora venga constatata una violazione grave e persistente dei valori dell'Unione da parte di uno Stato membro (articolo 7 del trattato sull'Unione europea). In tale circostanza, il Consiglio ha la facoltà di sospendere il diritto di voto dello Stato membro in questione, nonché altri suoi diritti.

Il trattato costituzionale non apporta modifiche sostanziali a tali disposizioni, contenute nell'articolo I-59. Nella procedura, è stata soppressa unicamente l'eventuale consultazione di personalità indipendenti («Comitato dei saggi»). Al voto in sede di Consiglio europeo, Consiglio e Parlamento europeo si applicano maggioranze speciali, tenuto conto delle conseguenze di tali decisioni.

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RITIRO VOLONTARIO

I trattati oggi in vigore sono stati stipulati a tempo indeterminato e non contemplano alcuna clausola di recesso per uno Stato membro che desideri ritirarsi dall'Unione. Il solo precedente in materia è il recesso della Groenlandia, avvenuto nel 1985. Tale cambiamento dell'applicazione territoriale dei trattati è stata possibile previa modifica dei trattati, ratificata da tutti gli Stati membri. La Costituzione introduce una clausola di ritiro volontario, che rappresenta un'innovazione di fondamentale importanza (articolo I-60).

Il recesso può avvenire in qualsiasi momento e non è subordinato a revisioni della Costituzione né ad altre condizioni. Lo Stato membro che decide di recedere notifica tale intenzione al Consiglio europeo, che si investe di questa notifica. L'Unione negozia con lo Stato membro in questione un accordo di recesso volto a stabilire le modalità del recesso, nonché a disciplinare i futuri rapporti tra detto Stato e l'Unione. La procedura applicabile figura all'articolo III-325. L'accordo è concluso a nome dell'Unione dal Consiglio dei ministri, che delibera a maggioranza qualificata, previa approvazione del Parlamento europeo. Va osservato che il rappresentante dello Stato membro che recede non partecipa né alle deliberazioni né alle decisioni del Consiglio.

La Costituzione cessa di essere applicabile allo Stato interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, in mancanza di tale accordo, due anni dopo la notifica dell'auspicato recesso al Consiglio europeo . D'intesa con lo Stato membro interessato, quest'ultimo può decidere all'unanimità di prorogare tale termine. Ciò implica che il recesso può entrare in vigore anche senza che l'Unione abbia espresso il suo accordo. Tale clausola di ritiro volontario costituisce dunque un'importante innovazione.

Uno Stato che si è ritirato dall'Unione può aderirvi nuovamente seguendo la normale procedura di adesione di cui all'articolo I-58.

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TABELLA RIASSUNTIVA

Articoli Argomento Osservazioni
I-1 Istituzione dell'Unione -
I-2 Valori dell'Unione Modifiche importanti
I-58 Criteri di ammissibilità e procedure di adesione all'Unione -
I-59 Sospensione dei diritti di appartenenza all'Unione -
I-60 Ritiro volontario dall'Unione Nuove disposizioni
III-325 Accordi tra l'Unione e paesi terzi -

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Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione del testo della Costituzione.


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