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Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dei Trasporti Discorso de apertura (a Giornata di studio sul tema innovazioni e tecnologie nell handling bagagli) 29 gennaio 2010, Roma

European Commission - SPEECH/10/17   29/01/2010

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SPEECH/10/17

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dei Trasporti

L'esperienza dell'Unione Europea

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Discorso de apertura (a Giornata di studio sul tema innovazioni e tecnologie nell handling bagagli)

29 gennaio 2010, Roma

Non vi nascondo una certa emozione nel concludere i lavori di questa giornata di studio organizzata da ENAC, Assoaeroporti e Assaereo, con la collaborazione di Finmeccanica, su come migliorare la gestione dei bagagli nel trasporto aereo.

Sto alle battute finali del mio lavoro in Commissione nel settore dei trasporti ed a tutti voi ben noto quanto l'obiettivo di realizzare una migliore tutela dei diritti dei passeggeri sia stata al centro del mio operato. Il passeggero è, infatti, una sorta di immagine simbolo dell'Europa, in quanto incarna il cittadino in mobilità, fiducioso di potersi spostare senza problemi in una Unione senza più frontiere.

E sapete altrettanto bene quanto, in particolare, il problema dei bagagli smarriti, ritardati o danneggiati nel trasporto aereo sia stata una delle priorità assolute del mio mandato. Mi fa quindi molto piacere vedere qui tra noi qualcuno che su questi temi ha lavorato con grande convinzione, e mi riferisco ovviamente al mio stretto collaboratore Daniel Calleja, direttore del trasporto aereo, che vi ha presentato in apertura dei lavori l'esperienza della Commissione europea in materia di handling bagagli.

Di fronte al numero crescente di reclami e lamentele dei passeggeri ricevute quotidianamente dai miei servizi e dal mio gabinetto, e a seguito degli interventi allarmanti dei media sui gravi e frequenti casi di ritardo e perdita di bagagli dei passeggeri aerei, nel 2009 ho avviato un'indagine ad hoc fra tutte le parti interessate sui problemi relativi ai bagagli nell'Unione europea.

Occorreva tentare di comprendere meglio e di quantificare il problema, prima di iniziare a lavorare sulle possibili soluzioni. Vi assicuro che non è stato facile raccogliere informazioni complete e statistiche affidabili perché la normativa europea applicabile in materia di bagagli (il regolamento 889/2002) non prevede autorità nazionali specificatamente competenti.

Siamo comunque riusciti, nonostante tutto, ad avere il quadro generale della situazione. I risultati ottenuti dall'inchiesta, che ho personalmente presentato in una calda giornata brussellese del luglio scorso, hanno evidenziato che, a livello mondiale, secondo i dati della SITA (Société Internationale de Télécommunications Aéronautiques), dopo cinque anni di crescita continua, dal 2007 al 2008 il numero di bagagli perduti è per la prima volta diminuito: di circa il 20%.

Ma è un dato solo in parte rassicurante; le cifre assolute restano impressionanti !

Nel mondo vanno persi ogni anno (dati 2008) quasi 33 milioni di bagagli, cioè quasi 90 000 bagagli al giorno. Ciò significa, per la sola Europa, praticamente 10 000 bagagli smarriti quotidianamente. A livello europeo, possiamo stimare circa 6 milioni di bagagli persi ogni anno. Secondo l’AEA (Association of European Airlines), il tasso di smarrimento (inverno 2008/2009) è stato pari a 13 per 1000 passeggeri, a fronte dei 15,5 dell’inverno precedente. L’EPF (European Passengers’ Federation) ha parlato di un bagaglio perduto ogni 64 passeggeri circa.

Insomma nonostante la tendenza positiva, grazie soprattutto agli sforzi dell'industria negli ultimi anni per migliorare i servizi, occorre fare di più per contrastare questa tendenza.

Ho già dato pubblicamente atto all'industria di essersi attivata in questi ultimi tempi. Mi riferisco alla IATA, la quale con il suo BIP ("Baggage Improvement Programme") si è lanciata la sfida ambiziosa di ridurre del 50% il numero dei bagagli smarriti entro il 2012, o ancor l'idea della pulce elettronica sui bagagli, sperimentata ormai da varie compagnie aeree.

Anche a livello italiano, dopo la grave crisi sui bagagli della scorsa estate, ho notato con compiacimento un maggior dinamismo da parte delle autorità, l'ENAC in primis, e un rinnovato impegno da parte degli operatori aerei e aeroportuali. L'odierna giornata di studi mi dà conforto, in quanto conferma un rinnovato slancio comune verso la ricerca di soluzioni.

Lasciatemi, al riguardo, ribadire un concetto importante per il futuro.

Non è attraverso la contrapposizione tra utenti e operatori o tra questi ultimi e le autorità che si potrà mettere mano a soluzioni efficaci. Sui bagagli, in particolare, c'è un interesse comune e convergente , in quanto i ritardi nella consegna, gli smarrimenti o i danneggiamenti arrecano pregiudizio a tutti: anzitutto ai passeggeri, in termini di spese e gravi disagi, ma anche all'industria sotto forma di ingenti costi e di seri danni alla loro immagine.

E', allora, proprio in questa ottica di dialogo e di confronto di idee che lo scorso dicembre, appena prima delle vacanze di Natale e contemporaneamente alla presentazione a Strasburgo della lista di 12 raccomandazioni per i viaggiatori, ho avviato una consultazione pubblica sul futuro dei diritti dei passeggeri nel trasporto aereo, nella quale il tema dei bagagli figura come uno delle problematiche centrali.

L'obiettivo, sulla base di questa consultazione pubblica è di andare oltre il vigente regolamento europeo 889/2002. Attualmente, questo testo si limita a prevedere, in caso di perdita o di distruzione di un bagaglio, un risarcimento possibile fino a 1250 euro. Ma se la compagnia aerea si rifiuta di indennizzare il passeggero, l'unico mezzo che questi ha a disposizione per far valere i propri diritti è l'avvio di un'azione giudiziaria. Logicamente, pochi passeggeri ricorrono a tale strumento perché i costi e i tempi sono eccessivi rispetto all'eventuale compensazione finanziaria.

Il questionario lascia trasparire l'idea che il sistema vigente, ormai datato, non basta più. Una delle idee che ho voluto personalmente proporre nel documento e sottoporre al parere di utenti e operatori è quella dell'eventualità di designare, per ogni Stato membro, uno specifico organismo nazionale competente in materia di problemi relativi ai bagagli. Oggi come oggi l'ENAC è l'organismo italiano competente per verificare il rispetto del regolamento 261/2004 sui diritti dei passeggeri in caso di negato imbarco, cancellazioni o ritardi. Ecco, io sono fermamente convinto che ci voglia anche una ENAC dei bagagli , per intenderci; che cioè debba esistere un interlocutore istituzionale cui il passeggero possa rivolgersi e a cui il vettore o l'aeroporto debba rispondere in caso di problemi sui bagagli.

Altri quesiti sollevati nel documento di consultazione pubblica tuttora in corso riguardano l'eventualità di aumentare il limite massimo di compensazione o di renderla automatica in caso di perdita o danneggiamento di bagagli.

Approfitto, quindi, dell'occasione per invitare tutti i partecipanti a questa giornata di studio a contribuire alla consultazione pubblica, attraverso il portale internet della Commissione, che resterà aperta fino al primo 1° marzo 2010. I risultati saranno presentati e discussi nell’ambito di una conferenza che si terrà in primavera a Bruxelles.

Sulla base di queste risultanze, la Commissione, sotto la guida del mio successore ai trasporti, Siim Kallas, il quale peraltro ha già pubblicamente ribadito il suo interesse prioritario verso le tematiche legate ai passeggeri, valuterà gli orientamenti futuri in materia di bagagli, anche tramite necessari adeguamenti regolamentari.

Come sapete, presto lascerò l'incarico di Commissario europeo ai Trasporti, che ho svolto con tanta passione e determinazione, e che mi ha riservato numerose soddisfazioni. Continuerò, tuttavia, a occuparmi di una particolare categoria di passeggeri, i turisti, perché, dopo aver dato loro dei diritti, occorrerà che i cittadini europei li esercitino concretamente e si spostino per davvero in Europa.

Questo evento simbolizza una perfetta transizione professionale, poiché mi permette, pur restando nel ben noto ambito dei trasporti, di guardare già alle tecnologie e alle innovazioni industriali che costituiranno una delle priorità della mia prossima missione. Questa giornata, dedicata all'handling dei bagagli e alle tecnologie connesse, ha dunque catturato la mia attenzione sia come attuale Commissario ai Trasporti, sia come futuro Commissario all'Industria.

Per concludere, vorrei sottolineare che, a prescindere da chi sarà il Commissario ai Trasporti, la Commissione continuerà a vigilare sull'applicazione dei regolamenti sui diritti dei passeggeri, valutando come rafforzarli attraverso la collaborazione degli operatori del settore, degli Stati membri e dei passeggeri.

Il mio invito, quindi, è di proseguire in questo vostro atteggiamento aperto e costruttivo, come dimostrato dall'incontro odierno.

Vi ringrazio.


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