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Un rinascimento industriale per la crescita e il lavoro

European Commission - SPEECH/14/48   22/01/2014

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European Commission

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Antonio TAJANI

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell’Industria e Imprenditoria

Un rinascimento industriale per la crescita e il lavoro

Conferenza stampa / Bruxelles

22 Gennaio 2014

Introduzione

Voglio innanzitutto ringraziare il Presidente Barroso per il suo forte impegno a favore della competitività industriale, come dimostra anche la sua presenza oggi.

Con questa Comunicazione, la Commissione vuole dare il suo contributo in vista del Consiglio europeo di marzo dedicato all'industria e al clima, ribadendo l'impegno già indicato nelle precedenti comunicazioni a fare di più per la competitività delle nostre imprese.

Oggi chiediamo anche, con forza, agli Stati e alle regioni di cambiare passo, e di fare la loro parte per rilanciare l'industria.

La Comunicazione, infatti, indica chiaramente che per re industrializzare l'Europa dobbiamo mettere l'industria in cima all'agenda e avere politiche Ue e nazionali coerenti.

Le risorse comunitarie, cosi come le azioni per il mercato interno, l'energia, le infrastrutture, la sostenibilità, la concorrenza, il commercio, la ricerca, l'innovazione o la formazione, dovranno concorrere alla competitività industriale in quanto fattore chiave per la crescita e l'occupazione.

Per cui, si riconosce la centralità delle misure a favore dell'industria nel quadro della strategia Europa 2020.

Fermare il declino industriale

L'Ue deve invertire il declino industriale iniziato negli anni 90. Questo processo ha avuto un'accelerazione con la crisi, portandoci al 15.1% di PIL legato alla manifattura e, a oltre 3.5 milioni di posti persi nell'industria.

Nell'ultimo decennio gli investimenti in Europa sono diminuiti di 350 miliardi, dimezzando la nostra quota globale dal 40% al 20%. Il baricentro della produzione manifatturiera si è spostato verso i paesi emergenti, con la Cina ormai vicino al sorpasso sull'Ue.

Questo declino è dannoso per l'economia. Difatti, l'80% dell'innovazione e dell'export vengono dall'industria e, per ogni posto nel manifatturiero se ne creano fino a due nei servizi. Per questo i paesi che hanno meglio retto alla crisi sono quelli con una base industriale solida.

Un'industria più moderna e sostenibile

Come rilevato dal Presidente Barroso, Non è caso se la strategia per un rinascimento industriale sia stata adottata insieme al pacchetto clima - energia.

E' essenziale che i target ambiziosi di riduzione delle emissioni vadano di pari passo all'obiettivo di un 20% di PIL legato al manifatturiero. Siamo, infatti, convinti che un'industria efficiente, moderna e competitiva, che abbia accesso a energia e materie prime a prezzi ragionevoli, sia la prima risposta ai problemi di sostenibilità e sicurezza energetica che abbiamo davanti.

Il pacchetto di oggi è ambizioso ma equilibrato, con un buon matrimonio tra industria e ambiente.

La Commissione lavorando su 4 direttrici: (i) credito, (ii) accesso ai mercati, (iii) formazione, (iv) più investimenti in innovazione vicina al mercato.

In tempi di risorse limitate, abbiamo individuato alcune aeree tecnologiche prioritarie ad alta potenzialità e con ricadute su tutti i comparti, inclusi quelli più tradizionali: bio-economia, tecnologie abilitanti fondamentali, veicoli puliti, smart grid, materie prime, costruzioni sostenibili, tecnologie avanzate per il manifatturiero e lo spazio.

Questi settori sono anche essenziali per rafforzare la nostra capacità innovativa nell'economia verde da cui dipendono milioni di nuovi posti di lavoro. Ad esempio, la bioeconomia, le nanotecnologie, i nuovi materiali o le smart grid, sono indispensabili per fonti rinnovabili competitive; cosi come auto ed edifici verdi danno un contributo essenziale a risparmio energetico e lotta alle emissioni; e il sistema di osservazione della terra Copernicus avrà un ruolo chiave per monitorare i cambiamenti climatici.

Più risorse per la rivoluzione industriale in atto

Questa rivoluzione industriale, di cui l'Europa vuole essere leader, necessità d'ingenti investimenti.

Per questo, la Comunicazione di oggi prevede un maggiore utilizzo di risorse Ue, fondi regionali, Orizzonte 2020, Cosme, in sinergia con i prestiti della BEI, per fare da volano a investimenti privati e facilitare acceso al credito e venture capital.

Sono previsti oltre 100 miliardi di fondi regionali fino al 2020 per investimenti nelle aree strategiche identificate dalla Commissione.

Sarà anche possibile, per la prima volta, sommare ai fondi regionali oltre 40 miliardi di Orizzonte 2020 per progetti industriali vicini al mercato.

Uno Stato alleato del business

Il cambiamento più profondo che deve fare l'Europa riguarda il contesto in cui operano le imprese e i rapporti con le pubbliche amministrazioni.

I risultati della direttiva sui ritardi di pagamento dimostrano che l'Ue può svolgere un ruolo più incisivo.

Per questo proponiamo un nuovo Small Business Act che preveda veri vincoli legali: 3 giorni e 100 euro per avviare un'impresa, 30 giorni per ottenere una licenza, tempi più brevi per recuperare un credito.

Inoltre, attraverso azioni come REFIT, la Commissione s'impegna a una riduzione ulteriore del carico amministrativo, anche rafforzando il test di competitività, l'analisi cumulata dei costi ed il fitness check prima e dopo l'adozione di misure normative. Molta burocrazia e norme anti business dipendono da Stati ed enti locali. Per cui, chiediamo misure analoghe anche a livello nazionale e regionale.

Entro il 2014, la Commissione proporrà una strategia per migliorare l'efficienza delle Amministrazioni.

Una vera diplomazia economica

Da qui al 2015 il 90% della crescita avverrà in paesi terzi. Un maggiore accesso ai mercati internazionali è, dunque, essenziale al rilancio dell'industria.

Dobbiamo puntare su accordi di libero scambio, a cominciare da quello con gli USA.

Siamo la prima potenza economica, industriale e commerciale al mondo. Il nostro saper fare e la qualità dei nostri prodotti sono richiesti ovunque. Dobbiamo saper far valere questa grande forza, con una diplomazia economica che è poi essenziale anche a quella politica.

Oltre agli sbocchi commerciali, è importante assicurarci un accesso alle materie prime e all'energia a prezzi concorrenziali e tutelare la nostra proprietà intellettuale.

Su questa linea dal 2011 ho guidato molte missioni per la crescita con imprese europee per facilitare opportunità di business e formalizzare accordi di cooperazione.

Un vero mercato interno per i prodotti

Il 22% del nostro PIL è legato alla libera circolazione dei prodotti. Questa grande potenzialità potrebbe crescere con una vera armonizzazione delle sanzioni per le violazioni delle norme Ue.

Troppe differenze sono, difatti, ancora presenti a livello nazionale, col rischio che le imprese non rispettino le regole o si stabiliscano nei Paesi con sanzioni più leggere.

Per questo, proponiamo un Regolamento per l'armonizzazione delle sanzioni che garantisca il rispetto delle norme e la concorrenza tra le imprese.

Conclusioni

Non è sufficiente che la Commissione dia centralità alla competitività industriale. Lo stesso deve essere fatto anche dagli Stati Membri.

Gli Stati, ad esempio, devono adottare rapidamente e dare effettiva attuazione alle misure promosse dalla Commissione per realizzare un vero mercato interno delle merci e dei servizi, senza barriere tecniche e con un sistema moderno d'infrastrutture d'interconnessione.

Noi siamo determinati a fare fino in fondo la nostra parte. Ci auguriamo che sia lo stesso per i paesi membri.


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