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SPEECH/10/219

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell'industria e imprenditoria

Discorso di chiusura, SME Finance Forum

Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED

SME Finance Forum

Bruxelles, 6 maggio 2010

Signore e Signori,

Consentitemi di ringraziarvi per la partecipazione ai lavori di questa conferenza.

Il vostro contributo mi ha permesso di individuare numerosi temi su cui lavorare per migliorare l’accesso delle nostre Piccole e Medie Imprese al credito e, più in generale, alle risorse finanziarie.

“Europa 2020” - la recente Strategia per la crescita e il rilancio dell’economia europea - ha riconosciuto la centralità dell’economia reale.

Ma non è tutto. Le PMI, in questo documento programmatico, hanno il ruolo di protagoniste nella riscossa della nostra competitività.

Vogliamo PMI solide, moderne, in grado di creare nuova occupazione.

Vogliamo PMI che facciano dell’innovazione il loro “asso nella manica” per vincere sul mercato.

Con “Europa 2020” la Commissione si impegna a dotare le PMI delle armi necessarie per affrontare e superare la loro battaglia per la competitività: senza risorse da investire non c'è né innovazione, né competitività.

La crisi ha prodotto gli effetti tipici di recessione: ha frenato gli investimenti, fin quasi ad azzerarli.

Quando non ci sono investimenti non c'è crescita.

“Le PMI sono la colonna vertebrale dell'economia europea”. E’ un'affermazione corretta. Lasciatemi proporre una definizione ancora più efficace: le PMI sono il futuro del sistema economico europeo.

Non c’è rilancio senza PMI e, di conseguenza, non c’è competitività del sistema Europa.

Sono convinto che possiamo farcela. Ci riusciremo, a condizione di creare le condizioni perché il motore delle PMI giri a pieno regime. E’ necessario che sia messo carburante di prima qualità nel motore: risorse finanziarie in grado di sostenere la loro crescita.

Senza risorse, la sfida della competitività, che già richiede sforzi poderosi a tutti noi, è persa. Noi, invece, questa battaglia vogliamo vincerla.

L'accesso al credito è certamente l’aspetto più importante di questo tema.

La situazione non è buona, dobbiamo migliorarla.

Dobbiamo migliorarla riportando la fiducia nel rapporto tra le banche e le imprese.

Dobbiamo migliorarla incoraggiando le banche a mettersi al servizio dei propri clienti: le imprese.

Dobbiamo migliorarla tenendo ben presente il fatto che le PMI europee, per essere solide e competitive, devono diminuire il loro tasso di indebitamento.

Voglio qui ribadire un concetto molto importante che ho sviluppato anche stamani all’apertura dei lavori.

Per le imprese “liquidità” non significa solo avere un fluido accesso al credito, vuol dire anche essere pagate nei termini pattuiti per il lavoro fatto.

Sembra un principio di normale equità, ma nei fatti, oggi, non è affatto scontato. Per questo voglio ribadire che la direttiva sui ritardi di pagamento va adottata al più presto, per il bene delle nostre PMI.

Il dibattito di oggi - davvero di grande spessore - mi ha consentito di individuare una serie di temi sui quali intendo iniziare a lavorare, da subito.

  • Garanzie. Uno snodo fondamentale nel rapporto tra banche e imprese.

  • Regolazione e test PMI. Da applicare sempre, anche alla disciplina del settore finanziario.

  • Venture capital, una risorsa. Uno strumento messo in difficoltà dalla crisi, ma che resta in grado di rendere possibile creazione e crescita di imprese innovative.

  • Partenariato con la BEI. Insieme dobbiamo attuare la strategia “Europa 2020”, con tutte le misure previste a favore delle PMI.

  • Un metodo nuovo per lavorare su questo tema per il bene delle imprese e con le imprese: un Forum permanente di confronto, con l’obiettivo di definire un Piano d’azione per l’accesso delle PMI alle risorse finanziarie e al credito.

Garanzie: uno snodo fondamentale nel rapporto banche e imprese

Le garanzie sono centrali. Senza adeguate garanzie l’accesso al credito resterà difficile.

Esistono modelli che funzionano bene in molti Stati Membri.

Una prima attività consiste nello studiare a fondo questi strumenti.

So, ad esempio che in Italia - il paese che conosco meglio – l’esperienza del Confidi è molto apprezzata dalle imprese.

Il Confidi è un consorzio di garanzia collettiva dei fidi.

Svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le imprese nell’accesso ai finanziamenti - a breve medio e lungo termine - destinati allo sviluppo delle attività economiche e produttive.

Di certo esistono tanti altri modelli di successo in altri Stati Membri: vanno tutti studiati e presi in esame.

Quello che voglio fare non è necessariamente creare un "modello di garanzia europeo" ma - piuttosto - fornire agli Stati Membri e al mercato soluzioni concrete, mettendo a frutto esperienze già maturate.

Dobbiamo condividere e capitalizzare la migliore cultura imprenditoriale europea, mettendo a frutto anche le soluzioni di successo già collaudate.

Voglio che l’Unione giochi un ruolo molto più attivo nel sistema delle garanzie per le PMI. Lo si può fare mobilizzando le risorse del Programma quadro per l’innovazione e la competitività (CIP) e del Fondo europeo per gli investimenti (FEI).

Nel quadro di migliori rapporti tra banche e imprese perché non pensare, inoltre, ad un accordo per una moratoria europea sul capitale a debito?

Si tratta di un’esperienza che ha dato buoni risultati in Italia, con la partecipazione di 130mila imprese. E’ un modello che potrebbe essere utilizzato anche in altri Paesi.

Spetta agli operatori privati prendere l’iniziativa, ma penso che sarebbe un segnale concreto di ritrovata collaborazione e fiducia. La Commissione potrebbe certamente appoggiarlo.

Regolazione e test PMI.

Da applicare sempre, anche alla disciplina del settore finanziario

Parlo spesso dell’importanza del test PMI, indicandolo come il miglior modo per le istituzioni europee, nazionali e locali di dimostrare che si stanno impegnando sul serio in una politica a favore delle Piccole e Medie Imprese.

Non v’è ragione perché lo stesso test non debba essere applicato anche alla disciplina del settore finanziario.

Sento molte voci levarsi contro proposte che, ad esempio, penalizzerebbero il venture capital o finirebbero per danneggiare il settore bancario.

Siamo chiari. L'economia sociale di mercato - a cui si ispira la nostra azione - prevede regole certe, istituzioni forti ed indipendenti, che ne garantiscano l'attuazione.

Perciò stiamo lavorando per dare regole migliori ai mercati finanziari.

La nuova disciplina non è certo diretta a tarpare le ali allo spirito imprenditoriale, bensì mira a proteggere la nostra economia da nuove speculazioni e dissesti.

Sento forti critiche a Basilea 3. Si tratta di nuovi standard, già oggetto di consultazione, sui quali va certamente fatta una seria valutazione di impatto, in particolare rispetto alle condizioni di accesso al credito delle PMI.

Occorre prendere in considerazione - da un lato - la necessità di salvaguardare l’equilibrio dei mercati e - dall’altro - la crescita, ora debole, che va incoraggiata.

Venture capital, una risorsa

Si tratta di uno strumento prezioso per la crescita delle PMI, il suo valore va riconosciuto.

Allo stesso tempo, vanno create le condizioni perché l’industria di questo settore si sviluppi.

Gli investitori devono essere attratti a investire nelle imprese innovative attraverso i fondi di venture capital.

Deve essere ampliato e diversificato il novero delle istituzioni finanziarie pubbliche o private presso le quali i venture capitalists possono finanziarsi.

E’ quindi necessario affrontare il tema dell'intermediazione tra l'industria di questo settore, di dimensioni relativamente piccole, e i grandi investitori istituzionali.

Voglio propormi come sponsor di questo dialogo: dobbiamo incoraggiare il ricorso a questo strumento di cui già si avvalgono le imprese statunitensi, con risultati soddisfacenti.

Il mercato del venture capital è globale: l’Europa deve competere con altre Regioni del mondo per attrarre investimenti.

Il mercato europeo, pertanto, deve essere sviluppato e integrato affinché sia in grado di attirare risorse per finanziare imprese e progetti innovativi, di alta qualità, che abbiano un elevato potenziale di crescita.

Dobbiamo creare un terreno fertile per lo sviluppo del venture capital.

Al fine di beneficiare dell’attività di ricerca svolta nelle università europee, devono essere stimolati il trasferimento della conoscenza e il finanziamento della proprietà intellettuale.

Partenariato con la BEI

Insieme dobbiamo attuare la strategia “Europa 2020”, che include molte misure a favore delle PMI.

In primo luogo, dobbiamo lavorare insieme per offrire alle imprese prodotti più adeguati alle loro esigenze, sempre più utili a stimolare l'innovazione.

Dobbiamo aiutare la BEI a rendere sempre più efficace la sua azione a favore delle imprese. L’erogazione del credito deve essere migliorata, resa più fluida.

Se ci sono “colli di bottiglia” che impediscono alle PMI di beneficiare dei fondi della BEI, dobbiamo lavorare insieme per identificarli ed rimuoverli.

La BEI ha stanziato 30 miliardi di euro per le PMI per il periodo 2008-2011. Sono risorse importanti che devono andare davvero alle imprese.

Si sono fatti passi in avanti, dobbiamo assolutamente continuare.

Forum permanente e Piano d'azione per l'accesso delle PMI alle risorse finanziarie e al credito nell'UE

Le conclusioni di oggi ci offrono materiale sufficiente per iniziare, subito, il nostro lavoro.

E qui vengo al nuovo metodo che intendo adottare. L’accesso alle risorse finanziarie per le PMI è un tema particolarmente sentito oggi, all'indomani della fase più acuta di una crisi economica mondiale.

Ma il tema dell'accesso alle risorse non si esaurisce certo con il consolidamento della crescita.

Se vogliamo che questa sia permanente, il nostro impegno comune dovrà continuare.

Il nostro lavoro su questo tema deve proseguire in stretta collaborazione con istituzioni, banche, imprese e operatori finanziari, mettendoli attorno a uno stesso tavolo, cercando costantemente di rendere le nostre PMI sempre più innovative e artefici della crescita: è per questo che voglio creare il Forum permanente della finanza per le PMI.

L'obiettivo è di avviare un vero Piano d'azione per l'accesso delle PMI al credito e più in generale alle risorse finanziarie

Le conclusioni della Conferenza tenuta oggi rappresentano già l’avvio di questo Piano.

Conto di convocare la prima riunione del Forum prima dell’estate e quindi, successivamente, riunirlo sotto la mia direzione almeno ogni tre mesi.

Chiederò anche ad alcuni colleghi Commissari di partecipare ai lavori, quando si trattano temi di loro competenza. In tal modo la voce delle PMI potrà esprimersi - forte e chiara - su una questione di importanza tanto cruciale.

Mi avvio a chiudere i lavori di questo incontro e voglio farlo prendendo un impegno.

Alcuni giorni fa ho letto un articolo il cui titolo era simpaticamente provocatorio: "E le stelle UE stanno a guardare".

Ecco, quello che intendo fare, anche attraverso il nuovo Forum, è esattamente il contrario: voglio dimostrare che le stelle UE non stanno affatto a guardare, anzi si impegnano a fondo per essere vicine a cittadini e imprese.

Su un tema difficile e complesso come quello dell'accesso al credito, la Commissione vuole essere presente a fianco delle PMI, vuole lavorare con loro, vuole contribuire a ricostruire un rapporto di forte collaborazione e fiducia tra banche e imprese, coinvolgendo tutti coloro che - istituzioni pubbliche o private - possano dare un contributo.

Penso che sia il modo migliore per far sentire le nostre imprese orgogliose di essere europee e di essere davvero protagoniste del rilancio della nostra economia.

La crescita è una sfida impegnativa:

coinvolge tutti a beneficio di tutti.

Insieme possiamo vincerla. Ne sono certo.

Vi ringrazio della vostra attenzione!


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