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EUROPA > Sintesi della legislazione > Le politiche dell'Unione

LA COSTRUZIONE EUROPEA ATTRAVERSO I TRATTATI >

Le politiche dell'Unione


La politica estera e di sicurezza comune (PESC)


Introduzione
Processo decisionale
Cooperazioni rafforzate
Strumenti della PESC
Finanziamento della PESC
Ruolo della Corte di giustizia
Tabella riassuntiva

INTRODUZIONE

L'articolo I-12, paragrafo 4, della Costituzione attribuisce all'Unione europea (UE) la competenza per la definizione e l'attuazione di una politica estera e di sicurezza comune (PESC), compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune . Tale politica si fonda «sullo sviluppo della reciproca solidarietà politica degli Stati membri, sull'individuazione delle questioni di interesse generale e sulla realizzazione di un livello di convergenza delle azioni degli Stati membri in costante crescita» (articolo I-40).

Rispetto alle disposizioni del trattato sull'Unione europea (trattato UE), due modifiche principali sono introdotte dalla Costituzione: l'istituzione di un ministro degli Affari esteri dell'Unione e la creazione di un servizio europeo per l'azione esterna.

Il ministro degli Affari esteri contribuirà all'elaborazione della PESC e sarà responsabile della sua esecuzione, rileverà le funzioni di rappresentanza esterna della PESC attualmente demandate alla presidenza e assicurerà il coordinamento dell'azione degli Stati membri nell'ambito delle organizzazioni internazionali.

Il servizio europeo per l'azione esterna assisterà il ministro degli Affari esteri e sarà costituito da funzionari del Segretariato generale del Consiglio e della Commissione nonché da personale distaccato dai servizi diplomatici nazionali.

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PROCESSO DECISIONALE

Secondo la Costituzione, la Commissione non disporrà più del potere di proposta in materia di PESC. Tuttavia, essa potrà intervenire a sostegno di un'iniziativa del ministro degli Affari esteri.

Non si registra invece alcun progresso significativo per quanto riguarda l'adozione delle decisioni. Infatti, il Consiglio dei ministri continuerà a decidere all'unanimità nella maggior parte dei casi, mentre gli Stati membri disporranno sempre di un diritto di veto.

Come già nel trattato UE, il voto a maggioranza qualificata è previsto solo in alcuni casi specifici. A tale riguardo la Costituzione ha introdotto un nuovo caso. Il Consiglio può deliberare a maggioranza qualificata su una proposta presentata dal ministro degli Affari esteri in seguito a una richiesta specifica del Consiglio europeo (articolo III-300).

La Costituzione contempla inoltre l'utilizzo di una «corsia» in direzione della maggioranza qualificata. Di conseguenza, il Consiglio europeo può decidere all'unanimità che il Consiglio dei ministri deliberi a maggioranza qualificata in casi diversi da quelli contemplati dalla Costituzione (artt. I-40 e III-300). Occorre tuttavia segnalare che tale «corsia» non si applica alle decisioni che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa.

Nei casi in cui è applicabile il voto a maggioranza, ogni Stato membro può dichiarare la sua intenzione di opporsi all'adozione di una decisione, ma d'ora innanzi dovrà addurre motivi di politica nazionale «vitali» e non solo «importanti», come attualmente previsto dal trattato UE. In tal caso il ministro degli Affari esteri agirà in qualità di mediatore per giungere a una soluzione accettabile prima di investire della questione il Consiglio europeo , il quale, se del caso, si pronuncerà all'unanimità.

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COOPERAZIONI RAFFORZATE

Le disposizioni della Costituzione in materia di cooperazioni rafforzate equivalgono, in sostanza, alle disposizioni attualmente contemplate nel trattato UE. Un cambiamento rilevante è tuttavia costituito dalla modifica della soglia minima di Stati membri partecipanti, che è stata portata a un terzo, contro gli otto attuali.

Peraltro, l'instaurazione di cooperazioni rafforzate è ammessa per l'intero settore della politica estera e di sicurezza comune, e non più solamente per l'attuazione di un'azione comune o di una posizione comune, come previsto dall'articolo 27B del trattato UE. L'instaurazione di una cooperazione rafforzata nell'ambito della PESC richiede tuttavia una decisione unanime del Consiglio. Sarà inoltre possibile istituire una «cooperazione strutturata permanente» nel campo della difesa, il che costituisce una vera novità rispetto al trattato UE che lo vieta espressamente.

È infine opportuno segnalare che, in base all'articolo III-422 della Costituzione, nell'ambito di una cooperazione rafforzata gli Stati membri partecipanti possono decidere di ricorrere al voto a maggioranza qualificata anche se, in linea di principio, è richiesta l'unanimità. Questa disposizione non è tuttavia applicabile alle decisioni che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa. Tale circostanza potrebbe ciononostante aprire la via alla costituzione di un "nocciolo duro" in materia di PESC.

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STRUMENTI DELLA PESC

Rispetto al trattato UE, la Costituzione ha limitato gli strumenti della PESC alle decisioni europee e agli accordi internazionali. Il Consiglio può così adottare decisioni europee relative:

È escluso il ricorso a strumenti legislativi come la legge e la legge quadro europea.

Inoltre, malgrado un utilizzo assai limitato delle strategie comuni nell'ambito del trattato UE, queste sono state riprese dalla Costituzione sotto forma di interessi e obiettivi strategici, che sono definiti dal Consiglio europeo e che, a differenza delle strategie comuni di cui all'articolo 13 del trattato UE, riguardano anche l'azione esterna al di fuori della PESC (articolo III-293).

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FINANZIAMENTO DELLA PESC

Le spese della PESC restano a carico del bilancio generale dell'Unione, eccetto le spese derivanti da operazioni che hanno implicazioni nel settore militare o della difesa. La Costituzione prevede inoltre l'adozione di una decisione europea che garantisca il rapido accesso agli stanziamenti di bilancio destinati al finanziamento urgente di iniziative nel quadro della politica di sicurezza e di difesa comune, in particolare nel caso di attività preparatorie per i compiti di Petersberg (missioni umanitarie o di evacuazione di cittadini, missioni di mantenimento della pace, missioni di forze armate ai fini della gestione delle crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace, ecc.).

Inoltre, le azioni preparatorie per i compiti di Petersberg che non sono a carico del bilancio generale dell'Unione sono finanziate mediante un fondo iniziale costituito da contributi degli Stati membri (articolo III-313).

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RUOLO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA

La Corte di giustizia non è competente in materia di PESC. Essa può tuttavia pronunciarsi sui ricorsi riguardanti il controllo della legittimità delle misure restrittive nei confronti di persone fisiche o giuridiche adottate dal Consiglio dei ministri.

La Corte di giustizia è altresì competente a pronunciarsi sulla compatibilità di un accordo internazionale, anche in materia di PESC, con le disposizioni della Costituzione nonché per la clausola secondo la quale l'attuazione della PESC non incide sulle competenze delle altre politiche e viceversa.

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TABELLA RIASSUNTIVA

Articoli Argomento Osservazioni
Articolo I-12 punto 4 Principio della competenza dell'UE in materia di PESC -
Articolo I-16 Competenze in materia di PESC -
Articolo I-28 Nomina, ruolo e responsabilità del ministro degli affari esteri Nuove disposizioni
Articolo I-40 Disposizioni particolari relative all'attuazione della politica estera e di sicurezza comune -
Articolo I-41 Disposizioni particolari relative all'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune -
Articolo I-44 Cooperazioni rafforzate -
Articoli da III-294 a III-313 (Capitolo II del Titolo V) Disposizioni relative alla PESC -

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Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione autentica del testo della Costituzione


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