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Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e imprenditoria Una nuova politica spaziale per l'UE Emiciclo Parlamento europeo Bruxelles, martedì 26 ottobre 2010

Commission Européenne - SPEECH/10/597   26/10/2010

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SPEECH/10/597

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e imprenditoria

Una nuova politica spaziale per l'UE

Emiciclo Parlamento europeo

Bruxelles, martedì 26 ottobre 2010

Signore,

Signori

E’ un grande piacere vedere riuniti oggi, a Bruxelles, i rappresentanti della grande famiglia del settore spaziale europeo.

Una grande famiglia composta da oltre 30mila membri, alcuni dei quali si conoscono e lavorano insieme già da molto tempo.

Questo comparto produce un volume d'affari di circa 6 miliardi di euro l'anno, offrendo posti di lavoro altamente qualificati e generando, inoltre, numerose ed importanti attività economiche legate all'indotto.

Come molti di voi sapranno, proprio domani presenterò la Comunicazione per la nuova politica industriale europea, di cui un capitolo centrale è consacrato alla politica spaziale.

Le attività spaziali costituiscono un'occasione nonché un vantaggio strategico per l'Europa: le hanno consentito di occupare il secondo posto nel mercato mondiale di settore.

Tale risultato è stato ottenuto grazie a uno sforzo e a una tenacia costanti. Ci tengo, oggi, a rendere omaggio a tutti coloro che vi hanno contribuito in maniera concreta:

le autorità nazionali,

l'Agenzia spaziale europea (ESA),

infine, i nostri industriali: sia gli appaltatori principali che integrano e forniscono le attrezzature spaziali, che le Piccole e medie imprese che producono elementi indispensabili alla loro realizzazione.

Tuttavia, a quasi un anno all'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, è opportuno avviare una riflessione - è nostro dovere farlo - sulle nuove competenze in materia di Spazio che ci sono state conferite dal trattato.

La politica spaziale è ora una competenza condivisa tra l'Unione europea e gli Stati membri.

L'articolo 189 prevede, infatti, che l'Unione «elabori una politica spaziale europea » volta a favorire il progresso scientifico e tecnico, la competitività industriale e l'attuazione delle politiche.

Gli orientamenti politici delle nostre attività sono chiari: derivano dalle risoluzioni del Consiglio Spazio e sono stati confermati - inoltre - dallo stesso presidente Barroso nel suo discorso dell'ottobre 2009 intitolato "Le ambizioni dell'Europa nel settore spaziale".

Possiamo individuare i seguenti assi principali:

Dobbiamo adoperarci per la riuscita dei nostri progetti di geo-navigazione Galileo e GMES per la sorveglianza mondiale dell'ambiente e della sicurezza. L'Unione europea dovrà garantire un congruo finanziamento a lungo termine, nonché una gestione adeguata di tali progetti. Proprio ieri sera e' stato firmato un importante contratto legato a Galileo.

  • GMES dovrà in particolare tener conto della sfida sociale dei "cambiamenti climatici", trasmettendo informazioni volte a migliorare la comprensione dell'evoluzione climatica e a predisporre politiche appropriate che consentiranno gli opportuni adattamenti.

  • Dobbiamo anche fare in modo di ottenere una politica spaziale al servizio della sicurezza. Si dovrà tener conto delle preziose capacità degli Stati membri in materia di sicurezza e, se opportuno, completarle al fine di rispondere alle necessità dell'Unione. Occorre anche affrontare la questione della sorveglianza dello Spazio, tema più conosciuto nel mondo anglofono con la denominazione "Space Situational Awareness", per proteggere meglio le nostre infrastrutture spaziali.

  • Sostenere la ricerca e l'innovazione che, in questo settore, è la pietra angolare. Lo spazio è un motore d'innovazione, pertanto dobbiamo rafforzare gli investimenti in ricerca spaziale, favorendo ricadute positive in altri settori, quali la medicina, i trasporti e le telecomunicazioni: saranno i posti di lavoro di domani. Fare politica spaziale significa lavorare per dare risposte concrete ai cittadini europei.

  • Il nuovo trattato prevede, inoltre, che l'Unione europea abbia mandato per intervenire nell'ambito dell'esplorazione spaziale.

A tal proposito - la scorsa settimana - il Ministro francese della Ricerca, la signora Valerie Pecresse, ha invitato la Commissione europea a prendere l'iniziativa per allestire un Forum politico internazionale sull'esplorazione spaziale.

Secondo il ministro francese, questo Forum dovrà giovarsi di un gruppo di esperti e personalità qualificate che sarà consultato nella preparazione di proposte concrete da sottoporre al Parlamento e al Consiglio europeo.

Raccolgo positivamente l'idea lanciata dal Ministro Pecresse che - nel medio termine - ci permetterà di dotarci di una governance e di una visione chiara, e condivisa, sulle nostre attività spaziali.

Come constatiamo, ogni giorno, il benessere dei cittadini europeo dipende sempre più dalle applicazioni spaziali nei settori più svariati: ambiente, sicurezza e trasporti, su tutti.

Anche l'evoluzione demografica delle nostre popolazioni condurrà ad un sempre maggiore impiego delle applicazioni spaziali; ad esempio allo scopo di sviluppare servizi medici a distanza, oppure l'assistenza alla mobilità intelligente.

I nostri due grandi progetti faro Galileo e GMES - che ho appena citato - contribuiranno concretamente a raccogliere queste sfide economiche, sociali, ambientali e strategiche.

E vi annuncio che - in seguito al riesame del bilancio generale della scorsa settimana - presenteremo entro la fine dell'anno anche la revisione del nostro budget destinato ai programmi di navigazione satellitare europei.

Galileo contribuirà in numerosi ambiti:

  • telecomunicazioni mobili

  • orientamento dei veicoli,

  • sicurezza dei trasporti,

  • ma contribuirà anche nel settore bancario,

  • nei lavori pubblici,

  • e nella fornitura di energia, etc.

  • Ci aiuterà, inoltre, nei servizi di assistenza alle persone disabili e a mobilità ridotta.

Contribuirà anche alla gestione delle colture agricole e dell'allevamento di bestiame. Quest'ultima funzione potrebbe risultare più rilevante e vitale di quanto non sembri, tenuto conto dei vincoli crescenti che influiscono sulla disponibilità alimentare nel mondo.

La radionavigazione via satellite sta penetrando, davvero, in ogni aspetto della società, conferendo al programma Galileo una dimensione che possiamo definire, a giusto titolo, "civile". Pensiamo all'utilita' nelle vicende di Haiti e nel Pakistan.

Vi annuncio che oggi stesso comunicherò la firma del 4° lotto (su un totale di 6) degli appalti di Galileo, inerente alla messa in opera dell'infrastruttura.

Inoltre, vi annuncio che la Commissione europea lancerà un concorso tra gli studenti europei per assegnare un nome ad ognuno dei sei satelliti di Galileo che verranno lanciati entro il 2011.

GMES ci consentirà di gestire meglio le calamità naturali e di intervenire in caso di inondazione, terremoto o incendio, migliorando il dispiegamento delle risorse di protezione civile.

Questi due progetti sono rappresentativi del valore aggiunto che l'Europa può offrire ad attività di portata mondiale. Consentono all'Europa di consolidare la sua presenza nel mondo nell'ambito delle tecnologie avanzate, dandole l'occasione di offrire un contributo concreto e significativo alle problematiche dell'osservazione della terra, dei cambiamenti climatici e della geo-navigazione.

Infine i progetti e le iniziative nel quadro della politica spaziale permettono all'Europa di parlare con una sola voce sulla scena internazionale.

La nostra politica spaziale contribuisce a rafforzare l'immagine unitaria dell'Europa, in un mondo in cui i grandi equilibri economici e strategici evolvono rapidamente.

Il mio desiderio è che la politica spaziale possa aiutarci a creare l’Europa che sogniamo per le future generazioni, per un futuro di benessere e pace.

Grazie della vostra attenzione!


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