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Commissione europea - Domande e risposte

Domande e risposte - Un'Unione che protegge: entra in vigore il piano dell'UE per rafforzare la protezione civile

Bruxelles, 21 maggio 2019

Nel marzo 2019 è entrata in vigore la nuova normativa che rafforza il meccanismo di protezione civile dell'Unione europea. Il suo nuovo strumento rescEU, una riserva aggiuntiva di mezzi, è ormai una realtà che accresce la capacità dell'UE di rispondere e prepararsi alle catastrofi naturali e di origine umana.

La nuova normativa per rafforzare il meccanismo di protezione civile dell'Unione esistente aumenta il sostegno finanziario e operativo ai sistemi di risposta alle catastrofi degli Stati membri e dei paesi partecipanti. In concreto, crea gradualmente una riserva di mezzi aggiuntiva denominata rescEU. Il nuovo sistema prevede inoltre maggiori investimenti per le attività di preparazione e la condivisione di conoscenze.

Perché la Commissione ha proposto l'iniziativa rescEU nel 2017?

Ogni anno gli incendi boschivi, le gravi inondazioni, le tempeste, i terremoti, le frane, ma anche le catastrofi di origine umana (attacchi terroristici; incidenti chimici, biologici, radiologici e nucleari o CBRN) causano la perdita di vite umane e devastano intere regioni. In futuro i cambiamenti climatici aggraveranno ulteriormente l'impatto delle catastrofi. Solo nel 2018 le catastrofi naturali hanno ucciso più di 100 persone in Europa. Anche i costi economici sono altissimi: nel 2016 sono stati registrati quasi 10 miliardi di euro di danni sul continente europeo. La stagione degli incendi boschivi dell'anno scorso ci ha ricordato ancora una volta che l'UE deve essere più attrezzata per proteggere i suoi cittadini dalle catastrofi. Contemporaneamente, le condizioni di sicurezza diventano sempre più complesse. Con rescEU l'UE attua ora delle misure operative concrete per prevenire, prepararsi e rispondere meglio a tutti i tipi di catastrofi.  

Basandosi sul meccanismo esistente, il nuovo strumento rescEU crea una riserva aggiuntiva di mezzi per rispondere alle catastrofi, detenuti e custoditi dagli Stati membri, pronti ad essere utilizzati in caso di necessità. La composizione di questa riserva aggiuntiva rescEU si basa sull'analisi dei rischi di catastrofi nell'Unione e sui divari esistenti nella risposta alle catastrofi e nelle attività di preparazione nei vari Stati membri. In un primo momento rescEU comprenderà aerei ed elicotteri per interventi antincendio. Nel corso del tempo saranno aggiunti altri mezzi, tra cui quelli necessari per rispondere alle emergenze sanitarie o agli incidenti chimici, biologici, radiologici e nucleari.

Quando sarà operativo rescEU?

Gli incendi boschivi non aspettano. Sono attualmente in vigore disposizioni transitorie per assicurare che l'UE possa attingere alle risorse disponibili per combattere gli incidenti boschivi già nel 2019. Durante un periodo di transizione (fino al 2025) l'UE integrerà le risorse nazionali che convergono in rescEU con un cofinanziamento dell'UE (75 %) dei costi di messa a disposizione.

Attualmente per costituire la flotta di "transizione verso rescEU" nel 2019 è stato offerto un totale di 7 aerei (6 Canadair e 1 Dash 8) e 6 elicotteri per interventi antincendio. La Commissione è in contatto con altri Stati partecipanti che hanno espresso il loro interesse a contribuire.

Nel corso del tempo saranno sviluppati altri mezzi rescEU, in particolare nel campo delle emergenze sanitarie (MEDEVAC, ospedali da campo (di tipo EMT-3) ecc.) e degli eventi legati ai rischi chimici, biologici e radio-nucleari (CBRN). Negli Stati membri sono in corso discussioni tecniche preliminari per stabilire il tipo e la quantità di mezzi da sviluppare nel quadro di rescEU. Anche il rafforzamento del sostegno alla mobilitazione del Pool europeo di protezione civile ha effetto immediato a seguito dell'adozione formale della normativa riveduta.

Come funziona rescEU a livello operativo?

I mezzi rescEU devono essere utilizzati in tutti quei casi in cui gli Stati membri non riescono a far fronte a una catastrofe da soli e necessitano di un'ulteriore assistenza rapida da parte dell'UE. Si tratta di una "rete di sicurezza" aggiuntiva. Gran parte dei costi operativi e dei costi per lo sviluppo dei mezzi rescEU saranno sostenuti dal finanziamento dell'UE; i mezzi rescEU sono detenuti e custoditi dagli Stati membri. La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri che necessitano di assistenza e con quelli in possesso dei mezzi rescEU, decide la mobilitazione di tali mezzi.

In che modo l'Unione europea contribuisce alla solidarietà fra Stati membri attraverso l'uso dei mezzi nazionali confluiti nel Pool europeo di protezione civile?

La nuova politica include una serie di nuove disposizioni che aiutano gli Stati membri ad aumentare i mezzi esistenti e a contribuire maggiormente al Pool europeo di protezione civile:

  1. la nuova normativa mira a incoraggiare gli Stati membri (e gli Stati partecipanti) ad aiutarsi reciprocamente nei momenti di difficoltà. In concreto, l'UE cofinanzia le risorse che gli Stati membri fanno confluire nel Pool europeo di protezione civile per un importo pari al 75% dei costi operativi per l'uso all'interno dell'UE (o in uno Stato partecipante) e al 75 % dei costi di trasporto per l'uso al di fuori dell'UE;
  1. la nuova normativa mira a rendere operative tutte le risorse nazionali esistenti per la mobilitazione internazionale. Quando i mezzi nazionali devono essere rinnovati o riparati per rispondere a livello internazionale, gli Stati membri possono richiedere un cofinanziamento dell'Unione (75 % del costo di rinnovamento/riparazione, a condizione che esso non superi il 50 % dei costi di sviluppo del mezzo). Questi mezzi a loro volta entrano a far parte del Pool europeo di protezione civile e sono usati per rispondere a catastrofi future;
  1. la nuova normativa crea una rete di conoscenze in materia di protezione civile per sostenere tutti gli attori della protezione civile attivi in Europa, realizzando una gamma completa di competenze in materia di catastrofi. Ciò consente a tutti coloro che intervengono nel campo della risposta alle catastrofi di imparare gli uni dagli altri e di parlare "lo stesso linguaggio tecnico";
  1. la Commissione collabora con gli Stati membri, garantendo che gli investimenti realizzati con i fondi strutturali siano "a prova di catastrofe". Gli investimenti tengono conto delle valutazioni nazionali dei rischi. Inoltre la Commissione ha semplificato l'approccio per la comunicazione. Nel caso in cui gli Stati membri necessitino di ulteriore sostegno, la Commissione formula raccomandazioni sulle misure di prevenzione e di preparazione nazionali.

Pool europeo di protezione civile - quante risorse e da quali paesi?

Il Pool europeo di protezione civile (ex "capacità europea di risposta emergenziale") comprende più di 100 mezzi di risposta forniti al Pool e messi a disposizione da 23 diversi Stati partecipanti.[1] Essi includono risorse come squadre e aerei antincendio, attrezzature per il contenimento delle alluvioni e per la purificazione dell'acqua e per il rilevamento e campionamento in caso di contaminazione chimica, biologica, radiologica e nucleare. L'esperienza ha mostrato che i mezzi preimpegnati non sono sempre sufficienti, poiché le catastrofi possono verificarsi contemporaneamente. La Commissione rafforza quindi il Pool europeo di protezione civile aumentando il finanziamento dell'Unione agli Stati membri per l'adattamento, la riparazione e i costi operativi dei suoi mezzi - circostanza che costituisce un incentivo supplementare per gli Stati membri a immettere loro mezzi nel Pool.

Questa nuova struttura funziona anche per le attivazioni del meccanismo di protezione civile dell'Unione al di fuori dell'UE?

La nuova politica mira principalmente a rafforzare la capacità collettiva dell'UE e degli Stati membri a rispondere alle catastrofi in Europa. Tuttavia, come avviene attualmente, qualsiasi paese terzo o organizzazione internazionale può attivare il Meccanismo e richiedere assistenza. Il Pool europeo di protezione civile può essere mobilitato. Il bilancio dell'Unione copre i costi di trasporto di queste operazioni (75 % dei costi di trasporto).

Anche in quei casi in cui le catastrofi colpiscono territori degli Stati membri e cittadini dell'Unione all'estero, è possibile mobilitare rescEU, e i costi operativi e di trasporto sono coperti interamente dal finanziamento dell'Unione. Gli Stati partecipanti al Meccanismo di protezione civile dell'UE (Islanda, Norvegia, Serbia, Macedonia del Nord, Montenegro e Turchia) beneficiano anch'essi delle nuove possibilità offerte da rescEU.

In che modo la nuova normativa migliora la preparazione e la prevenzione?

Prevenzione e preparazione sono la base di una risposta efficace alle catastrofi naturali. Gli investimenti nella prevenzione delle catastrofi apportano chiare ripercussioni positive: salvano vite e risorse vitali e riducono al minimo i danni economici e fisici. La nuova politica rafforza la prevenzione delle catastrofi e continua a sostenere gli Stati membri nel miglioramento della gestione del rischio di catastrofi. Attraverso un quadro di segnalazione semplificato l'UE chiede agli Stati membri di segnalare i rischi principali attraverso sintesi della valutazione dei rischi e delle capacità di gestione dei rischi, e di fornire informazioni supplementari sulle misure di prevenzione e di preparazione relative ai rischi principali di natura transfrontaliera o a rischi poco probabili dall'impatto molto elevato.

La normativa prevede inoltre un sostegno mirato agli Stati membri colpiti frequentemente da gravi catastrofi per rafforzarne la prevenzione e la preparazione attraverso l'istituzione di meccanismi di consultazione e la possibilità di inviare missioni di esperti e di formulare raccomandazioni.

Quante volte è stato attivato il meccanismo di protezione civile dell'Unione dal 2014?

Nel corso degli ultimi cinque anni (2014-2019), il meccanismo di protezione civile dell'Unione è stato attivato più di 100 volte per catastrofi all'interno e all'esterno dell'UE.

Quali sono i costi di rescEU?

La nuova normativa prevede un aumento del bilancio di circa duecento (200)* milioni di euro per i prossimi due anni (2019-2020).

[* tale dato tiene conto della riduzione del bilancio prevista di 242 milioni di euro per consentire l'aumento della quota di ridistribuzione in funzione della posizione degli Stati membri]

 

Per ulteriori informazioni

Comunicato stampa - rescEU: l'UE istituisce una prima flotta antincendio per la prossima stagione di incendi boschivi

 

[1] Link alla mappa: https://erccportal.jrc.ec.europa.eu/getdailymap/docId/2893

QANDA/19/2590

Contatti per la stampa:

Informazioni al pubblico: contattare Europe Direct telefonicamente allo 00 800 67 89 10 11 o per e-mail


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