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Speech - Tavola Rotonda ad alto livello sull'acciaio

European Commission - SPEECH/13/427   16/05/2013

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Commissione europea

Antonio TAJANI

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria

Tavola Rotonda ad alto livello sull'acciaio

Berlaymont / Bruxelles

16 Maggio 2013

Caro

Ministri,

Colleghi,

Amici,

Grazie per essere qui. L'acciaio è una questione europea, che ci coinvolge tutti e che va affrontata insieme: il vostro contributo è essenziale per guidare l'azione mia e della Commissione.

Non sono anni facili per la siderurgia.

Ed è per far fronte a questa situazione molto delicata che la Commissione vuole fare la sua parte e presenterà un piano di azione sull'acciaio a inizio giugno.

Energia e politica sul clima

Problematica di fondamentale importanza è quella del costo dell'energia e del costo delle politiche ambientali, che pesano seriamente sulla competitività dell'industria europea, ed in particolare di quella ad alto consumo energetico, come appunto il comparto siderurgico.

I prezzi dell'elettricità in Europa sono doppi rispetto a quelli degli Stati Uniti e superiori comunque alla media dei Paesi più industrializzati.

L'Europa è alla testa della rivoluzione verde e della lotta al cambiamento climatico. Questo prestigioso ruolo globale deve essere mantenuto, ma non a detrimento dell'industria del continente.

Possiamo continuare a restare paladini della protezione dell'ambiente, solo se non costringiamo le nostre industrie a fuggire, verso paesi dove le regole ambientali sono meno stringenti che in Europa.

Per questo un monitoraggio continuo, a partire dal 2013, dei prezzi dell'elettricità e in particolare dell'impatto della legislazione anti-emissioni sull'incremento dei prezzi energetici sarebbe molto utile.

Dobbiamo rendere meno ostiche le condizioni operative per il settore siderurgico in Europa.

Ad esempio, le entrate derivanti dalla borsa delle quote di emissioni (ETS), soprattutto quando sarà a pieno regime, potrebbero essere in parte utilizzate per progetti di ricerca e sviluppo mirati a migliorare l'efficienza energetica delle industrie ad alto consumo energetico.

Intendo proporre l'utilizzo di fondi in Orizzonte 2020, per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie per fare acciaio pulito. Il sostegno finanziario pubblico può fare da apripista a finanziamenti di pari portata da parte del settore privato.

I costi dell'energia devono essere ridotti, ed essere prevedibili in modo da consentire investimenti nel lungo termine. Per questo credo che sia necessario riflettere sull'inquadramento giuridico dei contratti a lungo termine per la fornitura d'elettricità, necessari ad alcune industrie che utilizzano energia in volumi superiori alla media.

Materie prime e commercio

L'Europa può vantare il mercato più aperto di tutti quelli dei Paesi industrializzati. E' giunto il momento di esigere un trattamento più equo da parte dei nostri principali partner.

Questo si deve tradurre in un accesso giusto alle materie prime essenziali per la produzione di acciaio e per la nostra industria in generale. Limitazioni all’export come quelle imposte dalla Cina non sono accettabili. Attenzione al tema dell’accesso alle materie prime deve essere posta nell’ambito di ciascun negoziato bilaterale e multilaterale per accordi di libero scambio.

Il rottame è l'unica materia prima prodotta in Europa. 40% della produzione europea dipende dal rottame per produrre acciaio, in modo sostenibile. A mio avviso questa situazione richiede un monitoraggio dell’accessibilità di questo prodotto di base per l'acciaio.

Dobbiamo anche garantire che le nostre industrie possano trovare sbocco nei mercati terzi, specialmente in un settore come quello siderurgico dove misure protezionistiche di varia natura riguardano il 65% del commercio globale.

Per questo è necessario lottare per una maggiore liberalizzazione dei mercati più chiusi, con interventi nel quadro del WTO.

Auspico inoltre che un accordo con il Parlamento Europeo e con il Consiglio sia raggiunto a breve sulla proposta della Commissione di modernizzazione dei regolamenti antidumping e antisussidi in modo da consentire misure più severe contro i Paesi che esercitano una concorrenza sleale soprattutto in materia di accesso alle materie prime.

Meno burocrazia, più solidarietà

Il sostegno all’industria siderurgica europea passa anche attraverso la semplificazione delle norme europee in modo da ridurre al minimo il peso della burocrazia.

Oltre all'applicazione sistematica di un test di competitività per le nostre iniziative legislative, stiamo conducendo una vasta operazione per verificare che l’impianto normativo che regola ora il settore non sia inutilmente gravoso. I primi risultati saranno disponibili già a giugno e la verifica sarà completa entro la fine del 2013.

Le ristrutturazioni

Il settore siderurgico vive una congiuntura complessa che in alcuni casi impone penose ristrutturazioni.

Compito delle autorità è di accompagnare e coordinare questo processo sostenendo al meglio la riqualificazione dei lavoratori in esubero.

I lavoratori costretti a lasciare gli impianti, dovranno essere supportati attraverso fondi europei, incluso il Fondo per l’adattamento alla globalizzazione, per cui è necessario prevedere una dotazione finanziaria adeguata. Il Fondo sociale europeo dovrà essere usato in modo più efficace per la formazione e la riqualificazione dei lavoratori.

L’aiuto ai dipendenti delle aziende in difficoltà dovrebbe inoltre essere messo a disposizione anticipatamente, ben prima cioè della chiusura di una fabbrica. Questo ridurrebbe l’impatto sociale dell’inevitabile processo di ristrutturazione.

Conclusioni su settori connessi (auto e costruzioni)

Per concludere, vorrei sottolineare che lo sforzo che intendiamo mettere in campo per il settore siderurgico deve andare ben oltre il comparto in questione.

Il 40% della domanda di acciaio deriva dal settore automobilistico e da quello delle costruzioni.

Il sostegno al settore siderurgico non può quindi esimersi da un supporto parallelo a questi comparti.

Puntiamo quindi, tra l'altro, a favorire tramite incentivi il rinnovo del parco automobili nell'Ue accelerando la transizione verso le auto verdi che dovrebbero contare per il 7% del mercato europeo entro il 2020.

Aldilà di queste iniziative settoriali, è necessario un intervento più generalizzato a sostegno dell'intera economia europea, di cui si gioverebbe anche il comparto siderurgico. Misure pro-crescita ad ampio respiro sono la migliore risposta per risolvere i problemi immediati.

E’ una necessità sentita da tempo e che adesso non è più rimandabile.


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