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Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria Tecnologie abilitanti fondamentali (KETs): protagoniste della futura rivoluzione industriale Conferenza Stampa/Bruxelles 26 Giugno 2012

European Commission - SPEECH/12/495   26/06/2012

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Commissione europea

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria

Tecnologie abilitanti fondamentali (KETs): protagoniste della futura rivoluzione industriale

Conferenza Stampa/Bruxelles

26 Giugno 2012

L'Europa si trova ad affrontare una situazione economica e sociale che non ha eguali dal secondo dopoguerra ad oggi.

Oltre alla necessità di creare posti di lavoro e rafforzare la competitività, dobbiamo superare altre sfide cruciali: l'invecchiamento della popolazione, l’accesso (strategico e sostenibile) a materie prime e fonti energetiche, nonché la lotta al cambiamento climatico e la tutela degli ecosistemi.

  • Il mondo nel 2020 sarà molto diverso da quello attuale

  • Dovrebbero aumentare considerevolmente i consumi, in particolare la domanda di energia e di materie prime.

Nel 2030, ad esempio, è previsto il raddoppio del parco auto circolante, che passerà da 800 milioni a 1,6 miliardi, per raggiungere nel 2050 i 2,5 miliardi di veicoli.

Si tratta di sfide enormi che l'Europa deve affrontare con uno sforzo comune. Sfide che rappresentano nel contempo un'opportunità per generare una nuova domanda di beni e servizi e creare in tal modo maggiore occupazione.

Perché l'Europa possa cogliere questa opportunità la politica deve svolgere appieno il proprio ruolo, adoperandosi per accelerare una nuova rivoluzione industriale.

La prima rivoluzione industriale è spesso associata all'uso del carbone e del vapore, per far funzionare le macchine; in seguito, è venuta l'era del petrolio.

Infine, la terza rivoluzione industriale è un processo già in atto, basato sugli sviluppi della tecnologia per rispondere alle grandi sfide sociali.

La nostra economia, infatti, sta subendo cambiamenti radicali anche grazie alle nuove tecniche di produzione basate sulla comparsa delle Tecnologie abilitanti fondamentali (key enabling technologies, KETs) che sono, a mio avviso, uno dei grandi protagonisti della rivoluzione industriale.

Queste ultime, infatti, rappresentano i mattoncini tecnologici, grazie ai quali costruiremo qualsiasi tecnologia o prodotto innovativo hi-tech nei prossimi anni. Delle vere e proprie "materie prime dell'innovazione e della green economy".

La micro e nanoelettronica, le nanotecnologie, la fotonica, i materiali avanzati, la biotecnologia industriale e le tecnologie di produzione avanzate sono, infatti, fondamentali per la produzione di smart greed, pannelli solari, pale fotovoltaiche, auto elettrica, satelliti, e, in generale, di quasi tutti i beni di consumo all'avanguardia, come il settore degli smartphones o dei pc.

Il loro impatto economico a livello mondiale è stimato intorno ai 650 miliardi di euro nel 2008 e dovrebbe aumentare a oltre mille miliardi di euro nel 2015.

Non credo che occorra aggiungere altro per sottolineare l'importanza, per l'Unione europea, di sviluppare e sfruttare industrialmente tali tecnologie abilitanti per garantire il consolidamento e la modernizzazione della propria base industriale affinché essa possa reggere la concorrenza mondiale.

Questo l'obiettivo della "strategia europea sulle tecnologie abilitanti fondamentali" che presentiamo oggi. Essa rappresenta, inoltre, la risposta della Commissione:

  • alle raccomandazioni del consiglio europeo dello scorso Marzo che invitavano, per l'appunto, la commissione a "rafforzare le tecnologie abilitanti fondamentali";

  • alle raccomandazioni del Gruppo ad alto livello sulle Kets.

KETs - CONSIDERAZIONI PRINCIPALI

Con il 32% di brevetti depositati tra il 1991 e il 2008, l'Unione europea è ancora tra i leader mondiali nello sviluppo delle KETs. Essa, infatti, è l'unica regione che detiene tutte e 6 le tecnologie. Secondo la Commissione, l'UE ha tutti i requisiti per mantenere questa posizione. Tuttavia non possiamo cullarci sui nostri successi. La competizione da parte della Cina, dell'India, della Corea diventa sempre più pressante e aggressiva. Basti pensare che negli ultimi 10 anni la quota di brevetti depositati dell'Asia è passata dal 29% al 38%

La principale debolezza dell'UE sta nella sua incapacità di trasformare le proprie idee in beni e servizi. La produzione manifatturiera legata alle Kets, infatti, è in continua diminuzione.

I grafici alle mie spalle sulle batterie li-ion e sui pannelli fotovoltaici pv-cell sono particolarmente indicativi. Emerge chiaramente lo scollamento netto tra brevetti UE (rispettivamente 31% e 36%) e produzione in UE (0% e 5%).

Ciò è particolarmente preoccupante per due ragioni:

    1. Nel breve periodo, andranno perse possibilità di occupazione e di crescita.

    2. Sul lungo periodo, ciò rischia di compromettere la capacità di generare nuove conoscenze. Innovazione e produzione, infatti, sono intrinsecamente legati, si rafforzano a vicenda e di conseguenza hanno luogo in stretta prossimità.

Quest'ultimo punto è di fondamentale importanza perché ci fa capire che o riusciamo a invertire la tendenza attuale, oppure ci troveremo di fronte a un circolo vizioso che, a causa della diminuzione della produzione, comporterà una graduale erosione della nostra base di conoscenze. Ovvero, della principale forza della nostra economia. Perchè solo puntando sulla qualità e non certo sulla quantità, l'UE potrà vincere la sfida sul mercato globale.

ELEMENTI PRINCIPALI DELLA STRATEGIA EUROPEA SULLE KETs

La strategia che vi presentiamo oggi parte da una considerazione politica: di fronte ad una competizione sempre più aggressiva ( e non sempre leale!) a livello mondiale, non possiamo più pensare secondo logiche nazionali. La risposta deve essere europea. Dobbiamo mettere insieme le nostre forze, coordinare le nostre politiche e le nostre azioni per fornire una risposta europea.

A tale proposito l'Ue ha messo in campo diverse iniziative che combinate tra loro potranno sostenere un vero e proprio approccio europeo:

1- Maggiore focus sulla Ricerca Applicata, per cercare di oltrepassare la "valle della morte" che impedisce alle idee di entrare nel mercato. Per questo in Horizon 2020, saranno dedicati quasi 7 miliardi per il sostegno di progetti pilota e dimostratori che prevedano la combinazione di diverse tecnologie nel settore delle KETs.

2- Fondi regionali. In un momento in cui “ogni euro conta” al fine di aumentare l'effetto leva dei finanziamenti europei abbiamo ritenuto fondamentale:

  • A) modificare le regole per permettere la combinazione dei fondi ricerca e innovazione con i fondi strutturali. Cosa fino ad oggi non possibile.

    E' chiaro che ciò aprirà delle possibilità importanti, soprattutto per le regioni obiettivo coesione che, in linea generale, faticano maggiormente a raggiungere l'obiettivo del 3% di investimenti in R&D.

  • B) Altro elemento a mio avviso fondamentale per quel che riguarda i fondi strutturali: le KETs vengono definitive come una delle aree di investimento prioritarie per le quali è possibile utilizzare i fondi strutturali per finanziare progetti molto più vicini al mercato, che vanno sino alla prima produzione. Elemento quest'ultimo fondamentale al fine di ancorare la produzione sul territorio europeo e evitare delocalizzazioni. E' molto facile, infatti, prendere un prototipo e poi andare a produrlo in Cina. Diventa molto più difficile farlo quando si ha già una prima linea di produzione e una struttura ad essa dedicata in Europa.

3- Firma di un Memorandum di Intesa con la BEI per rafforzare il sostegno alle Kets. In questo senso guardiamo con molto interesse ai 10 miliardi di ri-capitalizzazione della BEI che dovrebbero essere confermati dal Consiglio europeo di questa settimana.

4- Rafforzare il coordinamento interno ed esterno alla Commissione. Sarà definita una Governance ad hoc per le Kets in seno alla commissione per assicurare la coerenza e le sinergie tra tutti i programmi interessati. Costituiremo, inoltre, un gruppo consultivo esterno per rafforzare il partenariato pubblico-privato.

5- Nell'ambito dell'attuale modernizzazione delle norme in materia di aiuti di Stato, la Commissione presenterà il prossimo anno una revisione delle linee guida per la ricerca e l'innovazione per sostenere l'attuazione delle strategia Europa 2020 e migliorare la qualità della spesa pubblica. La comunicazione sottolinea, inoltre, che la disciplina sugli aiuti di stato prevede criteri specifici per valutare gli aiuti destinati alla realizzazione di un importante progetto di interesse comune europeo, ai sensi dell'art.107 (par.3) punto B del trattato.

6- Politica Commerciale: creazione di un contesto commerciale più favorevole alle tecnologie abilitanti fondamentali a livello bilaterale e multilaterale. Ciò proseguendo i propri sforzi a favore di una concorrenza leale, nonché la lotta contro le sovvenzioni da parte dei paesi terzi. Promuoveremo, inoltre, la cooperazione con i paesi terzi nell'ambito di tali tecnologie nei comparti che presentano un interesse reciproco.

CONCLUSIONE

In conclusione, tengo a sottolineare che la Commissione non può affrontare tutte le sfide da sola. Le attività di diffusione delle tecnologie abilitanti richiedono un coordinamento e la creazione di sinergie tra tutte le parti interessate: Commissione, stati membri, regione, industria.

Per questo motivo la Commissione invita gli Stati membri e le regioni a definire e ad attuare strategie di specializzazione intelligente (necessità di pensare europeo e non più secondo logiche di campanile, nella definizione delle priorità per i fondi regionali per potere avere un effetto leva con i fondi europei di R&I), e a promuovere azioni specifiche per le tecnologie abilitanti, basate sui poli di competitività (cluster).

Infine, riteniamo che sia importante che anche l'industria si assuma le proprie responsabilità. La Commissione si è dimostrata disponibile a promuovere progetti di innovazione più rischiosi e costosi che siano più vicini al mercato e di importanza essenziale per la competitività dell'UE. In tempi di finanze pubbliche limitate, è più che mai importante che i fondi pubblici siano utilizzati per favorire la crescita e l'occupazione. I membri del gruppo di esperti ad alto livello hanno, in questo contesto, concordato impegni delle parti interessate per la creazione di linee pilota industriali. Sulla base di questi impegni, è mia intenzione avviare un dialogo con le parti interessate del settore affinché esse elaborino e sottoscrivano un memorandum d'intesa, che dovrebbe esprimere il loro impegno a contribuire attraverso le tecnologie abilitanti alla strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.


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