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LA COSTRUZIONE EUROPEA ATTRAVERSO I TRATTATI >

Le procedure decisionali dell'Unione


Il nuovo sistema di voto a maggioranza qualificata


Introduzione
Un nuovo sisitema di maggioranza qualificata
Le clausole speciali
Tabella riassuntiva .

INTRODUZIONE

Nella conclusione dei lavori, la Convenzione aveva proposto un nuovo sistema per il voto a maggioranza qualificata, detto di "doppia maggioranza": la maggioranza degli Stati membri e della popolazione dell'Unione. La questione è stata al centro dei dibattiti della Conferenza intergovernativa (CIG), che ha accolto il principio proposto dalla Convenzione apportandovi alcune modifiche per agevolare la transizione fra i due sistemi.

Il nuovo sistema istituito dal trattato costituzionale può essere considerato un'autentica rivoluzione per la presa di decisioni in seno al Consiglio. Innanzi tutto, il sistema è notevolmente semplificato. La ponderazione dei voti, una volta oggetto di negoziati lunghi e difficili tra gli Stati membri, sarà abolita. Invece dei tre criteri finora necessari per la maggioranza qualificata (la soglia dei voti ponderati, la maggioranza degli Stati membri e il 62% della popolazione dell'Unione), se ne applicheranno soltanto due: la maggioranza degli Stati membri e della popolazione dell'Unione.

Il trattato costituzionale abolisce pertanto la ponderazione dei voti per sostituirla con un sistema semplice, efficace e flessibile.

La presa di decisioni in sede di Consiglio ne risulta facilitata in quanto, rispetto al trattato di Nizza , una maggioranza qualificata può essere costituita da un maggior numero di combinazioni di Stati membri. In un'Unione allargata questo è essenziale per il buon funzionamento e la capacità di azione dell'Unione.

In secondo luogo, il sistema è flessibile: in occasione degli allargamenti successivi eviterà i lunghi negoziati sull'attribuzione dei voti agli Stati membri e la definizione della soglia della maggioranza qualificata.

Il nuovo sistema, infine, rispecchia adeguatamente la doppia natura dell'Unione, che è un'Unione di Stati e di popoli. L'eguaglianza fra Stati membri è rispettata in quanto ogni Stato dispone di un voto, mentre al tempo stesso si tiene conto del loro diverso peso demografico.

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UN NUOVO SISTEMA DI MAGGIORANZA QUALIFICATA

L'articolo I-25 del trattato costituzionale definisce il nuovo sistema di maggioranza qualificata. Il sistema precedente, che attribuiva a ciascuno Stato membro un certo numero di voti, è sostituito da un sistema di doppia maggioranza.

Ora la maggioranza qualificata è raggiunta quando una decisione riunisce il 55% degli Stati membri, comprendendo almeno quindici di essi e rappresentando nel contempo almeno il 65% della popolazione dell'Unione.

La disposizione secondo la quale una maggioranza qualificata deve essere costituita dal 55% degli Stati membri e comprendere almeno quindici di essi necessita di un chiarimento. In un'Unione composta da 25 Stati membri, 15 Stati rappresentano il 60% del totale. In un'Unione che si allarga a oltre 25 Stati, tuttavia, tale disposizione perde valore: a partire dal momento in cui l'Unione conterà 26 Stati membri, il 55% degli Stati comprenderà matematicamente almeno 15 di essi. Si tratta pertanto di una clausola transitoria.

L'articolo I-25 specifica che queste disposizioni si applicano anche quando il Consiglio europeo delibera a maggioranza qualificata. In questo caso il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione non partecipano alla votazione.

La Costituzione fissa la data di applicazione del nuovo sistema al 1° novembre 2009, giorno dell'insediamento della nuova Commissione che sarà nominata dopo le elezioni europee dello stesso anno. Fra il 2004 e il 2009 sarà applicato l'attuale sistema previsto dal trattato di Nizza . Il trattato costituzionale riprende queste disposizioni nel "protocollo sulle disposizioni transitorie relative alle istituzioni e agli organi dell'Unione" allegato alla Costituzione.

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CLAUSOLE SPECIALI

Oltre alla norma generale della doppia maggioranza, esistono delle clausole speciali che determinano alcune eccezioni e meritano una spiegazione:

Atti non proposti dalla Commissione

In primo luogo, quando il Consiglio europeo o il Consiglio dei ministri non deliberano sulla base di una proposta della Commissione o su iniziativa del ministro degli Affari esteri, la maggioranza qualificata è costituita dal 72% degli Stati membri in rappresentanza del 65% della popolazione dell'Unione. Il numero di Stati membri necessari è dunque più elevato che negli altri casi.

Questa disposizione era già in qualche modo compresa nei trattati attuali: quando il Consiglio agisce senza che sia necessaria una proposta della Commissione (in particolare nei settori della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale), la maggioranza qualificata deve riunire almeno i due terzi degli Stati membri (articolo 205 del trattato CE e articoli 23 e 34 del trattato UE). Il trattato costituzionale riprende l'idea sottintesa a tali disposizioni e aumenta leggermente la soglia dai due terzi al 72% degli Stati membri.

La minoranza di blocco

In secondo luogo, il trattato costituzionale prevede che una minoranza di blocco debba essere costituita da almeno quattro Stati membri. Per comprendere l'importanza di questa clausola occorre considerare il peso demografico dei diversi Stati membri. Senza questa clausola, basterebbero soltanto tre dei quattro Stati membri più popolati (Germania, Francia, Italia e Regno Unito) per formare una minoranza di blocco: il loro peso demografico rappresenta infatti più del 35% della popolazione dell'Unione.

La clausola facilita la presa di decisioni in sede di Consiglio in quanto rende più difficile la formazione di una minoranza di blocco. Essa può essere considerata una clausola di salvaguardia nei confronti di un'ipotetica alleanza dei "grandi" Stati membri. Nella prassi istituzionale questa clausola non rivestirà probabilmente molta importanza, considerato che divisioni così nette fra Stati "grandi" e "piccoli" di fatto non si verificano.

Una clausola transitoria speciale in caso di maggioranza ristretta

Una clausola speciale si applicherà infine nei casi in cui una maggioranza qualificata è raggiunta con un margine molto ristretto, ossia quando la decisione da prendere è piuttosto controversa. La Costituzione si ispira al "compromesso di Ioannina", una formula adottata nel 1994 che è rimasta valida fino all'entrata in vigore della nuova ponderazione dei voti decisa dal trattato di Nizza. La dichiarazione della Conferenza intergovernativa, allegata al trattato costituzionale, contiene un progetto di decisione relativa all'attuazione dell'articolo I-25.

Questa decisione è intesa a facilitare la transizione fra l'attuale sistema istituito dal trattato di Nizza, basato sull'attribuzione dei voti ponderati agli Stati membri, e il nuovo sistema della doppia maggioranza. Essa dovrebbe essere adottata dal Consiglio il giorno dell'entrata in vigore della Costituzione.

La decisione prevede che il Consiglio continui a deliberare sull'adozione di un atto qualora alcuni membri del Consiglio lo chiedano. Per potersi valere di tale diritto essi devono rappresentare:

Questa disposizione si applica quindi unicamente qualora la maggioranza qualificata raggiunta sia piuttosto ristretta.

In tal caso il Consiglio si adopera nei limiti dei propri poteri per raggiungere, entro un termine ragionevole, una soluzione soddisfacente per alcuni Stati membri. Il presidente del Consiglio, la Commissione e gli altri membri del Consiglio offrono il loro pieno appoggio per conseguire un accordo più ampio.

Tale richiesta, tuttavia, non può in alcun caso influire sui termini fissati dal trattato costituzionale (ad esempio, se la Costituzione prevede che il Consiglio debba decidere entro una determinata scadenza), dal diritto dell'Unione o dal regolamento interno del Consiglio. La decisione non costituisce pertanto un potere di veto.

All'atto pratico questa decisione non avrà probabilmente grandi conseguenze, in quanto il Consiglio, nella sua attività quotidiana, cerca sempre di raggiungere l'accordo più ampio possibile e spesso ottiene un consenso senza ricorrere a un voto formale. Il compromesso di Ioannina, d'altro canto, è stato applicato molto raramente. Questa clausola rappresenta pertanto un impegno politico da parte degli Stati membri a non mettere in minoranza Stati membri se esiste la possibilità di conseguire un accordo più ampio.

La decisione prenderà effetto il 1° novembre 2009, giorno dell'introduzione del nuovo sistema di doppia maggioranza, e resterà in vigore almeno fino al 2014. Dopo tale data il Consiglio potrà abrogarla con una decisione europea, ossia mediante un voto a maggioranza qualificata.

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TABELLA RIEPILOGATIVA

Articoli Argomento Osservazioni
I-25 Maggioranza qualificata Nuove disposizioni
Protocollo sulle disposizioni transitorie relative alle istituzioni e agli organi dell'Unione Ponderazione dei voti al Consiglio europeo e al Consiglio dei ministri fino al 2009 Disposizioni transitorie

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Queste schede non vincolano giuridicamente la Commissione europea, sono esclusivamente informative e non intendono fornire un'interpretazione autentica del testo della Costituzione.


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