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Commissione ITRE

Commission Européenne - SPEECH/13/483   29/05/2013

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Commissione europea

Antonio TAJANI

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria

Commissione ITRE

Parlamento Europeo /Bruxelles

29 Maggio 2013

Signor Presidente,

Onorevoli deputati,

Vorrei innanzitutto ringraziarvi per l'invito partecipare al dialogo strutturato, che, come ogni anno, ci offre l'opportunità di fare il punto della situazione sulle proposte in discussione e presentare quelle che verranno.

LA POLITICA INDUSTRIALE

Sono reduce dal Consiglio competitività dove abbiamo parlato a lungo della nuova strategia di politica industriale e della sua implementazione.

Abbiamo fatto passi significativi nell’attuazione degli interventi concreti previsti dalla comunicazione. Tra azioni adottate e avviate ne possiamo contare oltre 40. Ecco alcuni esempi:

  1. Sono state istituite le “task force” per l'attuazione delle sei linee di azione prioritarie per l’innovazione industriale; con la definizione delle rispettive tabelle di marcia, degli obiettivi e delle tempistiche, che avranno il compito principale di individuare i mezzi per accelerare gli investimenti nei sei settori prioritari.

  2. Il Piano d’azione per l’imprenditorialità è stato adottato a gennaio. Obiettivo: liberare il potenziale imprenditoriale dell'Ue, eliminare gli ostacoli esistenti, semplificare e rivoluzionare la cultura imprenditoriale europea.

  3. Il Gruppo ad alto livello sui servizi alle imprese si è riunito per la prima volta a febbraio con l'obiettivo di identificare le misure più adatte per legare i processi industriali, e le sue innovazioni, con i servizi collegati, facendo leva sul mercato interno e quello globale.

  4. È stato avviato il “fitness check” del settore della raffinazione. Un esercizio analogo è in corso per i settori dell'acciaio e dell'alluminio che si concluderanno a breve.

  5. Come sapete, l’acciaio sarà protagonista di un piano d’azione specifico che la Commissione adotterà l'11 giugno.

  6. A febbraio la Commissione ha adottato alcune proposte importanti sulla sicurezza dei prodotti e sulla vigilanza di mercato, che sono ora al vaglio del Consiglio e del Parlamento.

  7. Continuiamo le nostre “missioni per la crescita” in tutto il mondo: le prossime si svolgeranno a Luglio in Russia e in Cina.

  8. In tema di commercio internazionale, i negoziati con il Giappone sono già partiti e quelli con gli Stati Uniti stanno per iniziare.

  9. Inoltre, la Commissione ha proposto una riforma degli strumenti di difesa commerciale per tutelare meglio gli interessi legittimi delle imprese – soprattutto le PMI – vittime di pratiche sleali.

  10. Dopo il Libro verde del gennaio 2012 “Ristrutturare e anticipare i cambiamenti”, la Commissione presenterà, entro la fine dell’anno, un quadro di riferimento con le migliori pratiche la seguire per favorire questo processo.

  11. In particolare, insieme con il mio collega commissario all’occupazione Laszlo Andor, continuiamo a lavorare su temi fondamentali quali le competenze, la mobilità dei lavoratori e i settori ad alta intensità occupazionale.

  12. Il 6 giugno organizzeremo, come abbiamo già fatto l’anno scorso, una conferenza ad alto livello sulla politica industriale, per fare il punto sui progressi compiuti e sui temi da approfondire. Sono lieto che la presidente Sartori e il relatore sulla politica industriale, On. Butikofer, abbiano accettato di partecipare.

  13. A settembre presenteremo al Consiglio un resoconto completo dei progetti realizzati in attuazione della comunicazione e un aggiornamento sulla competitività dell’industria europea.

E' il momento di portare avanti con ancora più forza e determinazione azioni per la crescita, l'occupazione, soprattutto giovanile, e la competitività industriale. L'industria porta crescita, innovazione e occupazione.

Le discussioni tematiche del Consiglio europeo (energia, innovazione, agenda digitale), e le due sulla competitività e la politica industriale (a giugno 2013 e febbraio 2014), testimoniano l'importanza e l'urgenza che il Consiglio europeo attribuisce alla messa in campo di tutte le misure per un’industria europea forte e competitiva.

Il Consiglio competitività può e deve giocare un ruolo importante nel preparare queste discussioni, e deve rafforzare il proprio ruolo, fino a diventare il “contraltare” dell’ECOFIN.

Ecco perché ieri sera, alla vigilia del consiglio Competitività, ho inviato tutti i Ministri a una cena informale per preparare in modo informale le discussioni a venire in seno al Consiglio europeo.

Bisogna lavorare per un “Industrial Compact” con pari dignità rispetto alle tematiche fiscali e di consolidamento di bilancio.

In assenza, nel Trattato, di una forte base giuridica “politica industriale”, infatti, l’Europa può riuscire a rimettere l’industria al centro delle proprie politiche solo grazie ad uno stretto coordinamento e coerenza con altre politiche comunitarie e nazionali come quelle ambientale e per il clima, la politica di concorrenza, la politica commerciale.

In un momento difficile come quello attuale, la nostra industria chiede a tutte le autorità di “remare insieme”. Non possiamo più permetterci di arenarci sulle incoerenze e sui doppioni.

Nel momento in cui il Consiglio europeo si accinge ad affrontare specificamente la competitività dell’industria – a giugno 2013 e a febbraio 2014 – abbiamo un’opportunità straordinaria di iscrivere le nostre priorità comuni ai primi posti dell’ordine del giorno della politica europea.

Spero che il Consiglio europeo esprima un messaggio chiaro a sostegno di un’industria europea forte e di una politica industriale ambiziosa, capace di invertire il processo di de-industrializzazione degli ultimi anni riportando la quota dell’industria sul PIL Ue al 20% entro il 2020.

In questo contesto, questo pomeriggio ho invitato il Consiglio “competitività” a fare sentire la propria voce per sostenere le priorità della politica industriale, in linea con la lettera che il Parlamento ha inviato alcuni mesi fa su questo stesso tema.

Vorrei passare ora a un altre tema, più settoriale, ma strettamente legato a quello della politica industriale:

CARS 2020

Il Piano d’azione CARS 2020, come sapete, è stato adottato nel novembre scorso. Occorre ora mettere in atto le misure del piano d'azione.

Penso ad esempio a un sostegno importante per l'innovazione. La leadership tecnologica dell'industria europea è un fattore chiave per la sua competitività. Per questo sarà necessario assicurare un aumento dei fondi per l'innovazione del settore automobilistico in Horizon 2020.

Sarà inoltre fondamentale attuare una politica commerciale non ingenua, che permetta un accesso reale ed equo dei prodotti europei ai mercati terzi. Penso in particolare ai negoziati con il Giappone: occorrerà effettuare un test di competitività prima della firma dell´'accordo per essere sicuri che l'accordo finale non penalizzi l'industria automobilistica europea.

E ancora: abbiamo bisogno di una regolamentazione intelligente che stimoli l'innovazione tecnologica senza imporre oneri inutili all'industria in un contesto di crisi economica.

Il piano d’azione CARS 2020 traccia iniziative per fare fronte alla crisi attuale: ma bisogna fare di più a livello europeo, data l’interdipendenza, in Europa, tra produttori, fornitori e clienti.

Diversi costruttori europei stanno attraversando un periodo difficile. Il problema principale – in Europa come altrove – è la sovraccapacità, spesso esacerbata dalla mancanza di innovazione.

Perciò nei mesi scorsi alcuni produttori hanno annunciato chiusure di impianti ed è probabile che altri annunci seguiranno.

A tale proposito, la strategia CARS 2020 richiede un approccio coordinato fra tutte le parti interessate: industria, sindacati, autorità nazionali e istituzioni europee.

Ciò che la Commissione può e ha intenzione di fare è: prevenire distorsioni inique dei processi di ristrutturazione, fra Stati membri e fra imprese.

Il Piano d’azione CARS 2020 propone diverse azioni specifiche per gestire i mutamenti strutturali in corso nell’industria automobilistica:

1) in primo luogo, attarverso il rilancio delle task force (Stati membri, autorità regionali, industria e parti sociali) per analizzare e seguire i casi più importanti di chiusure o ridimensionamenti significativi di impianti automobilistici. Colgo l’occasione per annunciarvi che su richiesta del governo belga stiamo ora iniziando i lavori della task force dedicata alla chiusura del sito Ford Genk. L’esperienza ci insegna che in questo modo potremo razionalizzare l’impiego dei fondi europei – dal Fondo sociale europeo al Fondo di adeguamento alla globalizzazione – accelerando i progetti di riconversione dei lavoratori.

2)In secondo luogo, insieme al commissario Andor, intendo individuare best practice e promuovere un approccio proattivo alla ristrutturazione in consultazione con i rappresentanti delle regioni che vantano una maggiore presenza dell'industria automobilistica, con i responsabili dell'occupazione e con le parti interessate del settore, fra cui le parti sociali.

Infine, consentitemi in questo contesto, un'osservazione sul futuro bilancio dell’Unione europea. Ci troviamo di fronte ad un settore industriale paneuropeo, le cui difficoltà hanno impatti distribuiti in modo molto diseguale fra gli Stati membri. L’unico modo di alleviarli è mediante azioni coordinate fra gli Stati membri e a livello dell’UE. Ma proprio gli strumenti che potrebbero aiutarci ad affrontare questi squilibri – come Orizzonte 2020 o il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione rischiano importanti tagli di bilancio.

Non si può avere tutto. O siamo di fronte a un caso europeo e allora abbiamo bisogno di strumenti europei a complemento di quelli nazionali. Oppure non è così, ma allora non possiamo continuare a dire che i problemi sono europei e poi ostinarci a proporre soluzioni nazionali.

REACH

Abbiamo assolto l’obbligo di riesaminare REACH mediante una Comunicazione adottata il 5 febbraio scorso. Nella relazione, la Commissione è andata oltre i propri obblighi ed ha valutato il raggiungimento degli obiettivi di REACH, prestando particolare attenzione ai costi, agli oneri amministrativi e ad altri impatti sull’innovazione e sulle PMI.

La nostra conclusione principale è che REACH funziona. Abbiamo registrato, infatti, una diminuzione effettiva del rischio derivante dalle sostanze già registrate. Ciò è confermato anche da un recente Eurobarometro che ha rivelato che il 61% degli europei pensano che i prodotti chimici sono più sicuri oggi che dieci anni fa.

Di conseguenza, per garantire la stabilità e la prevedibilità della normativa, non proponiamo modifiche significative al dispositivo REACH.

Tuttavia, la nostra valutazione ha rilevato alcune esigenze di adeguamento e perfezionamento e abbiamo formulato delle raccomandazioni per migliorare l’applicazione di REACH a tutti i livelli. Ad esempio, vogliamo ridurre gli oneri finanziari e amministrativi che gravano sulle PMI e aiutarle ad ottemperare a tutti i loro obblighi. A questo proposito, vorrei annunciarvi che la Commissione ha recentemente adottato in comitologia una proposta di modifica del regolamento grazie alla quale le PMI già dal maggio di quest’anno possono beneficiare di riduzioni che vanno dal 35% al 95% sugli importi per le registrazioni e dal 25% al 90% per le autorizzazioni.

Inoltre, invitiamo poi le parti interessate a migliorare la qualità dei fascicoli di registrazione e a utilizzare di più le schede di dati inerenti la sicurezza come strumento di gestione dei rischi chimici.

DEFINIZIONE PMI

Parlando di PMI, vorrei cogliere l’occasione per annunciarvi che la Commissione ha deciso di non modificare la definizione attuale di PMI.

Tale definizione copre oggi più del 99% delle imprese della UE e quasi ¾ dell’economia europea in termini di occupazione.

Questa decisione è venuta dopo avere ricevuto i risultati di uno studio indipendente che ha confermato che non è necessario fare modifiche.

Lo studio ha esaminato ogni dato economico rilevante e ha consultato in modo molto ampio le associazioni di imprese.

Potrebbero comunque esservi degli aspetti che necessitano un chiarimento. Per evitare ogni rischio di errata interpretazione, stiamo valutando se aggiornare la "Guida dell'utilizzatore della definizione di Piccola e Media Impresa" o la sezione del nostro sito dedicata alle domande poste più di frequente su questo tema.

COSME

Vorrei ringraziarvi per l’atteggiamento costruttivo e il sostegno che questa commissione ha dimostrato per il programma COSME e per le PMI, in generale.

Il testo di compromesso per COSME consente di affrontare in modo diretto ed efficace i principali problemi che affliggono le PMI: la dotazione degli strumenti finanziari, la restituzione a COSME dei rimborsi in quanto strumento a favore delle PMI innovative e a forte crescita, e l’elaborazione di azioni per la rete Imprese Europa.

Purtroppo non abbiamo trovato un accordo su due punti istituzionali, ma sono certo che riusciremo a risolvere in breve questi aspetti trasversali in modo da concludere l’accordo sul primo programma europeo dedicato in modo specifico alle PMI.

Colgo, inoltre, l’occasione per ringraziare il Parlamento per il sostegno alle PMI anche nel contesto dei negoziati di Orizzonte 2020.

LA POLITIQUE SPATIALE

Il 28 febbraio scorso la Commissione ha adottato una comunicazione sulla politica industriale spaziale che segna una tappa importante per lo sviluppo della politica spaziale dell’Unione, come settore industriale strategico per la crescita e per l’innovazione.

Ciò nel momento in cui l’UE sta per diventare uno dei maggiori clienti istituzionali di questo settore.

Grazie alla decisione presa dal Consiglio a febbraio, infatti, più di 11 miliardi di euro del bilancio dell'UE dovrebbero andare al settore dello spazio nei prossimi sette anni, pari a circa 1,5 miliardi all'anno e più del doppio della dotazione attuale.

È un ammontare ingente, che rappresenta circa un quarto del fatturato annuale del settore.

La comunicazione individua cinque grandi obiettivi per il futuro del settore:

1) istituire un quadro normativo coerente;

2) sviluppare una base industriale solida, efficace ed equilibrata in Europa e sostenere la partecipazione delle PMI;

3) sostenere la competitività dell’industria spaziale europea su scala mondiale e incoraggiare il settore a diventare più redditizio;

4) sviluppare mercati per applicazioni e servizi spaziali, che sono fonti importantissime di crescita e di occupazione per la nostra economia;

5) garantire la non dipendenza tecnologica e l’accesso autonomo allo spazio.

Sono certo che avremo modo di discutere nel dettaglio di questa strategia grazie al rapporto che l’On. Niebler sta preparando su questo tema.

GALILEO

Vorrei cogliere l’occasione per ringraziare il Parlamento europeo, per il sostegno dimostrato in occasione dei negoziati sulla proposta di regolamento GNSS. Sostegno che ha fatto si che questa iniziativa, oggi, sia la prima proposta del Pacchetto MFF sulla quale i colegislatori sono giunti a un accordo politico.

Il mio obiettivo politico è quello di fornire il primo servizio alla fine del 2014, affinché, dopo anni di lavori preparatori, gli utenti inizino finalmente a raccogliere i frutti della costellazione di Galileo.

Miriamo ad avere 18 satelliti in uso entro la fine del 2014 e non meno di 26 entro il 2016.

Non appena avremo a disposizione i fondi del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, procederemo con l'approvvigionamento degli ultimi lotti di satelliti e di componenti sulla terraferma.

Questo porterà la costellazione a 30 satelliti e, per allora, la responsabilità della gestione operativa di Galileo sarà stata trasferita all'Agenzia GNSS.

COPERNICUS

Il Consiglio europeo ha deciso di inserire il finanziamento di Copernicus nel quadro finanziario pluriennale 2014 2020.

Beninteso, i negoziati fra il Consiglio e il Parlamento devono ancora concludersi, ma sono fiducioso che il finanziamento a Copernicus non sarà rimesso in discussione.

Questa decisione è per me un motivo di grande soddisfazione perché Copernicus darà all’Europa capacità supplementari per la tutela efficace dell’ambiente e della sicurezza dei suoi cittadini. Inoltre, creerà posti di lavoro e genererà crescita economica.

Oggi stesso la Commissione ha adottato un nuovo regolamento Copernicus che sta per essere trasmesso al Parlamento e al Consiglio.

Questo testo definisce in particolare la governance del programma, la dotazione finanziaria, il trattamento dei dati e la proprietà dei componenti del sistema.

Consente di realizzare i due elementi principali del programma Copernicus:

  1. in primo luogo la messa in servizio dei satelliti “Sentinella” e dell’infrastruttura di base necessaria per fornire i dati satellitari.

  2. E in secondo luogo la fornitura di servizi di qualità che rispondano ai bisogni degli utilizzatori, in particolare per l’osservazione della Terra ma anche per la gestione delle crisi in caso di disastri naturali. Questi servizi consentono anche l’osservazione degli oceani e dell’atmosfera, il sostegno all’azione esterna e alla sorveglianza delle frontiere dell’Unione europea e la sorveglianza dei cambiamenti climatici.

Chiedo il vostro sostegno per poter adottare rapidamente il nuovo regolamento. È interesse di noi tutti evitare che si verifichino ritardi nell’attuazione del programma. E molte attività critiche potranno iniziare solo dopo l’adozione del nuovo regolamento.

SST

Dal momento che l'Ue assumerà la responsabilità di due infrastrutture satellitari cruciali, sarà necessario salvaguardare le loro operazioni.

E' ampiamente riconosciuto che i detriti spaziali e i rischi di collisione sono diventati delle minacce gravi per le nostre attività spaziali.

Le attività di sorveglianza dello spazio e di localizzazione sono uno strumento essenziale, che permette agli operatori satellitari di ridurre i rischi in maniera efficace.

Di conseguenza, la Commissione, utilizzando per la prima volta la nuova base giuridica dedicata allo spazio (art 189) introdotta dal Trattato di Lisbona, ha proposto un programma che promuove l’istituzione di un apposito Servizio europeo di sorveglianza e localizzazione.

Quest’ultimo si fonda sulle risorse già esistenti negli Stati membri, quali radar e centri dati, garantendo quindi anche un uso efficiente delle risorse finanziarie.

Lo scopo è fornire i servizi agli operatori satellitari e agli Stati membri. In cambio, la Commissione è pronta a co-finanziare i costi operativi sostenuti dagli Stati membri.

Sono consapevole che queste attività toccano da vicino gli interessi di sicurezza nazionali. Proprio per questo le risorse che gli Stati membri faranno confluire nel Servizio europeo di sorveglianza dello spazio e di localizzazione rimarranno sotto il loro pieno controllo.

Il Parlamento europeo ha chiesto, di frequente, la creazione di un sistema europeo di sorveglianza dello spazio. Ora che la proposta è sul tavolo, mi auguro che potremo continuare a contare sul vostro sostegno.

Vi rigrazio per la vostra attenzione!


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