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Antonio Tajani "Il Turismo come strumento di sviluppo e le opportunità offerte dall'EXPO 2015 al Paese" Borsa Internazionale del Turismo (BIT) Milano, 16 febbraio 2012

Commission Européenne - SPEECH/12/106   16/02/2012

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SPEECH/12/106

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell’Industria e Imprenditoria

"Il Turismo come strumento di sviluppo e le opportunità offerte dall'EXPO 2015 al Paese"

Borsa Internazionale del Turismo (BIT)

Milano, 16 febbraio 2012

Caro Ministro degli Affari regionali, Turismo e Sport

Caro Presidente della Fondazione Fiera di Milano

Cari responsabili dell'Osservatorio Turismo

Caro Vice Direttore del TG1

Signore e Signori,

Il Turismo è un settore strategico per l’Europa e per l’Italia.

Ne ero fermamente convinto agli inizi del 2010 - allorché mi apprestavo a presentare la nuova Politica europea di settore - e ne sono persuaso ancor più oggi, sulla base dell’esperienza acquisita in questi due anni di lavoro.

Il turismo è un “motore economico” essenziale e, pertanto, deve figurare in cima a qualsiasi agenda di governo. Non è necessario che lo ricordi al Ministro Gnudi che, dall’avvio del suo mandato, ha mostrato un’attenzione e una sensibilità speciali a tal riguardo.

Indicatori economici a parte, il modo in cui spendiamo i nostri giorni di vacanza, o un semplice weekend, rappresenta un formidabile indicatore della nostra qualità di vita.

Grazie anche ai mezzi di trasporto (sempre più veloci e a basso costo) il turismo è diventato parte integrante della sfera della libertà individuale e, quindi, del concetto stesso di cittadinanza europea.

Basti pensare che fino agli inizi del XIX secolo, il “Grand tour” - progenitore del turismo moderno - era una sorta di “anno sabbatico” cui si dedicavano pochissimi privilegiati: umanisti, letterati, artisti e rampolli delle classi agiate.

Oggi viaggiare e fare turismo significa esercitare il “diritto” alla mobilità, all’accesso alla cultura, alla crescita personale, sviluppando lo spirito di tolleranza e il rispetto verso le altre culture e società.

Tre recenti trend, in particolare, devono guidare la nostra azione, sia a livello europeo che a livello nazionale:

  • In primo luogo la crescita del turismo interno. In tempi di crisi, gli italiani e gli europei hanno scelto l’Italia e l’Europa per le loro vacanze. Cala infatti la spesa per i soggiorni nei Paesi extra-UE, mentre si consolida il fronte del “turismo interno”. In altri termini… “spendiamo in casa”, sostenendo la nostra industria del turismo.

  • L’ascesa dei Paesi BRICs (Brasile, Russia, India e Cina): questo secondo trend modifica il vecchio cliché (ormai sbiadito) dei turisti americani o giapponesi che affollano le nostre città d’arte. L’“identikit” del visitatore extra-europeo muterà, anzi sta già mutando, profondamente nei prossimi anni. Come ci confermano le rilevazioni dell'Osservatorio del Turismo, il maggior incremento di visitatori nei prossimi anni giungerà dalla Cina. L’Italia ha l’opportunità imperdibile di intercettare questo “nuovo ceto medio” globale, che scopre il turismo come nuova forma di consumo.

  • L’altro dato significativo è che un numero crescente di visitatori sceglie le cosiddette “destinazioni inusuali ed emergenti”. Il consistente incremento di questo “segmento” di mercato ci incoraggia ad investire in misure di diversificazione & destagionalizzione dell’offerta turistica. In tale direzione vanno diverse iniziative comunitarie, come il nostro progetto "EDEN" che - ad esempio - mira alla valorizzazione delle località più piccole e sconosciute, che compongono l’indispensabile ossatura del turismo sostenibile e d’eccellenza europeo.

Sostenendo il turismo realizziamo importanti obiettivi della strategia per la crescita“Europa 2020”, creando occupazione e rafforzando coesione sociale e territoriale.

Ed oltre ad essere un volano di competitività per molti altri settori produttivi, il turismo è la fonte di primo impiego per molti giovani, che spesso sono il bacino di reclutamento degli “stagionali”.

Nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, l’Unione europea fornisce il proprio valore aggiunto alle azioni intraprese a livello nazionale e regionale, nei singoli Stati membri.

Mi limito a citare solo alcune delle 21 iniziative contenute nel nostro Piano d'azione, che ho presentato ai ministri europei riuniti a Malta nel novembre 2010.

L’OSSERVATORIO EUROPEO – Innanzitutto, stiamo lavorando all’istituzione a breve di un Osservatorio virtuale del turismo europeo che ci aiuterà ad approfondire la conoscenza socio-economica del settore e a fornire a tutti gli operatori, pubblici e privati, quelle informazioni, analisi, studi e raccomandazioni che sono indispensabili per una corretta presa di decisioni.

PIATTAFORMA TIC – Ho recentemente inaugurato a Bruxelles la piattaforma per le Tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni applicate al turismo. Questa piattaforma faciliterà l’adattamento delle imprese turistiche, in particolare le PMI, all’evoluzione delle nuove tecnologie.

Inoltre, nelle ultime settimane abbiamo avviato proficui colloqui anche con il leader dei motori di ricerca GOOGLE, valutando l’avvio di partnership nelle attività di mappatura (ed altri servizi gratuiti) che valorizzano l’attività di decine di migliaia di PMI del settore.

MARCHIO EUROPEO DI QUALITA’ - E’ l’iniziativa più importante cui stiamo attualmente lavorando a livello europeo. Ritengo, infatti, necessario sviluppare e adottare un Marchio Europeo di qualità, che renderà riconoscibili i prodotti e i servizi turistici d’eccellenza, rafforzando la fiducia dei consumatori e ricompensando gli operatori che si sono distinti in tale senso.

La qualità dei servizi è un elemento complesso ma fondamentale dell'offerta turistica europea. In questo momento esiste una gamma pressoché sterminata e disomogenea di sistemi di valutazione.

Di conseguenza, criteri e metodi spesso sono incomparabili, generando confusione nei consumatori. Il futuro marchio europeo dovrà garantire la piena trasparenza e comparabilità della qualità dei servizi.

I benefici saranno molteplici:

  • Facilitare la scelta dei consumatori;

  • Rafforzare la fiducia dei consumatori;

  • Incentivare le imprese a fornire servizi di qualità;

  • Sostenere la promozione a livello mondiale dell’Europa come “destinazione unica”;

Di queste tematiche ne abbiamo discusso a Bruxelles tre settimane fa (lo scorso 25 gennaio), in occasione di una conferenza di alto livello che ha passato in esame i principali punti dell’iniziativa.

E vi annuncio che è mia intenzione far adottare dalla Commissione il marchio con un atto legislativo, il primo basato sulle nuove competenze che il trattato di Lisbona ci riconosce e conferisce in materia di turismo.

La mia idea è quella di un marchio "pan-europeo" di qualità basato su un Regolamento.

Ritengo che il marchio “Ospitalità italiana” rappresenti un modello eccellente, di cui stiamo tenendo conto nella definizione del Marchio europeo.

Sarà un sistema al quale aderire su base volontaria, ma i cui principi - una volta adottati - saranno vincolanti per coloro che vi parteciperanno. Uno strumento, perciò, suscettibile di applicazione sempre più vasta, con risultati sempre maggiori.

E il Marchio europeo di qualità, avrà un alleato nella Carta Europea del turismo sostenibile e responsabile: un altro importante tassello che ci apprestiamo a lanciare nel contesto della politica europea del turismo.

Resta inoltre un punto fermo, al centro del mio impegno, il rafforzamento dell’immagine della “destinazione Europa” nel mondo.

A tal riguardo, è centrale la cooperazione con le economie emergenti, in particolare America Latina, Cina e Russia.

Nel mese di dicembre mi sono recato in visita ufficiale in America Latina, dove - tra i vari accordi di cooperazione industriale e imprenditoriale - ho sottoscritto accordi specifici nel settore del turismo, per intensificare gli scambi turistici in periodo di bassa stagione.

Uno fra i progetti che ritengo tra i più importanti tra quelli che ho lanciato l'anno scorso è proprio incentrato sulla cooperazione con alcuni paesi del Sud America, per la promozione di flussi turistici verso l’Europa in periodi di bassa stagione (iniziativa 50mila turisti).

Per la prima volta la Commissione ha riunito attorno ad un unico progetto governi degli Stati membri, di Stati terzi, le maggiori compagnie aeree e le più grandi associazioni europee del settore del turismo.

Sono sicuro che questo progetto potrà fornire un grosso contributo in termini di promozione dell'Europa e incremento dei flussi turisti dagli altri continenti.

Rilasciare visti turistici agevolati, in minor tempo e con minori restrizioni e, in altri termini, con un carico burocratico inferiore, è un punto cruciale e prioritario.

A tale scopo abbiamo allestito a Bruxelles un apposito gruppo di lavoro che sta preparando la revisione del Regolamento europeo per il rilascio dei visti.

L’Italia - su tale fronte - ha fornito un esempio illuminante. Il Consolato italiano a Shangai, infatti, ha dimostrato che attraverso specifiche facilitazioni - come l’invio di propri addetti sul territorio - è stato raddoppiato in meno di due anni il numero di visti per l’ingresso di turisti cinesi in Italia. Si tratta di una best practice di cui ho già avuto modo di citare ad esempio nel corso dei miei colloqui con i Ministri dell’Industria e del Turismo europei, pertanto invito il Ministro Gnudi ad insistere in tale direzione.

Restando in Cina, abbiamo avviato regolari e proficui contatti con le autorità di Pechino. Tra i primi risultati significativi di questa cooperazione, c’è la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la rete delle regioni europee “Necstour” e l’Accademia del Turismo cinese per l’avvio di politiche e pratiche comuni.

Entro la fine dell’anno tornerò in Cina per una nuova missione. Oltre a colloqui in materia di Politica industriale e spaziale, sarà l’occasione per fare il punto con le autorità di Pechino sui partenariati nel settore del turismo. In tale occasione, firmerò uno specifico protocollo d'intesa con il Ministero cinese del turismo, Shao Quiwei, che coprirà quattro aree : lo scambio di buone pratiche, la cooperazione nel settore delle statistiche, la promozione del turismo sostenibile e la facilitazione dei visti.

Analoghe iniziative sono allo studio con le autorità russe, a seguito di proficui colloqui che ho avuto con il ministro dell’Industria della Federazione russa, Viktor Khristenko.

Concludendo, vorrei esprimere il mio sostegno e apprezzamento per le linee programmatiche presentate nei giorni scorsi dal Ministro Gnudi in materia di turismo.

Il Ministro ha giustamente affermato che il turismo in Italia ha grandi potenzialità che, in larga misura, non sono sfruttate.

A conforto di questa tesi, ha stimato che questo settore strategico può contribuire ad un ulteriore 5% del PIL nazionale, giungendo a rappresentare entro il 2020 il 18% della ricchezza prodotta nel Paese.

L’azione intrapresa negli ultimi due anni dalla Commissione europea offre un concreto valore aggiunto, a sostegno degli obiettivi fissati dal Ministro Gnudi.

E colgo l’occasione per rinnovare il mio pieno sostegno, come Commissario europeo responsabile per l’Industria e per il Turismo, all’EXPO 2015 di Milano che si terrà proprio qui, in questa splendida struttura.

I Grandi Eventi (come l’EXPO 2015 o le Olimpiadi di Londra che si terranno quest’anno) rappresentano un importante banchi di prova per la politica europea del turismo. In particolare, rappresentano un volano per la promozione di prodotti turistici transfrontalieri e per consolidare l’immagine dell’Europa come destinazione unica.

A proposito di eventi importanti, vi informo che dal 6 al 10 giugno terremo qui vicino, a Pavia - un’altra città lombarda - il primo evento annuale europeo del Turismo culturale, dedicato quest’anno agli Itinerari Culturali e Religiosi europei, all’interno di un grande evento fieristico che si chiamerà “Crocevia d’Europa” (Carrefours d’Europe).

Mi sono fatto promotore di questa iniziativa pilota che è solo la prima di un evento che diventerà un appuntamento fisso, a cadenza annuale.

Per la prima edizione ho scelto una città italiana: Pavia, posta lungo la Via Francigena, ma attraversata anche dal percorso di San Martino di Tours e dal cammino di Sant’Agostino.

Sarà la “grande vetrina” degli itinerari culturali europei. Ma si tratta anche di un’occasione importante per il rilancio turistico del territorio lombardo ed italiano.

Grazie per la vostra attenzione!


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