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SPEECH/10/527

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile per l’Industria e l’Imprenditoria

Discorso alla Conferenza di Stampa sull'Unione dell' Innovazione

Conferenza di stampa L’"Unione dell'innovazione"

Bruxelles, 6 ottobre 2010

L'Unione per l'innovazione, che assieme a Màire presentiamo questa mattina, è una delle 7 iniziative faro di Europa 2020 ed stata sviluppata di pari passo con la comunicazione sulla Nuova politica industriale, di cui sono responsabile, e che verrà adottata il prossimo 27 Ottobre. Le due strategie sono, insieme, le facce della stessa medaglia: perché non ci può essere crescita senza innovazione. Cosi come non ci può essere innovazione senza l'industria e la PMI.

Infatti, se il laboratorio di un centro di ricerca ha la testa e il cuore proiettati nel futuro - come è giusto che sia - l’industria, invece, si confronta quotidianamente col mercato.

Se un’impresa - di dimensioni grandi o piccole - fa professione di innovazione, allora state certi che il suo discorso inizierà con questa frase: “Oggi produco questo articolo. In futuro produrrò qualcosa di nuovo, oppure continuerò a produrre questo stesso articolo, ma in maniera diversa, con caratteristiche diverse e a costi inferiori… in risposta alle mutate esigenze del mercato”.

Quindi, se con la nostra strategia sulla politica industriale noi punteremo principalmente ad assicurare una catena del valore solida, diversificata e competitiva nel settore del manifatturiero, con una particolare attenzione alle PMI, nel contempo, partiremo dal presupposto che non sarà possibile raggiungere una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva (obiettivo definito in EU 2020) se le imprese e le PMI europee non riusciranno ad affrancarsi e svincolarsi dal vecchio modo di intendere e fare industria. E se non punteranno sull'innovazione.

Perché scarsa competitività, bassi livelli di produttività e incapacità di creare nuova occupazione, sono spesso il risultato di ridotti o inesistenti investimenti in innovazione. Un dato particolarmente indicativo: per raggiungere nel 2020 l'obiettivo del 3% di investimenti in Ricerca e Sviluppo che ci ricordava Màire poco fa, è stato calcolato che saranno necessari investimenti aggiuntivi da parte delle imprese private per un totale di 150 miliardi di euro, rispetto ai livelli del 2008.

Di qui, l'importanza di puntare su un nuovo concetto, più ampio di innovazione, che sia in grado di cogliere tutte le potenzialità dei diversi settori.

Perché innovare, oggi, non significa concentrarsi unicamente sulla tecnologia ma guardare anche ad altri modelli d’innovazione: di processo, sociale, di design, legata ai servizi, al branding o alle industrie creative e culturali.

Ma perché gli imprenditori possano compiere, con successo, quel passaggio che fa si che si passi dalle idee al mercato, è più che mai fondamentale, in particolar modo in questo momento di crisi economica, creare le giuste condizioni per l'innovazione ed eliminare gli ostacoli che oggi impediscono alle idee di entrare sul mercato.

A tale proposito nel documento sono identificati diverse aree di intervento principali:

1- Rafforzamento degli investimenti in Conoscenza

2- Creare le giuste condizioni di base e rimuovere gli ostacoli all'innovazione

3- Evitare la frammentazione del mercato interno e la duplicazione dei costi. Spendendo le nostre risorse in modo più strategico in modo da raggiungere una massa critica

In quanto commissario all'industria e responsabile per la piccole e medie imprese, vorrei concentrarmi su questi ultimi due punti, per cercare di rispondere concretamente alla domanda "Cosa farà concretamente l'Innovation Union per le imprese e le PMI?"

1. In primo luogo punterà sulla Semplicazione, in particolare per le PME, per quel che riguarda l'accesso ai Programmi Europei di Ricerca (FP7 e futuro FP8). La Commissione ha già realizzato un esercizio di semplificazione per quel che riguarda il 7 Programma Quadro, ma in futuro vuole andare oltre, concependo il futuro programma avendo in mente la partecipazione di una piccola e media impresa, ad esempio anche di 10-15 persone.

2. Accesso al credito:

- entro il 2012 la Commissione proporrà misure concrete per la realizzazione di venture capital transfrontalieri; rafforzerà la collaborazione con la BEI per garantire: investimenti nel trasferimento tecnologico e in start up; SME Finance Forum;

3. Diminuire il costo dei brevetti. A tale riguardo sarà importante raggiungere il prima possibile un accordo sul brevetto europeo;accordo che permetterà di far risparmiare alle imprese quasi 250 milioni di euro l'anno.

Un esempio concreto: secondo i dati forniti dall'ufficio Europeo dei Brevetti, oggi un'impresa europea deve sborsare circa 192000 euro per ottenere e mantenere un brevetto valido nei 27 paesi membri. La stessa operazioni negli USA costa 4412 euro.

4. Utilizzo strategico ed oculato gli appalti pubblici, inclusi gli appalti pubblici o quelli pre-commerciali, che rappresentano un vero e proprio motore per gli investimenti in innovazione. Come abbiamo già fatto, ad esempio, nel settore dei trasporti con la direttiva sui "Veicoli puliti e ad alta efficienza energetica", attraverso la quale abbiamo incoraggiato le pubbliche amministrazioni che dovevano rinnovare i propri mezzi di trasporto pubblici a considerare non solo il prezzo, ma soprattutto l'impatto sull'ambiente del veicolo, incoraggiando in questo modo la produzione e diffusione delle nuove tecnologie pulite ed eco-efficienti.

5. Riformare il sistema di standardizzazione in modo da rendere le procedure di adozione degli standard più rapide e soprattutto in grado di rendere l'Europa competitiva sul mercato globale, in particolar modo nel settore dell'ICT (proposta legislativa prevista a inizio 2011).

6. Favorire la diffusione delle KETs (Key enabling technologies, dette anche tecnologie chiave abilitanti) ad esempio sulla base delle conclusioni del gruppo ad alto livello attese per giugno del 2011 e grazie alla futura revisione delle misure sugli aiuti di stato a favore dell'Innovazione;

7. Per tornare al nuovo concetto più ampio di innovazione, cui accennavo in apertura del mio discorso, che non punta solo sulla tecnologia, ma anche sul design e la creatività, nel 2011 la Commissione avvierà due iniziative fondamentali:

    • lo European Design Leadership Board,

    • e l’ Alleanza delle Industrie creative europee.

Questi due gruppi saranno invitati ad avanzare proposte allo scopo di rafforzare il ruolo del design e della creatività nei processi d'innovazione; ad esempio, attraverso programmi nazionali ed europei, oppure attraverso il lancio di un marchio d'eccellenza europeo per il design.

8. E ancora, al fine di valorizzare tutte le forme di innovazione, la Commissione lancerà nel 2011 di un Programma di Ricerca sulla Innovazione nel settore della pubblica Amministrazione e sulla Innovazione Sociale;

9. Miglior uso dei fondi strutturali. La Commissione assisterà gli stati membri al fine di utilizzare meglio gli 86 miliardi di euro programmati per la ricerca e l'innovazione nel periodo 2007-2013. Inoltre, la programmazione dei fondi strutturali post 2013 sarà focalizzata maggiormente verso l'innovazione. In questo contesto un ruolo importante potrà essere svolto anche dai clusters per l'innovazione.

10. Ultimo, ma per questo non meno importante, il concetto dei Partenariati per l'Innovazione, già presentato dalla collega nel suo intervento. Perchè innovare significa contribuire in maniera decisiva all’evoluzione della società e dell’economia, apportando nuove soluzioni in grado di rispondere in modo rapido ed efficace alle principali sfide sociali. Come ad esempio il cambiamento climatico, l’aumento demografico, l’invecchiamento della popolazione e la scarsità di materie prime. Avvieremo a gennaio 2001 di un primo progetto Pilota per favorire l'Invecchiamento in buona salute. Ne seguiranno altri nel 2011, nel settore dell'acqua, della Mobilità intelligente, delle Smart Cities e dei Raw Material. Tutti questi partenariati hanno uno spiccato aspetto competitivo e sono convinto che l'industria, assieme al mondo della Ricerca e grazie ad un impegno politico ai massimi livelli, potrà svolgere il suo ruolo per contribuire a rispondere alla sfide sociali alle quali noi, tutti, siamo confrontati.


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