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Commissione europea - Dichiarazione

Equa mobilità dei lavoratori: bene l'accordo sull'Autorità europea del lavoro

Strasburgo, 14 febbraio 2019

La Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto oggi un accordo provvisorio sulla proposta della Commissione di istituire un'Autorità europea del lavoro (ELA). Il Presidente Juncker ha annunciato per la prima volta l'istituzione di un'Autorità europea del lavoro nel settembre 2017. Questa nuova autorità dell'UE sosterrà la mobilità equa dei lavoratori all'interno dell'UE, consentendo ai cittadini e alle imprese di cogliere le opportunità offerte dal mercato unico, sostenendo nel contempo la collaborazione tra le autorità nazionali anche nella prevenzione e nel contrasto delle frodi e degli abusi sociali. Il Presidente Juncker ha accolto con favore l'accordo dichiarando:

"Con il pilastro europeo dei diritti sociali abbiamo integrato una forte dimensione sociale nel futuro dell'Unione europea. Oggi abbiamo compiuto un altro grande passo avanti per concretizzare il nostro impegno per un'Europa più sociale. Attualmente 17 milioni di europei vivono o lavorano in un altro Stato membro dell'UE: è ora che un'Autorità europea del lavoro sostenga i cittadini mobili, faciliti il lavoro degli Stati membri e garantisca la fiducia nel nostro mercato unico e la sua equità. Negli ultimi anni abbiamo compiuto numerosi progressi nel rendere più eque le norme per la mobilità dei lavoratori. La nuova Autorità ci aiuterà a farle funzionare nella pratica." 

Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha aggiunto:

"Ho sempre affermato che abbiamo bisogno di norme chiare, eque e applicabili in materia di mobilità dei lavoratori. L'accordo di oggi sull'Autorità europea del lavoro si pone a coronamento di un mercato del lavoro europeo equo. Sarà funzionale al duplice obiettivo di aiutare le autorità nazionali a combattere le frodi e gli abusi e facilitare la mobilità per i cittadini.

L'accordo odierno è il risultato di negoziati molto costruttivi e rapidi, che dimostrano che l'Europa può decidere e agire rapidamente per affrontare i problemi. Desidero ringraziare il relatore del Parlamento europeo Jeroen Lenaers e la presidenza rumena che ha agito a nome del Consiglio. L'accordo dovrebbe ora essere confermato rapidamente per far sì che l'Autorità europea del lavoro possa avviare le sue attività quest'anno ed essere presto pienamente operativa. Si tratta di un passo fondamentale per un'Europa più sociale ed equa."

Prossime tappe

L'accordo sarà presentato al Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) del Consiglio per l'approvazione. Una volta ottenuta l'approvazione dei rappresentanti permanenti degli Stati membri, l'accordo sarà sottoposto al voto definitivo del Parlamento europeo riunito in seduta plenaria.

Contesto

Il presidente Juncker ha proposto per la prima volta di istituire un'Autorità europea del lavoro nel discorso sullo stato dell'Unione pronunciato dinanzi al Parlamento europeo il 13 settembre 2017: "Dobbiamo fare in modo che all'applicazione equa, semplice ed efficace di tutte le norme dell'UE sulla mobilità dei lavoratori provveda un nuovo organo europeo di ispezione e controllo. Sembra assurdo avere un'autorità bancaria che sovrintende alle norme bancarie, ma non un'autorità del lavoro comune per il nostro mercato unico."

Circa 17 milioni di cittadini europei vivono o lavorano attualmente in un altro Stato membro, il doppio rispetto a dieci anni fa. L'UE ha sviluppato un ampio corpus legislativo che disciplina diversi aspetti della mobilità, tra cui il distacco dei lavoratori e il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Applicare in modo efficace le norme dell'UE in tutti gli Stati membri richiede tuttavia una cooperazione e uno scambio strutturati tra le autorità nazionali competenti, oltre a risorse per attività comuni, come l'organizzazione di ispezioni congiunte o la formazione di personale nazionale per la gestione delle controversie transfrontaliere. 

Per affrontare tali questioni, l'Autorità europea del lavoro (ELA), proposta dalla Commissione nel marzo 2018, svolgerà i seguenti compiti:

· sosterrà gli Stati membri nel fornire informazioni e servizi ai cittadini e alle imprese;

· agevolerà la cooperazione e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e li sosterrà attraverso ispezioni concertate e congiunte per combattere gli abusi, le frodi e il lavoro non dichiarato;

· svolgerà un ruolo di mediazione tra gli Stati membri in caso di controversie.

L'Autorità del lavoro avrà la responsabilità di sostenere la rete europea di servizi per l'impiego (EURES) e si farà carico, rafforzandole, delle attività della piattaforma europea per il rafforzamento della cooperazione volta a contrastare il lavoro non dichiarato.

Le sue attività riguarderanno le norme sulla mobilità e sul distacco dei lavoratori, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e la legislazione specifica nel settore dei trasporti su strada.

Non saranno create nuove competenze a livello dell'UE e gli Stati membri rimarranno pienamente responsabili dell'applicazione delle norme in materia di lavoro e sicurezza sociale. Il valore aggiunto dell'Autorità consiste nel fatto che agevolerà la cooperazione tra gli Stati membri, semplificherà le strutture esistenti e fornirà sostegno operativo per garantire un'applicazione più efficiente delle norme, a vantaggio dei cittadini, delle imprese e delle autorità nazionali. 

Questa semplificazione apporterà anche vantaggi finanziari, dato che la razionalizzazione degli organi esistenti a livello dell'UE consentirà di risparmiare. Inoltre, con il sostegno dell'Autorità europea del lavoro, gli Stati membri potranno recuperare i contributi di sicurezza sociale in modo più efficiente e completo di quanto non avvenga ora. Infine, fornendo sostegno tecnico e logistico, l'Autorità ridurrà l'onere a carico degli Stati membri. A questo proposito, i vantaggi economici dovrebbero compensare molti dei costi operativi dell'Autorità, il cui bilancio annuale stimato sarà di circa 50 milioni di €. Essa avrà un organico di circa 140 persone, di cui 60 esperti distaccati dai rispettivi Stati membri, anche nel ruolo di funzionari nazionali di collegamento.

Per ulteriori informazioni

Scheda informativa: Pilastro europeo dei diritti sociali – Verso un'equa mobilità dei lavoratori: istituire un'Autorità europea del lavoro

MEMO: Domande e risposte sull'Autorità europea del lavoro (in seguito all'accordo provvisorio del 5 febbraio 2019)

Comunicato stampa: La Commissione adotta le proposte relative a un'Autorità europea del lavoro e all'accesso alla protezione sociale

Marianne Thyssen su Facebook e Twitter

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