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Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e imprenditoria Discorso d'apertura della riunione ministeriale informale "Le'iniziaíive dell'Unione europea per far fronte alla crisi del l'industria automobilistica" Riunione ministeriale informale "Le'iniziaíive dell'Unione europea per far fronte alla crisi del l'industria automobilistica" Bruxelles, 19 febbraio 2010

European Commission - SPEECH/10/35   19/02/2010

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SPEECH/10/35

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e imprenditoria

Discorso d'apertura della riunione ministeriale informale "Le'iniziaíive dell'Unione europea per far fronte alla crisi del l'industria automobilistica"

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Riunione ministeriale informale "Le'iniziaíive dell'Unione europea per far fronte alla crisi del l'industria automobilistica"

Bruxelles, 19 febbraio 2010

Señoras Ministras, Señores Ministros; Señoras y Señores:

Les agradezco profundamente que hayan aceptado mi invitación a participar en esta reunión, sobre todo porque hemos tenido que actuar con muy poco margen de tiempo. He querido convocar esta reunión con cierta urgencia porque temas como la crisis actual, las reestructuraciones y sus consecuencias sociales y el futuro del sector del automóvil no pueden esperar.

En primer lugar permítanme que les recuerde que el año pasado la Comisión desplegó una gran actividad en este ámbito: presentamos una Comunicación sobre la respuesta a la crisis en la industria del automóvil y garantizamos posteriormente la aplicación de las acciones previstas en dicha Comunicación. Además, se celebraron varias reuniones ministeriales para facilitar el intercambio de información y la coordinación entre los Estados miembros. Estoy convencido de que debemos seguir por este camino.

En segundo lugar es importante que no perdamos el impulso que la Presidencia española ha dado al sector del automóvil en el Consejo informal de San Sebastián. Aunque no pude estar presente, seguí muy de cerca la reunión y estoy muy satisfecho de sus conclusiones.

Quisiera, además, felicitar a la Presidencia española por la excelente iniciativa de poner de relieve las nuevas tecnologías de la automoción. Como Comisario de Transportes presenté una iniciativa sobre el transporte sin emisiones de carbono, que considero una importante contribución a la lucha contra el cambio climático. Ahora, como Comisario de Industria, estoy convencido de que los vehículos limpios y de bajo consumo pueden constituir también una ventaja competitiva de nuestra industria del automóvil y convertirse en una de las primeras realizaciones concretas de la nueva política industrial y de la estrategia de la Unión para el 2020.

Por último, y esto es muy importante, me gustaría que esta reunión sirviera para crear un espacio de intercambio de opiniones, previsiones e ideas. Quisiera que nuestra cooperación tuviera unas bases sólidas.

Habida cuenta de la importancia del sector del automóvil y del agravamiento de su coyuntura, hemos de actuar rápidamente y de manera coordinada. Para ello, para actuar, debemos establecer buenas y sólidas relaciones que nos serán muy útiles durante los cinco años de mi mandato.

Si tratta, signore e signori, di portare avanti un approccio fondato sulla solidarietà europea e sulla consapevolezza che qualsiasi settore industriale nazionale non può più essere considerato meramente dal punto di vista degli interessi del singolo Stato membro.

Al contrario le differenti questioni devono essere viste in una prospettiva europea. I gruppi e le reti di imprese europee devono essere poste nelle migliori condizioni per affrontare la concorrenza globale.

D'altronde, le misure nazionali volte esclusivamente al mantenimento dell'occupazione negli impianti localizzati sul territorio nazionale non solo danneggiano le altre imprese del settore in Europa, ma risultano inefficienti sotto il profilo economico.

Il dialogo sociale va incoraggiato: esso può prevenire o almeno limitare le conseguenze sociali negative delle ristrutturazioni.

Le grandi priorità della nuova politica industriale europea dovranno essere definite attraverso un approccio nuovo che favorisca una migliore attuazione delle iniziative attivate a livello europeo.

L'approccio a cui penso è di tipo orizzontale, diretto a informare tutte le politiche dell'Unione che hanno un impatto sull'industria europea, penso ad esempio ai futuri accordi commerciali con i paesi terzi la cui coerenza con la nostra politica industriale andrà attentamente ponderata.

Occorre coinvolgere nel dialogo anche i rappresentanti dell'industria al livello più alto. Si potrebbe ad esempio prevedere una riunione di "brainstorming" tra i ministri dell'industria e le principali federazioni industriali europee sulle sfide per l'industria Uè.

Proprio perché questa riunione è aperta al libero scambio, oggi non troverete un "ordine del giorno" fissato in anticipo. Tuttavia, permettetemi di strutturare il dibattito sulla base di due problematiche chiave, sollecitando il vostro parere su alcuni elementi specifici.

Cominciamo dalla situazione attuale e dall'azione europea nel breve termine. La filiera automobilistica è stata duramente colpita dall'effetto combinato della crisi finanziaria ed economica. Le immatricolazioni di nuove autovetture, in Europa, sono calate del 20% nel corso del quarto trimestre 2008 e del primo trimestre 2009. Si temeva una riduzione altrettanto consistente nel 2009 che, fortunatamente, è stata scongiurata grazie alle nuove misure di sostegno messe in campo dagli Stati membri e dall'Unione.

Infatti, gran parte dei governi europei sono intervenuti per sostenere la domanda attraverso gli incentivi alla rottamazione. Oltre a tali incentivi, altre misure di sostegno sono state messe a disposizione dei costruttori e sono state introdotti degli strumenti di flessibilità che hanno permesso di salvaguardare l'occupazione.

E' importante sottolineare che le misure nazionali sono state completate con delle azioni a livello europeo nel quadro della "Green Car Initiative", che comprende i prestiti a tasso ridotto concessi dalla BEI (nell'ordine di oltre 9 miliardi di euro nel 2009); le sovvenzioni in materia di ricerca previste dal 7° Programma quadro della Ricerca e Sviluppo; l'inquadramento degli incentivi alla rottamazione; e l'utilizzo dei fondi sociali.

Alla fine, nel 2009, abbiamo assistito ad un calo contenuto delle vendite: -1,5% rispetto al 2008. Queste misure hanno offerto all'industria un margine di tempo supplementare per reagire e riaggiustare la propria capacità di produzione. L'anno scorso abbiamo assistito, anche, all'avvio di un vasto processo di ristrutturazione, mi riferisco in particolare al caso della Opel.

Nel 2010 ci attende una grande sfida. Le misure di sostegno nazionale (ed in particolare gli incentivi alla rottamazione) saranno progressivamente ritirate e una seconda contrazione delle vendite di nuove autovetture è stimata nell'ordine del 10%. Ci attendiamo, quindi, ricadute negative sul fronte dei livelli di produzione, dei risultati finanziari, dei budget di ricerca e dei posti di lavoro presso i costruttori d'auto, che si estenderanno lungo la catena dell'indotto.

Oltre alle grandi case costruttrici, pensiamo alla situazione delle Piccole e medie imprese (PMI) che si occupano delle finiture interne e della strumentistica di bordo. Queste aziende sono già state duramente colpite da crescenti difficoltà di accesso al credito.

Non dimentichiamo che la crisi non fa che accrescere il bisogno di ristrutturazione, già percepito e compreso ben prima dell'inizio della congiuntura negativa. Per questo motivo, considero cruciale accompagnare le ristrutturazioni ed evitare che la crisi economica si trasformi in crisi sociale. Come ben sappiamo - infatti - in seno all'industria dell'auto ci sono in gioco 12 milioni di posti di lavoro.

La responsabilità primaria nell'affrontare le ristrutturazioni è dell'industria. Tuttavia, le autorità pubbliche, a tutti i livelli, possono e devono svolgere un ruolo di indirizzo. Ciò è previsto, del resto, dal Trattato, che attribuisce ali'Uè e agli Stati membri il compito di agire affinché - nell'ambito di un sistema di mercati aperti e concorrenziali -agiscano al fine di accelerare l'adattamento dell'industria alle trasformazioni strutturali.

A questo proposito, la Commissione potrebbe, lavorando in stretto contatto con gli Stati membri e con l'industria stessa, promuovere orientamenti europei che consentano di intervenire efficacemente, nel pieno rispetto della normativa comunitaria, a sostegno dei processi di ristrutturazione.

Alla luce di queste previsioni, le seguenti domande si impongono:

  • Quali sono le vostre riflessioni e stime sulla situazione economica della filiera, e quali sono le vostre previsioni sulla situazione economica per i prossimi mesi?

  • Quali sono le misure che intendete attuare nel 2010?

  • E' necessario coordinare queste azioni? Come possiamo evitare il protezionismo nazionale e la frammentazione del mercato unico?

  • Quali azioni vi attendete a livello europeo?

  • Può risultare utile portare il dibattito sulla crisi e sulla risposta europea in seno al gruppo di CARS 21 / nel gruppo di lavoro al Consiglio / nelle riunioni regolari tenute a livello ministeriale ?

  • Quali azioni potrebbero assistere i costruttori nei loro sforzi di ristrutturazione e di riduzione della sovracapacità? A vostro avviso, possiamo contribuire a questo obiettivo a livello europeo

La seconda linea direttrice che caratterizza il nostro incontro è costituita dagli sviluppi a medio e lungo termine. In seguito alle discussioni di San Sabastian, è chiaro che il futuro della nostra industria dell'auto è strettamente legato alle tecnologie "verdi". Questa è stata anche la conclusione a cui è giunto il gruppo di lavoro CARS 21.

Appare chiaro, quindi, che le vetture a propulsione alternativa (ibride, elettriche e idrogeno) assicurano una performance ambientale eccezionale, in linea con i grandi obiettivi della UE: la lotta contro il cambiamento climatico; la diminuzione della dipendenza dal petrolio.

Inoltre, sviluppare le auto "verdi" non significa soltanto sviluppare nuove tecnologie, ma anche nuove infrastrutture, nuovi modelli economici, nuovi posti di lavoro e - pertanto - favorire la crescita economica. Di conseguenza, l'azione a livello europeo sulle vetture "verdi" avrà un legame diretto con l'uscita dalla crisi; la nuova politica industriale; e la strategia EU 2020.

Credo fermamente che la politica dell'Unione - mantenendo il rispetto della neutralità tecnologica - dovrebbe incoraggiare la produzione di massa di auto "verdi" e la loro penetrazione sul mercato. Per farlo, abbiamo bisogno di eliminare gli eventuali ostacoli regolamentari, promuovendo lo sviluppo dell'infrastruttura e la normalizzazione. Inoltre, dobbiamo assicurarci che l'elettricità e l'idrogeno siano prodotti a partire da fonti pulite e rinnovabili.

L'interesse della Presidenza spagnola - come testimoniano le Conclusioni della riunione di San Sebastian - pone in evidenza l'auto elettrica in rapporto alle sue scelte strategiche nazionali, riconoscendole un rilievo privilegiato nell'attualità.

Questo non entra in contraddizione con un approccio più equilibrato -che mi impegno a promuovere a livello europeo - riguardante l'auto "verde".

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che le vetture elettriche potranno essere "la" soluzione per la decarbonizzazione del trasporto non prima di 20 o 30 anni. Fino a quel momento, sarà necessario migliorare l'efficacia del motore termico, nonché sfruttare il potenziale dei bio¬carburanti e dell'approccio integrato.

Alla luce di questi sviluppi e dell'importanza politica di questo tema, ho l'intenzione di seguire le conclusioni di San Sebastian attraverso delle azioni mirate e visibili. Ovvero, ho intenzione di proporre al Collegio l'adozione di una Comunicazione sulla strategia europea per i veicoli puliti e a basso consumo d'energia. Questa forma mi sembra la più opportuna per giungere a una dichiarazione politica forte, risoluta ed avanzata sull'importanza delle auto verdi e per delineare un primo quadro dei prossimi passi in tale settore.

La Comunicazione sarà una base per un Piano d'azione più dettagliato, che sarà adottato dopo la consultazione di tutte le parti interessate.

E' essenziale assicurare che le azioni europee siano complementari alle misure nazionali, apportando e dispiegando un valore aggiunto. Vorrei, quindi, che il Piano d'azione sulle auto "verdi" sia elaborato prendendo a prestito il metodo di CARS 21, un modello che ha già superato diverse prove. Inoltre, ho l'intenzione di rilanciare il grappo CARS 21 con una composizione "aggiustata" che prenda in considerazione la sua nuova vocazione.

Mentre i miei servizi lavorano per preparare la Comunicazione, vorrei sollecitare la vostra opinione su:

  • I tempi migliori per annunciarla.

  • Il campo d'azione e le azioni prioritarie per l'Unione europea.

  • La maniera migliore di coinvolgere gli Stati membri e le parti interessate.

  • L'articolazione di questa strategia con i piani nazionali.

  • La necessità di coordinare le misure nazionali.

Signore e Signori

Conto sul vostro contributo per animare ed arricchire il nostro dibattito. Lascio, quindi, la parola a voi


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