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Speech: Quinta conferenza annuale sulla politica spaziale dell’Unione europea

European Commission - SPEECH/13/69   29/01/2013

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Commissione europea

Antonio TAJANI

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria

Speech: Quinta conferenza annuale sulla politica spaziale dell’Unione europea

Edificio Charlemagne / Bruxelles

29 Gennaio 2013

Signore e signori,

innanzitutto vorrei ringraziare gli organizzatori di questa Conferenza, che alla sua quinta edizione, è diventata ormai un appuntamento ineludibile per il mondo dello spazio.

Come ha sottolineato il presidente Barroso nel suo intervento, la politica spaziale è al centro della strategia Europa 2020 e della nuova rivoluzione industriale.

Esso riveste infatti un'importanza strategica per l'indipendenza dell'Europa, per la sua occupazione e per la sua competitività. Le attività spaziali generano posti di lavoro altamente qualificati, innovazione, nuovi sbocchi commerciali e benessere e sicurezza per i cittadini.

Le cifre le conosciamo e ci vengono confermate da varie fonti: Galileo e Egnos dovrebbero generare ricadute economiche e sociali di quasi 90 miliardi di euro nel corso dei prossimi vent’anni. Mentre, Copernicus, quando funzionerà a regime, recherà vantaggi pari a più di 30 miliardi di euro entro il 2030, con la creazione di 83 000 posti di lavoro in Europa.

Inoltre, cresce nei cittadini europei la consapevolezza della posta in gioco. Secondo un Eurobarometro sulle attività spaziali dell’UE, pubblicato nel settembre scorso, quasi l’80% degli intervistati ritiene che i servizi spaziali siano fondamentali per la competitività, la crescita industriale e l'occupazione nell'Unione europea.

Ecco perché vogliamo rendere ancora più ambiziosa la politica spaziale europea, in modo da trarre il massimo vantaggio dalle opportunità sociali ed economiche che essa offre all’industria e alle imprese.

Se finora abbiamo fatto notevoli progressi, saranno sicuramente i prossimi anni ad essere decisivi.

EGNOS, fornisce già dall'anno scorso i tre servizi per i quali è stato concepito, migliorando il segnale GPS. Risultato non di poco conto.

Galileo diventa passo dopo passo- (o forse sarebbe meglio dire “lancio dopo lancio”) - una realtà e vanta i primi quattro satelliti già in orbita. Il programma ha guadagnato credibilità e sta generando aspettative.

In quest’ottica, io ho chiesto ai miei servizi, all’ESA e alle imprese coinvolte di fare ancora di più. Il mio obiettivo politico è di fornire i primi servizi Galileo entro la fine del 2014, sulla base dell’infrastruttura disponibile.

In questo momento di crisi economica, in cui il rilancio della nostra economia è diventato ormai una priorità assoluta, è fondamentale che i cittadini e soprattutto le imprese possano trarre il massimo vantaggio dai servizi di Galileo in tempi brevi. Senza dovere aspettare la realizzazione di tutta l’infrastruttura.

So che si tratta di una grande sfida, ma sono convinto che l’obiettivo sia raggiungibile.

L’Agenzia spaziale europea, incaricata dell’attuazione di Galileo, ha svolto recentemente una verifica approfondita del piano di realizzazione dell’infrastruttura. In seguito a questa verifica, Il Direttore Dordain mi ha riconfermato la fattibilità di questo piano all’orizzonte del 2014.

Posso quindi annunciarvi che il prossimo lancio di satelliti Galileo avverrà in autunno e sarà seguito da una serie di lanci a cadenza ravvicinata fino alla fine del 2014.

E come ho già fatto in altre occasioni, vorrei essere chiaro su un punto: non ci saranno sconti, né eccezioni. Per nessuno.

Anche per Copernicus il 2013 sarà un anno importante. Nel 2012 le incertezze sul finanziamento del programma hanno pesato sugli interventi operativi. Per questo è fondamentale che si arrivi al più presto a una decisione in sede di Consiglio. Spero che ciò avvenga in occasione del vertice del 7-8 febbraio. Ma, il 2013 sarà veramente decisivo perché vedrà il lancio della prima “sentinella”, che segnerà a pieno titolo l’ingresso di questo programma nella fase operativa. Ho proposto di ribattezzare il GMES “Copernicus” proprio in riconoscimento di questo passo importantissimo.

E’ chiaro che Galileo, EGNOS e Copernicus sono le nostre priorità, ma per realizzarle e garantire la loro continuità nel tempo abbiamo bisogno di un’industria spaziale europea forte e competitiva.

L’obiettivo è incrementare gli investimenti nelle nuove tecnologie e dare all’Europa un vantaggio concorrenziale per la nuova rivoluzione industriale. A breve presenteremo, quindi, una strategia di politica industriale europea specifica per lo spazio.

Per garantire l’autonomia di azione degli europei nello spazio, dobbiamo mantenere in Europa la capacità di: 1) produrre; 2) lanciare; 3) far funzionare i satelliti. Per questo stiamo lavorando a una serie di cantieri che ho intenzione di lanciare nei prossimi mesi.

1) Spazio/Difesa: Molte industrie spaziali europee appartengono al settore della difesa. Le iniziative in questo campo avranno quindi il duplice obiettivo di sostenere la competitività dell’industria della difesa e quella di tutta l’industria spaziale europea.

Nell’ambito della nuova comunicazione sulla politica industriale, la Commissione ha annunciato di voler elaborare una strategia globale per sostenere la competitività dell’industria della difesa e migliorare l’efficacia del mercato connesso. Per questo sto lavorando assieme al collega Barnier ad un piano di azione sulla difesa che sarà adottato prima dell’estate come contributo alle discussioni del Consiglio europeo del Dicembre prossimo, dedicato, per l’appunto alla difesa.

2) vogliamo rendere più dinamico il mercato dei prodotti e dei servizi derivati dalla tecnologia spaziale. Ad esempio, attraverso misure che possano favorire la penetrazione sul mercato di Galileo. Per questo a Londra ho voluto organizzare una prima riunione con i costruttori di ricevitori e con tutti coloro che sviluppano applicazioni legate allo spazio. E’ mia intenzione organizzare un altro incontro prima dell’estate per discutere di proposte concrete.

Stiamo inoltre guardando da vicino al mercato dei dati satellitari ad alta risoluzione. L’assenza di un quadro normativo europeo coerente e trasparente in questo settore, infatti, frena lo sviluppo e la creazione di un mercato dei dati satellitari. Ciò à scapito della competitività delle imprese europee a livello mondiale.

3)E’ nostro dovere preservare e proteggere ciò che abbiamo già costruito. Il sistema europeo di sorveglianza dello spazio (SSA), che la Commissione propone di sostenere, fornirà servizi di allerta di collisione a tutti gli operatori europei di satelliti, oltre che alle autorità competenti e alle autorità civili per quanto riguarda le cadute di oggetti spaziali a terra che potrebbero costituire un rischio.

Infine, una nota più istituzionale. La Commissione ha proposto uno stanziamento di due miliardi di euro all’anno per le prossime prospettive finanziarie. Nel contempo, stiamo pensando anche a come ottimizzare il modo in cui essi vengono spesi. Ad esempio, grazie a una maggiore complementarietà tra l’eccellenza tecnica dell’Agenzia spaziale europea, da un lato, e la dimensione politica e finanziaria dell’Unione europea, dall’altro lato. Abbiamo lanciato questa riflessione sui rapporti fra l’UE e l’ASE nel novembre scorso.

Sono convinto che, sul lungo periodo, occorrerà disegnare una vera e propria “camera dell’Unione europea” in seno all’Agenzia. Il tema sarà all’ordine del giorno del Consiglio “spazio” del 18 febbraio.

Vorrei concludere il mio intervento sottolineando che possediamo in Europa le capacità per fare dello spazio uno strumento chiave del rilancio dell'economia. Tutti voi presenti a questa conferenza ne siete la prova. Dobbiamo dotarci dei mezzi per utilizzare queste capacità, mettendo i nostri cittadini in grado di approfittare dei vantaggi economici e sociali dello spazio. Il 2013 – in particolare per le decisioni che saranno prese nei prossimi giorni sul Quadro finanziario pluriennale – sarà un anno decisivo. Contiamo sul vostro sostegno.

Grazie per la vostra attenzione.


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