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La Commissaria Reding si esprime sull'indipendenza della Catalogna

European Commission - SPEECH/14/152   23/02/2014

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Commissione europea

[Fa fede solo il discorso pronunciato]

Viviane Reding

Vicepresidente della Commissione europea, Commissaria per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza

La Commissaria Reding si esprime sull'indipendenza della Catalogna

Dialogo con i cittadini

Barcellona, 23 Febbraio 2014

Riferimento personale e appassionato alla Catalogna

  • Conosco la Catalogna da lungo tempo. Faccio parte dei pochi non catalani insigniti della Creu de St Jordi (Croce di San Giorgio conferita dalla Generalitat de Catalunya). Adoro la lingua catalana. In Europa, solo una lussemburghese estremamente fiera della propria lingua può capire quello che la lingua catalana rappresenta per voi. Forse ricorderete la "dichiarazione Reding" del 1990, con la quale ho promosso lo status della lingua catalana nell'UE. Mi piace anche il vino catalano: ho visitato i vigneti di Penedès e dintorni. Apprezzo enormemente la letteratura catalana e ammiro la vostra architettura, basti pensare alla Pedrera o al suggestivo monastero di Montserrat! In poche parole: amo la Catalogna.

  • So bene che i catalani sono europeisti convinti. Voi, dal canto vostro, conoscete la situazione giuridica. Il problema che devo affrontare oggi è come conciliare questi due aspetti. La legge dice che una Catalogna indipendente non farebbe più parte dell'Unione. Una Catalogna indipendente dovrebbe ripresentare una domanda di adesione all'UE. Per dirlo senza mezzi termini: la Catalogna si troverebbe fuori dall'Unione non appena votata l'indipendenza. Non fareste più parte del sistema dell'euro. Non avreste più la cittadinanza dell'UE. Per farla breve: vi perderei. Ritornare nell'Unione sarebbe un processo lento e di ampio respiro, che richiederebbe lunghi negoziati e l'approvazione unanime di tutti i paesi dell'UE. Sarebbe il progetto di un'intera generazione.

  • Capisco la vostra aspirazione a una maggiore autonomia. Rispetto il vostro desiderio di indipendenza. Personalmente, tuttavia, lo considererei un pessimo risultato: un'Europa senza Catalogna e una Catalogna fuori dall'Unione.

  • Considererei questa situazione particolarmente incresciosa, perché essere uniti è l'unico modo per uscire dalla crisi e consentire a un'Europa più forte di svolgere un ruolo centrale nel mondo: la famiglia europea deve essere solidale per poter sormontare le difficoltà. Questa è la strategia che ha contribuito a riportare l'Europa sulla via della ripresa economica: solidarietà fra gli europei, Germania e Grecia; Francia e Spagna; Portogallo e Spagna. Vista dall'esterno, la situazione è questa: potenze mondiali quali gli Stati Uniti e la Cina cominciano solo adesso a considerare un'Europa unita una forza vera e propria con cui devono fare i conti e si confronteranno solo con un'Europa forte e unita. Questo è il momento di dar prova di solidarietà e di lavorare insieme, lasciando da parte separazioni e divisioni.

  • Una Catalogna fuori dall'Unione indebolirebbe l'Europa, la Spagna e la Catalogna – dal punto di vista economico e politico.

  • Barcellona e Madrid sono partner. Mi rifiuto di prendere posizione. È evidente che, a medio termine, bisognerà trovare un nuovo assetto, una formula che tenga conto delle esigenze della Catalogna e dei suoi cittadini, ma anche dell'intera Spagna e dei suoi cittadini. Non abbiate fretta. Ci vorrà tempo per trovare una soluzione, che dovrà essere concordata fra tutti voi senza ingerenze esterne.

  • In quanto amica di lunga data della Catalogna, sono certa di una cosa: l'interesse, l'amore e la passione dei suoi cittadini nei confronti dell'Europa rimarranno vivissimi. 


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