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Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e dell'imprenditorialita' Attuazione e applicazione del regolamento REACH: sfide e prospettive Intervento alla conferenza promossa dalla Rappresentanza della Commissione europea a Milano Milano, 21 maggio 2010

European Commission - SPEECH/10/251   21/05/2010

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SPEECH/10/251

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e dell'imprenditorialita'

Attuazione e applicazione del regolamento REACH: sfide e prospettive

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Intervento alla conferenza promossa dalla Rappresentanza della Commissione europea a Milano

Milano, 21 maggio 2010

Caro presidente

Signore e Signori,

L’industria chimica italiana è un fiore all’occhiello dell’imprenditoria nazionale, essendo quarta in Europa per volume d’affari.

Basti pensare - inoltre - che la Lombardia è la prima regione a livello europeo quanto a numero di addetti e di Piccole e Medie Imprese (PMI) che operano in questo comparto.

E’ noto che una parte rilevante dell’industria manifatturiera italiana è localizzata in Lombardia: 25% in termini di addetti. Tale concentrazione diventa, tuttavia, ancora più significativa con riferimento alla chimica, dove assorbe il 41% degli addetti a livello nazionale.

In effetti, la Lombardia ha una vera e propria vocazione nei confronti della chimica. Nella regione esistono tutte le condizioni ottimali per lo sviluppo di attività sofisticate, ad alto contenuto tecnologico, potendo contare su un network efficiente tra diversi attori: in primis le Università, le imprese di servizi avanzati e l'impiantistica.

LA PMI CHIMICA IN EUROPA: CIFRE E DIMENSIONI

Nella chimica europea le PMI rappresentano circa un terzo dell’occupazione. Tale quota, di per sé già consistente, si rafforza ulteriormente nella filiera della chimica fine e specialistica.

Ciò produce delle conseguenze in tema di regolamentazione: a parità di obiettivi, gli oneri aggiuntivi penalizzano maggiormente le PMI, in quanto agiscono al livello dei costi fissi.

In Italia il ruolo delle PMI chimiche è ancora più rilevante: rivestono, infatti, il 61% dell’occupazione (anche se il dato include le filiali di gruppi esteri).

Si tratta di imprese di qualità - come mostrano alcuni parametri - più alti rispetto alle PMI industriali.

Tra le principali imprese chimiche a capitale italiano figurano grandi realtà della chimica di base ma anche tanti medi gruppi in espansione, spesso leader nel loro segmento di specializzazione e sempre più con una presenza internazionale: il 32% della produzione avviene, infatti, all’estero.

Ma tutta l’Europa vede una forte presenza chimica: ben 50 regioni, localizzate in diversi Paesi, superano la soglia dei 10mila addetti.

Si tratta di una risorsa importante per lo sviluppo e il benessere europeo, in quanto l’industria chimica garantisce posti di lavoro altamente qualificati.

Siamo, quindi, pienamente consapevoli che questo settore è davvero strategico e cruciale per la tenuta ed il rafforzamento delle nostre economie.

Questo comparto gioca un ruolo decisivo per sviluppo sostenibile, crescita economica, innovazione e commercio estero. E’ presente nella nostra vita quotidiana: persino questo microfono è composto in larga misura da componenti chimici.

La chimica è uno degli attori principali allorché parliamo di sicurezza dei prodotti, nonché di cambiamento climatico e protezione dell’ambiente.

Ringrazio quindi Federchimica, Confindustria e la Rappresentanza della Commissione europea a Milano per l'organizzazione di questo incontro che ci offre un'ampia riflessione sulle prospettive del regolamento REACH.

REACH: UN BANCO DI PROVA PER L'INNOVAZIONE NELLA PMI

REACH è la sintesi più compiuta di due sfide - o per meglio dire di due precisi impegni - che ho assunto in qualità di Vicepresidente della Commissione e di responsabile del portafoglio dell'Industria.

Mi riferisco alle:

Piccole e Medie Imprese: vera spina dorsale dell'economia europea ed unica vera fonte di vecchia e nuova occupazione;

E alle politiche a sostegno dell'innovazione: un formidabile "volano" per crescita, occupazione e sviluppo sostenibile.

REACH, inoltre, è probabilmente il migliore esempio dell'equilibrio che la Commissione persegue nel portare avanti la sua strategia per la crescita "EUROPA 2020" che contempla (e contempera) i tre pilastri dello sviluppo sostenibile:

  • competitività,

  • aspetti sociali,

  • e aspetti ambientali.

In ultima analisi, REACH assicura un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente, svolgendo al contempo un ruolo di stimolo sul fronte dell'innovazione e della competitività.

L'EREDITA' DI HELSINKI: L'ACCORDO CON POTOČNIK E LE PRIORITA' DELLA COMMISSIONE

Con queste convinzioni - tenendo fede ad un preciso impegno preso all'inizio del mio mandato - lo scorso 25 marzo mi sono recato in visita ad Helsinki presso l'Agenzia europea per le Sostanze chimiche (ECHA) insieme al mio collega, il Commissario all'Ambiente Potočnik.

Insieme a Potočnik abbiamo raggiunto un accordo che ha permesso di risolvere l'annoso nodo dell’identificazione delle sostanze estremamente preoccupanti e della loro inclusione nella lista delle sostanze candidate sbloccando di fatto l’intero processo di autorizzazione e quindi di sostituzione delle sostanze ad alto rischio.

Un'accelerazione che era richiesta - tra gli altri - da gran parte degli Stati membri, nonché dagli stakeholders e dalle stesse organizzazioni ambientaliste.

Sono tre le principali linee d'azione che sono parte integrante dell'accordo sottoscritto con il Commissario Potočnik:

Le linee guida relative ai piani di sostituzione.

La modifica dell'Allegato XIII del regolamento di REACH, che prevede nuovi criteri per l'identificazione delle sostanze persistenti, bioaccumulative e tossiche (PBT). Tutte le informazioni disponibili saranno esaminate ed usate nel contesto del cosiddetto metodo della "forza probante dei dati".

La compilazione di una lista di 106 sostanze, da inserire nell'elenco delle sostanze estremamente preoccupanti.

Come annunciato durante la mia audizione al Parlamento europeo lo scorso 18 gennaio, intendo mantenere la scadenza del 30 novembre 2010 per l'obbligo di registrazione delle sostanze chimiche.

Nel contempo abbiamo già adottato una prima serie di misure volte a facilitare tale processo badando - in primo luogo - alle specifiche problematiche incontrate dalle PMI.

Come sapete, entro sei mesi da oggi (30 novembre) fabbricanti ed importatori devono documentare il proprio sistema di gestione del rischio delle sostanze chimiche per poter continuare la produzione e commercializzazione. Questo processo interessa circa 5000 sostanze.

In tale contesto, dobbiamo sottolineare gli importanti progressi compiuti per rendere più facile ed efficace per le imprese, in particolare per le PMI, l'attività di registrazione.

Inoltre, l'allestimento di un gruppo di lavoro dei Direttori, presieduto dalla Commissione, che sta esaminando attualmente il grado di preparazione dell'industria in vista della scadenza del 30 novembre, mettendo a punto soluzioni per risolvere gli eventuali problemi pratici incontrati.

Il gruppo è composto da rappresentanti della Commissione, dell'ECHA e delle associazioni delle industrie che producono un elevato volume di sostanze chimiche.

L'ECHA, da parte sua, ha fatto un salto di qualità nella traduzione delle linee guida e degli strumenti di REACH, in particolare per quanto riguarda le modalità e gli obblighi di registrazione, facilitando la registrazione per le PMI. Gran parte dei documenti utili ai fini della registrazione sono ormai tradotti e disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione.

Ho il piacere di informarvi, inoltre, che proprio oggi abbiamo finalizzato altre due iniziative concrete a favore delle PMI chimiche.

Le prima - sicuramente la più importante e di grande interesse per l'industria di settore - riguarda l'adozione del regolamento che definisce il livello delle tariffe da corrispondere all'ECHA in merito agli adempimenti del regolamento CLP che disciplina classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele chimiche.

Questa normativa prevede specifiche riduzioni scalari a favore delle PMI:

  • fino al 90% per le micro-imprese;

  • 60% per le piccole;

  • e 30% per le medie imprese.

Tali riduzioni tariffarie riguardano i pagamenti dovuti per richiedere l'uso di un nome alternativo per una data sostanza, allo scopo di proteggerne la "confidenzialità", favorendo così l'innovazione, e per l’introduzione di una domanda di classificazione ed etichettatura armonizzata.

Le imprese, inoltre, da oggi potranno utilizzare lo stesso nome alternativo nelle miscele senza alcun onere aggiuntivo: l'obbligo per la notifica all'inventario delle sostanze classificate è invece gratuito.

L'introduzione di queste agevolazioni che - permettetemi di sottolinearlo - inizialmente non erano previste, è un'ulteriore testimonianza del nostro impegno, del tutto speciale, a sostegno delle Piccole e Medie Imprese.

La seconda iniziativa, di cui mi sono fatto "sponsor" in prima persona, riguarda gli Help Desk creati dalle Agenzie nazionali per fornire assistenza alle PMI per l'implementazione dei regolamenti REACH e CLP.

Infatti, proprio oggi, ho trasmesso e diffuso un mio video-messaggio rivolto agli Help Desk nazionali, proprio allo scopo di riconoscere l'importanza del loro ruolo e della loro collaborazione.

I centri di assistenza sono i veri punti di riferimento locali, sul territorio, per le PMI che devono adeguarsi alle nuove regole.

Per questo ho chiesto agli Stati membri di dotare gli Help Desk delle risorse necessarie per rispondere in maniera efficace a tale compito. Dobbiamo tenere conto, infatti, dell'elevato e sempre crescente numero di domande che saranno inoltrate all'approssimarsi delle scadenze di registrazione.

A tale proposito sono lieto di annunciare che – in collaborazione con Federchimica, l'Agenzia di Helsinki e il Desk Italia – la Commissione organizzerà il 25 giugno una giornata d'informazione dedicata a fornire risposte concrete alle imprese chimiche italiane sul Regolamenti REACH e CLP.

LA REVISIONE DEL REGOLAMENTO (GIUGNO 2012)

Terminata la prima fase della registrazione che - come detto - scade il 30 novembre, il prossimo grande appuntamento di REACH ci attende verso metà 2012.

Entro il 1 giugno del 2012, infatti, la Commissione ha l’obbligo di riconsiderare il campo di applicazione di REACH con l’obiettivo di evitare eventuali sovrapposizioni con altre norme comunitarie esistenti.

Entro lo stesso termine, la commissione dovrà inoltre verificare il funzionamento dell’agenzia ECHA.

A questi due obblighi previsti dal regolamento, la Commissione - a seguito delle richieste del Parlamento Europeo e del Consiglio - si è impegnata anche a verificare le misure che riguardano i nano-materiali e gli effetti combinati delle sostanze chimiche (“cocktail effects”).

Per adempiere a questi obblighi la Commissione ha già iniziato a lanciare una serie di studi che, insieme ai rapporti degli Stati Membri (2010) e dell'Agenzia (2011), offriranno gli elementi per la revisione.

Per la definizione dei nuovi indirizzi, sarà centrale un’opportuna valutazione degli impatti per la PMI, derivante dall’applicazione di REACH nel biennio precedente.

Cari amici,

Come abbiamo visto, l'implementazione di REACH è una sfida che coinvolge un ampio ventaglio di attori.

A maggior ragione, pertanto, dobbiamo fare del nostro meglio per attuare il regolamento nel concreto.

Va segnalato, a tal proposito, un provvedimento del governo italiano che - con apposito decreto adottato nel marzo 2009 – si è posto all’avanguardia, configurando una vera e propria “best practice” a livello europeo sul versante del sostegno alla PMI nell’implementazione di REACH.

Il Ministero dello Sviluppo economico - infatti - ha stanziato fondi per un totale di 120 milioni di euro a favore di progetti per soluzioni innovanti per la sostituzione e/o l'eliminazione delle sostanze SVHC (incluse nella lista delle “sostanze estremamente preoccupanti”).

Al momento sono stati ricevuti 130 progetti che, attualmente, sono in fase di valutazione.

E se è vero che gli sforzi saranno comuni, è altrettanto sicuro che ne risulteranno vantaggi a beneficio di tutti: dall’industria di base fino alle micro-imprese che intervengono “a valle”, in fondo alla filiera produttiva.

Un grande beneficiario di questa azione sarà, naturalmente, il consumatore finale, con l’effetto di rafforzamento della fiducia nei mercati.

REACH - come abbiamo detto - si applica in modo uniforme in tutti i Paesi dell'Unione. Di conseguenza, spetterà agli Stati membri la responsabilità di controllare che tutti gli operatori rispettino gli obblighi.

Questa non è semplicemente una garanzia posta per il buon funzionamento del Mercato Interno, ma anche per il miglioramento del livello di protezione di salute pubblica e ambiente.

L'applicazione uniforme di REACH è, e resta, una mia priorità.

I lavori del FORUM, costituito presso ECHA, tendono proprio ad armonizzare e integrare le operazioni di controllo e implementazione dei 27 paesi dell'unione.

Proprio questa settimana il FORUM si è riunito ad Helsinki per lanciare alcuni progetti pilota nell'area delle ispezioni e delle verifiche nell'area delle restrizioni.

La Commissione sostiene i lavori del Forum e incoraggia gli Stati membri ad investire risorse nella formazione degli ispettori e degli attori coinvolti nelle verifiche locali.

Lasciatemi chiudere con una considerazione finale.

REACH è un modello per la chimica mondiale. Ne è una prova l’attenzione dimostrata dai Paesi terzi (come Stati Uniti, Israele e Svizzera) - nei vari fori multilaterali - verso il nostro sistema.

Non ci sono dubbi che, oggi, REACH si pone anche fuori dai confini dell’Unione come un “nuovo modello globale di regolamentazione delle sostanze chimiche”.

L'Helsinki Chemical Forum che si sta svolgendo nella captale finlandese nella giornata odierna con la partecipazione di Stati Uniti, Canada e Australia conferma la vocazione mondiale di REACH.

L’industria chimica italiana ed europea – anche grazie a questo strumento - può cogliere nuove opportunità di sviluppo in risposta alle grandi sfide globali:

  • crescita economica e innovazione,

  • tutela della salute

  • e dell’ambiente.

Grazie della vostra attenzione


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