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Commissione europea - Dichiarazione

Dichiarazione della Commissione europea in occasione della Giornata internazionale della donna 2019

Bruxelles, 7 marzo 2019

"L'uguaglianza è un valore fondamentale dell'Unione europea e un principio per il quale continueremo a batterci. La parità tra donne e uomini non fa eccezione.

Per le donne e le ragazze l'Europa è uno dei luoghi più sicuri e più equi al mondo. Nell'UE il numero delle donne che lavorano ha raggiunto livelli eccezionalmente elevati e, oggi, sempre più donne occupano posizioni di potere. Possiamo esserne fieri.

Questo tuttavia non significa aver già centrato l'obiettivo o che questi risultati debbano esser dati per scontati. Anche in Europa molte donne devono ancora fare i conti con sfide, disparità e minacce nella vita di tutti i giorni: abusi e molestie, stipendi più bassi, minori opportunità di lavoro e di carriera. Una cosa inaccettabile.

Ciò che è particolarmente preoccupante è la banalizzazione della retorica dell'odio in chiave sessista, specialmente online, ma anche nel dibattito pubblico. Le parole contano perché possono portare all'azione e possono essere il primo passo verso la disparità di trattamento o addirittura la violenza fisica. Ci appelliamo a tutti gli Stati membri dell'Unione affinché esercitino una tolleranza zero sui discorsi di incitamento all'odio e su tutte le forme di violenza e di discriminazione nei confronti delle donne.

Molte delle disuguaglianze tuttora presenti riguardano il posto delle donne nel mondo del lavoro. Dando reali possibilità di scelta alle famiglie su come organizzare la loro vita professionale e privata, le nuove norme dell'UE sull'equilibrio tra attività professionale e vita familiare contribuiranno ad aumentare la presenza delle donne nel mondo del lavoro. Le donne e gli uomini che lavorano potranno disporre, su base paritaria, di nuove opportunità di condivisione delle responsabilità di assistenza verso i figli e i familiari. In tal modo aumenteranno anche le opportunità per le donne di trovare un lavoro corrispondente al loro livello di istruzione e di ambizione. Sbloccare questo potenziale sarebbe il miglior volano economico per poter dare slancio alle nostre economie.

Le donne sono ancora sottorappresentate in politica. Per le prossime elezioni europee vorremmo che in tutta l'Unione più donne non solo si recassero ai seggi, ma si presentassero anche come candidate per poi essere elette. La Commissione chiede inoltre che le donne siano maggiormente rappresentate al più alto livello di tutte le istituzioni europee, anche come commissarie. In questo senso l'attuale Commissione è stata d'esempio: oggi, infatti, conta ben nove commissarie e quasi il 40 % dei nostri posti dirigenziali è occupato da donne.

La parità di genere è anche al centro del nostro impegno costante con i paesi partner in tutto il mondo. L'UE si batte per accelerare gli sforzi tesi alla realizzazione di tale parità nei vari ambiti della sua azione esterna, nel quadro dell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Ovunque nel mondo siamo sempre fortemente decisi ad attuare azioni di contrasto a tutte le forme di violenza sulle donne e le ragazze, anche quelle vittime della guerra, della povertà o degli sfollamenti, ad esempio tramite l'iniziativa globale Spotlight, attuata congiuntamente alle Nazioni Unite. Ci impegniamo a garantire a tutte pari accesso ai servizi sanitari, all'istruzione e all'emancipazione economica e a dar loro l'opportunità di diventare artefici del loro futuro. Non smetteremo mai di combattere per una vera uguaglianza per tutti all'interno e all'esterno dell'Unione europea per far sì che i progressi finora realizzati non siano vanificati."

Contesto

Nell'Unione, grazie all'accordo recentemente raggiunto sulla direttiva relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare, i padri avranno diritto ad almeno 10 giorni di congedo al momento della nascita di un figlio. Il congedo parentale di quattro mesi diventerà inoltre un diritto individuale delle madri e dei padri e, in quanto tale, non trasferibile all'altro genitore: un potente incentivo affinché anche gli uomini vi facciano ricorso. Nell'Unione, sia le donne che gli uomini potranno usufruire di un congedo di cinque giorni come "prestatori di assistenza" in caso di malattia di un familiare che dipende dalle loro cure.

Adoperandosi per attuare tutte queste iniziative, la stessa Commissione sta dando il buon esempio. All'inizio del mandato, il Presidente Jean-Claude Juncker aveva fissato un obiettivo di almeno il 40 % di donne tra i dirigenti della Commissione, da raggiungere entro il 1° novembre 2019. Grazie alle varie misure finora adottate, l'obiettivo sta per essere raggiunto, con il 39,6 % dei posti dirigenziali all'interno della Commissione che, al 1° febbraio 2019, risultava occupato da donne.

Come indicato nella seconda relazione sui progressi compiuti in questo settore, la Commissione europea ha promosso l'accesso effettivo alla giustizia e l'affermazione dei diritti delle donne e delle ragazze vittime della tratta. In collaborazione con la Commissione europea, l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) ha pubblicato, in occasione della Giornata dell'UE contro la tratta di esseri umani, una guida pratica destinata agli operatori per l'attuazione della direttiva anti-tratta nell'ottica specifica della parità di genere.

La politica di coesione dell'UE sostiene direttamente la parità di genere dando supporto all'imprenditoria femminile e migliorando la qualità e l'accesso ai servizi di assistenza all'infanzia. Per il periodo 2014-2020 è stato programmato un finanziamento pari a 1,23 miliardi di € a favore di infrastrutture educative e di assistenza alla prima infanzia.

L'Europa ha bisogno di una maggior presenza femminile in campo scientifico. Nel quadro del programma di ricerca e innovazione dell'UE Orizzonte 2020, la Commissione europea sostiene gli enti di ricerca e le università nel predisporre piani per la parità di genere. Tali piani miglioreranno le condizioni affinché un maggior numero di scienziate possa dedicarsi alla ricerca e all'innovazione.

L'iniziativa "Le donne e i trasporti – Piattaforma UE per il cambiamento" intende aumentare l'occupazione femminile e le pari opportunità nel settore dei trasporti e in tutti i modi di trasporto, servendo anche da piattaforma di scambio delle buone prassi.

La Commissione ha pubblicato oggi il rapporto "She Figures" ("Dati al femminile") che monitora il livello dei progressi compiuti verso la parità di genere nella ricerca e nell'innovazione nell'Unione europea. In Europa, secondo il rapporto, il numero delle donne che intraprendono un percorso professionale nel mondo della ricerca è in lieve aumento. Le donne, tuttavia, restano di gran lunga sottorappresentate e, ad oggi, le loro potenzialità non sono né pienamente riconosciute né valorizzate.

La Commissione europea incoraggia le donne a svolgere un ruolo più attivo nell'era digitale e offre loro i mezzi per farlo tramite numerose iniziative, quali la campagna No women no panel e la parità di genere promossa nell'ambito del programma MEDIA di Europa creativa. La presenza delle donne nei settori tecnologici darà inoltre impulso all'economia e permetterà una loro piena partecipazione alla società.

L'UE pone la parità di genere al centro della sua azione esterna grazie a numerosi partenariati con partner multilaterali e regionali. Nel settembre 2018, nell'ambito del G7, l'UE e il Canada hanno organizzato congiuntamente la prima riunione in assoluto delle ministre degli Esteri che, in tale occasione, si sono impegnate a creare una rete tra i governi e tra le organizzazioni della società civile per promuovere il processo verso la parità di genere e i diritti delle donne e delle ragazze, nonché ad adoperarsi per attuare gli impegni già assunti.

L'iniziativa Spotlight, varata dalla Commissione europea in collaborazione con le Nazioni Unite, affronta il problema della violenza di genere a livello globale. Molti programmi nazionali sono già stati avviati, ad esempio in America latina e nella regione del Pacifico, mentre in Africa se ne prevede l'avvio a breve.

Nel quadro del dialogo regionale sull'emancipazione della donna dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) è stato istituito un meccanismo per monitorare i progressi compiuti dagli Stati membri dell'UpM verso la parità di genere. Di recente, inoltre, è stato firmato un contratto di sovvenzione di 3,24 milioni di € con l'iniziativa femminista EuroMed per varare una campagna regionale mirante a contrastare e prevenire la violenza sulle donne e sulle ragazze nei paesi del vicinato meridionale. Lo scorso anno, nel quadro del Fondo fiduciario regionale dell'UE in risposta alla crisi siriana, sono state avviate due importanti iniziative volte, da un lato, a rafforzare la resilienza delle donne siriane e delle comunità ospitanti in Iraq, Giordania e Turchia, dall'altro a migliorare l'accesso alla protezione e ai servizi per le donne rifugiate, gli sfollati interni e le comunità ospitanti e ad ampliare la loro partecipazione.

Per ulteriori informazioni

Spotlight: un'azione dell'UE per le donne

Indice EIGE sull'uguaglianza di genere

Scheda informativa: A Year of Focused Action to Stop Violence against Women ("Un anno di azioni mirate per fermare la violenza sulle donne") (disponibile, solo in inglese, anche in edizione stampabile)

Consultazione pubblica sulle norme dell'UE che applicano il principio del trattato della "parità di retribuzione", aperta fino al 5 aprile 2019

Invito a presentare proposte per prevenire e combattere la violenza di genere e la violenza contro i minori, i giovani e le donne, aperto fino al 19 giugno 2019

Raccolta di dati sulla tratta di esseri umani nell'UE, 2018

STATEMENT/19/1494

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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