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Commissione europea

Antonio TAJANI

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell’Industria e Imprenditoria

Una strategia per un settore delle costruzioni sostenibile e competitivo e per le sue imprese

Conferenza stampa/Bruxelles

31 Luglio 2012

Settore chiave per rilanciare la crescita

Oggi ho il piacere di annunciarvi l'adozione da parte della Commissione della Comunicazione Costruzioni 2020: "Una strategia per un settore delle costruzioni sostenibile e competitivo e per le sue imprese".

La drammaticità della situazione impone un'azione, anche nel breve termine, per il rilancio della crescita e per frenare l'emorragia di posti che, nel solo settore edile, ha toccato le 500mila unità dalla fine del 2008.

L'accordo raggiunto dai capi di Stato e di governo sul “Patto per la crescita e l'occupazione” permette di concentrare 120 miliardi per un piano che deve avere nel settore delle costruzioni - con 20 milioni di posti, il 10% del PIL (2390 miliardi) - uno dei punti di forza.

L'edilizia è anche al centro della nuova rivoluzione industriale spinta da capitale umano, efficienza delle risorse e innovazione, per rispondere alle sfide di competitiva e sostenibilità.

Sfide del settore e necessita di una strategia Ue

Il 40% dell’energia viene consumata dagli edifici, che producono anche il 30% delle emissioni climalteranti. La nuova edilizia dovrà, anche in linea con gli obblighi della direttiva sull'efficienza energetica degli edifici - il cui termine di attuazione è appena scaduto –, essere molto più sostenibile.

Le opportunità d'investimento e creazione di nuovo lavoro sono enormi. Solo il 34% degli edifici europei è stato costruito dopo il 1973 e solo una minima parte risponde a criteri d'efficienza energetica, anche tenuto conto che il tasso annuo di demolizioni è dello 0.1 (210.000 edifici), quello di ristrutturazioni dell'1.2 (2.5 milioni) e dei nuovi edifici dell'1% (2.1 milioni).

Si stima che il raggiungimento dei target della direttiva mobiliterà 60 miliardi creando 1 milione di posti e 80 miliardi di risparmi energetici da qui al 2020.

Ad esempio, solo in Germania, leader nel settore dell’efficienza degli edifici, il mercato vale 400 miliardi l’anno e 4 milioni di occupati, anche grazie a 6 miliardi d'incentivi pubblici stanziati tra il 2006 e il 2009.

A livello globale l’edilizia verde ha un tasso di crescita annuo del 43% e dovrebbe toccare i 1.300 miliardi di dollari entro il 2030. La maggiore crescita avverrà proprio nell'Ue. Per non parlare della spinta innovativa sui materiali da costruzione, macchinari per caldo e freddo o rinnovabili integrate negli edifici.

Tutti questi investimenti in ristrutturazioni o nuovi immobili più efficienti, si possono ripagare in un dato numero di anni, risparmiando sulla bolletta energetica; ossia con minori importazioni d'idrocarburi da cui dipendiamo in maniera crescente (quasi l'80% di gas e 90% del petrolio vengono da paesi terzi).

Soluzioni progettuali integrate per edifici efficienti permettono un risparmio dell’80% dei costi energetici rispetto a quelli convenzionali, ma sono ancora relativamente costosi e poco diffusi. A tutt’oggi in Europa sono state costruite 20 000 case a basso consumo energetico, di cui 17 000 in Germania e Austria.

Investire in ricerca e sviluppo su nuovi materiali, sistemi di riscaldamento e raffreddamento, rinnovabili, formazione di architetti e tecnici e, nella diffusione di un mercato allargato di case ad alta efficienza, consentirà un forte riduzione dei costi di costruzione, con relativo minor tempo di rientro dall'investimento necessario tramite risparmi sulla bolletta.

Per cogliere queste opportunità, anche come volano d'uscita dalla crisi, gli imprenditori del settore sono confrontati a molte sfide:

Conseguenze della crisi finanziaria

  • Tra gennaio 2008 e novembre 2011, la domanda Ue si è ridotta del 17%. Solo in Italia nel marzo 2012 vi è stato un meno 9,2% rispetto al 2011.

  • Il trend negativo è legato anche a contrazione del credito e ritardi nei pagamenti. Nel 2011 molti fallimenti hanno toccato imprese di costruzione (23% in Italia).

  • In certi paesi quali Irlanda, Spagna o Olanda vi è stato una bolla immobiliare con crollo del mercato e meno investimenti pubblici in infrastrutture e, taglio degli incentivi per risparmio energetico.

Sfide strutturali proprie del settore

  • Difficoltà a reperire mano d’opera qualificata.

  • Eccessi burocratici e ostacoli persistenti nel mercato interno Ue.

  • Discriminazione nelle condizioni di acceso ai mercati internazionali, sia riguardo alle legislazioni sociali e ambientali applicabili, che nella possibilità di partecipare agi appalti pubblici.

Le opportunità

Oltre alla riqualificazione energetica degli edifici, una spinta alla domanda può venire dallo sviluppo e modernizzazione delle infrastrutture di rete europee (Connecting europe) essenziali per la strategia Europa 2020 e il completamento del mercato interno; e dalla necessita di edifici più sicuri nelle aree a rischio sismico.

Comunicazione della Commissione

Insieme alla Comunicazione di oggi è stato approvato un Piano di azione con misure per l'attuazione della strategia. Un gruppo di alto livello con rappresentanti di Stati, Parlamento europeo e associazioni di categoria, verificherà l'attuazione e formulare raccomandazioni.

Le azioni proposte comprendono:

  • La promozione degli investimenti;

  • Il miglioramento delle qualifiche professionali e della mobilità dei lavoratori;

  • Il miglioramento dell’efficienza degli edifici tramite armonizzazione di standard, sistemi di certificazione e riconoscimento reciproco;

  • Il miglior funzionamento del mercato interno;

  • L'accesso ai mercati internazionali.

a) Creare le condizioni favorevoli agli investimenti

i. Migliorare l’accesso al credito: Il Patto per la Crescita prevede un aumento di 10 miliardi di euro del capitale BEI, con relativa capacità di prestito aggiuntiva fino a 180 miliardi. La fase pilota dei project bond prevede 4,5 miliardi d'investimenti supplementari per infrastrutture. 55 miliardi di fondi strutturali sono ancora disponibili e possono essere riallocati anche per fornire garanzie sui prestiti. Queste risorse possono consentire a BEI, intermediari finanziari e investitori privati di puntare sulla nuova edilizia ad alta efficienza energetica, su infrastrutture di rete e sostegno dell'accesso al credito per le PMI del settore.

ii. Aumento dei fondi strutturali: per il periodo 2014-2020 la Commissione propone quasi un raddoppio dei fondi per la sostenibilità energetica, in parte utilizzabile per la riqualificazione degli edifici.

iii. Più fondi Ue per ricerca e innovazione: attualmente nell'ambito delle iniziative Smart Cities vi sono 209 milioni di euro per progetti di risparmio energetico nelle città, inclusa la ristrutturazione di edifici. 116 milioni sono destinati all'iniziativa "efficienza energetica degli edifici" finalizzata allo sviluppo di nuovi materiali edili e costruzioni con criteri d’integrazione urbanistica ed efficienza energetica. Per il bilancio 2014-2020, nell'ambito di Orizzonte 2020, puntiamo a un aumento (fino a 2 miliardi) dei fondi per ricerca e innovazioni per promuovere nuovi materiali, apparecchiature tecniche più efficienti ed edifici più sicuri dal punto di vista sismico; anche con progetti pilota dimostrativi di edifici e quartieri che consumino meno energia di quella prodotta e/o con standard di sicurezza sismica realizzati con tecnologie innovative.

iv. Invitare gli Stati a mantenere gli incentivi fiscali nazionali, IVA ridotta, incentivi per tassi agevolati o altre sovvenzioni, quali il credito d'imposta.

v. Favorire l'accesso delle PMI al mercato degli interventi per l'efficienza energetica, anche con polizze assicurative che garantiscano che le prestazioni eseguite corrispondo alla normativa vigente.

vi. Più fondi Ue per Project Bonds e maggiore utilizzo nel bilancio 2014-2020 per infrastrutture e riqualificazione energetica di edifici pubblici.

b) Sviluppare il capitale umano del settore delle costruzioni

Occorre anticipare la domanda futura del mercato del lavoro, anche attraverso la formazione per migliorare le prospettive occupazionali dei giovani. Serve anche maggior mobilità dei lavoratori, soprattutto nei servizi transfrontalieri.

Un’iniziativa a livello europeo – in dialogo con le parti sociali – dovrebbe stimolare uno scambio d'informazioni per meglio prevedere questi bisogni, favorendo l'adattamento dei sistemi di formazione nazionali e una migliore risposta alla domanda di lavoro qualificato e di nuove professionalità legata all'edilizia sostenibile.

c) Standard e metodologia comune per l'efficienza energetica

Servono standard e metodologia comuni per la valutazione dell’impatto ambientale. La Commissione proporrà delle iniziative di standardizzazione per rendere i metodi di valutazione più trasparenti e accessibili alle imprese edili, al settore assicurativo e agli investitori.

d) Rafforzare il mercato interno per la costruzione

i. La Comunicazione della Commissione dell'8 giugno indica nelle costruzioni il settore prioritario dove gli Stati sono chiamati a dare piena attuazione alla direttiva Servizi, anche per facilitare la fornitura da parte delle imprese edili di prestazioni in altri paesi membri senza creare stabilimenti permanenti. La Commissione continuerà ad analizzare i diversi approcci regolamentari e amministrativi nazionali per valutarne la compatibilità con le norme Ue e verificare l'eventuale necessità di adeguamento.

ii. La normalizzazione per mezzo degli Eurocodici potrebbe facilitare la convergenza e il buon funzionamento del mercato interno per le costruzioni. Gli Eurocodici sono un complesso di norme di progettazione applicabili ai materiali da costruzione, all’ingegneria strutturale e a un’ampia gamma di tipi di strutture e prodotti. Ciascun paese può adattare gli Eurocodici alle proprie condizioni e tradizioni specifiche o valutazioni di rischio in materia di clima e di sismologia. La loro applicazione da parte degli Stati sarà oggetto un riesame nel 2013 e la Commissione incaricherà il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) di agevolare l’impiego degli Eurocodici per chi opera nelle costruzione. Un progetto pilota sull'efficienza energetica e gli standard di costruzione antisismici sarà promosso insieme al Parlamento Europeo.

iii. Vanno analizzati i vari approcci regolamentari e amministrativi degli Stati nell'attuazione e applicazione della legislazione comunitaria del settore per chiarire le norme e per ridurre gli oneri amministrativi.

e) Accesso ai mercati internazionali

i. La Commissione continuerà a promuovere un migliore accesso ai mercati a condizioni di reciprocità e con eliminazione effettiva delle barriere tecniche, oltre che la reale possibilità di partecipare agli appalti internazionali.

ii. Va sviluppata la cooperazione con Africa, America Latina, Russia e paesi vicini per introdurre criteri di costruzione sostenibile negli appalti pubblici e promuovere l'utilizzo degli Eurocodici quale strumento per la regolamentazione della costruzione nei paesi terzi.

iii. Il Partenariato UE-Africa per le infrastrutture e i trasporti offre opportunità per la realizzazione di reti di collegamenti per l'energia e un sistema di trasporti più moderno e sicuro.

iv. L’iniziativa dell’Unione “Piccole imprese, grande mondo” metterà a disposizione informazioni, consigli e assistenza a piccole imprese di costruzioni per l’accesso ai mercati internazionali e la ricerca di partner. Il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, inoltre, sostiene lo sviluppo di nuovi modelli commerciali per le PMI, in particolare per la loro internazionalizzazione.


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