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Antonio TAJANI Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell’Industria e Imprenditoria Piano d'Azione per un'industria della sicurezza europea innovativa e competitiva Conferenza stampa/Bruxelles 30 Luglio 2012

European Commission - SPEECH/12/572   30/07/2012

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Commissione europea

Antonio TAJANI

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell’Industria e Imprenditoria

Piano d'Azione per un'industria della sicurezza europea innovativa e competitiva

Conferenza stampa/Bruxelles

30 Luglio 2012

Importanza del settore

  • Oggi ho il piacere di annunciarvi l'adozione da parte della Commissione di una Comunicazione per l'industria della sicurezza: "Piano d'azione per un'industria della sicurezza innovativa e competitiva".

  • Il settore della sicurezza è cruciale per il nostro futuro ed è particolarmente rappresentativo delle sfide e delle opportunità che l'Europa ha davanti.

  • Il mercato della sicurezza UE ha un valore stimato fino a 36,5 miliardi di euro con circa 180 000 posti. Comprende i settori della sicurezza aerea, marittima, e delle frontiere, la protezione delle infrastrutture critiche, l'intelligence antiterroristica (inclusa sicurezza informatica e delle comunicazioni), la sicurezza fisica, la gestione delle crisi e gli indumenti di protezione.

  • Malgrado la crisi, la sicurezza è tra i pochi comparti industriali europei in fase di crescita. Negli ultimi dieci anni, a livello globale il settore è passato da 10 a 100 miliardi di euro nel 2011, con un fatturato annuo di circa 30 miliardi nella sola UE.

  • La sicurezza è anche tra le preoccupazione principali di ogni società. Catastrofi naturali o attacchi terroristici negli ultimi anni hanno evidenziato la necessità di una migliore preparazione alle situazioni di crisi.

  • L'importanza del settore va, dunque, oltre le potenzialità economiche e occupazionali. Tocca lo stesso dibattito sull'avvenire dell'Europa, che passa anche dal rafforzamento di una politica di sicurezza comune basata su una forte base industriale e leadership tecnologica.

  • La nostra indipendenza tecnologica, economica e politica è, difatti, in buona parte legata alla competitività dell'industria spaziale e della sicurezza.

  • Anche se grazie al loro livello tecnologico molte imprese europee sono tra i leader mondiali nella maggior parte dei segmenti del settore, stiamo perdendo quote di mercato.

  • Negli USA, i vantaggi di un quadro giuridico armonizzato e di un mercato interno solido favoriscono la leadership di mercato e tecnologica globale delle imprese del settore; al contrario, il mercato interno UE è estremamente frammentato, diviso su basi nazionali o addirittura regionali. Considerato un settore tra i più sensibili, la sicurezza è uno degli ambiti in cui gli Stati membri esitano a rinunciare alle loro prerogative.

  • Eppure, per difendere e incrementare la posizione tecnologica e di mercato della nostra industria serve più Europa, e un'azione incisiva a livello Ue che affrontati con urgenza i nodi che frenano e penalizzano il settore. A cominciare dall'assenza di un vero mercato unico europeo dei prodotti della sicurezza e da una ricerca ancora insufficiente e poco coordinata a livello Ue.

Politica industriale per la sicurezza

Per il suo potenziale e le sfide da affrontare, la sicurezza è una delle priorità della nuova politica industriale rispetto alla quale intendo lavorare su quattro direttrici:

    a) Superare la frammentazione del mercato Ue;

    b) Ricerca più efficiente e vicino alle imprese;

    c) Integrazione della dimensione sociale e della privacy;

    d) Accesso ai mercati.

La creazione di un mercato interno per la sicurezza

  • Oggi la nostra industria è pesantemente limitata dall'assenza di un mercato europeo armonizzato. La mancanza di standard comuni e di sistemi di certificazione Ue ha portato alla frammentazione dei mercati nazionali, con perdita di sinergie ed economia di scale che limitano l'innovazione e incidono sui costi di produzione e, in generale, sulla competitività del settore.

  • Per questo la Commissione propone una serie di misure per creare un vero mercato interno per l'industria della sicurezza.

  • In particolare, puntiamo ad armonizzazione norme e procedure di certificazione per le tecnologie della sicurezza. Gli organismi europei di normazione saranno invitati a stabilire tappe concrete e dettagliate per la normazione della prossima generazione di tecnologie.

  • Per conseguire il riconoscimento reciproco dei sistemi di certificazione, la Commissione intende presentare due proposte legislative e istituire un sistema di certificazione armonizzato per le apparecchiature di rilevamento aeroportuali e i sistemi di allarme che dovrebbe far risparmiare all'industria 29 milioni l'anno per minor spese per test e costi di certificazione.

Avvicinare la ricerca al mercato

In tempi di risorse limitate è fondamentale ottimizzare gli investimenti pubblici, evitando inefficienze e duplicazioni. Servono quindi migliori sinergie tra la ricerca sulla sicurezza civile e quella sulla difesa e una ricerca più vicina alle imprese.

La Commissione, in collaborazione con l'Agenzia europea per la difesa, intende presentare agli organismi di normazione Ue, mandati aventi per oggetto le “norme ibride” che coprono risultati della ricerca e sviluppo tecnologico sia nella sicurezza che nella difesa. Si stima che queste norme possono far aumentare il fatturato di 1 miliardo entro il 2020.

Per ridurre il divario fra ricerca e mercato, la Commissione utilizzerà i nuovi meccanismi di finanziamento previsti da Orizzonte 2020, come gli appalti pre-commerciali, per testare e convalidare i risultati dei progetti di ricerca UE in materia di sicurezza. Lo scopo è favorire lo sviluppo di tecnologie più vicine al mercato, grazie al coinvolgimento degli utilizzatori finali in tutte le fasi della ricerca.

L'incremento dell'1% della crescita del mercato della sicurezza legato ad appalti pre-commerciali può portare a un aumento del fatturato di 2 miliardi entro il 2020.

La Commissione incoraggerà gli Stati membri a varare iniziative analoghe a livello nazionale nel rispetto del diritto UE in materia di appalti pubblici.

Migliore integrazione della dimensione sociale e della privacy

La Commissione introdurrà controlli sull'impatto sociale delle nuove tecnologie di sicurezza nella fase di ricerca; intende inoltre conferire un mandato agli organismi europei di normazione perché elaborino norme per l'integrazione delle questioni relative alla riservatezza, dalla progettazione alle fasi di produzione.

Accesso ai mercati internazionali

I mercati più dinamici e con maggiore potenziale sono in buona parte nelle economie emergenti, dove avverrà il 70% della nuova crescita da qui al 2020. Questo vale anche per il settore della sicurezza, soprattutto nelle aree del Medio Oriente, Asia e America Latina. In parallelo, si rischia un calo delle domanda nei Paesi più sviluppati.

Per rafforzare la nostra presenza su questi mercati, oltre a un accesso effettivo agli appalti pubblici ed eliminazione di barrire tecniche, serve anche un marchio per i prodotti europei della sicurezza, un "Made in the EU" che richiami l'alta qualità delle nostre tecnologie.

Conclusioni

Un gruppo di esperti costituito dalla Commissione si riunirà almeno una volta l'anno per seguire l'attuazione delle misure proposte e riunire tutti i soggetti interessati nel settore della sicurezza.

L'attuazione delle misure previste permetterà all'industria europea di migliorare in maniera significativa la propria competitività, creare nuovi posti di lavoro e rafforzare la nostra eccellenza e indipendenza tecnologica.

Per questo è pero essenziale saper andare al di là delle barriere nazionali e lavorare in una dimensione europea.


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