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C/99/1500

CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZACONSIGLIO EUROPEO DI COLONIA3 E 4 GIUGNO 1999

    INTRODUZIONE

    1. Il Consiglio europeo si è riunito a Colonia il 3 e 4 giugno 1999 per esaminare, dopo l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, importanti questioni riguardanti il futuro dell'Unione.

    2. Il Consiglio europeo ha invitato a partecipare ai lavori Romano Prodi, Presidente designato della Commissione europea, per discutere con lui questioni fondamentali riguardanti la politica dell'Unione europea dei prossimi anni. Esso ha preso atto con soddisfazione delle dichiarazioni di Romano Prodi in merito a determinati elementi del programma di lavoro e di riforma della prossima Commissione. Il Consiglio europeo ribadisce in questo contesto il proprio parere secondo cui la procedura di designazione dei membri della nuova Commissione dovrebbe essere proseguita rapidamente e conclusa il più presto possibile dopo le elezioni per il Parlamento europeo.

    3. All'inizio dei lavori si è inoltre proceduto ad uno scambio di opinioni con José Maria GilRobles, Presidente del Parlamento europeo, sui principali argomenti all'esame.

    DECISIONI IN MATERIA DI NOMINE

    4. Il Consiglio europeo ha adottato importanti decisioni in materia di nomine. In applicazione del trattato di Amsterdam ha conferito la nuova carica di Segretario Generale del Consiglio e Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune a Javier Solana Madariaga. Pierre de Boissieu è stato designato Segretario generale aggiunto del Consiglio.

    CRESCITA, OCCUPAZIONE, COMPETITIVITÁ E SVILUPPO SOSTENIBILE

    5. Con l'introduzione dell'euro il 1° gennaio 1999, l'Unione europea è pervenuta al suo più elevato livello di integrazione economica. Al contempo è sorto il più vasto spazio economico e monetario al mondo oltre agli Stati Uniti. Con l'introduzione dell'euro l'Europa è posta in condizione di svolgere nell'ambito dell'economia mondiale un ruolo corrispondente al suo peso economico. Un euro stabile rafforzerà la capacità dell'Europa di promuovere la crescita e l'occupazione.

    6. Il Consiglio europeo riconosce la responsabilità globale che l'Europa si è assunta con l'introduzione dell'euro. Il Consiglio europeo sottolinea nuovamente la necessità di una rigorosa applicazione delle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Ciò comprende il preciso rispetto, in ogni esercizio, di obiettivi di bilancio realistici e credibili, che possono essere conseguiti efficacemente solo attraverso ambiziosi sforzi di consolidamento dei bilanci pubblici. La politica di stabilità e di crescita macroeconomica richiede inoltre una politica fiscale orientata alla crescita, in particolare la riduzione degli oneri fiscali gravanti sul fattore lavoro, e una politica salariale delle parti sociali orientata alla creazione di posti di lavoro.

Patto europeo per l'occupazione

    7. L'aumento dell'occupazione costituisce tuttora l'obiettivo prioritario per l'Europa. Pertanto, il Consiglio europeo lancia ora l'iniziativa di un patto europeo per l'occupazione ai fini di una riduzione sostenibile della disoccupazione. In tale patto tutte le misure dell'Unione attinenti alla politica occupazionale sono inserite in un progetto globale. Il Consiglio europeo dà il proprio sostegno ai tre pilastri del patto europeo per l'occupazione in cui ravvisa processi a più lungo termine da armonizzare, ossia:

       coordinamento della politica economica e miglioramento, mediante un dialogo macroeconomico, dell'interazione tra evoluzione salariale e politica monetaria, finanziaria e di bilancio per dar vita a una dinamica di crescita sostenibile e non inflazionistica (processo di Colonia);

       ulteriore sviluppo e più efficace attuazione della strategia coordinata in materia di occupazione per aumentare l'efficienza dei mercati del lavoro migliorando l'occupabilità, l'imprenditorialità, l'adattabilità delle imprese e dei lavoratori, compresa la parità di diritti per quanto riguarda la partecipazione femminile alla forza lavoro (processo di Lussemburgo);

       riforma e ammodernamento strutturale globale per migliorare le capacità innovative e l'efficienza dei mercati del lavoro, dei beni, dei servizi e dei capitali (processo di Cardiff).

    8. Il Consiglio europeo ritiene che il dialogo macroeconomico tra rappresentanti del Consiglio, della Commissione, della Banca centrale europea e delle parti sociali sia un efficace approccio per l'attuazione della politica macroeconomica improntata alla crescita e alla stabilità, che costituisce la base della politica economica degli Stati membri e della Comunità. Il Consiglio europeo vi ravvisa il fondamento di un'effettiva cooperazione tra tutti gli interessati. Il Consiglio europeo approva il patto europeo per l'occupazione e il memorandum "Gioventù ed Europa - il nostro futuro". Conferma la sua risoluzione sul patto europeo per l'occupazione e in tale contesto accoglie con favore la dichiarazione delle parti sociali.

    9. Nell'ambito dell'attuazione concreta del processo di Lussemburgo e del processo di Cardiff il Consiglio europeo invita la Commissione

       a formulare, sulla base dei confronti tra le migliori pratiche finora effettuati, raccomandazioni concrete per l'adozione da parte degli Stati membri di misure che incidano sull'occupazione e a riferire al riguardo al Consiglio europeo di Helsinki;

       a presentare nel settembre 1999 la proposta di relazione comune sull'occupazione e i nuovi indirizzi di massima di politica dell'occupazione per il 2000.

    10. Esso attribuisce inoltre una priorità particolare alle seguenti misure:

       pieno sfruttamento dell'evoluzione strutturale verso la società dei servizi, segnatamente individuazione e sfruttamento di settori particolarmente interessanti dal punto di vista dell'occupazione nonché eliminazione degli ostacoli nel settore dei servizi ad alta intensità occupazionale;

       innovazioni nell'ambito dei mercati del lavoro atte a promuovere l'occupazione e socialmente efficaci.

      Il Consiglio europeo invita la Commissione e gli Stati membri a esaminare se e come sia possibile

        * rendere più incisiva dal punto di vista dell'occupazione la creazione di posti di lavoro nella parte del settore dei servizi ad alta intensità di manodopera;

        * rendere ancor più efficace, mediante ulteriori obiettivi verificabili, il processo di Lussemburgo;

        * conseguire, nell'ambito del processo di Lussemburgo, la massima trasparenza per quanto riguarda le misure e il funzionamento dei piani d'azione nazionali per l'occupazione;

        * contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro modificando l'organizzazione del lavoro e la normativa in materia di orario di lavoro.

      11. Il Consiglio europeo accoglie con favore la decisione di convocare una prima riunione straordinaria del Consiglio europeo sull'occupazione, la riforma economica e la coesione sociale "verso un'Europa dell'innovazione e dei saperi" sotto Presidenza portoghese nella primavera del 2000 per esaminare i progressi compiuti a seguito del processo di Colonia, Cardiff e Lussemburgo. Un Forum di rappresentanti dei governi degli Stati membri, della Commissione, del Parlamento europeo, delle parti sociali e della Banca centrale europea valuterà questi risultati.

    12. Il Consiglio europeo accoglie con favore la relazione della Commissione sugli indicatori dell'occupazione e invita la Commissione e gli Stati membri a proseguire i lavori al riguardo.

    13. L'Europa ha bisogno di un'iniziativa in materia di investimenti. Il Consiglio europeo decide che sia dato un ulteriore impulso all'aumento dell'occupazione e degli investimenti. In questo insieme di misure rientrano l'ampliamento delle attività della Banca europea per gli investimenti, la mobilitazione delle politiche comunitarie basate sulle decisioni del Consiglio europeo di Berlino ai fini dell'occupazione e lo sviluppo dell'innovazione.

    14. Il Consiglio europeo invita la Banca europea per gli investimenti a prendere le seguenti iniziative in tutti gli Stati membri dell'Unione:

       sbloccare un ulteriore importo di 500 milioni di euro dall'attuale massimale per i finanziamenti con capitali di rischio, per permettere il raddoppio dei fondi a favore del meccanismo europeo per le tecnologie. Una tempestiva attuazione potrà imprimere un ulteriore impulso all'occupazione;

       stanziare un ulteriore miliardo di euro per finanziare con capitali di rischio investimenti in alta tecnologia delle piccole e medie imprese per il periodo 20002003, anche in cooperazione con il Fondo europeo per gli investimenti. In tal modo si contribuirà validamente al miglioramento della base di capitale proprio delle piccole e medie imprese in forte crescita e alla creazione di posti di lavoro;

       proseguire e ampliare la concessione di crediti nei settori del risanamento urbano, dell'istruzione e della sanità nonché della tutela dell'ambiente, compresa la promozione delle energie rinnovabili;

       promuovere e integrare il sostegno allo sviluppo strutturale e regionale della Comunità, in particolare in regioni che in futuro non potranno più beneficiarne. La riforma del sostegno strutturale offre nuove possibilità per sfruttare le potenzialità di sviluppo delle regioni mediante la concessione di prestiti;

       sostenere la strategia di preadesione della Comunità mediante più ampie concessioni di crediti ai paesi candidati. Uno sviluppo dinamico dell'economia di detti paesi ha effetti positivi anche sull'occupazione nell'Unione europea.

    15. Le decisioni del Consiglio europeo di Berlino offrono grandi possibilità di rafforzare la crescita e l'occupazione mediante un'attuazione efficace delle politiche comunitarie.

       Sostegno strutturale: nel periodo 20002006 le risorse disponibili in base ai fondi strutturali e di coesione europei ammontano a 213 miliardi di euro. Gli Stati membri e la Commissione sono invitati a varare rapidamente i nuovi programmi, affinché il sostegno possa continuare ad essere erogato senza intoppi dal 2000. L'obiettivo è quello di incidere quanto più possibile sull'occupazione.

      Le attività del Fondo sociale devono sostenere la strategia europea in materia di occupazione e i piani d'azione nazionali. Il sostegno del Fondo di sviluppo regionale e del Fondo di coesione contribuisce a rafforzare le infrastrutture e a migliorare la competitività dell'economia. Le azioni di sviluppo rurale creano opportunità di lavoro al di fuori del settore agricolo.

       Per lo sviluppo delle reti transeuropee è previsto entro il 2006 un incremento dei finanziamenti, che salgono a 4,6 milioni di euro. Il Consiglio europeo invita la Commissione e gli Stati membri

        * a presentare un elenco ampliato dei progetti prioritari;

        * ad accelerare l'approvazione dei progetti;

        * a esaminare, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, le possibilità per sfruttare maggiormente finanziamenti misti pubblici/privati;

        * a esaminare le possibilità per agevolare gli investimenti da parte di investitori istituzionali;

        * ad accordare maggiore attenzione agli investimenti pubblici nel settore delle infrastrutture nel quadro dei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza.

       Il Consiglio e il Parlamento europeo sono invitati a prendere quanto prima una decisione sull'adozione dei programmi in presenza (Socrates, Gioventù per l'Europa), al fine di accelerarne in particolare gli effetti sull'occupazione.

16. Le innovazioni e la società dell'informazione creano i posti di lavoro di domani.

     Il quinto programma quadro di ricerca della Comunità, che dispone di una dotazione finanziaria di 15 miliardi di euro, deve accelerare il processo d'innovazione e sfruttare il potenziale di crescita e di occupazione della Comunità. Quanto più l'Europa diventerà competitiva nel settore dell'alta tecnologia, tanto più numerose saranno le opportunità occupazionali di alto valore.

     Lo sviluppo di un sistema di navigazione satellitare europeo (Galileo) deve essere studiato attentamente a motivo della sua importanza strategica. Il Consiglio è invitato a fare avanzare rapidamente le sue discussioni sulla comunicazione della Commissione relativa a tale sistema ai fini di un finanziamento con fondi in gran parte privati.

     L'Europa deve svolgere un ruolo guida nella società dell'informazione:

    * tutte le scuole devono essere dotate quanto prima dell'accesso a Internet;

      * per sviluppare la posizione di punta dell'Europa nel settore del commercio elettronico occorre migliorare il coordinamento della politica volta a creare un ambiente propizio per tale settore, nonché adottare rapidamente una direttiva condivisa dagli ambienti economici.

    17. Il Consiglio europeo incarica la Commissione e gli Stati membri di individuare - con la collaborazione di rappresentanti del settore economico - gli ostacoli che emergono con il rapido sviluppo e la rapida applicazione delle tecnologie dell'informazione e di elaborare proposte di soluzione. In tale contesto occorre tener conto della necessità della normalizzazione e della deregolamentazione.

Indirizzi di massima delle politiche economiche

    18. Il Consiglio europeo esprime apprezzamento per gli indirizzi di massima delle politiche economiche degli Stati membri e della Comunità e raccomanda al Consiglio di adottarli. Al riguardo va accordata particolare importanza alle raccomandazioni ai singoli paesi per il rafforzamento degli sforzi compiuti da tutti gli Stati membri in materia di politica economica.

    19. Il Consiglio europeo ritiene che per una crescita sostenibile e non inflazionistica e un aumento dell'occupazione sia necessario il simultaneo concorso di una politica macroeconomica orientata alla crescita e alla stabilità e di ampie riforme strutturali a livello di Comunità e di Stati membri. Il Consiglio europeo ritiene che per garantire il successo duraturo dell'Unione economica e monetaria occorra un approfondito e adeguato coordinamento a livello politico, nonché un dialogo con le parti sociali e la Banca centrale europea. Il patto europeo per l'occupazione fornirà in tale contesto un contributo essenziale.

    20. Nell'area dell'euro, il rafforzamento del dialogo nell'ambito del Gruppo "Euro 11" contribuirà a conseguire un dosaggio delle politiche più equilibrato. Il Consiglio europeo invita i governi e le parti sociali a sostenere la politica monetaria nell'espletamento del suo compito fondamentale di difesa della stabilità. Al riguardo sarà particolarmente importante proseguire gli sforzi per ottenere a medio termine bilanci con saldo vicino al pareggio o positivo, un andamento salariale adeguato e ampie riforme strutturali.

    Politica fiscale

    21. Il Consiglio europeo prende atto della seconda relazione interinale del Gruppo "Codice di condotta" e constata con soddisfazione che i lavori concernenti le proposte di direttive sulla tassazione del risparmio sono stati portati avanti con successo. Esso si rallegra delle costruttive discussioni con paesi terzi europei in merito ad una più efficace tassazione del risparmio.

    22. Il Consiglio europeo sottolinea che occorre strutturare i sistemi fiscali in Europa in modo da stimolare l'occupazione e che la concorrenza fiscale nociva deve essere combattuta. Pertanto, a conferma delle conclusioni del Consiglio europeo di Vienna, il Consiglio europeo

       invita il Consiglio a continuare i lavori relativi alle proposte di direttive sulla tassazione del reddito da capitale e sul regime fiscale degli interessi e dei canoni, affinché si possa raggiungere un accordo anteriormente al Consiglio europeo di Helsinki;

       invita il Consiglio a proseguire, sulla base della relazione del Consiglio ECOFIN, i lavori su un quadro per l'imposizione dei prodotti energetici, tenendo conto anche delle implicazioni per l'ambiente;

       esorta a concludere i lavori del Gruppo "Codice di condotta" al più tardi per il Consiglio europeo di Helsinki.

    23. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione la seconda relazione sull'andamento dei lavori del Consiglio in merito alla cooperazione rafforzata in materia di politica fiscale e chiede che una terza relazione sia elaborata in tempo utile per il Consiglio europeo di Helsinki.

    24. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a esaminare, ai fini dell'adozione, la proposta di direttiva presentata dalla Commissione che permetterebbe agli Stati membri che lo desiderino di introdurre, a titolo sperimentale, aliquote IVA più basse per i servizi non transfrontalieri ad alta intensità di lavoro.

Mercato finanziario unico

    25. Il Consiglio europeo si compiace della relazione del Consiglio e della comunicazione della Commissione europea concernenti il piano d'azione della Commissione volto ad istituire un mercato finanziario unico. In considerazione delle crescenti sfide in materia di concorrenza sui mercati finanziari, nonché delle implicazioni macroeconomiche che le stesse hanno sulla crescita economica e sull'occupazione, ritiene indispensabile compiere rapidi progressi in questo settore. Il Consiglio europeo sostiene in linea di massima le proposte e le priorità del piano d'azione, che occorrerebbe esaminare nelle competenti sedi del settore.

    26. Il Consiglio europeo invita la Commissione a proseguire i lavori alla luce delle discussioni effettuate in sede di Gruppo "Servizi finanziari", che continuerà a formulare pareri per questioni di strategia, a esaminare gli sviluppi intersettoriali, nonché a sorvegliare i progressi compiuti nell'ambito del piano d'azione.

Miglioramenti del funzionamento del sistema finanziario internazionale

    Il Consiglio europeo si compiace della relazione del Consiglio sui miglioramenti del funzionamento del sistema finanziario internazionale e invita gli Stati membri a cooperare strettamente all'attuazione delle proposte. Il Consiglio europeo annette particolare importanza a un maggiore coinvolgimento del settore privato nella prevenzione e nella risoluzione delle crisi finanziarie. Esso rinvia in tale contesto alla necessità di intensificare i lavori volti a definire norme più efficaci ai fini della partecipazione del settore privato ai costi delle turbolenze sui mercati finanziari. Il Consiglio europeo sostiene inoltre gli sforzi volti ad una più efficace configurazione della sorveglianza dei mercati finanziari, in particolare nei paesi emergenti, sorveglianza che dovrebbe essere estesa anche alle istituzioni ad elevato rapporto capitali di rischio/capitali propri, nonché ai centri finanziari off-shore. Il Consiglio europeo si compiace dell'istituzione del foro per la sorveglianza dei mercati finanziari quale importante passo in tale direzione. Il Consiglio europeo sottolinea che tutti i miglioramenti del funzionamento del sistema finanziario internazionale perseguiti debbono aver luogo nel quadro delle esistenti istituzioni di Bretton Woods e sottolinea il ruolo centrale del Fondo monetario internazionale.

Indebitamento dei paesi più poveri

    28. Si tratta di trovare una soluzione durevole ai problemi di indebitamento dei paesi più poveri. Il Consiglio europeo si compiace dell'atteggiamento comune dell'Europa rispetto al miglioramento dell'iniziativa sull'indebitamento dei paesi poveri fortemente indebitati e raccomanda un'accelerazione del processo di liquidazione del debito dei paesi più poveri, nonché obiettivi ambiziosi quanto all'entità dell'alleggerimento del debito. Esso sottolinea la necessità di una più stretta correlazione tra l'alleggerimento del debito e una strategia di lotta contro la povertà. Gli Stati membri sono disposti a sostenere, nell'ambito del club di Parigi, un incremento del 90% e oltre della quota di remissione sui crediti commerciali e si impegnano per ulteriori alleggerimenti dei debiti derivanti dagli aiuti statali allo sviluppo. In questo contesto l'Europa, fatta salva un'adeguata ripartizione degli oneri, è disposta a partecipare, per quanto equamente le compete, al finanziamento di un'iniziativa migliorata in materia di debito.

    Politica climatica, ambiente e sviluppo sostenibile

    29. Il Consiglio europeo sottolinea che l'Unione europea intende onorare gli impegni di Kyoto miranti alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e adoperarsi risolutamente per creare, nell'ambito del piano d'azione approvato a Buenos Aires, le premesse di una rapida ratifica del protocollo di Kyoto. Ribadisce la posizione negoziale dell'Unione europea definita nelle conclusioni del Consiglio del 17 maggio 1999. Il Consiglio europeo, pur ritenendo che la ratifica e l'attuazione del protocollo di Kyoto siano un avvenimento di grande importanza, pone l'accento sull'urgente necessità di ulteriori misure, in particolare per quanto riguarda i paesi industrializzati.

    30. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di sviluppare a livello comunitario politiche e misure comuni e coordinate che integrino le iniziative degli Stati membri. Tutti i settori interessati sono invitati a dare il loro contributo nel quadro di una strategia globale in materia di cambiamenti climatici. La politica in materia di clima è l'esempio più significativo dell'impegno per l'integrazione delle esigenze ambientali e dello sviluppo sostenibile in altre politiche comunitarie che il Consiglio deve assumersi in base al trattato di Amsterdam.

    31. Il Consiglio europeo esorta il Consiglio, nelle sue varie composizioni, affinché, nell'elaborare le strategie di integrazione in vista della riunione di Helsinki, dedichi particolare attenzione al problema climatico. Ritiene particolarmente necessario intraprendere azioni volte a definire le condizioni generali concernenti sistemi di trasporto a più basso livello di emissioni e sostenibili da un punto di vista ambientale, nonché a garantire un più vasto e libero utilizzo e l'ulteriore sviluppo delle fonti di energia rinnovabili. Il Consiglio europeo è inoltre dell'avviso che occorra un quadro adeguato dei regimi di tassazione dei prodotti energetici ed invita il Consiglio (Problemi economici e finanziari) ad adottare in tempi brevi una decisione in materia. Il Consiglio europeo prende atto dell'iniziativa della futura Presidenza volta a intensificare lo sviluppo delle attività della Comunità concernenti il clima.

    32. Il Consiglio europeo prende atto della relazione della Commissione relativa all'integrazione degli aspetti ambientali in tutte le pertinenti politiche comunitarie e dei progressi realizzati in seno al Consiglio dopo il vertice di Vienna. Ribadisce la propria intenzione di procedere, nella riunione di Helsinki del dicembre 1999, a un esame dei progressi globali compiuti e ricorda le relazioni che ha invitato a presentare. Invita il Consiglio (Affari generali, Problemi economici e finanziari e Pesca) a presentare nel 2000 una relazione sull'integrazione delle esigenze ambientali e dello sviluppo sostenibile nelle pertinenti politiche comunitarie.

Ufficio europeo per la lotta antifrode

    33. Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione le decisioni del Parlamento europeo del 6 maggio 1999 e del Consiglio (Problemi economici e finanziari) del 25 maggio 1999 relative all'istituzione del nuovo Ufficio europeo per la lotta antifrode. Si compiace in particolare per la cooperazione esemplare, serrata e costruttiva fra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, che ha consentito di creare in breve tempo le basi giuridiche necessarie affinché l'Ufficio potesse iniziare le sue attività, come previsto, il 1° giugno 1999. In tal modo si è inoltre dato tempestivamente un segnale politico che l'Unione è attiva anche nella lotta contro la frode, la corruzione e la cattiva gestione.

    34. L'Ufficio deve essere dotato delle risorse umane e finanziarie necessarie per poter tutelare in modo efficace gli interessi finanziari della Comunità a vantaggio dei contribuenti europei. Solo in questo modo si può condurre una lotta efficace all'abuso di sovvenzioni ed alle irregolarità sia negli Stati membri che all'interno delle istituzioni e degli organi dell'Unione europea e ripristinare la fiducia dei cittadini nei competenti servizi nazionali ed europei.

    35. Il Consiglio europeo constata con compiacimento che, oltre alle predette istituzioni, anche la maggior parte degli altri organi, uffici ed agenzie istituiti in base ai trattati comunitari si è senza indugio dichiarata pronta a cooperare ad eventuali indagini interne svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode. Ritiene assolutamente auspicabile che tutti gli organi comunitari si associno a tale disciplina interistituzionale e invita pertanto la Corte di giustizia e la Corte dei conti delle Comunità europee, la Banca centrale europea e la Banca europea per gli investimenti ad esaminare quanto prima quali siano le condizioni necessarie per consentire all'Ufficio per la lotta antifrode di svolgere indagini anche al loro interno e come possa essere strutturata in generale la collaborazione con l'Ufficio stesso.

Problema informatico dell'anno 2000

    36. Già i Consigli europei di Cardiff e di Vienna avevano fatto riferimento ai problemi informatici che può comportare la fine del millennio e avevano esortato gli Stati membri ad adottare misure atte a ridurre al minimo eventuali perturbazioni. Importanti lavori in materia sono già stati portati a termine. In considerazione dell'imminente cambio di data, il Consiglio europeo invita la Commissione a intensificare gli sforzi e a convocare un Gruppo ad alto livello che possa presentare proposte in merito alle decisioni strategiche eventualmente necessarie all'interno dell'Unione europea per assicurare il buon funzionamento dei settori infrastrutturali decisivi in caso di problemi informatici connessi con il cambio di millennio. Il Consiglio europeo invita inoltre la Commissione a raccogliere e a rendere pubbliche le informazioni relative alle misure preventive adottate sul piano mondiale.

    Sicurezza dei trasporti

    37. Considerati i tragici incidenti verificatisi in tunnel europei, il Consiglio europeo chiede al Consiglio (Trasporti) di affrontare la questione della sicurezza nei tunnel e del trasporto di merci pericolose, al fine di formulare quanto prima raccomandazioni intese a migliorare la sicurezza nonché a sviluppare ulteriormente a livello europeo norme di sicurezza di uguale rigore.

    Regioni ultraperiferiche

    38. Il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare al Consiglio entro la fine del 1999 una relazione che definisce un pacchetto di misure ai fini dell'attuazione delle disposizioni dell'articolo 299, paragrafo 2 del trattato CE concernenti le regioni ultraperiferiche.

    SVILUPPO DELL'UNIONE EUROPEA

    39. Negli scorsi mesi sono stati conseguiti progressi sostanziali nella prospettiva dell'Unione europea del XXI secolo. Con l'accordo sull'Agenda 2000 sono state decise riforme necessarie nel quadro dell'allargamento ed è stato assicurato il quadro finanziario dell'Unione per i prossimi sette anni.

    40. Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei progressi compiuti nell'attuazione dell'Agenda 2000 successivamente al Consiglio europeo di Berlino, in particolare con l'approvazione dei pertinenti atti legislativi e la conclusione dell'accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio. Invita la Commissione a presentare al più presto il progetto di una nuova decisione sulle risorse proprie affinché tale decisione possa entrare in vigore, come previsto nelle conclusioni di Berlino, all'inizio del 2002.

    41. Nel concetto di unificazione europea rientra anche la consapevolezza di una comunanza culturale. Pertanto l'Unione europea promuove la cooperazione culturale e gli scambi culturali. Occorre mantenere e favorire la molteplicità e la ricchezza delle culture europee. Il Consiglio europeo si compiace pertanto dell'accordo raggiunto sulle principali azioni per la promozione della cultura europea nei prossimi anni, segnatamente la "Capitale europea della cultura" e il nuovo programma quadro a favore della cultura "Cultura 2000". Il Consiglio europeo sostiene la promozione di progetti culturali nell'ambito dei fondi strutturali, nella misura in cui essi contribuiscono alla creazione di posti di lavoro durevoli.

    42. Il Consiglio europeo si compiace del fatto che, nell'ambito del programma quadro in favore della cultura, venga promossa in particolare una migliore conoscenza della cultura e della storia dei popoli europei e che il libro, in quanto bene culturale, assuma in tale contesto un ruolo importante, come è stato ribadito dal Consiglio in una risoluzione dell'8 febbraio 1999.

Uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia

    43. Il Consiglio europeo rammenta il piano d'azione, che ha approvato a Vienna, sulla creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e invita le istituzioni a procedere celermente all'attuazione di detto piano d'azione. Si compiace che il Parlamento europeo abbia adottato una risoluzione sul piano d'azione di Vienna e, in occasione di una conferenza tenutasi il 22 e 23 marzo 1999 con parlamentari degli Stati membri, abbia dedicato a questo tema la dovuta attenzione. Tenendo conto dei risultati di detta conferenza, il Consiglio europeo definirà nella riunione straordinaria di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999 gli orientamenti politici per la futura politica europea in materia di giustizia e affari interni.

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    44. Il Consiglio europeo ritiene che, allo stato attuale dello sviluppo dell'Unione europea, i diritti fondamentali vigenti a livello dell'Unione debbano essere raccolti in una Carta e in tal modo resi più manifesti.

    45. A tale scopo ha formulato la decisione che figura nell'allegato IV. La futura Presidenza è invitata, per il Consiglio europeo straordinario che si svolgerà a Tampere il 15 e il 16 ottobre 1999, a creare i presupposti per l'attuazione di tale decisione.

Diritti dell'uomo

    46. Il Consiglio europeo prende atto della relazione interinale della Presidenza sui diritti dell'uomo e invita a valutare l'opportunità di istituire un'Agenzia dell'Unione per i diritti dell'uomo e la democrazia.

    Funzionamento delle istituzioni

    47. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza che annette alla riforma interna e all'ammodernamento della Commissione nonché della funzione pubblica europea. Esprime apprezzamento per le misure adottate dalla Commissione ancora in carica. Si compiace dell'intenzione del Presidente designato della Commissione di attuare le riforme radicali necessarie affinché la Commissione possa adempiere ai propri compiti in modo efficace in una struttura basata sul coordinamento e sulla collaborazione.

    48. Il Consiglio europeo collaborerà strettamente con il futuro Presidente della Commissione coadiuvandolo nell'obiettivo di creare una Commissione che, attraverso una migliore gestione delle questioni relative alle finanze e al personale, sia contraddistinta dalle massime garanzie di integrità e trasparenza e da un'amministrazione snella, con una più precisa ripartizione delle competenze e responsabilità. A tale riguardo la struttura e la ripartizione dei compiti della nuova Commissione dovrebbero tener conto delle nuove esigenze e della necessità di una reale riforma. Il Consiglio europeo si compiace dell'intenzione del Presidente designato della Commissione di presentare concreti progetti di riforma in materia all'inizio del 2000.

    49. Il Consiglio europeo rammenta che il metodo per l'adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni scade il 30 giugno 2001. Si rallegra dell'intenzione della Commissione di presentare in tempo utile proposte di riforma in materia, nonché di illustrare nel contempo le sue idee sulla riforma della politica del personale.

    50. Il Consiglio europeo si compiace del fatto che il Segretario Generale del Consiglio abbia presentato la relazione sul funzionamento del Consiglio nella prospettiva di un'Unione allargata. Invita il Consiglio (Affari generali) a presentare, prima della riunione del Consiglio europeo di Helsinki e alla luce di tale relazione, proposte complete per il miglioramento del funzionamento del Consiglio in vista dell'allargamento.

    51. Il Consiglio europeo invita il nuovo Parlamento europeo a risolvere rapidamente la questione dello Statuto dei suoi membri.

Conferenza intergovernativa sulle questioni istituzionali

    52. Per assicurare che le istituzioni dell'Unione europea possano operare in modo efficace anche dopo l'allargamento, il Consiglio europeo ha confermato l'intenzione di convocare all'inizio del 2000 una conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri per risolvere prima dell'allargamento le questioni istituzionali lasciate in sospeso nel trattato di Amsterdam. La conclusione della conferenza e l'accordo sulle necessarie modifiche del trattato devono aver luogo per la fine del 2000.

    53. In virtù del protocollo di Amsterdam sulle istituzioni nella prospettiva dell'allargamento dell'Unione europea e delle dichiarazioni connesse, il mandato della conferenza intergovernativa abbraccia i temi seguenti:

    - dimensioni e composizione della Commissione europea;

      - ponderazione dei voti in sede di Consiglio (nuova ponderazione, introduzione di una doppia maggioranza, soglia per le decisioni a maggioranza qualificata);

      - questione dell'eventuale estensione delle votazioni a maggioranza qualificata in sede di Consiglio.

    Potrebbero inoltre essere discusse le altre modifiche del trattato relative alle istituzioni europee, che dovessero essere necessarie in connessione con le questioni soprammenzionate e nel corso dell'attuazione del trattato di Amsterdam.

    54. Il Consiglio europeo invita la futura Presidenza a redigere sotto la propria responsabilità, per il Consiglio europeo di Helsinki, una relazione esauriente che illustri le ipotesi di soluzione delineatesi per le questioni insolute e faccia il punto della situazione. In tale relazione la Presidenza terrà conto delle proposte avanzate dagli Stati membri, dalla Commissione europea e dal Parlamento europeo. La Presidenza potrà inoltre esaminare l'eventualità di un ulteriore dibattito. Si dovrebbe procedere ad un adeguato scambio di opinioni con i paesi candidati all'adesione nell'ambito dei consessi esistenti.

    Politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa

    55. Il Consiglio europeo ha proseguito il dibattito su una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa e ha fatto la dichiarazione riportata in allegato relativa all'ulteriore sviluppo della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Si compiace del lavoro svolto dalla Presidenza tedesca e approva la relazione della Presidenza riportata nell'allegato III quale base per i futuri lavori. Il Consiglio europeo invita la futura Presidenza a proseguire i lavori in vista della presentazione di un'ulteriore relazione per il Consiglio europeo di Helsinki.

    56. Il Consiglio europeo invita il Consiglio (Affari generali) ad approfondire i lavori su tutti gli aspetti della sicurezza, al fine di perfezionare e coordinare meglio gli strumenti non militari di risposta alle crisi dell'Unione e degli Stati membri. Nell'ambito di tali lavori potrebbe tra l'altro essere discussa, a complemento di altre iniziative di politica estera e di sicurezza comune, l'eventuale creazione di una capacità di stand-by al fine di concentrare le conoscenze specialistiche e le risorse civili dei singoli Stati.

Allargamento

    57. Il Consiglio europeo constata con soddisfazione che i negoziati di adesione hanno assunto un nuovo slancio e che stanno procedendo nella giusta direzione. Esso si compiace dei risultati positivi del secondo ciclo di negoziati sostanziali svoltisi nel primo semestre del 1999 con Estonia, Polonia, Slovenia, Repubblica ceca, Ungheria e Cipro per quanto riguarda una serie di capitoli importanti e complessi. Il Consiglio europeo sottolinea la sua determinazione a salvaguardare anche nel prosieguo la dinamica dei negoziati. A tal fine l'Unione europea avvierà quanto prima, nel corso del prossimo anno, i negoziati per tutti i rimanenti capitoli.

    58. Il Consiglio europeo si compiace che l'esame analitico dell'"acquis" con Bulgaria, Lettonia, Lituania, Romania e Repubblica slovacca sia passato dalla fase multilaterale alla decisiva fase bilaterale, il che consentirà a questi paesi di accelerare i lavori di preparazione all'adesione. Il Consiglio europeo di Helsinki valuterà i progressi dei candidati all'adesione e ne trarrà le debite conclusioni.

    59. Esso riconferma le decisioni del Consiglio europeo di Lussemburgo secondo cui l'avvio di ulteriori negoziati può essere deciso solo in base ai criteri stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen. Rileva al contempo l'importanza della prospettiva di adesione anche per i paesi candidati con i quali non è ancora stato iniziato il processo di negoziazione. Tenuto conto di quanto precede, invita la Commissione ad esaminare, nell'ambito delle sue prossime relazioni sull'andamento dei lavori, le misure che possono contribuire a concretare dette prospettive per tutti i paesi candidati. Il Consiglio europeo si compiace dei costanti progressi dei paesi candidati e li incoraggia a proseguire le riforme e gli sforzi di adeguamento.

    60. Il Consiglio europeo sottolinea inoltre l'importanza di standard di sicurezza nucleare elevati nell'Europa centrale ed orientale. Ribadisce l'importanza di tale questione nel contesto dell'allargamento dell'Unione e invita la Commissione ad esaminarla in modo esauriente nelle prossime relazioni periodiche sui progressi compiuti dai paesi candidati che dovrà presentare nell'autunno 1999.

    61. Il Consiglio europeo si compiace del fatto che, sulla base della posizione aggiornata della Commissione riguardo alla domanda di adesione di Malta, sia stato possibile avviare nel frattempo l'esame analitico dell'"acquis" dell'Unione con Malta. La Commissione presenterà a tempo debito, prima del Consiglio europeo di Helsinki, una relazione sui progressi compiuti da questo paese per quanto riguarda l'adesione, relazione che, unitamente alle corrispondenti relazioni concernenti gli altri paesi candidati, formerà la base per eventuali decisioni che saranno adottate dal Consiglio europeo di Helsinki.

    RELAZIONI ESTERNE

Kosovo

62. Il Consiglio europeo ha adottato la dichiarazione relativa al Kosovo che figura nell'allegato.

Balcani occidentali

    63. Durante la crisi l'Unione europea è sempre stata in prima linea nell'impegno per alleviare le sofferenze dei profughi e degli sfollati. Il Consiglio europeo ribadisce la volontà dell'Unione europea e dei suoi Stati membri di continuare a fare tutto il possibile per assistere i paesi della regione e le organizzazioni di aiuto umanitario nella loro importante missione umanitaria. Al riguardo, si rallegra degli straordinari sforzi compiuti dai paesi della regione, in particolare l'Albania e l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, per garantire protezione temporanea e dare rifugio agli sfollati malgrado il forte onere economico e sociale che ciò rappresenta.

    64. Il Consiglio europeo sottolinea l'impegno dell'Unione a favore della stabilità regionale e la sua promessa di assistere i paesi della regione e aiutarli a sostenere l'onere che rappresenta per essi la crisi del Kosovo. Il Consiglio europeo ricorda il pacchetto di assistenza finanziaria di 100 milioni di euro promesso ai paesi della regione.

    65. Il Consiglio europeo ribadisce l'impegno dell'Unione europea ad assumere un ruolo guida negli sforzi di ricostruzione nel Kosovo ed invita altri donatori a parteciparvi generosamente. A questo scopo sarà necessario porre in essere nel quadro della soluzione politica una chiara ed efficace amministrazione transitoria della provincia. Questa amministrazione, che potrebbe essere posta sotto la direzione dell'Unione europea, dovrà avere l'autorità e la capacità di agire come controparte nei confronti della comunità internazionale, rendendo possibile un processo di effettiva ricostruzione e riabilitazione.

    66. Il Consiglio europeo invita la Commissione a elaborare, in via prioritaria, proposte sull'organizzazione della prevista assistenza alla ricostruzione, in specie sui mezzi e i meccanismi appropriati da porre in essere e sulle risorse umane e finanziarie necessarie a portare a buon fine il processo.

    67. Il Consiglio europeo, consapevole dello sforzo eccezionale che si dovrà compiere per ricostruire la regione al termine della crisi e della necessità di porre rapidamente in atto le misure più appropriate, invita la Commissione ad elaborare entro la fine di giugno proposte intese a creare una agenzia incaricata di attuare i programmi di ricostruzione comunitari. Il Consiglio, il Parlamento europeo e la Corte dei conti sono invitati a fare tutto quanto in loro potere affinché l'agenzia diventi operativa prima della fine dell'estate.

    68. Tenuto conto delle necessità prevedibili, il Consiglio europeo invita la Commissione a presentare al più presto proposte destinate ad accordare risorse umane e finanziarie supplementari per portare soccorso ai profughi e facilitarne il rimpatrio, comprendenti, se del caso, la mobilitazione della riserva di 196 milioni di euro esistente nel quadro dell'attuale bilancio della Comunità europea, lo storno di stanziamenti da altre linee di bilancio o una proposta di bilancio suppletivo per il 1999. Per gli anni successivi saranno necessarie soluzioni appropriate.

    69. Il Consiglio europeo auspica l'adozione di una strategia comune sui Balcani occidentali, conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di Vienna, e invita il Consiglio a continuare a portare avanti i necessari preparativi.

    70. Il Consiglio europeo ha ribadito la posizione dell'Unione europea per quanto riguarda le manifestazioni sportive con la Repubblica federale di Iugoslavia. Il Consiglio riesaminerà la questione dopo l'adozione di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU.

Patto di stabilità per l'Europa sudorientale

    71. Il Consiglio europeo si rallegra particolarmente dei progressi compiuti verso la definizione del patto di stabilità per l'Europa sudorientale e ne auspica la tempestiva adozione nella riunione ministeriale prevista a Colonia il 10 giugno. Il patto di stabilità contribuirà a favorire la pace, la stabilità e la prosperità nei paesi della regione e la cooperazione tra di loro. La partecipazione della Repubblica federale di Jugoslavia a questo processo sarà presa in esame a tempo debito, una volta che essa avrà soddisfatto le condizioni poste dalla comunità internazionale riguardo al Kosovo. La soluzione della crisi del Kosovo costituisce un presupposto. Inoltre il Consiglio europeo ricorda che sono necessari progressi in materia di libertà democratiche e di rispetto dei diritti delle minoranze.

    72. Il Consiglio europeo ribadisce la disponibilità dell'Unione europea a portare i paesi della regione più vicini alla prospettiva della loro piena integrazione nelle sue strutture. Ciò sarà realizzato attraverso un nuovo tipo di rapporto contrattuale, che tenga conto delle situazioni specifiche di ciascun paese, compresi i progressi nella cooperazione regionale, e nella prospettiva dell'adesione all'Unione europea in base al trattato di Amsterdam e previo soddisfacimento dei criteri definiti dal Consiglio europeo di Copenaghen del giugno 1993.

    73. L'Unione europea farà il possibile per sostenere la Repubblica di Montenegro retta dal suo governo democratico, facendo di essa uno dei beneficiari del processo del patto di stabilità fin dall'inizio.

    74. Il Consiglio europeo sottolinea di essere determinato a far sì che l'Unione europea assuma la guida dell'attuazione del patto di stabilità. Invita il Consiglio e la Commissione a dare priorità all'adozione delle necessarie misure di esecuzione. L'Unione assisterà attivamente i paesi della regione nei loro sforzi per conseguire gli obiettivi del patto di stabilità. Nell'assolvere il suo ruolo guida, l'Unione europea nominerà, previa consultazione del Presidente in carica dell'Organizzazione sulla sicurezza e la cooperazione in Europa e degli altri partecipanti, il coordinatore speciale per il patto di stabilità.

    75. Il Consiglio europeo prende atto degli sforzi compiuti dalla Commissione e dalla Banca mondiale per elaborare una coerente strategia di assistenza internazionale e preparare rapidamente i lavori per una conferenza di donatori per l'Europa sudorientale, in base a una realistica valutazione congiunta dei mezzi finanziari per la ricostruzione economica della regione in una prospettiva a medio e lungo termine.

    76. Il Consiglio europeo conferma la propria volontà di contribuire sostanzialmente agli sforzi di ricostruzione e invita gli altri donatori a partecipare generosamente a tali sforzi.

    77. Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza di un efficace coordinamento tra la Commissione, le istituzioni finanziarie internazionali e i donatori bilaterali. In questo contesto, il coordinatore speciale per il patto di stabilità avrà un importante ruolo.

Strategia comune nei confronti della Russia

    78. Il Consiglio europeo ha deciso una strategia comune dell'Unione europea nei confronti della Russia. Tale strategia costituisce il primo passo destinato a rafforzare il partenariato strategico tra la Russia e l'Unione europea, che è di vitale importanza sia per salvaguardare la pace e la sicurezza in Europa e nel mondo, sia per rispondere alle sfide comuni in Europa. A tal fine l'Unione europea auspica una cooperazione con una Russia contraddistinta sempre più da apertura, pluralismo, democrazia e stabilità e che realizzi lo stato di diritto come fondamento per un'economia di mercato prospera. Questa cooperazione rafforza il partenariato tra l'Unione europea e la Russia, e le schiude ampie prospettive a lungo termine.

    79. Con l'adozione di questa strategia comune viene utilizzato per la prima volta, poche settimane dopo l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, questo importante strumento della politica estera e di sicurezza comune istituito da detto trattato. La strategia comune, rendendo possibile l'adozione delle decisioni a maggioranza, rafforza la coesione e l'efficacia operativa dell'Unione, della Commissione e degli Stati membri.

Altre strategie comuni

    80. Il Consiglio europeo rammenta che nelle conclusioni del Vertice di Vienna ha invitato il Consiglio ad elaborare strategie comuni anche per l'Ucraina, il Mediterraneo - con particolare riguardo al processo di Barcellona e al processo di pace in Medio oriente - come pure per i Balcani occidentali. Nei sei mesi successivi alla riunione di Vienna abbiamo avuto in vario modo nuove e inequivocabili conferme, dell'importanza che le suddette regioni rivestono per l'Unione europea non solo come partner nelle sue relazioni esterne ma anche come fattori di stabilità e sicurezza per il nostro continente e per le regioni limitrofe. L'Unione europea ha non soltanto una responsabilità specifica, ma si trova anche in una posizione particolare per cooperare strettamente con tutti i suoi vicini nella realizzazione di questi obiettivi, a complemento della strategia comune nei confronti della Russia. Il Consiglio europeo si compiace dei lavori di preparazione finora svolti ed invita il Consiglio a proseguire attivamente le altre tre strategie comuni decise a Vienna, onde giungere ad una conclusione su ciascuna di esse il più rapidamente possibile. Nello stabilire altri settori per strategie comuni dovrebbero essere esaminate anche questioni tematiche quali i diritti dell'uomo e la democrazia.

Ucraina

    81. Il Consiglio europeo si compiace della sempre più intensa cooperazione con l'Ucraina nel contesto dell'accordo di partenariato e di cooperazione, in vigore dal marzo 1988, che ha conferito una nuova qualità alle relazioni reciproche. Dobbiamo sfruttare pienamente il grande potenziale rappresentato da questo accordo e ravvicinare così l'Ucraina all'Unione europea. Esso incoraggia l'Ucraina a proseguire coerentemente nella sua politica di riforme e le assicura a tal fine un appoggio durevole.

    82. Il Consiglio europeo ricorda l'intesa (memorandum of Understanding) G7-Ucraina sulla chiusura della centrale nucleare di Cernobyl. Esso sottolinea la necessità di adoperarsi al massimo per un arresto nel 2000 - come convenuto - e invita la comunità internazionale a studiare misure che rendano sostenibili per l'Ucraina le ripercussioni di una chiusura della centrale nucleare di Cernobyl.

    83. In questo contesto il Consiglio europeo sottolinea l'importanza sostanziale che attribuisce ad una strategia comune dell'Unione europea per l'ulteriore sviluppo delle già intense e fitte relazioni tra l'Unione europea e l'Ucraina.

Relazioni transatlantiche

    84. Il Consiglio europeo si compiace della stretta cooperazione transatlantica su importanti temi internazionali, come la crisi nel Kosovo. Il vertice fra l'Unione europea e il Canada del 17 giugno e tra l'Unione europea e gli USA del 21 giugno offrono l'occasione di approfondire ulteriormente le relazioni transatlantiche determinanti ai fini della stabilità internazionale e di assicurare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti dei problemi esistenti nelle reciproche relazioni.

    A tal fine, il Consiglio europeo è convinto del fatto che ambo le parti debbano compiere ulteriori sforzi per evitare, tra l'altro realizzando un efficace sistema di allarme tempestivo, che le molteplici e profonde controversie commerciali sul piano bilaterale nuocciano al clima generale delle relazioni bilaterali. L'implicazione nel dialogo transatlantico delle personalità e delle organizzazioni oggetto di decisioni politiche svolgerà al riguardo un ruolo sempre più importante. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza del piano d'azione transatlantico e, in tale contesto, il partenariato economico transatlantico.

Relazioni Unione europea-Giappone

    85. Il Consiglio europeo si compiace della stretta cooperazione fra l'Unione europea e il Giappone, segnatamente nel quadro del dialogo politico e nell'ambito di questioni inerenti alle relazioni commerciali bilaterali e multilaterali. Il vertice fra l'Unione europea e il Giappone del 20 giugno rafforzerà ulteriormente tale stretta cooperazione. Il Giappone costituisce per l'Unione europea un partner politico e economico in Asia particolarmente importante. Il Consiglio europeo sottolinea pertanto il comune interesse dell'Unione europea e del Giappone per la pace, la stabilità e il benessere in Asia, in Europa e nel mondo intero.

Medio Oriente

    86. Il Consiglio europeo conferma, dopo le elezioni in Israele, la dichiarazione di Berlino (25 marzo 1999) e sottolinea l'importanza di una soluzione negoziata in Medio oriente. Esso rivolge agli israeliani e ai palestinesi un appello affinché attuino pienamente e senza indugio il memorandum di Wye-River e riprendano il più presto possibile i negoziati su uno status definitivo allo scopo di pervenire al più presto ad una pace globale, giusta e duratura nella regione.

    87. Il Consiglio europeo si compiace inoltre dell'intenzione del Primo ministro israeliano recentemente eletto di riprendere i negoziati con i palestinesi e con la Siria e dei suoi piani intesi a ricercare una rapida soluzione per il ritiro delle truppe israeliane dal Libano. Il Consiglio europeo sostiene altresì il carattere multilaterale del processo di pace e incoraggia i gruppi di lavoro ad improntare le loro attività allo sviluppo della cooperazione e dell'integrazione a livello regionale. Il Consiglio europeo ribadisce nuovamente la ferma intenzione dell'Unione europea di assumere pienamente il suo ruolo nel processo di pace ed esprime apprezzamento per l'opera dell'inviato speciale dell'Unione europea Moratinos.

Partenariato euromediterraneo

    88. Il Consiglio europeo si compiace dei risultati della terza conferenza euromediterranea che si è tenuta a Stoccarda il 15 e 16 aprile 1999. Il Consiglio europeo apprezza il fatto che in un momento particolarmente difficile per la regione dal punto di vista politico sia stato possibile rafforzare l'impegno incondizionato di tutti i partecipanti a favore degli obiettivi e dei principi fissati nella dichiarazione di Barcellona e imprimere al partenariato un forte impulso all'ulteriore sviluppo in tutti e tre i settori. Esso invita il Consiglio e la Commissione a mettere in pratica con determinazione le decisioni adottate a Stoccarda, in particolare per quanto riguarda il miglioramento della cooperazione intraregionale in tutti i settori del partenariato e una maggiore partecipazione di attori esterni ai governi centrali.

Vertice Unione europea-America latina

    89. Il Consiglio europeo esprime grande compiacimento per il primo vertice fra i capi di Stato o di governo dell'Unione europea, dell'America latina e dei Caraibi che si terrà a Rio de Janeiro il 28 e 29 giugno 1999. Questo storico evento, che esalta le eccellenti e strette relazioni fra le due regioni, costituirà la base di un nuovo partenariato strategico che rafforzerà la comprensione reciproca fra le nostre regioni nel settore politico, economico e culturale.

    90. Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione del processo negoziale in corso col Messico e auspica che si possa giungere a un accordo quanto prima e comunque entro quest'anno.

    91. Il Consiglio europeo si compiace della decisione di Consiglio di stanziare 250 milioni di euro per il finanziamento di un piano di ricostruzione e riabilitazione in America centrale e incarica la Commissione di porre in atto questo piano il più presto possibile.

Dimensione settentrionale

    92. Il Consiglio europeo ritiene che gli orientamenti adottati dal Consiglio per una "dimensione settentrionale" della politica dell'Unione europea costituiscano una base appropriata per dare maggiore rilievo al profilo dell'Unione europea nella regione. Esso si compiace dell'intenzione della prossima presidenza di organizzare l'11/12 novembre 1999 una conferenza ministeriale sulla "dimensione settentrionale". Il progetto della "dimensione settentrionale" persegue l'obiettivo di migliorare il benessere unitamente ai paesi della regione, di consolidare la sicurezza e di far fronte a pericoli quali l'inquinamento, i rischi nucleari e la criminalità organizzata transfrontaliera. Il Consiglio europeo ritiene che per conseguire questo obiettivo si debba studiare, dopo la conferenza di novembre, la possibilità di elaborare un piano d'azione. Con l'adozione di tali orientamenti è giunto il momento di coinvolgere maggiormente negli ulteriori lavori di elaborazione i paesi candidati interessati, la Federazione russa, la Norvegia e l'Islanda.

Vertice transcaucasico

    93. Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della regione transcaucasica per la stabilità nel punto di congiunzione fra Europa e Asia e si compiace dello stato attuale delle relazioni. Il Consiglio europeo auspica che l'incontro fra l'Unione europea e i Presidenti dei tre paesi transcaucasici del 22 giugno a Lussemburgo in occasione dell'entrata in vigore degli accordi di partenariato e cooperazione imprima alle relazioni dell'Unione europea con l'Armenia, l'Azerbaigian e la Georgia un impulso proiettato verso il futuro. Il Consiglio europeo è convinto che questi fattori facilitino anche la cooperazione regionale e quindi la ricerca di soluzioni durature per i conflitti che ancora persistono nella regione.

Timor orientale

    94. Il Consiglio europeo si compiace vivamente della firma degli accordi di New York su Timor orientale, che aprono la strada ad un'equa soluzione di un lungo conflitto internazionale attraverso consultazioni intese a stabilire la volontà del popolo di Timor orientale. Esprime apprezzamento per i positivi sforzi svolti dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dalle parti per raggiungere questo storico risultato.

    95. Il Consiglio europeo condivide le profonde preoccupazioni espresse dal Segretario Generale delle Nazioni Unite nella sua relazione al Consiglio di sicurezza sulla situazione tesa e instabile che continua a persistere a Timor orientale.

    96. Il Consiglio europeo rinnova il suo appoggio alle proposte del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l'istituzione di una missione dell'ONU a Timor orientale (UNAMET) allo scopo di organizzare il processo di consultazione. Esso invita il Consiglio ad esaminare la possibilità di inviare un gruppo di osservatori europei a Timor orientale, conformemente alle disposizioni dell'accordo sulle modalità del processo di consultazione.

Macao

    97. Il Consiglio europeo si aspetta che la conclusione del processo di transizione a Macao sia portata avanti nello stesso spirito positivo che ha caratterizzato l'intero processo. Il Consiglio europeo confida che la piena attuazione della dichiarazione comune del 1987 della Cina e del Portogallo garantirà un armonioso passaggio delle consegne il 20 dicembre 1999 ed è convinto che un alto grado di autonomia della futura regione ad amministrazione speciale e la continuità per quanto riguarda la specifica identità sociale, economica, giuridica e culturale di Macao costituiranno la base per la stabilità e il benessere dell'ex colonia.

    98. Il Consiglio europeo confida che le attuali relazioni e la presente cooperazione tra l'Unione e Macao saranno migliorate, contribuendo in tal modo positivamente all'ulteriore sviluppo della regione.

Organizzazione mondiale del commercio (OMC)

    99. Il Consiglio europeo attribuisce grande importanza al rafforzamento del sistema commerciale multilaterale e sottolinea che un'ulteriore liberalizzazione multilaterale degli scambi rappresenta il modo migliore per far fronte alle sfide derivanti da cambiamenti economici rapidi e profondi e da una crescente globalizzazione.

    100. Il Consiglio europeo è decisamente favorevole a che, in occasione della terza conferenza ministeriale dell'OMC che si terrà a Seattle alla fine del 1999, venga avviato un nuovo e ampio ciclo di negoziati nell'ambito dell'OMC che inizi nel 2000 e si concluda se possibile nel giro di tre anni. I negoziati, che vertono su una vasta gamma di temi tra cui le norme sul lavoro, l'ambiente, lo sviluppo e la trasparenza, costituiscono l'approccio più appropriato per conseguire risultati sostanziali e equilibrati che andranno a beneficio di tutti i membri dell'OMC.

    101. Il Consiglio europeo, tenuto conto delle possibilità di crescita nel settore degli scambi, ritiene che non sia possibile rinunciare ad una maggiore integrazione dei paesi in via di sviluppo nel commercio mondiale ed è pertanto disposto ad offrire a tali paesi un migliore accesso al mercato.

    102. Il Consiglio europeo si compiace dell'adesione di altri Stati all'OMC. Esso riconosce senza esitazioni gli sforzi sinora compiuti dalla Cina e dalla Russia ai fini dell'adesione all'OMC e invita il Consiglio e la Commissione a sostenere una rapida adesione della Cina in base ad un corretto equilibrio di interessi e a favorire gli sforzi della Russia per soddisfare le condizioni dell'adesione all'OMC.

    ALLEGATI DELLE

CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

CONSIGLIO EUROPEO DI COLONIA

3 E 4 GIUGNO 1999

Pagina

    ALLEGATO I Risoluzione del Consiglio europeo e relazione sul patto europeo per l'occupazione 3

    ALLEGATO II Strategia comune dell'Unione europea sulla Russia 14

    ALLEGATO III Dichiarazione del Consiglio europeo e relazione della Presidenza sul rafforzamento della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa 33

    ALLEGATO IV Decisione del Consiglio europeo relativa all'elaborazione di una carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea 43

    ALLEGATO V Dichiarazione del Consiglio europeo sul Kosovo 44

    ALLEGATO VI Documenti presentati al Consiglio europeo di Colonia 45

ALLEGATO I

Progetto

RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUL

PATTO EUROPEO PER L'OCCUPAZIONE

Cooperazione più stretta per sostenere l'occupazione

e le riforme economiche in Europa

Nella riunione di Colonia del 3 e 4 giugno 1999 il Consiglio europeo,

ricordando le conclusioni del Consiglio europeo di Vienna, in particolare per quanto riguarda l'elaborazione di un Patto europeo per l'occupazione,

ricordando la risoluzione del Consiglio europeo di Lussemburgo sul coordinamento delle politiche economiche nella terza fase dell'UEM,

ricordando le risoluzioni del Consiglio europeo di Amsterdam sul Patto di stabilità e crescita e sulla crescita e l'occupazione,

ricordando le conclusioni della sessione speciale del Consiglio europeo di Lussemburgo sull'occupazione,

ricordando le conclusioni del Consiglio europeo di Cardiff in cui si indicano le riforme economiche e sane finanze pubbliche come base della crescita, della prosperità e dell'occupazione,

e approvando la relazione della Presidenza dal titolo "Patto europeo per l'occupazione: cooperazione più stretta per sostenere l'occupazione e le riforme economiche in Europa" del 31 maggio 1999, compreso il suo supplemento "Gioventù ed Europa - il nostro futuro",

ha adottato la seguente risoluzione:

I. Massima priorità: più occupazione

    1. Il Consiglio europeo ritiene che un elevato livello di occupazione costituisca l'elemento chiave per un grado maggiore di benessere economico, giustizia sociale e coesione. La lotta contro la disoccupazione, attualmente a livelli eccessivamente elevati, costituisce pertanto l'obiettivo più importante della nostra politica economica e sociale. Il conseguimento di un più elevato livello di occupazione nell'ambito del mercato unico dipende dal miglioramento delle condizioni macroeconomiche soggiacenti, dalla occupabilità e dalle qualifiche della forza lavoro, dal corretto funzionamento dei mercati dell'occupazione e da efficienti e competitivi mercati di merci, servizi e capitali a livello degli Stati membri e della Comunità. L'introduzione dell'Euro ha comportato un miglioramento significativo delle condizioni per una maggiore crescita ed occupazione. Per sfruttare appieno questo potenziale e conseguire una crescita più dinamica ed un più elevato livello di occupazione, pur mantenendo la stabilità dei prezzi, la strategia volta a sostenere gli investimenti e l'innovazione deve essere potenziata.

    Il Consiglio europeo è pertanto tenuto ad aumentare gli sforzi nell'ambito degli Stati membri ed a cooperare più strettamente nell'ambito dell'Unione europea. Questi sono gli obiettivi cui mira il Patto europeo per l'occupazione, che il Consiglio europeo considera fondamento e quadro di un processo sostenuto per una maggiore crescita ed occupazione e che è conforme agli indirizzi di massima per le politiche economiche, il principale strumento di coordinamento delle politiche economiche della Comunità. Nel contempo, con questo approccio politico, l''Unione apporta un contributo positivo alla soluzione dei problemi dell'economia mondiale.

    2. Alla strategia coordinata dell'occupazione e alle riforme economiche si aggiunge il dialogo macroeconomico come terzo pilastro del Patto europeo per l'occupazione. Questo nuovo elemento è destinato a migliorare le condizioni per un dosaggio di politiche cooperative macroeconomiche intese a promuovere la crescita e l'occupazione mantenendo la stabilità dei prezzi. Con questi tre pilastri del Patto europeo per l'occupazione, che si sostengono e rafforzano reciprocamente, l'Unione ha trovato il punto d'appoggio della sua politica per una maggiore occupazione in una strategia globale per rafforzare uno sviluppo dinamico delle nostre economie.

    3. Negli indirizzi di massima per politiche economiche, gli Stati membri e la Comunità convengono annualmente i principali elementi delle rispettive politiche economiche; negli orientamenti per l'occupazione gli Stati membri e la Comunità convengono annualmente i principali elementi della strategia coordinata in materia di occupazione; nelle relazioni di Cardiff sulla riforma economica gli Stati membri e la Comunità si riferiscono alle riforme economiche che sono state varate e indicano la direzione dei futuri sforzi. Queste procedure consolidate costituiscono il contesto idoneo a fornire al Patto europeo per l'occupazione un contenuto supplementare adeguato alle sempre mutevoli necessità.

II. Strategia coordinata per l'occupazione e riforme economiche: attuazione a buon punto

    4. Il Consiglio europeo ribadisce il proprio impegno nei confronti della strategia coordinata in materia di occupazione (processo di Lussemburgo) e delle riforme economiche (processo di Cardiff). Migliorare l'occupabilità, in particolare per coloro che si trovano attualmente in posizione di svantaggio sul mercato del lavoro, e assistere i disoccupati nell'acquisizione delle conoscenze e capacità di cui necessitano, sviluppare l'imprenditorialità, incoraggiare l'adattabilità delle aziende e del loro personale e migliorare le pari opportunità per le donne e gli uomini costituiscono gli elementi chiave di questa strategia. Il Consiglio europeo considera che le riforme strutturali dei mercati del lavoro, delle merci e dei capitali siano essenziali al fine di mettere le aziende europee in grado di competere con successo sui mercati mondiali e sfruttare appieno il potenziale di crescita delle economie europee. Al riguardo esso desidera altresì sottolineare l'importanza di un dialogo permanente tra Consiglio, Commissione e parti sociali sulla strategia coordinata in materia di occupazione in sede di comitato permanente dell'occupazione.

III Dialogo macroeconomico per la promozione di crescita e occupazione

    5. Per pervenire ad una crescita vigorosa dell'occupazione mantenendo la stabilità dei prezzi, la politica fiscale, la politica monetaria e l'evoluzione delle retribuzioni devono interagire in modo da sostenersi a vicenda. Il Consiglio europeo sollecita tutti coloro che decidono o incidono sulla politica economica e dell'occupazione a contribuire ad una maggiore occupazione sulla base di una crescita vigorosa e non inflativa, che rispetti allo stesso tempo la loro indipendenza ed autonomia nei rispettivi settori di competenza. In un dialogo macroeconomico basato sulla reciproca fiducia, devono essere opportunamente scambiate informazioni ed opinioni per quanto riguarda le modalità di concepire la politica macroeconomica in modo da aumentare e sfruttare appieno il potenziale di crescita e occupazione.

    6. Il Consiglio europeo ritiene necessario, oltre ai processi di Lussemburgo e di Cardiff, istituire un dialogo macroeconomico periodico nell'ambito del Consiglio ECOFIN in cooperazione con il Consiglio "Lavoro e affari sociali" e con la partecipazione dei rappresentanti di entrambe le composizioni del Consiglio, della Commissione, della Banca centrale europea e delle parti sociali. Lo svolgimento e la preparazione tecnica del dialogo dovrebbero avvenire secondo quanto indicato nella relazione della Presidenza sul Patto europeo per l'occupazione.

    7. Il Consiglio europeo accoglie con compiacimento la dichiarazione delle parti sociali europee sul Patto europeo per l'occupazione. Accoglie altresì con soddisfazione la volontà espressa dalle parti sociali e dalle autorità monetarie di partecipare al dialogo macroeconomico.

RELAZIONE AL CONSIGLIO EUROPEO

sul Patto europeo per l'occupazione

Una più stretta cooperazione per sostenere l'occupazione e

le riforme economiche in Europa

I. Introduzione

L'aumento dei posti di lavoro costituisce la priorità assoluta per l'Europa. Non esistono in definitiva né giustizia sociale né coesione senza un elevato livello di occupazione. Per migliorare la situazione dell'occupazione nella Comunità su basi durature, abbiamo bisogno di creare le condizioni per una forte e continua crescita non inflazionistica. Abbattere gli ostacoli che impediscono la crescita significa abbattere contestualmente gli ostacoli che impediscono l'occupazione. L'introduzione dell'euro crea il potenziale per un benessere e una crescita maggiori. Occorre sfruttare tale potenziale.

Con il processo di Lussemburgo l'Unione europea ha fatto della lotta alla disoccupazione un obiettivo comune. I nostri rinnovati sforzi stanno dando i primi frutti. La situazione dell'occupazione nella Comunità europea è notevolmente migliorata grazie all'accelerazione della crescita nel 1998 e la disoccupazione è diminuita. Tuttavia, se si considera la media di detto anno, il livello di disoccupazione è stato ancora pari al 10% della popolazione attiva. Non dobbiamo pertanto consentire che i nostri sforzi comuni si affievoliscano; dobbiamo invece intensificarli con un approccio globale tale da sostenere una forte crescita interna. L'obiettivo del Patto europeo per l'occupazione è preparare il terreno per una riduzione della disoccupazione e per una crescita sostenuta che crei posti di lavoro, raggiungendo tassi di crescita che superino notevolmente gli aumenti della produttività del lavoro e dell'offerta di manodopera.

Come rilevato dal Consiglio europeo di Vienna una politica per l'aumento dell'occupazione deve essere inserita in un approccio globale che comprenda politiche macroeconomiche miranti alla crescita e alla stabilità, l'ulteriore sviluppo e l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e di riforme strutturali decisive volte a promuovere l'efficienza e la competitività. Il Consiglio europeo di Colonia dovrebbe concordare una strategia che consenta di realizzare detti obiettivi e convinca tutti i responsabili delle politiche economiche a partecipare al patto europeo per l'occupazione.

II. Approccio

Il patto europeo per l'occupazione dovrebbe contribuire a conseguire un elevato livello di occupazione in tutta l'Europa mantenendo nel contempo la stabilità dei prezzi. Ciò comporta il riesame non solo degli approcci ma anche delle singole misure politiche per accertarsi se favoriscano la creazione di posti di lavoro o il mantenimento della competitività di quelli esistenti. Deve inoltre esservi un'interazione efficace tra le politiche nazionali ed europee in materia di occupazione. Il compito di creare le condizioni per una maggiore occupazione e crescita, che compete in primo luogo agli Stati membri, deve essere basato su una strategia europea di riforme strutturali e un dosaggio equilibrato di politica macroeconomica. È così che si utilizza al meglio il quadro per una crescita economica più sostenuta creato dall'Unione economica e monetaria europea. Occorre tenerne conto al momento dell'adozione e dell'attuazione delle misure e politiche comunitarie. In particolare, il sostegno fornito attraverso i fondi strutturali e il fondo di coesione, che sono stati oggetto di riforma nell'ambito dell'Agenda 2000, dovrà favorire la creazione di posti di lavoro.

La comunicazione della Commissione ai sensi dell'articolo 127 del trattato CE, quale modificato dal trattato di Amsterdam, contiene importanti elementi al riguardo. Anche la relazione della Commissione "L'Europa come entità economica", quale importante documento di lavoro, potrebbe dare un contributo al patto europeo per l'occupazione.

Il patto europeo per l'occupazione deve tener conto di tre obiettivi per promuovere una forte crescita non inflazionistica che crei occupazione:

    - il più ampio grado di un'interazione tra dinamica salariale, politica di bilancio e politica monetaria, che ne consenta il reciproco potenziamento;

    - l'ulteriore sviluppo e un'attuazione ancora migliore della strategia coordinata in materia di occupazione nell'ambito del processo di Lussemburgo;

    - un rafforzamento delle riforme strutturali al fine di migliorare la competitività e il funzionamento dei mercati delle merci, dei servizi e dei capitali conformemente al processo di Cardiff.

Ciascuno di questi tre settori politici ha significato per una strategia occupazionale coerente, sostenibile e coronata da successo sulla quale dobbiamo collaborare con le parti sociali. I settori di attività si integrano e si rafforzano reciprocamente; tuttavia nessuno di essi può sostituire gli altri:

In primo luogo è importante utilizzare al meglio il potenziale produttivo e occupazionale esistente. Allo stesso tempo è necessario conseguire un livello elevato di investimenti per consentire in modo duraturo tassi di crescita più elevati e maggiore occupazione attraverso l'espansione delle capacità produttive. Ciò richiede il pieno utilizzo del potenziale occupazionale fornito dall'aumento della partecipazione femminile alla forza lavoro, mediante un più efficace inserimento dei lavoratori scarsamente qualificati e in un contesto macro e microeconomico in cui gli investimenti aggiuntivi in capitale effettivo e in capitale umano siano remunerativi.

In secondo luogo dobbiamo collaborare per attuare politiche del mercato del lavoro e politiche in materia di formazione appropriate affinché la domanda di lavoro corrisponda quanto più possibile all'offerta.

In terzo luogo la forte innovazione, la ricerca, la formazione e il perfezionamento professionale, le moderne infrastrutture, le riforme strutturali e un contesto economico favorevole alle imprese innovative sono tutti elementi che contribuiscono al conseguimento di un livello elevato di occupazione ad alto valore aggiunto.

È pertanto necessario creare su base permanente le condizioni essenziali per un dosaggio delle politiche macroeconomiche commisurato alla crescita e all'occupazione in un contesto di stabilità dei prezzi e al tempo stesso promuovere l'innovazione e la produttività realizzando riforme strutturali nei mercati delle merci, dei servizi e del lavoro.

In particolare, con l'introduzione di una moneta unica e di una politica monetaria unica, si sono sviluppate nuove interazioni tra livello nazionale e livello UE. Il patto europeo per l'occupazione mira ad assicurare un'azione congiunta e coerente di questi due livelli al fine di promuovere l'occupazione mantenendo nel contempo la stabilità, nonché a stabilire un coordinamento delle politiche macroeconomiche, inclusi un dialogo macroeconomico (processo di Colonia), una strategia coordinata in materia di occupazione e riforme economiche (processi di Lussemburgo e di Cardiff). Al tempo stesso la moneta unica ha accresciuto il peso e le responsabilità dell'Europa nell'economia mondiale. L'Europa deve proseguire gli sforzi miranti all'instaurazione di un sistema commerciale e finanziario aperto e deve rimanere competitiva a livello internazionale.

Per l'attuazione del patto europeo per l'occupazione deve essere fatto ampio uso degli strumenti e delle procedure necessari. In tal modo si può garantire che gli sforzi a livello nazionale collimino con quelli a livello europeo e siano conformi al trattamento delle questioni corrispondenti in un contesto internazionale più ampio. Con il processo di Lussemburgo e il processo di Cardiff sono già state acquisite preziose esperienze. Occorre portare avanti e consolidare tali processi, per poter superare in tutta la Comunità gli ostacoli strutturali alla crescita e all'occupazione.

È tuttavia altrettanto importante migliorare le condizioni essenziali per un'interazione priva di tensioni degli strumenti macroeconomici intensificando lo scambio di informazioni e di opinioni tra gli operatori politici ed economici in questione. A tale proposito una cooperazione più intensa ai fini di una maggiore crescita ed occupazione in Europa deve essere intrapresa

senza mettere a repentaglio l'indipendenza della Banca centrale europea e delle banche centrali nazionali,

senza mettere in discussione l'autonomia delle parti sociali nella contrattazione collettiva,

tenendo conto dei diversi sistemi di determinazione dei salari, la cui responsabilità ricade su vari livelli,

osservando le disposizioni del Patto di stabilità e crescita,

e rispettando il principio di sussidiarietà.

III. Singoli settori politici

1. Coordinamento delle politiche macroeconomiche - Processo di Colonia

Per conseguire una forte crescita dell'occupazione in un contesto di stabilità dei prezzi è essenziale che gli strumenti macroeconomici interagiscano armonicamente. Tale dosaggio delle politiche costituisce una valida base per investimenti generatori di posti di lavoro. I vari settori della politica macroeconomica sono indipendenti quanto alle decisioni adottate per ognuno di essi, ma si influenzano reciprocamente.

Per un dosaggio efficace ed equilibrato delle politiche è importante che i singoli settori siano organizzati nel modo seguente:

La politica di bilancio deve rispettare gli obiettivi del patto di stabilità e crescita che implica bilanci portati stabilmente vicino al pareggio o a un avanzo a medio termine. Oltre a ciò dovrebbero essere ristrutturati i bilanci pubblici a favore di maggiori investimenti al fine di affrontare le sfide future come quelle poste dall'invecchiamento della popolazione. Allo stesso tempo è importante tenere d'occhio l'evoluzione macroeconomica.

I salari devono seguire un percorso sostenibile, con una dinamica salariale coerente con la stabilità dei prezzi e la creazione di posti di lavoro.

L'obiettivo prioritario della politica monetaria è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Per conseguirlo è essenziale che la politica monetaria sia sostenuta da politiche di bilancio e da una dinamica salariale rispondenti alla descrizione di cui sopra. Senza mettere a rischio l'obiettivo della stabilità dei prezzi, la politica monetaria sostiene la politica economica generale della Comunità, per contribuire ad una crescita sostenibile e non inflazionistica e ad un livello di occupazione elevato.

Gli indirizzi di massima per le politiche economiche costituiscono lo strumento principale del coordinamento della politica economica nell'UE. Essi possono fornire un quadro appropriato per determinare come sia possibile migliorare l'interazione tra i responsabili della politica macroeconomica in Europa favorendo la crescita e l'occupazione. Nell'area dell'euro, il dialogo che ha luogo nel Gruppo "Euro 11" contribuisce ugualmente a conseguire un dosaggio equilibrato delle politiche. In un contesto internazionale più ampio, le questioni inerenti ad una coerente strategia per l'occupazione e alle sue correlazioni economiche globali potranno essere discusse tra l'altro nel Gruppo dei Sette (G7) e ai vertici economici.

Per attuare con successo un dosaggio coerente delle politiche, è opportuno instaurare un proficuo dialogo macroeconomico tra parti sociali, responsabili della politica di bilancio e dell'occupazione e responsabili della politica monetaria nell'ambito delle istituzioni esistenti. Nel corso di tale dialogo la posizione di partenza e le prospettive future potrebbero essere discusse sulla base di analisi e dati statistici ed essere scambiate idee su come le parti interessate, fatte salve le rispettive responsabilità e la loro indipendenza, pensino di poter conseguire un dosaggio delle politiche che promuova la crescita e l'occupazione in un contesto di stabilità dei prezzi. L'instaurazione su solide basi di un siffatto dialogo macroeconomico e la sua attuazione rivestono un'importanza centrale per il patto europeo per l'occupazione. Quest'ultimo è da intendersi in questo senso come un processo in corso sostenuto.

Per quanto riguarda l'attuazione del dialogo macroeconomico, si veda il punto IV.

2. Strategia coordinata in materia di occupazione del processo di Lussemburgo

Il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri nel quadro degli orientamenti in materia di occupazione e dei piani d'azione nazionali, incluse le misure di sostegno e integrative nel settore della formazione professionale, rappresenta un importante contributo alla crescita dell'occupazione. Il miglioramento dell'occupabilità, lo sviluppo dello spirito imprenditoriale, la promozione della capacità di adattamento delle imprese e dei lavoratori e il potenziamento delle misure atte a promuovere pari opportunità tra uomini e donne sono i quattro pilastri di tale strategia.

Le strategie preventive, diversamente dalle misure puramente passive, contribuiscono a migliorare la funzionalità dei mercati del lavoro e l'occupabilità dei lavoratori. Nel quadro del patto europeo per l'occupazione occorrerebbe pertanto ampliare la formazione permanente, sviluppando costantemente in tutto l'arco della vita lavorativa conoscenze specialistiche e competenze, promuovere gli investimenti nella qualificazione dei lavoratori, anche avvalendosi del Fondo sociale europeo, e contribuire a evitare e a eliminare la disoccupazione giovanile. Il rapido sviluppo della società dell'informazione e la costante crescita del settore dei servizi esigono che siano prodigati sforzi straordinari per elevare il livello di qualificazione della manodopera. Particolare attenzione sarà richiesta per l'istruzione dei gruppi scarsamente qualificati.

Nell'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione, nella presentazione dei piani d'azione nazionali e nella valutazione da effettuare nel quadro della relazione congiunta sull'occupazione, ancora maggior risalto sarà dato alla segnalazione e allo scambio delle prassi migliori. Ove appropriato, nei PAN si stabiliranno ulteriori obiettivi quantitativamente verificabili a livello nazionale. Per una corretta valutazione occorre altresì fissare indicatori appropriati. Tutte le possibilità di creare nuovi posti di lavoro attraverso miglioramenti nell'organizzazione del lavoro e la riduzione dell'orario di lavoro dovrebbero essere esaminate nel quadro della strategia coordinata in materia di occupazione.

Nel quadro di una coerente strategia per l'occupazione, particolare importanza è annessa alla verifica dei regimi fiscali e previdenziali al fine di ridurre l'onere dei lavoratori. Da un lato è importante a tale proposito esaminare come si possa limitare l'onere che grava in particolare sui lavoratori meno qualificati e che percepiscono salari bassi. Dall'altro, considerato il progressivo invecchiamento della popolazione, il regime pensionistico dovrebbe essere collocato su basi improntate al senso di responsabilità nei confronti delle generazioni future.

La disoccupazione giovanile, di circa il 20%, rappresenta oltre il doppio della disoccupazione totale: sono indispensabili ulteriori sforzi al fine di ridurla. La Presidenza tedesca ha pertanto presentato il memorandum "I giovani e l'Europa: il nostro futuro", che si prefigge il miglioramento delle prospettive occupazionali per i giovani in Europa. Tale memorandum dovrebbe contribuire a individuare le migliori prassi, migliorare l'offerta di programmi di formazione transfrontalieri, di formazione professionale pratica e di formazione professionale di base e promuovere le misure transfrontaliere finalizzate al collocamento in programmi di lavoro e formazione. I giovani dovrebbero potersi preparare meglio per affrontare il sempre più integrato mercato del lavoro in Europa. Occorre parimenti studiare la maniera di promuovere lo sviluppo di nuovi servizi e nuovi impieghi specialmente per i giovani.

Inoltre, nel quadro del patto europeo per l'occupazione, si dovrebbe porre l'accento su misure che contribuiscano ad evitare la disoccupazione di lunga durata e che diano maggiore flessibilità alle disposizioni relative alla partecipazione dei lavoratori più anziani all'attività lavorativa. Ciò comprende il miglioramento delle attività di informazione e di collocamento di tutti i servizi competenti.

L'obiettivo della promozione attiva e preventiva dell'occupazione riguarda anche i disabili. Il Consiglio ha preso atto in una risoluzione che la Commissione intende presentare nel quadro di una coerente politica globale, una proposta concernente uno strumento giuridico che contempli pari opportunità di lavoro per i disabili.

Per migliorare le tendenze occupazionali in Europa è importante garantire una relazione equilibrata tra competitività, flessibilità dell'occupazione e protezione sociale dei lavoratori. È opportuno a tale riguardo elaborare ulteriormente un nucleo adeguato di norme sociali minime conformemente alle disposizioni del trattato CE sulla promozione delle condizioni di vita e di lavoro.

Con i loro accordi sul congedo parentale, il lavoro a tempo parziale e infine i contratti di lavoro a tempo determinato, le parti sociali hanno fornito contributi che il Consiglio ha già attuato o intende attuare mediante direttive. Le parti sociali dovrebbero continuare su questa via, tenendo pienamente conto in tale contesto, dell'impatto dei nuovi regolamenti sulla creazione di posti di lavoro e sull'occupazione.

Le parti sociali a livello europeo e nazionale svolgono un ruolo importante per l'ulteriore sviluppo e attuazione degli orientamenti in materia di occupazione. Il nuovo Comitato permanente dell'occupazione offre al riguardo una sede adeguata per la cooperazione tra il Consiglio, la Commissione e le parti sociali. Sull'esempio del Consiglio "Lavoro e affari sociali" anche il Comitato per l'occupazione ed il mercato del lavoro dovrebbe cooperare più strettamente con le parti sociali.

3. Riforme economiche - Il processo di Cardiff

Per un aumento duraturo dell'occupazione è necessario un processo di crescita sostenuto. Per utilizzare appieno il potenziale di crescita, il migliore dialogo macroeconomico e la strategia coordinata in materia di occupazione avviata nell'ambito del processo di Lussemburgo devono essere integrati da riforme economiche quali quelle varate con il processo di Cardiff. Dette riforme sono volte a migliorare la competitività e il funzionamento dei mercati delle merci, dei servizi e dei capitali. Esse sono esposte nelle relazioni nazionali sulle riforme strutturali e sono trattate nelle relazioni Cardiff I e Cardiff II della Commissione basate sui contributi degli Stati membri e sull'intenso lavoro svolto dal Comitato di politica economica come pure dal Gruppo orizzontale "Mercato interno". Vi si affrontano le questioni dell'ulteriore sviluppo e del consolidamento del mercato unico europeo e delle modalità da seguire affinchè le riforme strutturali promuovano quanto più possibile l'occupazione e la crescita.

Il Consiglio "Mercato interno", nelle conclusioni del 25 febbraio 1999, ha rilevato l'esigenza concreta di intervenire per migliorare ulteriormente il contesto concorrenziale in Europa, eliminare i restanti ostacoli agli scambi tra gli Stati membri, aumentare l'efficienza del settore dei servizi compreso il turismo e rendere il contesto economico per le piccole e medie imprese più favorevole alla crescita e all'occupazione. A tale proposito rivestono particolare importanza mercati efficienti di beni e di servizi, così come mercati di capitali efficienti e una adeguata disponibilità di capitali di rischio, un'efficace politica di concorrenza e l'ulteriore riduzione degli aiuti di Stato, che producono sgradite distorsioni della concorrenza.

Le relazioni sulle riforme strutturali nel processo di Cardiff devono essere utilizzate a fondo per individuare le migliori prassi ed adottarle ogniqualvolta sia possibile o ne sembri probabile il successo. Occorre proseguire sistematicamente a livello nazionale ed europeo le iniziative destinate ad eliminare le normative superflue, onde ridurre drasticamente gli oneri che incombono sulle piccole imprese, creatrici di un numero notevole di posti di lavoro, ed agevolare l'avviamento di attività imprenditoriali.

In Europa si dovrebbe attivamente incoraggiare l'affermarsi della società dell'informazione, ad esempio diffondendo maggiormente l'uso dei computer nelle scuole ed assicurando una più rapida diffusione delle tecnologie dell'informazione nelle piccole imprese. Pur nel rispetto della sussidiarietà, un'iniziativa europea per la società dell'informazione dovrebbe garantire che il potenziale occupazionale esistente in questo settore sia utilizzato quanto più possibile. Lo sviluppo del commercio elettronico non deve essere ostacolato da regole burocratiche non necessarie. Dovrebbero essere moltiplicati gli sforzi nazionali volti a sfruttare il potenziale offerto dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, in particolare incrementando le possibilità di formazione, dalle conoscenze di base alla formazione permanente.

Le infrastrutture europee devono essere ulteriormente migliorate attraverso le reti transeuropee - in particolare i progetti prioritari nel settore dei trasporti nonché, nel settore delle telecomunicazioni e delle tecnologie dell'informazione, lo sviluppo di progetti che favoriscano l'innovazione e la concorrenza - e l'assistenza fornita dalla Banca europea per gli investimenti. Inoltre va rafforzato il potenziale innovativo per migliorare la capacità di risposta ai processi di trasformazione industriale attraverso un maggiore sforzo di ricerca.

IV. Dialogo macroeconomico - Il processo di Colonia

Il patto europeo per l'occupazione riunisce il dosaggio delle politiche macroeconomiche, la strategia coordinata in materia di occupazione del processo di Lussemburgo e le riforme economiche del processo di Cardiff in una triade di politiche economiche.

Sia il processo di Lussemburgo che quello di Cardiff come pure la preparazione degli orientamenti generali della politica economica si svolgono nell'ambito di istituzioni ufficiali e seguono procedure stabilite. In tale quadro possono essere fissate nuove priorità per il patto europeo per l'occupazione.

Per migliorare l'interazione tra la dinamica salariale, la politica di bilancio e la politica monetaria ai fini della crescita e dell'occupazione è invece necessario un dialogo macroeconomico che intensifichi il nostro impegno nel quadro istituzionale stabilito. Due compiti diventano preminenti:

In primo luogo, dobbiamo analizzare approfonditamente le prospettive e gli sviluppi macroeconomici affinché il dialogo, suffragato da dati esaustivi, possa essere della massima efficacia.

In secondo luogo, dobbiamo individuare una sede adeguata in cui le parti sociali, i rappresentanti del Consiglio e i responsabili della politica monetaria, con la partecipazione della Commissione, mantenendo le rispettive competenze e salvaguardando la propria indipendenza, possano scambiare idee su come essi ritengono possibile realizzare un dosaggio di politiche che promuova la crescita e l'occupazione mantenendo nel contempo la stabilità dei prezzi.

Per il dialogo macroeconomico si sta adottando un approccio in due fasi, tenendo conto del fatto che i partecipanti dovrebbero essere in numero tale da assicurare l'efficiente funzionamento dei vari organismi:

Gli attuali sviluppi e le condizioni preliminari per un dosaggio delle politiche che funzioni agevolmente verranno prima discussi a livello tecnico. A tal fine verrà costituito un gruppo di lavoro nell'ambito del Comitato di politica economica in collaborazione con il Comitato per l'occupazione ed il mercato del lavoro, con la partecipazione di rappresentanti di entrambi i comitati (compresa la Banca centrale europea), della Commissione e di rappresentanti del Gruppo macroeconomico del dialogo sociale. Per far sì che le riunioni a livello politico abbiano un'adeguata preparazione, la prima riunione dovrebbe svolgersi prima che la Commissione adotti la raccomandazione sugli orientamenti generali della politica economica e la seconda riunione dovrebbe far seguito alla presentazione delle previsioni di autunno e della relazione economica annuale della Commissione.

Su tale base, scambi di idee di carattere riservato volti a creare la fiducia si svolgeranno tra i responsabili delle decisioni, a livello politico. Due volte l'anno si terranno a questo fine riunioni nel quadro del Consiglio Ecofin in collaborazione con il Consiglio "Lavoro e affari sociali", con la partecipazione di rappresentanti di entrambe le formazioni del Consiglio, della Commissione, della Banca centrale europea e delle parti sociali. La prima riunione dovrebbe aver luogo anteriormente all'elaborazione da parte del Consiglio ECOFIN del progetto di orientamenti generali della politica economica e la seconda anteriormente all'adozione da parte del Consiglio europeo delle conclusioni in materia di orientamenti per l'occupazione, per esempio in occasione del Consiglio Jumbo.

ALLEGATO II

STRATEGIA COMUNE DELL'UNIONE EUROPEA SULLA RUSSIA

del 4 giugno 1999

IL CONSIGLIO EUROPEO,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 13,

considerando che tra le Comunità europee, i loro Stati membri e la Russia è entrato in vigore il 1° dicembre 1997 l'accordo di partenariato e cooperazione (APC),

HA ADOTTATO LA PRESENTE STRATEGIA COMUNE:

PARTE I

VISIONE DELL'UNIONE EUROPEA CIRCA IL PARTENARIATO CON LA RUSSIA

Una Russia stabile, democratica e prospera, saldamente ancorata ad un'Europa unita e libera da nuove linee divisorie, è essenziale per una pace duratura nel continente. I problemi cui l'intero continente è confrontato possono essere risolti soltanto con una cooperazione sempre più stretta fra la Russia e l'Unione europea. L'Unione europea si rallegra che la Russia sia tornata ad occupare il posto che di diritto le spetta nella famiglia europea, in uno spirito di amicizia, di cooperazione, di giusta conciliazione degli interessi, e poggiando sui valori condivisi incarnati nel retaggio comune della civiltà europea.

Gli obiettivi strategici dell'Unione europea sono chiari:

    - democrazia stabile, aperta e pluralistica in Russia, che si fondi sullo Stato di diritto e a sua volta sorregga una prospera economia di mercato da cui traggano uguale beneficio tutti i popoli della Russia e dell'Unione europea;

    - salvaguardia della stabilità in Europa, promozione della sicurezza globale e risposta alle sfide comuni che si pongono al continente attraverso una cooperazione più intensa con la Russia.

L'Unione prosegue nel suo fermo impegno a lavorare con la Russia, a livello federale, regionale e locale, per darle un valido sostegno nella sua trasformazione politica ed economica. L'Unione e i suoi Stati membri si offrono di condividere con la Russia il vasto bagaglio di esperienze da essi acquisito nell'erigere strutture politiche, economiche, sociali ed amministrative moderne, sempre riconoscendo appieno che il principale artefice del futuro della Russia è la Russia stessa.

Il Consiglio europeo adotta quindi la presente strategia comune per rafforzare il partenariato strategico fra l'Unione e la Russia agli albori del nuovo secolo. È convinzione del Consiglio europeo che il futuro della Russia sia un elemento essenziale per il futuro del continente e rappresenti per l'Unione europea un interesse strategico.

Le relazioni rafforzate proposte, basate su valori democratici condivisi, agevoleranno la Russia nell'affermazione della sua identità europea e apriranno nuove opportunità a tutti i popoli del continente. L'allargamento dell'Unione determinerà un ulteriore sviluppo di tali benefici e opportunità.

La presente strategia comune delinea gli obiettivi e i mezzi di cui l'Unione si varrà per far progredire il partenariato. Il nucleo delle relazioni tra l'Unione e la Russia resta l'accordo di partenariato e cooperazione (APC), volto a promuovere l'integrazione della Russia in una più ampia area di cooperazione in Europa e ad instaurare le condizioni necessarie per creare in futuro una zona di libero scambio tra la Comunità europea e la Russia. Dal canto loro, l'Unione europea ed i suoi Stati membri svilupperanno il coordinamento, la coerenza e la complementarità di tutti gli aspetti delle loro politiche nei confronti della Russia. Inoltre, l'Unione, la Comunità e gli Stati membri collaboreranno con organizzazioni regionali e di altro tipo, e al loro interno, nonché con i partner che perseguono gli stessi scopi, per realizzare gli obiettivi delineati nella presente strategia. Le posizioni che gli Stati membri prenderanno in tutte le sedi pertinenti si conformeranno alla presente strategia comune. Il Consiglio europeo invita la Russia a collaborare con l'Unione in base alla presente strategia comune, per il reciproco beneficio.

OBIETTIVI PRINCIPALI

Il Consiglio europeo ha individuato i seguenti obiettivi principali.

    1. Consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e delle istituzioni pubbliche in Russia

    Il varo di istituzioni pubbliche efficienti e trasparenti è uno dei presupposti per ottenere la fiducia e una maggiore adesione agli orientamenti democratici e per assicurare il funzionamento dello stato di diritto. Esso costituisce il necessario fondamento dello sviluppo economico e sociale. La situazione esistente in Russia impone l'impiego di meccanismi e mezzi adeguati per rafforzare tali istituzioni in termini di efficienza e di responsabilità.

    L'Unione intende sostenere la Russia nel processo di consolidamento delle istituzioni pubbliche - specialmente gli organi del potere esecutivo, legislativo e giudiziario e le forze di polizia - secondo principi democratici. Le istituzioni indispensabili per il funzionamento dell'economia costituiscono il secondo aspetto di questo obiettivo. L'Unione europea attribuirà particolare importanza alle amministrazioni regionali e locali, nell'ambito delle rispettive sfere di competenza. Le interrelazioni fra le autorità centrali, regionali e locali rappresentano un fattore essenziale per il futuro della Federazione.

    L'emergere della società civile in tutti i campi è indispensabile per il consolidamento della democrazia in Russia. L'Unione europea intende appoggiare tale processo, in particolare instaurando scambi diretti fra esponenti della società civile delle due parti.

    2. Integrazione della Russia in uno spazio economico e sociale europeo comune

    Tanto l'Unione quanto la Russia hanno interesse a che la Russia sia messa in condizione di integrarsi in uno spazio economico e sociale comune in Europa. Già ora l'Unione è il principale partner commerciale della Russia, dalla quale riceve a sua volta una parte consistente delle sue forniture energetiche. Inoltre, le imprese europee hanno investito e investono ingenti somme in Russia.

    Occorre anzitutto realizzare un'economia di mercato funzionante. La crisi che ha recentemente colpito la Russia ha dimostrato la necessità di perseguire energicamente quest'obiettivo. Spetta certo alla Russia compiere lo sforzo maggiore nel quadro di un programma economico globale e sostenibile approvato dall'FMI. Questo deve affrontare, tra l'altro, i problemi legati alla ristrutturazione delle imprese, alle finanze pubbliche, al sistema bancario e alla "corporate governance". L'Unione è pronta a offrire sostegno a tal fine.

    L'Unione europea considera lo Stato di diritto una condizione preliminare per lo sviluppo di un'economia di mercato che offra opportunità e benefici a tutti i cittadini russi. Lo sviluppo e la prosperità futura della Russia deriveranno anzitutto da politiche interne e da una gestione economica sane, per le quali è essenziale è il varo di un quadro normativo e regolamentare equo e trasparente, corredato da quello delle necessarie istituzioni. La capacità di attirare l'investimento nazionale ed estero, che sarà notevolmente rafforzata dall'accesso della Russia ai mercati finanziari internazionali, rappresenterà un fattore chiave di sviluppo. L'Unione sosterrà quindi la Russia nel mettere a punto e adottare le politiche economiche necessarie a rafforzare quella fiducia indispensabile per incrementare l'investimento nazionale ed estero e a soddisfare i requisiti fissati dagli organismi di prestito internazionali.

    L'Unione si impegna per l'integrazione della Russia nell'economia europea e mondiale. In questo contesto, essa la sosterrà nello sforzo volto a soddisfare i requisiti per l'adesione all'OMC. Valuterà inoltre come si possano instaurare le condizioni necessarie - oltre all'adesione all'OMC - per la futura creazione di una zona di libero scambio fra l'UE e la Russia. Il graduale ravvicinamento delle legislazioni e delle norme fra la Russia e l'Unione europea, previsto dall'APC, faciliterà la creazione di spazi economici comuni.

    Infine, l'instaurazione dell'economia di mercato deve tener presenti i risvolti sociali della transizione e i bisogni della popolazione, in particolare degli strati più deboli. L'Unione è pronta a fornire consulenza e ad intensificare gli scambi in quest'ambito.

3. Cooperazione per rafforzare la stabilità e la sicurezza in Europa e altrove

    La Russia e l'Unione hanno interessi strategici ed esercitano responsabilità particolari nel mantenimento della stabilità e della sicurezza in Europa e in altre parti del mondo.

    L'Unione considera la Russia un partner essenziale verso il conseguimento di quest'obiettivo ed è determinata a cooperare con essa. Propone di far evolvere il partenariato strategico in un quadro permanente di dialogo politico e di sicurezza, inteso ad avvicinare gli interessi e a dare risposte comuni ad alcune delle sfide che si pongono alla sicurezza del continente europeo. Questo tipo di dialogo permetterà una migliore concertazione in tutti i pertinenti consessi cui partecipano sia la Russia che gli Stati membri, in particolare l'ONU e l'OSCE.

4. Sfide comuni nel continente europeo

    La prossimità geografica così come l'approfondimento delle relazioni e lo sviluppo degli scambi fra l'Unione e la Russia stanno creando un'interdipendenza sempre maggiore in una vasta gamma di settori. Soltanto con risposte comuni si potranno superare le sfide che sempre più spesso accomunano le due parti.

    È nell'interesse comune dell'Unione e della Russia imprimere alle loro politiche energetiche un'evoluzione che permetta di migliorare lo sfruttamento e la gestione delle risorse e la sicurezza dell'approvvigionamento in Russia e in Europa.

    La sicurezza nucleare è questione d'importanza fondamentale. L'Unione è pronta a continuare a fornire consulenza e sostegno al riguardo.

    L'ambiente è patrimonio comune dei popoli della Russia e dell'Unione europea. In quest'ambito hanno carattere prioritario lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali, la gestione delle scorie nucleari e la lotta all'inquinamento atmosferico e idrico, specialmente attraverso le frontiere.

    E' nell'interesse comune della Russia e dell'Unione intensificare la cooperazione nella lotta a flagelli comuni quali la criminalità organizzata, il riciclaggio dei capitali, la tratta degli esseri umani e il traffico di droga. Altro tema di primo piano è la lotta contro l'immigrazione clandestina. L'Unione propone di instaurare una maggiore cooperazione in questi settori dotando gli organismi competenti degli strumenti e delle forme di cooperazione necessari e intensificando gli scambi di esperti. E' inoltre pronta a fornire consulenza, in particolare per la definizione della normativa e lo sviluppo delle istituzioni competenti.

    La cooperazione regionale, in particolare nell'ambito delle organizzazioni regionali esistenti, è uno strumento utile per instaurare una cooperazione pratica che permetta di dare una risposta locale a queste sfide.

STRUMENTI E MEZZI

1. Disposizioni generali

    La presente strategia comune è attuata secondo le procedure applicabili previste dai trattati. Il Consiglio europeo chiede al Consiglio e alla Commissione, secondo le competenze definite agli articoli 3 e 13 del trattato sull'Unione europea, di assicurare l'unitarietà, la coerenza e l'efficacia delle iniziative che l'Unione intraprende per attuare la presente strategia comune.

    L'Unione europea si adopererà per realizzare gli obiettivi della presente strategia comune facendo adeguato ricorso a tutti i pertinenti strumenti e mezzi di cui l'Unione, la Comunità e gli Stati membri dispongono.

    Il Segretario Generale del Consiglio, Alto Rappresentante per la PESC, assiste il Consiglio nell'attuazione della presente strategia comune nel quadro degli obblighi derivantigli dai trattati. La Commissione è pienamente associata, a norma degli articoli 18 e 27 del trattato sull'Unione europea.

2. Consiglio, Commissione, Stati membri

Il Consiglio europeo chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di:

    - riesaminare, in base alle rispettive competenze e capacità, le azioni, i programmi, gli strumenti e le politiche esistenti al fine di assicurarne la coerenza con la presente strategia e, qualora si ravvisino incongruenze, apportarvi i necessari adeguamenti alla prima data di riesame;

    - sfruttare appieno e opportunamente gli strumenti e i mezzi esistenti, in particolare l'APC, oltre a tutti gli strumenti pertinenti dell'UE e degli Stati membri e ai programmi degli Stati membri, nonché stendere e tenere aggiornato, a tal fine, un inventario indicativo delle risorse dell'Unione, della Comunità e degli Stati membri mediante le quali sarà attuata la presente strategia comune.

3. Coordinamento

    Gli Stati membri si impegneranno ulteriormente per coordinare le loro iniziative nei confronti della Russia, anche nell'ambito di organizzazioni regionali e internazionali quali il Consiglio d'Europa, l'ONU, l'OSCE e gli IFI, compreso il coordinamento con la Comunità nei casi di sua competenza.

    Va inoltre consolidato il coordinamento tra gli Stati membri e la Commissione, anche tramite consultazioni periodiche tra i rispettivi rappresentanti in Russia.

    Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri si adopereranno per una cooperazione più efficace con le organizzazioni regionali e internazionali e cercheranno di realizzare gli obiettivi della strategia insieme ad altri paesi che perseguono gli stessi scopi.

    L'Unione europea inviterà i paesi candidati ad associarsi alle iniziative che rientrano nella presente strategia comune.

4. Attuazione e riesame

    Il Consiglio europeo chiede al Consiglio di:

      - assicurare che la prossima Presidenza presenti al Consiglio, nell'ambito del suo programma generale, un piano operativo per l'attuazione della presente strategia comune, che si ispiri ai settori d'azione di cui alla Parte II e tenga conto delle iniziative specifiche di cui alla Parte III;

      - riesaminare e valutare le iniziative lanciate dall'Unione sulla base della presente strategia e riferire al Consiglio europeo, almeno annualmente, sui progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi in essa previsti;

      - riesaminare la situazione regnante in Russia e l'andamento della cooperazione russa nell'attuazione della presente strategia, anche mediante rapporti periodici dei capimissione, e inserire una valutazione al riguardo nella relazione destinata al Consiglio europeo;

      - se necessario, raccomandare al Consiglio europeo modifiche delle Parti II e III della presente strategia.

    La Commissione, nell'ambito delle sue competenze, contribuirà a tale attuazione e riesame.

5. Cooperazione con la Russia

    L'Unione europea e gli Stati membri lavoreranno in stretta collaborazione con la Russia per attuare la presente strategia comune, in particolare attraverso l'APC e le istituzioni ivi previste.

6. Iniziative specifiche

    L'Unione perseguirà le iniziative specifiche elencate nella Parte III della presente strategia comune, che si basano sui settori d'azione individuati nella Parte II. Queste iniziative saranno adattate, ove necessario, e non precluderanno eventuali nuove iniziative nel corso dell'attuazione della presente strategia comune. Il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri, nell'ambito delle rispettive competenze e funzioni, sosterranno e opereranno per il raggiungimento di tali iniziative specifiche.

PARTE II

SETTORI D'AZIONE

L'Unione europea si concentrerà sui seguenti settori d'azione per l'attuazione della presente strategia comune.

1. Consolidamento della democrazia, dello Stato di diritto e delle istituzioni pubbliche in Russia

    Per rafforzare la democrazia, l'edificazione delle istituzioni e lo Stato di diritto in Russia, che sono condizioni preliminari per lo sviluppo di un'economia di mercato, l'Unione si adoprerà al fine di:

    a) rafforzare lo Stato di diritto e le istituzioni pubbliche

      - incoraggiando le necessarie riforme istituzionali che condurranno ad un'amministrazione moderna ed efficiente nell'ambito dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario in Russia, a livello federale, regionale e locale e fornendo il relativo sostegno, in particolare sviluppando, attraverso la promozione di contatti tra le autorità giudiziarie e gli organi di applicazione della legge degli Stati membri dell'UE e quelli della Russia, un sistema giudiziario e una pubblica amministrazione indipendenti e strutture di applicazione della legge tenute a rispondere del loro operato;

      - sviluppando programmi di formazione per giovani politici e pubblici dipendenti;

      - esplorando, in risposta ad una richiesta della Russia, le possibilità di un'azione dell'UE, in cooperazione con organizzazioni internazionali come l'OSCE, a sostegno dello svolgimento efficiente di elezioni, per la Duma e presidenziali, libere e regolari nel 1999 e nel 2000;

      - sostenendo l'impegno della Russia per adempiere i propri obblighi internazionali in materia di diritti dell'uomo, fra l'altro nell'ambito del Consiglio d'Europa, dell'ONU e dell'OSCE, e promuovendo le attività comuni dell'UE e del Consiglio d'Europa relative alla Russia nei settori dello Stato di diritto e dei diritti dell'uomo, nonché fornendo assistenza per quanto attiene alla salvaguardia dei diritti dell'uomo, nonché delle donne, dei minori e delle minoranze e potenziando i programmi volti a promuovere l'abolizione della pena di morte.

b) rafforzare la società civile

    - potenziando i contatti tra esponenti politici della Russia e dell'UE a livello federale, regionale e locale, comprese le Assemblee a tutti i livelli;

    - promuovendo scambi culturali e educativi più numerosi tra la Russia e l'UE, nonché contatti più profondi tra le due società basandosi sulla lunga tradizione del contributo della Russia alla formazione della civilizzazione europea, in particolare riesaminando e potenziando, ove necessario, i programmi di borse di studio ed i contatti tra studenti;

    - dando sostegno alle ONG indipendenti;

    - cooperando con la Russia per rafforzare il sostegno ai rifugiati e agli sfollati all'interno del paese;

- contribuendo alla libertà di stampa;

    - promuovendo pari opportunità per uomini e donne.

2. Integrazione della Russia in uno spazio economico e sociale europeo comune

    L'UE:

a) consoliderà il processo di riforme economiche in Russia

    - intensificando l'impatto della consulenza in materia di politica economica, anche mediante un dialogo politico ad alto livello, in modo da promuovere lo sviluppo di un'economia di mercato, tenendo pienamente conto dei problemi transitori risultanti dalle necessarie modifiche strutturali;

    - impegnandosi ulteriormente, in seno agli organismi competenti, per coordinare la politica dell'UE nell'ambito di istituti finanziari internazionali;

    - fornendo assistenza affinché sia istituito e realizzato in Russia un quadro legislativo e regolamentare trasparente e stabile, destinato a promuovere l'attività economica e maggiori investimenti nazionali ed esteri;

    - promuovendo la creazione del quadro legislativo e istituzionale necessario a politiche fiscali sostenibili (ad es. fiscalità, contabilità e controllo della spesa);

    - promuovendo riforme credibili nel settore bancario con condizioni eque per le banche estere ed un efficace coordinamento dei donatori con la piena partecipazione dell'UE;

    - incoraggiando ulteriori riforme strutturali, economiche e amministrative, tra cui un'ulteriore privatizzazione, la ristrutturazione delle imprese e la crescita delle PME russe;

    - contribuendo a rendere più competitivi in Russia i settori dell'industria, dell'agricoltura e dell'energia;

    - contribuendo a gettare le basi per un'efficace riforma agraria in Russia, che consenta l'introduzione della proprietà privata, e fornendo assistenza tecnica per questo processo (per esempio mediante un catasto funzionante);

b) appoggerà l'integrazione della Russia in un'area più vasta di cooperazione economica in Europa

    - promuovendo il progressivo ravvicinamento delle legislazioni, in particolare nel settore doganale, nonché in materia di norme e certificazione, di politica della concorrenza e di ambiente;

    - incoraggiando l'ulteriore integrazione della Russia nel sistema commerciale multilaterale e appoggiando lo sforzo della Russia volto a soddisfare i requisiti per l'adesione all'OMC, inclusa la riforma legislativa e istituzionale;

    - valutando come si possano instaurare le condizioni necessarie, oltre all'adesione della Russia all'OMC, per la futura creazione di una zona di libero scambio UE-Russia;

    - incoraggiando la Russia a rimuovere gli ostacoli agli scambi commerciali e agli investimenti, in particolare migliorando le procedure e le strutture di transito doganale, e esaminando, secondo le norme e le procedure UE, le preoccupazioni della Russia per quanto riguarda l'accesso al mercato dell'UE;

    - esplorando più concretamente le possibilità di cooperazione in settori in cui le conoscenze specialistiche russe sono consolidate (per esempio scienza, aeronautica, settore spaziale e energia);

    - promuovendo il partenariato allo scopo di favorire lo sviluppo dell'industria culturale in Russia, anche nel settore della gestione del patrimonio artistico;

    - coordinando in modo migliore e, se necessario, espandendo gli attuali programmi europei intesi a formare dirigenti e imprenditori russi;

c) porrà le basi per un'economica di mercato sociale

    - favorendo il dialogo sociale tramite il sostegno alla costituzione di sindacati e di organizzazioni dei datori di lavoro di tipo moderno;

    - incoraggiando una maggiore adesione alle norme fondamentali dell'OIL in materia di lavoro;

    - cercando di assicurare la tutela sociale di tutti i cittadini russi, in particolare delle categorie vulnerabili, mediante il sostegno tecnico alla riforma amministrativa dei servizi sociali e dei sistemi di assistenza sanitaria in Russia.

3. Cooperazione per rafforzare la stabilità e la sicurezza in Europa e altrove

    L'UE desidera approfondire ed estendere la cooperazione con la Russia e individuare risposte comuni alle sfide in materia di sicurezza in Europa e altrove mediante:

a) un rafforzamento del dialogo politico

    - valutando le possibilità di imprimere maggiore continuità all'attuale dialogo politico e di renderlo più operativo, avvalendosi tra l'altro dell'importante ruolo che sarà svolto dal Segretario Generale del Consiglio, Alto Rappresentante della PESC;

    - collaborando con la Russia per sviluppare iniziative di politica estera comuni a sostegno di obiettivi di politica estera comuni;

b) la collocazione della Russia nell'ambito dell'architettura europea di sicurezza

    - sviluppando ulteriormente la cooperazione con la Russia nell'ambito della nuova architettura europea di sicurezza nel contesto dell'OSCE, in particolare, nella preparazione del vertice di Istanbul;

    - proseguendo la cooperazione con la Russia nell'elaborazione di alcuni aspetti della Carta della sicurezza europea;

    - esaminando la possibilità di agevolare la partecipazione della Russia qualora l'Unione europea si avvalga dell'UEO per missioni nel contesto dei compiti di Petersberg;

c) la diplomazia preventiva

    - potenziando la cooperazione tra l'Unione europea e la Russia per contribuire a prevenire e a risolvere i conflitti nonché a gestire le crisi, anche nell'ambito dell'OSCE e dell'ONU;

    - favorendo il controllo degli armamenti e il disarmo e l'attuazione degli accordi esistenti, rafforzando i controlli sulle esportazioni, riducendo la proliferazione delle armi di distruzione di massa (WMD) e appoggiando il disarmo nucleare e la distruzione delle armi chimiche.

4. Sfide comuni sul continente europeo

    L'Unione europea coopererà, in particolare, con la Russia in materia di:

d) energia e sicurezza nucleare

    - potenziando l'impegno della Russia nella riforma del settore energetico, inclusa la sicurezza nucleare e la tutela dell'ambiente, ad esempio collaborando con la Russia per migliorare l'efficienza e fornendo assistenza tecnica in materia di conservazione dell'energia, in Russia; migliorando la sicurezza delle centrali nucleari e cooperando su questioni relative alle scorie nucleari e al combustibile esaurito nella Russia nordoccidentale;

    - promuovendo l'impegno russo per la sicurezza nucleare nel quadro della Convenzione sulla sicurezza nucleare, tramite l'accordo sul conto "sicurezza nucleare" e nel contesto di iniziative internazionali e contribuendo a rafforzare l'autorità di regolamentazione russa per la sicurezza nucleare (GAN);

    - promuovendo la ratifica da parte della Russia del trattato sulla Carta europea dell'energia e proseguendo le consultazioni su un accordo quadro multilaterale di transito che rafforzerà la cooperazione tra la Russia e i suoi vicini sull'accesso al sistema russo di oleodotti;

e) ambiente e sanità

    - incoraggiando e sostenendo lo stoccaggio in condizioni di sicurezza di scorie nucleari e rifiuti chimici e la gestione sicura di combustibile esaurito, soprattutto nella Russia nord occidentale;

    - sostenendo l'integrazione di considerazioni ambientali nella riforma economica e fornendo assistenza per la creazione di sistemi efficaci per controllare e assicurare la conformità con accordi multilaterali in materia di ambiente e sostenendo la Russia per rafforzare l'applicazione della legislazione nazionale sull'ambiente;

    - collaborando con la Russia, specialmente nelle zone vicine ad una futura Unione allargata per ridurre l'inquinamento atmosferico e idrico, migliorare la protezione dell'ambiente e cooperare alla promozione dell'uso sostenibile delle risorse naturali, in particolare nelle varie sedi di cooperazione regionale;

    - cooperando con la Russia per migliorare la prevenzione contro le malattie infettive, anche sostenendo dei programmi di vaccinazione;

    - cooperando anche per un rafforzamento dei controlli fitosanitari;

f) lotta contro la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro, la tratta di esseri umani e il traffico di droga; cooperazione giudiziaria

    - rafforzando lo stato di diritto e fornendo aiuto allo sviluppo dell'ordinamento giuridico, anche incitando la Russia a firmare, ratificare e applicare le convenzioni fondamentali, specialmente nel settore della cooperazione civile, penale e giudiziaria;

    - proseguendo, sulla base delle posizioni comuni esistenti, un dialogo appropriato con la Russia nei negoziati in corso a Vienna sulla Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato transnazionale;

    - incrementando la cooperazione e lo scambio di esperti tra gli Stati membri e la Russia nel contesto della lotta alla criminalità organizzata, anche nel settore del trattamento e del reinserimento sociale dei tossicodipendenti nonché in quello della prevenzione della tossicodipendenza. Ciò può essere conseguito in collaborazione con l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze;

    - organizzando seminari sui vari tipi e metodi di riciclaggio del denaro;

    - sviluppando la cooperazione dell'EUROPOL con le competenti autorità russe, come previsto dalla Convenzione Europol, in particolare per rendere più efficace la lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di droga nonché l'immigrazione clandestina;

    - intensificando la cooperazione degli ufficiali di collegamento degli Stati membri a Mosca, entro i limiti delle rispettive legislazioni nazionali;

    - sviluppando meccanismi di cooperazione per combattere la criminalità transnazionale connessa con la droga e il coinvolgimento della Russia nel processo di concertazione del Gruppo di Dublino;

    - attuando campagne di informazione in collaborazione con le agenzie russe al fine di impedire la tratta degli esseri umani;

    - migliorando la cooperazione relativa alla riammissione dei propri cittadini, degli apolidi e dei cittadini dei paesi terzi, compresa la conclusione di un accordo di riammissione; combattendo l'immigrazione clandestina anche tramite la prosecuzione dei corsi di addestramento di base e di perfezionamento per il personale delle autorità di frontiera e di immigrazione;

    - intensificando il dialogo con la Russia sull'adeguamento della politica di questo paese concernente i visti rispetto all'Unione europea, attraverso l'introduzione di requisiti in materia in base alle disposizioni CE nonché di documenti di viaggio che siano sufficientemente a prova di contraffazione;

    - cooperando con la Russia affinché quest'ultima introduca sanzioni nei confronti di vettori che forniscono trasporti transfrontalieri a passeggeri non provvisti di documenti idonei e sanzioni penali per combattere le organizzazioni clandestine di immigrazione;

g) cooperazione regionale e transfrontaliera e infrastruttura

    - collaborando maggiormente con la Russia nelle varie sedi della cooperazione regionale (CSMB, CEM, Consiglio euro-artico di Barents) e stimolando la cooperazione transfrontaliera con le regioni russe limitrofe (compresa Kaliningrad), specialmente in vista dell'allargamento dell'Unione europea, anche nel quadro della dimensione settentrionale;

    - potenziando la cooperazione e l'assistenza tecnica nel settore della gestione delle frontiere e in quello doganale;

    - esplorando la possibilità di collaborare per collegare i sistemi di trasporto russi (su strada e per ferrovia) con i corridoi transeuropei e cercare modi reciprocamente soddisfacenti per studiare i problemi dei trasporti.

PARTE III

INIZIATIVE SPECIFICHE

Verranno perseguite le seguenti iniziative specifiche, ferma restando la possibilità di introdurne altre nuove.

Dialogo politico e in materia di sicurezza

L'Unione studierà i modi per conferire maggiore continuità, flessibilità e concretezza all'attuale dialogo politico, come stabilito dall'APC, e per renderlo più operativo ed efficace:

    - il Consiglio esaminerà la possibilità di istituire un meccanismo permanente UE/Russia ai fini di un dialogo politico e in materia di sicurezza, tenendo presente l'importante ruolo che dovrà svolgere il Segretario Generale del Consiglio quale Alto Rappresentante della PESC. Uno degli obiettivi consisterebbe nel lavorare con la Russia per sviluppare iniziative congiunte di politica estera per quanto riguarda determinati paesi terzi e regioni, la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi, specialmente nelle zone confinanti con la Russia, nonché nei Balcani e in Medio Oriente;

    - il Consiglio valuterà la possibilità di affiancare ai colloqui della troika a livello di esperti, attualmente previsti, un meccanismo di consultazione con la Russia in materia di non proliferazione, coinvolgendo eventualmente i paesi terzi nonché intensificando gli sforzi, anche attraverso attività comuni e di coordinamento con i paesi terzi, per appoggiare la distruzione delle armi chimiche della Russia;

    - il Consiglio esaminerà inoltre la possibilità di azioni e posizioni comuni riguardo alla sicura gestione di materiali biologici e chimici, nonché di materie fissili russi soggetti al controllo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) che sono indicati come non più necessari per scopi di difesa, in particolare in base a convenzioni internazionali. Particolare attenzione sarà prestata al Centro internazionale di scienza e tecnologia di Mosca.

I lavori relativi alle suddette azioni inizieranno entro la fine del 1999.

Dialogo relativo alle questioni economiche

La situazione macroeconomica della Russia, l'esperienza dell'integrazione europea, l'introduzione dell'euro e il processo di allargamento accrescono l'importanza delle consultazioni specifiche tra l'Unione e la Russia sulle questioni economiche.

L'Unione prenderà in considerazione l'avvio di un dialogo specifico ad alto livello UE/Russia a sostegno dello sviluppo da parte del Governo russo di misure in grado di promuovere una ripresa economica sostenibile sulla base di un programma economico globale, approvato dall'FMI, che porti all'instaurazione di un'economia di mercato funzionante. L'Unione prenderà altresì in considerazione la prestazione di consulenza ad alto livello al Governo russo in materia di politica economica, con il coinvolgimento di eminenti esperti dell'UE.

Gli Stati membri rafforzeranno, se necessario, il loro coordinamento nelle pertinenti organizzazioni e sedi internazionali.

Una relazione congiunta della Presidenza e della Commissione riguardo a queste proposte dovrebbe essere messa a punto dagli organi competenti entro la fine del 1999.

Scambi e investimenti

Tenuto conto dell'avvio di un nuovi negoziati multilaterali nell'ambito dell'OMC, nonché del fatto che la Comunità ha avanzato proposte circa la maniera in cui la Russia può proseguire i negoziati riguardanti la sua adesione alla suddetta organizzazione, la Comunità ribadisce la sua disponibilità a mantenere e, se del caso, a potenziare il suo attuale sostegno agli sforzi intrapresi dalla Russia per conformarsi nel più breve tempo possibile ai requisiti previsti per l'adesione all'OMC.

Inoltre, la Commissione esaminerà la maniera di approfondire il dialogo sugli investimenti in atto con la Russia nel quadro dell'APC, al fine di migliorare il clima degli scambi e degli investimenti in Russia e agevolare l'espansione del commercio e degli investimenti nei due sensi. Essa presenterà al Consiglio una relazione al riguardo entro la fine del 1999.

Lotta alla criminalità organizzata

L'Unione europea e la Russia sono fortemente interessate all'instaurazione di un'efficace e duratura cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni, in particolare come mezzo per promuovere il rispetto dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto. In tale ambito, la lotta alla criminalità organizzata costituisce naturalmente una priorità.

L'Unione europea propone perciò un piano d'azione che si concentra su un'azione comune con la Russia per combattere la criminalità organizzata, comprese le azioni intese a contrastare la corruzione, il riciclaggio dei capitali, il traffico di droghe, la tratta degli esseri umani e l'immigrazione clandestina. L'Unione propone di coprire tra l'altro i seguenti settori:

    - l'assistenza nella formazione di base del personale delle autorità di polizia e giudiziarie, con particolare riguardo alle tecniche investigative e d'intervento;

    - lo sviluppo del necessario quadro legale, istituzionale e giudiziario per perseguire efficacemente il crimine organizzato, in particolare nel settore del riciclaggio di denaro, dell'attività economica illecita e della tratta di esseri umani;

    - lo sviluppo di efficaci meccanismi di cooperazione per combattere la criminalità legata al traffico transfrontaliero di droghe;

    - lo sviluppo della cooperazione tra l'Europol e le competenti autorità russe come previsto dalla convenzione Europol.

Una discussione con la Russia nell'ambito dell'accordo ACP e un costante dialogo tra i competenti organi russi e gli ufficiali di collegamento degli Stati membri dell'Unione europea di stanza a Mosca permetterà di analizzare esattamente le esigenze della Russia in questo settore. A tale riguardo, rivestirà particolare importanza la Conferenza UE-Russia sulla criminalità organizzata che si terrà nel dicembre 1999. Una relazione sarà presentata al Consiglio nel primo semestre del 2000.

Programmi di gemellaggio

Il duplice obiettivo di rafforzare le istituzioni pubbliche russe e ravvicinare le società civili implica un incremento nello sviluppo degli scambi tra Russia e Stati membri a tutti i livelli.

A tal fine, l'Unione desidera istituire programmi di gemellaggio con la Russia:

- per rafforzare le istituzioni: nelle amministrazioni regionali e locali;

    - per ravvicinare le società civili: tra le associazioni professionali e le organizzazioni sindacali, le università, le ONG e i mass-media. La Commissione esaminerà la possibilità di utilizzare i programmi comunitari a tal fine (TACIS, TEMPUS e DEMOCRATIE). Saranno altresì utilizzati gli strumenti bilaterali degli Stati membri. Questi ultimi e la Commissione coordineranno i loro programmi e potranno beneficiare, al riguardo, del programma istituito dall'Unione per formare i quadri russi.

    - Sulla scorta di un inventario degli strumenti esistenti (che la Commissione dovrà redigere in collegamento con il Segretariato generale del Consiglio) e di una missione di identificazione in Russia, la Commissione sottoporrà una relazione al Consiglio entro la fine del 1999 e, successivamente deciderà in merito alle opzioni e presenterà proposte concrete.

Programmi di scambio per studenti e giovani ricercatori

L'Unione esaminerà la possibilità di elaborare programmi UE di scambio per studenti, facenti parte integrante del loro corso di studi, e per giovani ricercatori che lavorino in base a contratti del Centro di scienza e tecnologia . Ciò comporterà in particolare:

    - l'invito alla Commissione a redigere un inventario dei programmi CE e degli Stati membri esistenti;

    - l'invito alla Commissione a presentare, entro il primo semestre del 2000, una relazione sulla maniera di migliorare la complementarità tra i programmi europei esistenti in questo settore, nonché sulle possibilità e modalità di programmi comunitari di scambio rafforzati.

Istituzione di un sistema sanitario e previdenziale sostenibile

Gli Stati membri e la Commissione riesamineranno i loro programmi destinati, in generale, ad incoraggiare gli sforzi che la Russia compie per creare un sistema di previdenza e sicurezza sociale e, in particolare, a sostenere la riforma dei sistemi di sanità pubblica in Russia e migliorare il coordinamento, l'efficienza e la complementarità di tali programmi, in vista di una relazione della Commissione entro il giugno 2000.

Cooperazione transfrontaliera e regionale

L'Unione appoggerà il rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e regionale e preparerà un inventario di tutti i pertinenti strumenti ed azioni della CE e degli Stati membri finalizzati a programmi rafforzati UE di coinvolgimento nelle regioni russe che rivestono un particolare interesse per l'UE. In tale contesto, il Consiglio e la Commissione accelereranno i lavori preparatori della Conferenza di Helsinki sulla dimensione settentrionale per le politiche dell'Unione che si svolgerà nel novembre 1999.

PARTE IV

DURATA

La presente strategia comune si applica a decorrere dalla data della sua pubblicazione per un periodo iniziale di quattro anni. Essa può essere prorogata, riveduta e, se del caso, adeguata dal Consiglio europeo su raccomandazione del Consiglio.

PUBBLICAZIONE

La presente strategia comune è pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

Fatto a Colonia, addì

 Per il Consiglio europeo

 Il Presidente

Dichiarazione del Consiglio europeo

relativa alla strategia comune sulla Russia

Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata nell'adottare le azioni comuni, le posizioni comuni e tutte le altre decisioni che rientrano nell'ambito di applicazione del titolo V del trattato sull'Unione europea (Politica estera e di sicurezza comune) in base alla strategia comune.

Gli atti che non rientrano nel campo di applicazione del titolo V del trattato sull'Unione europea continuano ad essere adottati secondo le procedure decisionali appropriate previste dalle pertinenti disposizioni dei trattati, ivi compresi il trattato che istituisce la Comunità europea e il titolo VI del trattato sull'Unione europea.

ALLEGATO III

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO

SUL RAFFORZAMENTO DELLA POLITICA EUROPEA COMUNE IN MATERIA DI SICUREZZA E DI DIFESA

    1. Noi, membri del Consiglio europeo, siamo determinati a far sì che l'Unione europea svolga appieno il suo ruolo sulla scena internazionale. A tale scopo, intendiamo fornire all'Unione europea i mezzi e le capacità necessari perché possa assumere le proprie responsabilità per quanto riguarda una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Il lavoro intrapreso su iniziativa della Presidenza tedesca e l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam ci consentono oggi di compiere un passo in avanti decisivo.

    Nel perseguire i nostri obiettivi in materia di politica estera e di sicurezza comune e la definizione progressiva di una politica di difesa comune siamo convinti che il Consiglio debba poter decidere nell'intero ambito della prevenzione dei conflitti e delle attività di gestione delle crisi definite nel trattato sull'Unione europea, i cosiddetti "compiti di Petersberg". A tal fine, l'Unione deve avere la capacità di condurre azioni in modo autonomo, potendo contare su forze militari credibili, i mezzi per decidere di farle intervenire e la disponibilità a farlo, al fine di rispondere alle crisi internazionali senza pregiudizio per le azioni della NATO. L'UE aumenterà pertanto la propria capacità di contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali secondo i principi della Carta delle Nazioni Unite.

    2. Siamo convinti che, per potere svolgere appieno i suoi compiti nel settore della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi, l'Unione europea debba disporre di capacità e di strumenti appropriati. Ci impegniamo pertanto a sviluppare ulteriormente capacità militari europee più efficaci, a partire da quelle già esistenti a livello nazionale, binazionale e multinazionale nonché a rafforzare le nostre capacità a tal fine.

    Ciò richiede il mantenimento di uno sforzo di difesa sostenuto, l'attuazione dei necessari adeguamenti e in particolare il rafforzamento delle nostre capacità nei settori dell'informazione, dei trasporti strategici, del comando e del controllo. È inoltre necessario adeguare, addestrare e riunire le forze europee nazionali e multinazionali.

    Riconosciamo inoltre la necessità di compiere sforzi sostenuti per rafforzare la base di difesa industriale e tecnologica, che vogliamo sia competitiva e dinamica. Siamo determinati a promuovere la ristrutturazione delle industrie europee della difesa tra gli Stati interessati. Ci adopereremo di conseguenza per una più stretta ed efficiente collaborazione con l'industria della difesa. Cercheremo di compiere ulteriori progressi per quanto riguarda l'armonizzazione delle esigenze in campo militare nonché la pianificazione e l'approvvigionamento degli armamenti, che verranno ritenuti appropriati dagli Stati membri.

    3. Ci rallegriamo dei risultati del Vertice NATO di Washington per quanto riguarda il sostegno della NATO al processo avviato dall'UE e la sua conferma che un ruolo più efficace dell'Unione europea nella prevenzione dei conflitti e nella gestione delle crisi contribuirà a dare vitalità ad un'Alleanza rinnovata. Nell'attuare questo processo avviato dall'UE, garantiremo lo sviluppo di una reciproca ed efficace consultazione, cooperazione e trasparenza tra l'Unione europea e la NATO.

    Intendiamo sviluppare un'efficace gestione delle crisi sotto la guida dell'UE nel cui quadro gli Stati membri dell'UE, siano essi membri della NATO o neutrali e non alleati, possano partecipare pienamente e su un piano di parità alle operazioni dell'UE.

    Adotteremo i necessari meccanismi per consentire agli alleati e ai partner europei che non sono membri dell'UE di partecipare nella più ampia misura possibile a tale impresa.

    4. Approviamo e adottiamo pertanto la relazione elaborata dalla Presidenza tedesca, che rispecchia il consenso raggiunto tra gli Stati membri.

    5. Siamo adesso determinati a compiere un nuovo passo nella costruzione dell'Unione europea. A tal fine incarichiamo il Consiglio "Affari Generali" di preparare i presupposti e le misure necessari per raggiungere questi obiettivi, compresa la definizione delle modalità per l'inclusione nell'Unione di quelle funzioni dell'UEO che saranno necessarie all'UE per far fronte alle sue nuove responsabilità nell'ambito dei compiti di Petersberg. A questo proposito, l'obiettivo perseguito è l'adozione delle necessarie decisioni entro la fine del 2000. In tale circostanza, l'UEO in quanto organizzazione avrebbe esaurito il suo scopo. Ciò non recherà pregiudizio alle diverse posizioni degli Stati membri rispetto alle garanzie di difesa collettiva. L'Alleanza resta il fondamento della difesa collettiva dei suoi Stati membri.

    Invitiamo pertanto la Presidenza finlandese a proseguire i lavori nell'ambito del Consiglio "Affari generali" sulla base della presente dichiarazione e della relazione della Presidenza al Consiglio europeo di Colonia. Auspichiamo una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori da parte della Presidenza finlandese al Consiglio europeo di Helsinki.

Relazione della Presidenza sul rafforzamento

della politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa

1. Introduzione

Il trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1° maggio, prevede il rafforzamento della politica estera e di sicurezza comune (PESC), compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune come previsto dall'articolo 17 del TUE. Il trattato prevede altresì la possibilità di integrare l'UEO nell'UE, qualora il Consiglio europeo decida in tal senso.

Il Consiglio europeo di Vienna si è compiaciuto del nuovo slancio impresso al dibattito su una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Esso ha ritenuto che affinché l'Unione europea possa svolgere appieno il suo ruolo sulla scena internazionale la PESC debba poter contare su capacità operative credibili. Si è inoltre rallegrato della dichiarazione francobritannica fatta il 4 dicembre 1998 a St. Malo. Il Consiglio europeo ha invitato la Presidenza tedesca a proseguire i lavori al riguardo e ha convenuto di riesaminare la questione nella riunione di Colonia. A tal fine l'argomento è stato discusso dai Ministri degli esteri nella riunione informale tenuta a Reinhartshausen il 13 e 14 marzo e al Consiglio "Affari generali" del 17 maggio.

Il Vertice della NATO di Washington si è rallegrato del nuovo slancio che il trattato di Amsterdam ha impresso al rafforzamento di una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa, ed ha confermato che un ruolo europeo più forte contribuirà alla vitalità dell'Alleanza nel XXI secolo.

Il Vertice NATO ha inoltre sottolineato che lo sviluppo della PESC, come auspicato nel trattato di Amsterdam, sarebbe compatibile con la politica di sicurezza e di difesa comune instaurata nell'ambito del trattato di Washington. Tale processo porterà ad un più elevato grado di complementarità, cooperazione e sinergia.

Nella riunione del Consiglio dei Ministri dell'UEO del 10 e 11 maggio la questione è stata discussa sulla base della riflessione informale avviata nella riunione di detto Consiglio svoltasi a Roma. Gli Stati membri intraprenderanno azioni in linea con le conclusioni dell'inventario delle capacità di difesa europee che è attualmente svolto dall'UEO.

2. Principi orientativi

L'obiettivo perseguito è il rafforzamento della PESC mediante lo sviluppo di una politica europea comune in materia di sicurezza e di difesa. Ciò richiede una capacità d'agire in modo autonomo che possa contare su capacità militari credibili, nonché su organi decisionali appropriati. Le decisioni sulle azioni da intraprendere verrebbero prese nel contesto della PESC secondo procedure appropriate per rispecchiare il carattere specifico delle decisioni in questo settore. Il Consiglio dell'Unione europea sarebbe così in grado di decidere sull'intero spettro degli strumenti politici, economici e militari di cui dispone nel far fronte alle situazioni di crisi. L'Unione europea si è impegnata a preservare la pace e a rafforzare la sicurezza internazionale conformemente ai principi della Carta dell'ONU nonché ai principi dell'Atto finale di Helsinki e agli obiettivi della Carta di Parigi, come previsto nell'articolo 11 del TUE.

Il trattato di Amsterdam incorpora nel trattato i compiti di Petersberg ("le missioni umanitarie e di soccorso, le attività di mantenimento della pace e le missioni di unità di combattimento nella gestione delle crisi, ivi comprese le missioni tese al ristabilimento della pace").

I nostri sforzi dovrebbero quindi essere volti in particolar modo a far sì che l'Unione europea abbia a disposizione le capacità (anche militari) necessarie e le strutture appropriate ad un'efficace capacità decisionale nella gestione delle crisi nell'ambito dei compiti di Petersberg. Questo è il settore in cui maggiormente urge una capacità d'agire europea. Lo sviluppo di una capacità di gestione delle crisi militari deve essere considerato un'attività nel contesto della PESC (titolo V TUE) ed un elemento della graduale definizione di una politica comune di difesa in conformità dell'articolo 17 del TUE.

L'Alleanza atlantica rimane il fondamento della difesa collettiva dei suoi membri. Gli impegni a norma dell'articolo 5 del trattato di Washington e dell'articolo V del trattato di Bruxelles saranno in ogni caso salvaguardati per gli Stati membri che sono parte di tali trattati. La politica dell'Unione lascia impregiudicato il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni Stati membri.

3. Processi decisionali

Per quanto riguarda i processi decisionali dell'UE in materia di politica di sicurezza e di difesa, devono essere adottate le necessarie disposizioni per garantire il controllo politico e la direzione strategica delle operazioni "Petersberg" dirette dall'UE, affinché quest'ultima possa decidere e condurre efficacemente siffatte operazioni.

Inoltre l'UE dovrà disporre di mezzi di analisi delle situazioni, di fonti di informazione nonché di mezzi per effettuare la pertinente pianificazione strategica.

Ciò potrebbe richiedere in particolare:

    - riunioni periodiche (o ad hoc) del Consiglio "Affari generali", all'occorrenza con la partecipazione dei Ministri della difesa;

    - un organo permanente con sede a Bruxelles (Comitato politico e di sicurezza), composto di rappresentanti con competenza specifica nel settore politico/militare;

    - un Comitato militare dell'UE formato da rappresentanti militari, con il compito di formulare raccomandazioni al Comitato politico e di sicurezza;

    - uno stato maggiore militare dell'UE, compresa una Sala operativa per la raccolta e la valutazione delle informazioni;

    - altre risorse quali un Centro satellitare e un Istituto per gli studi sulla sicurezza.

Potrebbe essere necessario affrontare altre questioni di ordine istituzionale.

Le decisioni relative alle attività di gestione delle crisi, in particolare le decisioni che hanno implicazioni militari o in materia di difesa, saranno prese conformemente all'articolo 23 del trattato sull'Unione europea. Gli Stati membri conserveranno in ogni circostanza il diritto di decidere se e quando spiegare le proprie forze nazionali.

4. Attuazione

Per quanto riguarda le capacità militari, gli Stati membri dovranno creare ulteriori forze (compresi i relativi quartieri generali) in grado di condurre anche operazioni di gestione delle crisi, senza inutili duplicazioni. Le principali caratteristiche di dette forze comprendono la schierabilità, la sostenibilità, l'interoperabilità, la flessibilità e la mobilità.

Per l'efficace attuazione delle operazioni dirette dall'UE, l'Unione europea dovrà determinare, a seconda delle esigenze del caso, se condurre:

    - operazioni dirette dall'UE con il ricorso a mezzi e capacità della NATO, o

- operazioni dirette dall'UE senza il ricorso a mezzi e capacità della NATO.

Per quanto riguarda le operazioni dirette dall'UE senza il ricorso a mezzi e capacità della NATO, l'Unione europea potrebbe avvalersi di mezzi nazionali o multinazionali europei preindividuati dagli Stati membri. Ciò renderà necessario utilizzare strutture di comando nazionali che assicurino una rappresentatività a livello multinazionale nei quartieri generali, oppure avvalersi di strutture di comando esistenti nell'ambito di forze multinazionali. Ulteriori sforzi saranno necessari al fine di potenziare la capacità delle forze europee multinazionali e nazionali di reagire alle situazioni di crisi.

Per le operazioni condotte dall'UE con il ricorso a mezzi e capacità della NATO, comprese le intese relative al comando europeo, l'accento dovrebbe essere posto in particolare sui seguenti aspetti:

    - attuazione delle intese sulla base delle decisioni di Berlino del 1996 e di quelle del Vertice della NATO di Washington dell'aprile 1999;

    - ulteriori intese, come già espresso dalla NATO al Vertice di Washington, dovrebbero riguardare in special modo:

      = un sicuro accesso dell'UE alle capacità di pianificazione della NATO al fine di contribuire alla pianificazione militare delle operazioni dirette dall'Unione europea;

      = la presunzione di disponibilità per l'UE di capacità e risorse comuni della NATO previamente individuate, da impiegare in operazioni dirette dall'UE.

5. Modalità di partecipazione e di cooperazione

Una valida politica europea di sicurezza e di difesa richiederà quanto segue:

    - dare a tutti gli Stati membri dell'UE, inclusi i membri che non fanno parte dell'Alleanza, la possibilità di partecipare pienamente e su un piano di parità alle operazioni dell'UE;

    - prevedere le intese adeguate per garantire che i membri europei della NATO che non sono membri dell'UE possano partecipare nella misura più ampia possibile alle operazioni condotte dall'UE, assumendo come base le intese di consultazione esistenti nell'ambito dell'UEO;

    - predisporre le intese atte ad assicurare che tutti i partecipanti alle operazioni dirette dall'UE godano di pari diritti nella conduzione delle stesse, fatto salvo il principio dell'autonomia dei processi decisionali dell'UE, segnatamente il diritto del Consiglio di discutere e decidere politiche e questioni di principio;

    - garantire lo sviluppo di un'effettiva consultazione reciproca nella cooperazione e nella trasparenza tra la NATO e l'UE;

    - esaminare le modalità destinate ad assicurare ai paesi associati all'UEO la possibilità di partecipare.

ALLEGATO IV

DECISIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO RELATIVA ALL'ELABORAZIONE DI UNA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL'UNIONE EUROPEA

La tutela dei diritti fondamentali costituisce un principio fondatore dell'Unione europea e il presupposto indispensabile della sua legittimità. L'obbligo dell'Unione di rispettare i diritti fondamentali è confermato e definito dalla Corte di giustizia europea nella sua giurisprudenza. Allo stato attuale dello sviluppo dell'Unione è necessario elaborare una Carta di tali diritti al fine di sancirne in modo visibile l'importanza capitale e la portata per i cittadini dell'Unione.

Il Consiglio europeo ritiene che la Carta debba contenere i diritti di libertà e uguaglianza, nonché i diritti procedurali fondamentali garantiti dalla convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni degli Stati membri, in quanto principi generali del diritto comunitario. La Carta deve inoltre contenere i diritti fondamentali riservati ai cittadini dell'Unione. Nell'elaborazione della Carta occorrerà inoltre prendere in considerazione diritti economici e sociali quali sono enunciati nella Carta sociale europea e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori (articolo 136 TCE), nella misura in cui essi non sono unicamente a fondamento di obiettivi per l'azione dell'Unione.

Il Consiglio europeo è del parere che un progetto di siffatta Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea dovrebbe essere elaborato da un organo composto di delegati dei capi di Stato o di governo e del Presidente della Commissione europea, nonché di membri del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali. Rappresentanti della Corte di giustizia europea dovrebbero partecipare in qualità di osservatori. Rappresentanti del Comitato economico e sociale, del Comitato delle regioni e di gruppi sociali ed esperti dovrebbero essere invitati a esprimere il proprio parere. Il segretariato dovrebbe essere assicurato dal Segretariato generale del Consiglio.

Questo organo dovrà presentare un progetto in tempo utile prima del Consiglio europeo del dicembre 2000. Il Consiglio europeo proporrà al Parlamento europeo e alla Commissione di proclamare solennemente, insieme con il Consiglio, una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, sulla base di detto progetto. Successivamente occorrerà esaminare l'eventualità e le modalità necessarie per integrare la Carta nei trattati. Il Consiglio europeo incarica il Consiglio "Affari generali" di prendere le iniziative necessarie prima del Consiglio europeo di Tampere.

ALLEGATO V

DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO EUROPEO SUL KOSOVO

Il Presidente Ahtisaari, rappresentante dell'Unione europea, ha riferito ai Capi di Stato e di governo riuniti a Colonia sulla missione da lui appena compiuta a Belgrado con Cernomyrdin, inviato speciale del Presidente della Federazione russa.

I Capi di Stato e di governo si sono vivamente congratulati con i due emissari per il successo della loro iniziativa. Hanno preso atto che le autorità iugoslave hanno accettato il piano di pace, che riprende e precisa le condizioni della comunità internazionale.

I Capi di Stato e di governo riconoscono che esiste ora la possibilità reale di giungere a una soluzione politica, la cui prima tappa è l'avvio del ritiro verificabile di tutte le forze iugoslave dal Kosovo. Ciò permetterebbe di sospendere le operazioni della NATO. Essi auspicano che questo processo sia avviato immediatamente.

Sottolineano pertanto che è necessario adottare urgentemente una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU che autorizzi la creazione della forza internazionale di sicurezza e l'avvio dell'amministrazione civile internazionale provvisoria.

Essi hanno deciso che un progetto di risoluzione sarà elaborato senza indugio per essere immediatamente trasmesso ai paesi membri del Consiglio di sicurezza.

ALLEGATO VI

DOCUMENTI PRESENTATI AL CONSIGLIO EUROPEO DI COLONIA

 Relazione sul patto europeo per l'occupazione

    (8705/99)

 Contributo alla relazione della Presidenza sul patto europeo per l'occupazione

- Progetto di memorandum della Presidenza "Gioventù ed Europa - il nostro futuro"

    (8288/99 + COR 1 (d))

 Proposta di risoluzione del Consiglio relativa alle pari opportunità di lavoro per i disabili

    (8296/99)

 Comunicazione della Commissione sulle politiche comunitarie di sostegno all'occupazione

    (7827/99)

 Patto europeo per l'occupazione

    - Contributi degli Stati membri

    (8906/99)

 Relazione della Commissione "L'Unione europea come unità economica" - Relazione 1999

    (8746/99)

     Relazione della Commissione sui progressi compiuti nell'attuazione del processo di Lussemburgo : indicatori comuni e formazione continua

    (8745/1/99 REV 1)

     Progetto di relazione del Consiglio (ECOFIN) sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e della Comunità

    (8586/99)

     Comunicazione della Commissione "Attuazione del quadro per i mercati finanziari : piano d'azione"

    (8329/99)

     Conclusioni del Consiglio sulla relazione della Commissione concernente l'attuazione del piano d'azione per i servizi finanziari

    (8616/99)

     Relazione sui lavori del Consiglio (ECOFIN) al Consiglio europeo: Cooperazione rafforzata in materia di politica fiscale

    (8484/1/99 REV 1)

     Relazione per il Consiglio europeo sui miglioramenti del funzionamento del sistema finanziario internazionale

    (8460/1/99 REV 1)

 Relazione della Commissione "investimenti in infrastrutture nell'Unione europea"

    (8453/99)

     Documento di lavoro della Commissione "integrazione delle esigenze ambientali - Integrazione della politica ambientale"

    (8850/99)

     Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo "Preparativi per l'attuazione del protocollo di Kyoto"

    (8830/99)

 Nota della Presidenza sui diritti dell'uomo

    (8727/99)

 Relazione della Presidenza sulla sicurezza e la difesa europee

    (8239/1/99)

     Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sul processo di stabilizzazione e di associazione per i paesi dell'Europa sudorientale: Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica federale di Iugoslavia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Albania

    (8858/99)

     Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo sulla lotta contro il razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo negli Stati candidati

    (8831/99)

     Relazione della Commissione: Il problema del 2000: Stato di preparazione delle più importanti infrastrutture dell'Unione europea al cambio di data del 2000.

     (8996/99)


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