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SPEECH/10/387

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e imprenditoria

Discorso di apertura della Prima riunione del Gruppo di esperti ad alto livello (HLG) sulle Tecnologie abilitanti fondamentali - Key Enabling Technologies (KETs)

Prima riunione del Gruppo di esperti ad alto livello (HLG) sulle Tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs)

Bruxelles, Berlaymont - Sala Schuman, 13 luglio 2010

Signore e Signori,

Con grande piacere vi do’ il mio benvenuto a questa prima ed importante riunione del Gruppo di esperti ad alto livello sulle Tecnologie abilitanti fondamentali (“Key enabling technologies”).

Questo pregiato team è composto da rappresentanti degli Stati membri, dell’industria, delle Università, delle Piccole e Medie Imprese (PMI) e della Banca europea per gli investimenti (BEI).

Sono felice che tante personalità abbiano accettato il nostro invito e che tante competenze siano riunite qui, oggi, attorno a questo tavolo.

Ma lasciate che accolga con uno speciale benvenuto, il Segretario di Stato Homann (DE) e il Direttore generale Luc Rousseau (FR), entrambi esponenti di Paesi membri dotati di politiche avanzate nel settore delle cosiddette “KETs”.

Anche il Ministro Willets (UK) avrebbe dovuto essere qui con noi, ma purtroppo è stato trattenuto da sopraggiunti impegni istituzionali.

Ringrazio, inoltre, il professor Jean Therme per aver accettato il mio invito a presiedere questo importante gruppo di alto livello, che si accinge a raccogliere una sfida importante per la competitività della nostra industria a livello europeo ed internazionale.

Infatti, se non è dato sapere oggi quali saranno i beni e i servizi innovativi disponibili fra 5 o 10 anni sul mercato, già sappiamo che tali beni o servizi poggeranno sulle tecnologie abilitanti fondamentali.

Tali tecnologie abilitanti sono strumenti chiave, proprio perché - come indica il nome stesso - possono "abilitare" molti dei nostri settori industriali.

Ecco perché la Commissione europea attribuisce un’enorme importanza a questo settore e ha deciso di istituire questo gruppo ad alto livello.

Riteniamo che il futuro dell’economia europea - che passa anche attraverso il consolidamento e l’ammodernamento della nostra base industriale - trarrà notevole vantaggio dalla diffusione e dalla commercializzazione di tali strumenti in Europa, ma non solo!

Abbiamo bisogno di tecnologie abilitanti su diversi fronti: dalla medicina, al settore dell'informatica a quello delle comunicazioni, ma non è certo a voi che devo ricordarlo e spiegarlo!

Intendiamo, quindi, concentrarci sull'applicazione industriale e sulla commercializzazione delle KETs. E per farlo contiamo sul vostro aiuto per sviluppare una visione strategica e proporre raccomandazioni politiche concrete.

Come sapete la Commissione ha adottato nel marzo scorso la strategia per la nuova crescita “Europa 2020”.

Vogliamo prestare maggior attenzione alle sfide sociali, promuovendo, a questo scopo, veri e propri partenariati con gli Stati membri e con tutte le parti interessate.

A tal fine EU 2020 annuncia sette azioni faro, di cui le Kets (tecnologie abilitanti fondamentali) costituiscono - per evidenti motivi - parte integrante di un paio di esse: mi riferisco alla nostra futura comunicazione sulla “Politica industriale all'era della globalizzazione” e all' “Unione per l’Innovazione”.

Consentitemi di soffermarmi, brevemente, sulla nuova politica industriale europea. In seguito la mia collega, Máire Geoghegan-Quinn, si concentrerà sull'Unione per l'Innovazione, iniziativa alla quale stiamo lavorando congiuntamente e che la Commissione approverà il prossimo settembre.

Mentre la Vicepresidente Neelie Kroes, si concentrerà maggiormente sul ruolo delle Kets nel contesto dell’Agenda digitale che, come sapete, è stata la prima delle sette iniziative faro ad essere adottate dalla Commissione lo scorso maggio.

Ma torniamo alla politica industriale. Le sfide per le nostre industrie - in particolare in una fase di crisi economica - sono chiare: dobbiamo rimanere competitivi e mantenere un’industria manifatturiera diversificata, per favorire il suo potenziale di creazione di posti di lavoro.

Inoltre, mai come oggi è cruciale, per il futuro della nostra economia, consolidare i punti di forza dell’UE volti a produrre beni e servizi innovativi e di elevata qualità, capaci anche di rispondere alle nuove sfide sociali.

Potremo superare tali sfide solo se sapremo mettere a frutto le nostre attività di Ricerca e Sviluppo: le nostre industrie devono trarre un reale e concreto vantaggio dalla ricerca di eccellenza che già si pratica in Europa. In caso contrario, gran parte dei risultati di tale sforzo finiranno per essere commercializzati (e sfruttati) in altre Regioni del pianeta.

In sintesi: competitività e innovazione sono strettamente legate tra loro e le Kets rappresentano la sintesi più compiuta di tale interazione.

Siamo convinti, inoltre, dell'importante potenziale economico che le tecnologie abilitanti possono contribuire a liberare, migliorando la base industriale dell'economia europea e attraendo, al contempo, nuovi investimenti.

In tempi in cui il settore finanziario mette a nudo alcune sue carenze e in cui si prevedono difficili risanamenti dei bilanci, l'industria manifatturiera ed i relativi servizi commerciali svolgono, infatti, un ruolo fondamentale sul fronte della crescita e dell’occupazione.

La crisi economica ha riproposto all'attenzione l’importanza di un'industria manifatturiera forte, competitiva e diversificata, per realizzare il potenziale di competitività e di occupazione dell'UE.

Ecco perché la Comunicazione sulla politica industriale - che intendiamo a presentare a ottobre - fisserà il quadro generale per ulteriori iniziative concrete, combinando un approccio orizzontale con uno più settoriale.

Del resto, l’elevata interconnessione fra settori e Regioni e la rapidità delle evoluzioni che caratterizzano l'attuale contesto industriale ed economico ci indicano chiaramente che le forme ed il potenziale delle industrie sono destinate a cambiare volto nei prossimi 5 - 10 anni: non è più possibile pensare solamente in termini di mercato europeo.

Come già sottintende il titolo della nostra futura "comunicazione sulla politica industriale nell'era della globalizzazione" il nostro mercato di riferimento deve essere quello globale!

Basti pensare a come è cambiato il contesto globale per le imprese dall'ultima comunicazione della Commissione sulla politica industriale del 2005 ad oggi.

In alcuni settori, ad esempio, il ruolo del mercato europeo è stato ridimensionato dai ritmi di crescita e dalle dimensioni dei mercati emergenti in Asia, particolarmente in India e Cina.

Ecco perché gli sforzi per individuare quali sono e saranno gli interessi industriali strategici a livello europeo, assumono, in un contesto così mutevole, un'importanza centrale e crescente.

E' a questa visione politica che vi chiedo di contribuire con i lavori del gruppo ad alto livello e con il vostro rapporto: strumenti fondamentali per l'elaborazione di una strategia europea per le tecnologie abilitanti fondamentali.

Ringraziandovi ancora della vostra presenza, cedo ora la parola alla cara collega, Maire Gheogegan-Quinn.


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