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Commissione europea

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Jean-Claude Juncker

Candidato alla carica di Presidente della Commissione europea

Un nuovo inizio per l'Europa – Il mio programma per l'occupazione, la crescita, l'equità e il cambiamento democratico

Plenaria del Parlamento europeo

Strasburgo, 15 luglio 2014

Oggi Jean-Claude Juncker è stato eletto Presidente della Commissione europea, con una forte maggioranza di 422 voti, durante la plenaria del Parlamento europeo. Dopo essere stato proposto come candidato alla carica di Presidente della Commissione dal Consiglio europeo del 27 giugno 2014, Jean-Claude Juncker aveva bisogno di una maggioranza di 376 voti al Parlamento europeo. Prima del voto ha presentato i suoi orientamenti politici per la prossima Commissione europea, contenuti in un documento intitolato "Un nuovo inizio per l'Europa – Il mio programma per l'occupazione, la crescita, l'equità e il cambiamento democratico". Oggi Jean-Claude Juncker è stato eletto sulla base di questi orientamenti. Di seguito i punti più salienti dell'intervento del candidato alla carica di Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker:

Voglio lavorare per un'Unione che sia impegnata sul fronte della democrazia e delle riforme, che non sia onnipresente, ma che operi a favore dei cittadini e non contro di essi. Voglio lavorare per un'Unione in grado di ottenere risultati.

La mia priorità principale, che sarà anche il filo conduttore di tutte le proposte presentate, consisterà nel rilanciare la crescita in Europa e nel reinserire le persone nel mercato del lavoro. A tal fine, nei primi tre mesi del mio mandato presenterò un pacchetto per l'occupazione, la crescita e gli investimenti per mobilitare altri 300 miliardi di euro di investimenti nell'arco dei prossimi tre anni.

Le PMI sono la colonna portante della nostra economia e creano l'85% dei nuovi posti di lavoro in Europa. Abbiamo il dovere di sgravarle da regolamentazioni onerose.

È nell'interesse di tutti che l'energia non venga usata come strumento politico. È giunto il momento per l'Europa di diventare autonoma, facendo confluire le risorse, integrando le infrastrutture e unendo il potere contrattuale degli Stati membri.

Il salvataggio dell'euro era necessario, ma carente dal punto di vista sociale. Ritengo inaccettabile che il peso dei programmi di riforma strutturali gravi su lavoratori e pensionati, mentre armatori e speculatori si arricchiscono ancora di più. In futuro dobbiamo poter sostituire la troika con una struttura che abbia maggiore legittimità democratica e garantire una valutazione approfondita dell'impatto sociale per ogni nuovo programma di sostegno.

Voglio un accordo di libero scambio realistico e equilibrato con gli Stati Uniti, ma non intendo immolare sull'altare del libero scambio le norme europee in materia di sicurezza, salute, protezione sociale e protezione dei dati oppure la nostra diversità culturale.

La politica europea della migrazione deve essere maggiormente improntata alla solidarietà. Intensificherò la cooperazione con i paesi terzi perché siano prese misure più energiche nei confronti della migrazione irregolare e promuoverò una nuova politica europea sulla migrazione legale affinché l'Europa diventi una delle destinazioni favorite dei talenti.

Sono fermamente convinto che dobbiamo procedere insieme come Unione, ma non dobbiamo necessariamente viaggiare tutti alla stessa velocità. Alcuni di noi potrebbero essere già arrivati a destinazione. Sono sempre stato pronto, e lo rimarrò anche in futuro, ad ascoltare le preoccupazioni dei singoli Stati membri e a contribuire a individuare opportune soluzioni.

L'equilibrio di genere non è un lusso, bensì un dovere politico, e dovrebbe essere evidente a tutti, in particolare ai leader degli Stati membri quando dovranno proporre un candidato al ruolo di Commissario, a riprova dell'impegno dei loro governi a favore di un approccio nuovo e più democratico in questa fase di cambiamento.

“Questa volta è diverso” era il motto scelto dal Parlamento europeo per la campagna elettorale. Dimostriamo insieme che oggi siamo in grado di far diventare questa promessa una realtà. Dimostriamo al resto del mondo che unendo le nostre forze possiamo far ripartire l'Europa su nuove basi.


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