Navigation path

Left navigation

Additional tools

Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dei Trasporti Intervento al convegno di chiusura della Conferenza sul futuro delle Reti transeuropee di trasporto TEN-T DAYS 2009 - Chiusura della Conferenza sul futuro delle Reti transeuropee di trasporto, TEN-T DAYS 2009 Napoli, 22 ottobre 2009

European Commission - SPEECH/09/494   22/10/2009

Other available languages: none

SPEECH/09/494

Antonio Tajani

Vicepresidente della Commissione europea, responsabile dei Trasporti

Intervento al convegno di chiusura della Conferenza sul futuro delle Reti transeuropee di trasporto

TEN-T DAYS 2009

Figures and graphics available in PDF and WORD PROCESSED
Chiusura della Conferenza sul futuro delle Reti transeuropee di trasporto , TEN-T DAYS 2009

Napoli, 22 ottobre 2009

Signora Ministro dei Trasporti svedese,

Signor Ministro dei Trasporti italiano,

Onorevoli Ministri,

Signore,

Signori,

Siamo giunti al termine di queste due giornate di lavori. La conferenza è stata animata da dibattiti ricchi di spunti, dove ognuno di noi ha condiviso le proprie riflessioni con gli altri partecipanti.

E’ il momento di tirare le somme. Dai nostri incontri possiamo trarre numerose indicazioni ed insegnamenti, sempre utili ed originali, che consolidano l’impegno comune per lo sviluppo e la realizzazione delle Reti transeuropee di Trasporto (TEN-T).

In qualità di Vicepresidente della Commissione europea, responsabile delle politiche dei Trasporti, ho l’onore e l’onere di essere il custode ma anche l’esecutore di questo impareggiabile tesoro di esperienze.

Il futuro della politica dei Trasporti - come abbiamo visto nel corso della kermesse ospitata dalla splendida città di Napoli - abbraccia un vasto territorio di sfide nel breve e nel lungo termine.

E una nuova consapevolezza deve improntare tutta la nostra azione: la consapevolezza che i Trasporti del XXI secolo sono un Sistema, e che questo sistema è un “organismo complesso”. Un organismo in costante evoluzione, dove l’infrastruttura è soltanto lo scheletro portante, indispensabile, di un’architettura ben più ampia ed articolata.

Penso - ad esempio - alla diffusione dei Sistemi intelligenti di Trasporto (ITS): soluzioni innovative che costituiscono il punto d’incontro tra ricerca tecnologica, industria dei Trasporti e politiche della mobilità sostenibile. Così come i microprocessori fanno “girare” i nostri computer, allo stesso modo gli ITS implementano le nostre infrastrutture dei Trasporti, abilitandole a una mobilità più versatile, più efficiente, più pulita.

RETI TEN-T: UN FUTURO SOSTENIBILE, RICCO DI OPPORTUNITA’

Come ho ricordato ieri nel mio intervento d’apertura, i Trasporti generano circa il 7% del Prodotto interno lordo (PIL) dell'Unione europea e impiegano il 5% dell’intera forza lavoro UE. Ma sono responsabili, altresì, di quasi un quarto delle emissioni di gas a effetto serra.

In questo settore si concentrano, pertanto, gli ingredienti tipici e le sfide principali sul fronte dello sviluppo sostenibile, che racchiude:

  • sviluppo economico

  • sviluppo sociale

  • e rispetto dell’ambiente.

I trasporti - e le infrastrutture - rappresentano una componente essenziale per lo sviluppo armonioso e sostenuto delle economie moderne. Non esiste sistema economico solido - in grado di crescere, creare ricchezza e lavoro - che non sia dotato di infrastrutture moderne, su cui operare servizi di trasporto efficienti.

Occorre, tuttavia, aggiornare l’approccio alle Reti TEN. Questi grandi assi non costituiscono soltanto la spina dorsale di un sistema dei Trasporti veramente integrato, ma anche un laboratorio per le tecnologie più avanzate: un luogo dove l’apertura dei mercati, la trasparenza dell’informazione e la semplificazione delle procedure si completano e si fondono.

Il sistema dei Trasporti - come abbiamo ampiamente discusso nel corso di questi due giorni di convegni e workshop - è chiamato a confrontarsi con una duplice sfida: rafforzare la propria competitività, rispettando al contempo l’Ambiente. Quello che un tempo ci appariva come una sorta di “dicotomia” - ovvero i due risvolti di una stessa medaglia - oggi ci appare invece sempre più come un terreno fertile di nuove opportunità, un’occasione da non perdere.

In tale contesto, adottare una politica per i combustibili alternativi - che comprenda l’aspetto tecnologico, infrastrutturale, regolamentare, nonché l’aspetto degli incentivi economici - non è più una partita rinviabile. Solo così si può puntare all’obiettivo della ‘decarbonizzazione’ dei Trasporti, indicato dal Presidente Barroso.

Oggi la sfida ambientale, quella per la sicurezza energetica e quella per lo sviluppo economico e sociale ci impongono politiche convergenti, dove obiettivi e strumenti perseguono un’unica battaglia.

RETI TEN-T: GETTARE PONTI VERSO NUOVI ORIZZONTI

Il progetto delle Reti TEN-T si prepara a compiere un ulteriore salto di qualità, tanto ambizioso quanto necessario. Dopo essere nata e cresciuta all’interno dei confini dell’Ue, costituendo una “pietra angolare” del mercato interno europeo, oggi le Reti TEN-T sono mature per gettare ponti verso nuovi orizzonti, nuove culture, altri continenti.

L’estensione delle Reti transeuropee è un formidabile alleato per una “politica di vicinato” di successo. La cooperazione con l’Africa nel campo dei Trasporti - e delle infrastrutture dei Trasporti - rappresenta, oggi, un terreno comune e concreto che l’Unione europea condivide con i suoi partner africani.

Un ampio ventaglio di materie e settori trarranno grandi benefici dagli strumenti innovativi di collaborazione nei Trasporti, rendendo i due continenti davvero compartecipi dello sviluppo economico e sociale.

L’Europa vuole essere protagonista in Africa. Non soltanto per contribuire allo sviluppo di un sistema dei Trasporti e delle Infrastrutture, indispensabili alla crescita economica e alla stabilità politica di questo grande continente.

Abbiamo tutto l’interesse a giocare un ruolo di leader per lo sviluppo dei nostri partner africani: noi europei conosciamo l’Africa molto meglio di altri Paesi - come la Cina - che vi stanno aumentando rapidamente la loro presenza economica.

La vera sfida è partecipare allo sviluppo economico sostenibile dell’Africa. Perché solo un’Africa più prospera, che scopre il benessere, può ridurre vecchie e nuove povertà e - di conseguenza - è possibile arginare la pressione migratoria verso il Nord del mondo.

Questa Prima edizione del Forum euro-africano sui trasporti - tenuta su mia richiesta all’interno della Conferenza sulle Reti TEN - ci ha offerto la possibilità di discutere tutti gli argomenti di comune interesse: lo sviluppo delle reti transafricane; gli accordi quadro nel settore dell’aviazione; la sicurezza dei Trasporti; i finanziamenti e gli scambi di buone pratiche. Le nostre riunioni ci hanno permesso di approfondire un metodo e un calendario comune.

A tal proposito, con la Commissaria alle Infrastrutture dell’Unione Africana, signora Ibrahim, abbiamo posto la prima pietra per un progetto di interconessioni delle Reti trans-europee e trans-africane. Una tappa fondamentale che è un risultato concreto, scaturito da questa prima edizione del Forum euro-africano dei Trasporti.

PIANO DI RIPRESA ECONOMICA UE (EERP)

COFINANZIAMENTO DI 18 PROGETTI INFRASTRUTTURALI

Oggi ho il piacere di consegnare ai Ministri dei Trasporti di 11 Stati membri le decisioni di co-finanziamento relative a 18 progetti infrastrutturali, nel quadro del Piano di rilancio economico europeo (EERP).

Si tratta di una prima infornata di progetti per i quali l’UE ha saputo sbloccare, in tempi rapidi, un totale di 500 milioni di euro. Una seconda serie di decisioni finanziarie sarà adottata entro la fine dell’anno.

Il cofinanziamento di queste grandi opere - nel quadro del programma TEN-T - gioca un ruolo chiave nel mantenere l’Europa in movimento. Le nostre capacità di riavviare la crescita economica, nel breve e medio termine, dipendono dalla qualità delle sue infrastrutture di Trasporto, dove il programma delle Reti transeuropee fa la “parte del leone”.

In questo senso, lo sblocco di 500 milioni di euro ha mostrato la determinazione della Commissione europeo di arginare e invertire il rallentamento economico, ridando fiato alla crescita e alla competitività.

A prescindere dalla particolare congiuntura economica, queste misure perseguono i nostri obiettivi di lungo termine: assicurare la competitività dell’Europa grazie a un network di infrastrutture durevoli, efficienti e al servizio dei cittadini.

IL NODO DEL FINANZIAMENTO

Naturalmente si può pensare che questi 500 milioni siano una somma insufficiente dinnanzi ai bisogni e alle difficoltà del settore. Per questo, a partire da settembre 2008, ho incaricato un gruppo di lavoro di studiare insieme alla Banca europea degli investimenti (BEI) delle misure concrete per rispondere alle diverse problematiche legate alla messa in opera di un cantiere davvero di portata europea.

Questo gruppo ha presentato i primi risultati, ribadendo il ruolo fondamentale della BEI per quanto riguarda il sostegno ai progetti TEN-T. Si è concentrato anche sull'esame dei nuovi strumenti finanziari e accolgo con soddisfazione la creazione del Fondo europeo per l'energia, i cambiamenti climatici e le infrastrutture (“Fondo Margherita”) con una dotazione che, spero, raggiungerà 1,5 miliardi di euro, garantendo così un apporto di fondi a numerosi progetti di interesse europeo.

Mi rallegro altresì del fatto che abbiamo aperto la strada all’emissione di obbligazioni sui progetti, e che siamo all’ascolto del mercato studiando meccanismi più ambiziosi in termini di garanzie bancarie e, in sintesi, che osiamo rimettere in discussione una serie di questioni senza mai scartare a priori alcuna soluzione. Chiaramente, bisogna passare dalla fase di studio alla fase di attuazione.

Nonostante i nostri sforzi – sia attraverso l’invito a presentare proposte straordinarie per un importo di 500 milioni di euro o attraverso meccanismi innovativi che attuiamo tramite la BEI - il bilancio del programma TEN-T resta insufficiente rispetto al fabbisogno: 8 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, mentre per lo stesso periodo la richiesta in termini di investimenti è di 350 miliardi di euro!

Miei cari amici, sono convinto che la politica di dispersione a pioggia dei finanziamenti sia superata e che attualmente dobbiamo impegnarci con determinazione a favore dei trasporti in quanto priorità a livello sì europeo ma anche nazionale, perché gli Stati membri sono e restano i maggiori contributori, ma anche i maggiori utilizzatori della rete.

A breve comincerà la discussione sulla prossima programmazione finanziaria e sarà allora essenziale avere l’ambizione, il coraggio e la determinazione necessari per proporre soluzioni finanziarie all’altezza delle grandi tematiche che sono le nostre.

CONCLUSIONI

La conferenza di Napoli è stata anche l’occasione - come ho già avuto modo di dire ieri - per porre le basi di una vasta apertura della politica europea delle TEN-T.

Dopo quindici anni, questo programma ha ormai raggiunto un grado di maturità tale che ci consente questa ambizione. Non si tratta, naturalmente, di diluire le priorità interne dell'Unione europea, per di più in un momento in cui i Trasporti europei sono indeboliti dalla congiuntura sfavorevole.

Tuttavia, l’Unione europea può offrire soluzioni diversificate a sfide comuni. Ed è su queste sfide comuni che mi soffermo - insieme a voi – apprestandomi a concludere il mio intervento:

  • Continuare a lavorare ad una rete integrata, tanto nell’ambito dell'Unione europea quanto con i partner ;

  • Trovare il migliore equilibrio possibile fra sostenibilità economica e impatto ambientale ;

  • Promuovere, nell’ambito della rete comune, un impiego ottimale dei diversi modi di trasporto ;

  • Promuovere l'interoperabilità delle infrastrutture per garantire la continuità dei collegamenti transfrontalieri, all’interno delle frontiere dell'Unione europea, e al di fuori di esse ;

  • Incentivare servizi di alta qualità nel quadro di un mercato aperto ;

  • Sviluppare standard elevati in materia di sicurezza sulla base di norme armonizzate e stabili ;

  • Sviluppare strumenti di finanziamento innovativi e flessibili, capaci di adeguarsi agli equilibri economici specifici di ogni modo di trasporto. Ad esempio: i partenariati pubblico-privato e l'emissione di obbligazioni sui progetti ;

  • Promuovere l’impiego delle nuove tecnologie nei trasporti, in una doppia prospettiva di efficienza del servizio e di competitività industriale, ma senza trascurare gli aspetti ambientali.

Queste riflessioni indirizzeranno la revisione della politica TEN-T, costituendo inoltre la solida base dei futuri partenariati che l'Unione europea concluderà con i Paesi terzi.

Il vostro contributo è stato cruciale per individuare le priorità che ho appena elencato. Estendo a tutti voi i miei ringraziamenti per l’importante e concreta collaborazione di cui ci avete onorati. Grazie!


Side Bar

My account

Manage your searches and email notifications


Help us improve our website