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SPEECH/11/174

José Manuel Durão Barroso

Presidente della Commissione europea

Punto stampa del Presidente Barroso con il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi

Punto stampa

Roma, 14 marzo 2011

Buon pomeriggio,

Sono molto contento di essere nuovamente a Roma. Desidero ringraziare il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per le sue gentili parole: avrò l’onore di incontrare tra poco il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

Dalla riunione dei leader europei di venerdì scorso è uscito un messaggio duplice: l’Europa vuole sostenere gli sviluppi storici della sponda sud del Mediterraneo. E l’Europa è pronta a mostrarsi solidale e a condividere l’onere con i paesi che sono particolarmente esposti.

Mi rallegro di questo impegno, perché da molto tempo tutta la Commissione, e io personalmente, chiedevamo maggiore solidarietà e condivisione degli oneri.

L’Italia si trova in prima linea rispetto a quello che sta succedendo sulle coste meridionali del Mediterraneo.

Ed è legittima la preoccupazione che tali avvenimenti possano andare oltre le capacità di un singolo paese.

Come paese fondatore dell’Unione europea, l’Italia può contare sulla solidarietà politica e anche finanziaria dell’Unione.

I Capi di Stato e di governo hanno accolto con favore la nostra iniziativa di un “Partenariato per la Democrazia e una prosperità condivisa” con i paesi della sponda sud del Mediterraneo. L’Europa sta dalla parte di coloro che lottano per la libertà e per un futuro migliore. L’Europa vuol fare la sua parte per realizzare con successo questi cambiamenti epocali.

Il Mediterraneo deve unirci e non dividerci.

L’Europa è in grado di superare queste sfide epocali, non solo nel Mediterraneo, ma anche per quanto riguarda la crisi del debito. Stiamo finalizzando una risposta su tutti gli aspetti della crisi e contiamo di trovare un accordo entro la fine di marzo.

Stiamo cambiando il modo in cui coordiniamo le politiche economiche. Stiamo raggiungendo nuovi livelli di integrazione. Stiamo completando l’unione monetaria con l’unione economica. Lottiamo insieme per superare deficit e debito, realizzare riforme a lungo rimandate, aumentare i posti di lavoro e promuovere crescita e competitività per il bene ultimo dei cittadini europei.

Gli Stati Membri appartenenti alla zona Euro hanno concordato un Patto per l’Euro, basato sulla nostra proposta e presentato a seguito di consultazioni degli Stati membri effettuate dal Presidente del Consiglio Europeo e da me stesso. Questo Patto è ora pienamente compatibile con il Trattato e rafforza ulteriormente ciò che stiamo facendo nell’ambito della governance economica.

Nell’Unione europea e soprattutto nella zona dell’euro, non ci può essere solidarietà senza responsabilità, ma neanche responsabilità senza solidarietà. Questo è il principio, il fondamento dell’azione determinata e coordinata che abbiamo intrapreso per salvaguardare la stabilità finanziaria dell’ eurozona.

Solo con un impegno condiviso di responsabilità e solidarietà possono funzionare sia lo “Strumento temporaneo Europeo di Stabilità Finanziaria (EFSF) che il Meccanismo permanente che partirà nel 2013.

Il vertice informale di venerdì scorso fra gli Stati membri della zona euro ha riaffermato questo impegno.

Negli ultimi mesi la Commissione ha insistito sulla necessità di migliorare la capacità effettiva di finanziamento del Fondo attuale e ampliarne la portata. Sembrava impossibile fino a poche settimane fa, ma adesso abbiamo una decisione di principio.

I leader europei si sono impegnati a rendere disponibile l’intero ammontare, pari a 440 miliardi di euro per il Fondo attuale e 500 miliardi per il Meccanismo permanente che gli succederà. Questo è un passo in avanti, non solo per la zona dell’euro, ma per l’Europa intera.

Sono molto felice che l’Italia sia al centro di questi sforzi e mi compiaccio che si sia battuta con forza per una risposta comunitaria ambiziosa e credibile, basata su solidarietà e responsabilità.

Sono fiducioso. Insieme, ce la possiamo fare!


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