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LA COSTRUZIONE EUROPEA ATTRAVERSO I TRATTATI >

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La Conferenza intergovernativa 2003/2004


I negoziati durante la Presidenza italiana


La fase preliminare

I partecipanti
Il metodo di lavoro
Il ruolo dei giuristi

La procedura di apertura

Il parere della Commissione
Il parere della Banca centrale europea
La risoluzione del Parlamento europeo
Il parere del Comitato delle regioni
Il parere del Comitato economico e sociale europeo
La decisione del Consiglio di convocare la CIG

L'appuntamento di Roma: apertura formale dei negoziati

La prima sessione ministeriale
La seconda sessione ministeriale
Il Consiglio europeo di Bruxelles di ottobre 2003
La terza sessione ministeriale
La quarta sessione ministeriale
La quinta sessione ministeriale: « conclave » di Napoli
Un appello al compromesso
La sesta sessione ministeriale
Il Consiglio europeo di Bruxelles di dicembre 2003

Il 18 luglio 2003, a Roma, il presidente della Convenzione europea Valéry Giscard d'Estaing ha consegnato il « progetto di trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa » alla Presidenza italiana dell'Unione europea (UE). Per ultimare il processo di riforma dell'UE non restava che aprire formalmente una Conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, la cosiddetta Conferenza intergovernativa, o più semplicemente « CIG ».

La CIG è stata convocata ufficialmente il 4 ottobre 2003 in occasione di una riunione dei capi di Stato e di governo a Roma. Nel corso della Presidenza italiana i negoziati tra gli Stati membri sono stati condotti, sulla base del testo redatto dalla Convenzione, dai ministri degli Affari esteri in sei sessioni di lavoro. I capi di Stato e di governo si sono incontrati nel quadro della CIG al momento della sua convocazione a Roma e dei Consigli europei di ottobre e dicembre.

La CIG si è limitata ad analizzare le questioni fondamentali, evitando di rinegoziare la totalità del testo della Convenzione. Inizialmente i negoziati avrebbero dovuto chiudersi con il Consiglio europeo di dicembre che segnava la conclusione della Presidenza italiana, ma le divergenze tra gli Stati membri, specie sul futuro sistema di voto al Consiglio, non hanno consentito di trovare un consenso per quella scadenza. Il Consiglio europeo ha quindi chiesto alla Presidenza irlandese di proseguire le consultazioni.

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LA FASE PRELIMINARE

Secondo l' articolo 48 del trattato sull'Unione europea (trattato UE), la Commissione e qualsiasi Stato membro possono sottoporre al Consiglio progetti intesi a modificare i trattati su cui è fondata l'Unione. Tale articolo descrive anche la procedura da seguire: previa consultazione del Parlamento europeo (PE), della Commissione ed eventualmente della Banca centrale europea (BCE), il Consiglio deve esprimere un parere favorevole alla convocazione di una CIG, la quale viene quindi convocata formalmente dal presidente del Consiglio.

Il 20 giugno 2003 il presidente della Convenzione ha presentato il progetto di trattato costituzionale al Consiglio europeo riunito a Salonicco, che lo ha giudicato un « buon punto di partenza » per la CIG. Per sfruttare l'impulso positivo dato dalla Convenzione, e nonostante le reticenze espresse da alcuni paesi che desideravano disporre di più tempo per esaminare il progetto di Costituzione, il Consiglio europeo ha invitato la Presidenza italiana ad avviare la procedura dell'articolo 48 del trattato UE.

Il 1° luglio 2003 la Presidenza italiana ha quindi trasmesso al Consiglio la domanda ufficiale di apertura della CIG. Come raccomandato dal Consiglio europeo di Salonicco, precisava di aver l'intenzione di concludere i negoziati nel dicembre 2003 per far sì che il nuovo trattato potesse essere firmato poco dopo il 1° maggio 2004 (giorno dell'ampliamento a dieci nuovi Stati membri) e in ogni caso prima delle elezioni europee del giugno 2004.

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I partecipanti

Nell'organizzazione dei lavori questa CIG si è differenziata da quelle precedenti. Per la lunghezza dei lavori preparatori condotti dalla Convenzione, la CIG si è tenuta esclusivamente al livello politico più alto, quello dei capi di Stato e di governo, assistiti dai rispettivi ministri degli Affari esteri. Contrariamente alle CIG precedenti, che hanno condotto ai trattati di Maastricht, di Amsterdam e di Nizza , inizialmente non era prevista alcuna riunione tra rappresentanti dei governi o pubblici funzionari.

A livello ministeriale hanno partecipato ai lavori due rappresentanti della Commissione: il commissario Michel Barnier e, dopo la sua partenza, il collega António Vitorino. Quanto al Parlamento europeo, è stato pienamente coinvolto nei lavori con i due rappresentati, i deputati Klaus Hänsch e Iñigo Méndez de Vigo (sostituito a novembre dal collega Elmar Brok). Tutti e tre erano membri attivi della Convenzione europea.

A livello dei capi di Stato e di governo, la Commissione era rappresentata dal suo presidente, Romano Prodi, come pure il Parlamento europeo con l'on. Pat Cox.

I paesi in via di adesione hanno preso parte ai negoziati dal momento che il rispettivo trattato di adesione era stato firmato molto prima del varo della CIG. In questa scheda sintetica il termine « Stati membri » si riferisce anche ai dieci paesi che allora non avevano ancora aderito all'Unione. I governi dei tre paesi candidati, Bulgaria, Romania e Turchia, hanno potuto partecipare alla CIG in veste di osservatori.

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Il metodo di lavoro

Durante l'estate gli Stati membri hanno esaminato le proposte della Convenzione, nella versione definitiva presentata il 18 luglio a Roma alla Presidenza italiana. È subito apparso chiaramente che alcuni punti risultavano problematici per uno o più paesi e che quindi andavano nuovamente discussi nel corso della CIG.

Per agevolare il lavoro e convogliare il flusso delle informazioni, gli Stati membri hanno nominato dei referenti (« focal points »), vale a dire dei pubblici funzionari con un compito prevalentemente amministrativo, che si sono rivelati essenziali per il corretto svolgimento dei negoziati.

Per preparare meglio le discussioni a livello ministeriale, prima dell'apertura formale della CIG la Presidenza ha inviato alle delegazioni una serie di questionari intesi a riassumere le proposte della Convenzione e a raccogliere le richieste delle delegazioni nazionali.

Documento CIG 2/03 PDF : Il ministro degli Affari esteri dell'Unione: punti principali

Documento CIG 9/03 PDF : Questionario sulla funzione legislativa, le formazioni e la Presidenza del Consiglio dei ministri

Le risposte al documento CIG 9/03 (documenti CIG da 10/03 a CIG 35/03) sono disponibili alla voce Documenti delle delegazioni del sito della CIG .

Un terzo questionario relativo alla Commissione e al futuro ministro degli Affari esteri è stato inviato prima della seconda sessione ministeriale .

Nel corso dei negoziati la Presidenza si è tenuta in stretto contatto con le delegazioni e ha organizzato, pressoché in permanenza, degli incontri bilaterali. A livello politico, il presidente del Consiglio europeo, il primo ministro italiano Silvio Berlusconi, e il presidente del Consiglio, il ministro degli Affari esteri italiano Franco Frattini, hanno incontrato i loro colleghi europei al di fuori delle riunioni ufficiali, in particolare nel corso di un « giro delle capitali ».

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Il ruolo dei giuristi

Il progetto di trattato costituzionale, elaborato dalla Convenzione, andava ancora sottoposto ad un approfondito esame giuridico e linguistico per garantire che non contenesse lacune o ambiguità in grado di comportare un rischio giuridico. Trattandosi di questioni di carattere non strettamente politico, la Presidenza ha deciso di rivolgersi ad un gruppo di giuristi, presieduto dal direttore generale del Servizio giuridico del Consiglio Piris. Tale gruppo di lavoro era composto da rappresentanti degli Stati membri, della Commissione e del Parlamento, nonché da osservatori dei tre paesi candidati.

Il gruppo di giuristi ha iniziato i lavori con una rilettura del progetto di Costituzione, facendo riferimento ad un documento elaborato dal Servizio giuridico del Consiglio, recante il testo completo della Convenzione accompagnato da osservazioni di carattere giuridico e da commenti.

Inoltre il gruppo ha esaminato le disposizioni dei trattati di adesione che hanno modificato i trattati esistenti dopo ogni allargamento. Tale esame era volto ad individuare le disposizioni da mantenere e quelle ormai superate (misure transitorie, ecc.). Un lavoro analogo è stato condotto sulle dichiarazioni e sui protocolli allegati ai trattati in occasione delle CIG precedenti.

Alcuni punti sollevati dalle delegazioni nel corso dei negoziati necessitavano di un chiarimento giuridico e tecnico. Per questo motivo, il 4 novembre la Presidenza ha proposto di estendere il mandato del gruppo di giuristi, in modo da chiarire i problemi di formulazione non politici e avanzare più rapidamente.

A fine novembre il gruppo ha presentato i risultati ottenuti nel documento CIG 50/03, contenente il progetto di trattato costituzionale previ adattamenti puramente redazionali e giuridici. Il testo doveva servire da base per i negoziati della CIG. L'addendum 1 conteneva l'esito dell'esame dei protocolli e allegati dei trattati esistenti, nonché dei protocolli elaborati dalla Convenzione.

Il gruppo ha proseguito i lavori pubblicando nel 2000 due addendum concernenti le modifiche apportate dai trattati di adesione e dalle dichiarazioni. A tali documenti hanno fatto seguito l'errata corrige. Tutti i documenti sono disponibili sul sito della CIG .

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LA PROCEDURA DI APERTURA

Il parere della Commissione

Il 17 settembre 2003 la Commissione ha formalmente espresso il suo parere sulla convocazione della CIG. Ha salutato con soddisfazione i risultati conseguiti dalla Convenzione, i quali, a suo avviso, avrebbero dovuto costituire «il punto di partenza dei lavori della CIG », il cui compito era quindi di « migliorare, chiarire e ultimare il progetto di Costituzione ».

La Commissione ha comunque dato alcuni suggerimenti su un numero limitato di punti che potevano essere migliorati, riguardanti principalmente la grandezza e composizione della Commissione, l'estensione del campo d'applicazione del voto a maggioranza qualificata, la semplificazione della procedura di revisione della futura Costituzione, in particolare delle disposizioni attinenti alle politiche dell'UE, nonché il coordinamento delle politiche economiche, specie nei paesi dell'area dell'euro.

Parere della Commissione ai sensi dell'articolo 48 del trattato sull'Unione europea per la riunione di una conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri per una modifica dei trattati: « Una Costituzione per l'Europa PDF »

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Il parere della Banca centrale europea

Ai sensi dell'articolo 48 del trattato sull'UE, era necessario consultare la BCE per le modifiche proposte dalla Convenzione nel campo della politica monetaria. Nel suo parere la BCE ha accolto favorevolmente le proposte della Convenzione suggerendo alcune correzioni, tra cui, in particolare, l'inserimento della stabilità dei prezzi tra gli obiettivi dell'Unione e l'indicazione esplicita dell'indipendenza delle banche centrali nazionali nel testo della Costituzione.

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Il parere del Parlamento europeo

Il 24 settembre il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione recante il suo parere formale in vista della convocazione della CIG. Ha riconosciuto l'efficacia del metodo prescelto per la revisione dei trattati e ha invitato la CIG ad approvare il progetto senza compromettere l'equilibrio fondamentale della proposta della Convenzione. Sebbene il Parlamento non condivida tutti i dettagli del testo, ha espresso l'auspicio che quest'ultimo non venga rimesso in discussione.

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Il parere del Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni ha adottato, di propria iniziativa, una serie di proposte intese, in particolare, a consolidare i progressi compiuti nel progetto di trattato in relazione al riconoscimento costituzionale della dimensione locale e regionale dell'UE.

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Il parere del Comitato economico e sociale europeo

In occasione della sessione del 24 e 25 settembre 2004, il Comitato economico e sociale europeo ha preso, di propria iniziativa, posizione sui negoziati della CIG. Il Comitato difende l'equilibrio generale del progetto di trattato costituzionale, ma raccomanda alla CIG di fornire alcune precisazioni e chiarimenti per rafforzare la fiducia e l'impegno dei cittadini e delle organizzazioni della società civile.

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La decisione del Consiglio di convocare la CIG

A seguito dei pareri favorevoli espressi dalla Commissione, dalla BCE e dal Parlamento in merito alla convocazione della Conferenza intergovernativa, il Consiglio « Affari generali » ha formalmente dato il via alla CIG nel corso della sessione del 29 settembre 2003. La data della prima riunione è stata fissata per il 4 ottobre 2003 a Roma. È stato inoltre deciso che in tale occasione il Parlamento avrebbe preso parte ai lavori.

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L'APPUNTAMENTO DI ROMA: APERTURA FORMALE DEI NEGOZIATI

Per l'apertura solenne della Conferenza, i capi di Stato e di governo si sono incontrati a Roma, luogo della firma dei trattati costitutivi dell'Unione. Nel corso della riunione si è svolto un dibattito politico generale e uno scambio di vedute sui negoziati. Inoltre, sono state definite le ultime questioni procedurali connesse alla CIG.

In una dichiarazione intitolata « Dichiarazione di Roma » si è ribadita l'importanza del processo d'integrazione e la necessità di adottare un testo costituzionale, quale tappa fondamentale « nel processo volto a rendere l'Europa più coesa e più influente, più trasparente e democratica, più efficiente e vicina ai cittadini ».

Documento CIG 3/03 PDF : « Dichiarazione di Roma » dei capi di Stato e di governo, del presidente del Parlamento e del presidente della Commissione in occasione dell'apertura della CIG

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La prima sessione ministeriale - 4 ottobre 2003

Dopo l'apertura dei negoziati da parte dei capi di Stato e di governo si è tenuta la prima sessione di lavoro dei ministri degli Affari esteri. La Presidenza ha presentato un documento contenente le risposte date dalle delegazioni al questionario sulla funzione legislativa, le formazioni e la presidenza del Consiglio. Il testo è servito da base per i dibattiti della prima riunione. La Presidenza ha osservato come la maggior parte delle delegazioni fosse contraria ad un " Consiglio legislativo ". Quanto alle formazioni del Consiglio, la Presidenza ha suggerito alcune opzioni per un'eventuale soluzione di compromesso.

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La seconda sessione ministeriale - 14 ottobre 2003

Prima della seconda riunione della CIG, la Presidenza italiana ha inviato alle delegazioni un nuovo questionario relativo alla Commissione e al futuro ministro degli Affari esteri.

Alcuni Stati membri avevano formulato la richiesta di modificare le proposte avanzate dalla Convenzione in merito alla Commissione. Con una serie di domande specifiche rivolte alle delegazioni, la Presidenza italiana ha cercato di valutare la possibilità di giungere ad un compromesso.

Altrettanto necessario era chiarire la posizione del ministro degli Affari esteri .
Sulla base del documento CIG 2/03, fatto circolare prima dell'apertura della CIG, la Presidenza ha posto alcune domande relative allo status di tale ministro all'interno delle due istituzioni (« doppio cappello »), specie in considerazione del principio di collegialità in vigore alla Commissione.

Documento CIG 6/03 PDF : Preparazione della riunione ministeriale della CIG del 14 ottobre 2003: questionari (Commissione e ministro degli Affari esteri)

Al di là di questi due temi, è stata anche ripresa la discussione avviata il 4 ottobre sulle presidenze di turno delle formazioni del Consiglio. In vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 16 e 17 ottobre 2003, i ministri hanno inoltre affrontato le altre questioni istituzionali, quali la composizione del Parlamento europeo, il Consiglio europeo e il relativo presidente, nonché la spinosa questione della definizione della maggioranza qualificata. La cena di lavoro è stata invece dedicata ai temi relativi alla difesa, specie le cooperazioni strutturate e la clausola di solidarietà.

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Il Consiglio europeo di Bruxelles - 16 e 17 ottobre 2003

La riunione del Consiglio europeo si è articolata in due parti: la prima dedicata alla CIG e la seconda ai dossier di competenza del Consiglio europeo. Nel pomeriggio della prima giornata i capi di Stato e di governo hanno discusso le questioni istituzionali preparate dai ministri degli Affari esteri in occasione della loro precedente riunione: la composizione del Parlamento europeo, il ruolo del Consiglio europeo e del suo presidente, il calcolo della maggioranza qualificata. Durante la cena sono stati affrontati gli argomenti legati alla difesa.

L'obiettivo della riunione non era tanto quello di ricercare soluzioni concrete ai punti dibattuti, quanto di far emergere i grandi orientamenti per il proseguimento dei negoziati a livello ministeriale. In questa fase la Presidenza aveva previsto di proseguire le consultazioni bilaterali, senza però rendere pubbliche proposte concrete.

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La terza sessione ministeriale - 27 ottobre 2003

In vista di questa riunione la Presidenza ha preparato tre documenti distinti.
Due vertevano sulle questioni non istituzionali (comprese quelle economiche e finanziarie), nonché sul campo d'applicazione del voto a maggioranza qualificata. Tali documenti indicavano i punti che le delegazioni desideravano ancora discutere. Il terzo documento conteneva una nuova proposta per la presidenza e le diverse formazioni del Consiglio.

Nel documento dedicato alle questioni non istituzionali la Presidenza ha esposto tutti gli aspetti ancora da definire, in particolare il preambolo, i valori e obiettivi dell'Unione, la Carta dei diritti fondamentali, le finanze e la procedura di bilancio, la politica economica e finanziaria, la giustizia e gli affari interni, le relazioni esterne, la revisione dei trattati e numerosi punti relativi alle altre politiche dell'Unione. La Presidenza aveva contato complessivamente 91 punti sollevati da una o più delegazioni.

Per quanto riguarda le questioni economiche e finanziarie, i ministri dell'Economia e delle Finanze avevano rimesso in discussione alcune proposte della Convenzione durante la loro riunione informale tenutasi a Stresa nel mese di settembre. Le modifiche auspicate dal Consiglio ECOFIN riguardavano in particolare i poteri del Parlamento europeo nell'adozione delle prospettive finanziarie e del regolamento finanziario, nonché quelli della Commissione nell'attuazione della procedura prevista in caso di disavanzi eccessivi.

Documento CIG 37/03 PDF : Questioni non istituzionali; comprese modifiche nel settore economico e finanziario

Relativamente al campo d'applicazione del voto a maggioranza qualificata, la Presidenza ha osservato come alcune delegazioni desiderassero mantenere l'equilibrio cui era giunta la Convenzione, mentre altre estendere la maggioranza qualificata ad ulteriori settori, ed altre ancora ristabilire il voto all'unanimità per le materie più delicate. Alcune delegazioni si sono anche pronunciate contro le cosiddette "clausole passerella".

La quarta sessione ministeriale - 18 novembre 2003

In vista della riunione della CIG del 18 novembre, la Presidenza ha elaborato due documenti riguardanti rispettivamente il futuro ministro degli Affari esteri e le procedure di revisione del prossimo trattato costituzionale.

Per quanto concerne il ministro degli Affari esteri, la Presidenza ha proposto alcune modifiche da apportare al testo della Convenzione per rispondere alle preoccupazioni espresse nel corso della riunione del 14 ottobre. Le correzioni indicate vertevano in particolare sull'indipendenza del futuro ministro, le sue eventuali dimissioni e la coerenza tra PESC e relazioni esterne.

La quinta sessione ministeriale: «conclave» di Napoli - 28 e 29 novembre 2003

Per preparare le discussioni dei ministri in occasione del conclave di Napoli di fine novembre, la Presidenza ha pubblicato un documento contenente alcune riflessioni sulle questioni dibattute. Nell'addendum del documento la Presidenza presentava gli articoli proposti. I due testi tracciavano una specie di bilancio intermedio dei lavori e costituivano il punto di partenza delle discussioni di Napoli.

Nella proposta la Presidenza ha voluto restare fedele al progetto di trattato costituzionale della Convenzione e preservarne i principali equilibri. Per venire incontro agli Stati membri e chiarire certi punti, si è avvalsa di una serie di dichiarazioni che non modificano il testo nella sostanza, ma aprono la via al compromesso.

La Presidenza ha inoltre provveduto ad esporre la situazione delle questioni per le quali non era stato possibile trarre alcuna conclusione, prospettando, ove possibile, una soluzione. Sul sistema di voto a maggioranza qualificata al Consiglio non ha ancora voluto fare alcuna proposta.

A seguito di un giro di vedute, la Presidenza ha ritenuto che le valutazioni degli Stati membri fossero globalmente positive. Tra i punti esaminati figuravano le politiche dell'Unione, nonché la procedura di revisione semplificata della Costituzione. Durante il conclave la Presidenza ha fatto circolare due proposte modificate, una sulla coesione economica, sociale e territoriale e l'altra sul comparto del turismo.

La cena di lavoro della prima giornata è stata essenzialmente dedicata alla politica di difesa. A seguito dell'incontro trilaterale tenutosi tra Germania, Francia e Regno Unito alla vigilia del conclave, i tre paesi hanno presentato alcune nuove proposte sulle modalità della cooperazione strutturata. I commensali sono giunti ad un'intesa di massima, specie sulla cooperazione strutturata e la clausola di difesa reciproca.

Le questioni istituzionali sono state affrontate nella mattinata del 29 novembre. Secondo la Presidenza, la Conferenza ha fatto alcuni passi avanti sulla Commissione e il ministro degli Affari esteri.

Quanto alla questione più controversa, vale a dire la doppia maggioranza al Consiglio , la Conferenza ha discusso il principio stesso ( doppia maggioranza proposta dalla Convenzione o mantenimento del sistema di voto previsto dal trattato di Nizza ) e le diverse proposte di modificare le soglie relative agli Stati e alla popolazione necessarie per l'adozione di un atto. La Presidenza non ha avanzato proposte concrete. Infine, per quanto riguarda il punto spinoso del preambolo, la Presidenza si è limitata a raccogliere le idee, lasciando al Consiglio europeo il compito di decidere in merito.

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Un appello al compromesso

In occasione di una riunione degli ex rappresentanti parlamentari (europei e nazionali) alla Convenzione europea, svoltasi il 5 dicembre 2003 a Bruxelles, il presidente Valéry Giscard d'Estaing ha lanciato un appello alla CIG: « Meglio nessuna Costituzione che una cattiva Costituzione ». Durante la stessa riunione il presidente del Consiglio Franco Frattini ha ribadito che la Presidenza « non avrebbe accettato compromessi al ribasso », ma intendeva continuare a battersi per il progetto della Convenzione.

Anche il Parlamento europeo, nel suo insieme, si è schierato dalla parte del progetto della Convenzione adottando, a larga maggioranza, una risoluzione sui lavori della CIG. Ha rivolto un appello ai capi di Stato e di governo perché proseguano gli sforzi e superino le divergenze al fine di giungere ad un risultato equilibrato e positivo entro il 13 dicembre.

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La sesta sessione ministeriale - 9 dicembre 2003

All'ordine del giorno di questa sessione figuravano soltanto due temi: la difesa e il bilancio. A seguito dell'accordo di massima raggiunto sulla difesa in occasione del conclave di Napoli, la Presidenza ha presentato un nuovo documento che riproponeva il contenuto dell'accorso sotto forma di articoli.

Per le questioni finanziarie , la Presidenza non ha proposto alcun compromesso, volendo mantenere la soluzione avanzata dalla Convenzione per un rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo nella procedura annuale di bilancio.

Durante la riunione i ministri degli Affari esteri non sono riusciti a trovare un compromesso né sulla difesa, né sulle questioni finanziarie. La formulazione degli articoli riguardanti la difesa reciproca creava ancora alcuni problemi, specie ai paesi neutrali che desideravano evitare un'eventuale automaticità. Analogamente, in materia di procedura di bilancio, le proposte avanzate dai diversi interlocutori non risultavano ancora conciliabili.

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Il Consiglio europeo di Bruxelles - 12 e 13 dicembre 2003

A tre giorni dal Consiglio europeo, la Presidenza ha reso pubbliche le sue proposte in un documento accompagnato da due addendum. L'addendum 1 conteneva proposte di articoli, mentre l'addendum 2, pubblicato soltanto alla vigilia del Consiglio europeo, affrontava le questioni ancora aperte: il preambolo, la composizione della Commissione, il voto a maggioranza qualificata e il numero minimo di seggi al Parlamento europeo. Tale documento non conteneva alcuna proposta concreta, ma si limitava a suggerire alcuni spunti di riflessione per un compromesso finale.

La Conferenza intergovernativa doveva essere preceduta dall'abituale riunione trimestrale del Consiglio europeo. Scrupolosamente preparata, tale riunione è durata soltanto la mattinata del 12 dicembre.

La prima sessione della Conferenza intergovernativa si è aperta nella serata con un primo giro di vedute. Poco dopo, la riunione è stata tolta per consentire alla Presidenza di incontrare le delegazioni separatamente in riunioni cosiddette « confessionali ». Tali incontri, strettamente confidenziali, dovevano aiutare la Presidenza a ricercare eventuali possibilità di compromesso. Iniziati nel corso del pomeriggio, tali incontri bilaterali sono proseguiti fino a notte inoltrata.

Anche la mattinata di venerdì, 13 dicembre è stata dedicata alle riunioni « confessionali ».
Durante la colazione di lavoro è emerso chiaramente che le posizioni delle delegazioni restavano inconciliabili sulla questione del voto al Consiglio. Alcune delegazioni erano favorevoli alla proposta della Convenzione, mentre altre difendevano il sistema del trattato di Nizza. Analogamente, le proposte informali per un'eventuale modifica delle soglie previste per una maggioranza qualificata non risultavano accettabili per tutti.

In questa situazione di stallo, la Presidenza non ha quindi potuto elaborare una proposta equilibrata e universalmente condivisibile. Non restava quindi che constatare l'impossibilità di trovare un accordo globale. La Conferenza intergovernativa ha quindi rilasciato una dichiarazione, nella quale constatava il fallimento dei negoziati ed incaricava la Presidenza irlandese di proseguire le consultazioni:

« Il Consiglio europeo ha preso atto dell'impossibilità per la Conferenza intergovernativa di raggiungere, nella fase attuale, un accordo globale sul progetto di trattato costituzionale. Si chiede alla Presidenza irlandese di effettuare, sulla base di consultazioni, una valutazione delle prospettive di progresso e di riferire al Consiglio europeo di marzo. »

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